venerdì 31 maggio 2019

STRESA : IL DEGRADO




 



Serata dedicata al tema del degrado urbano che, a dispetto del nome e della fama, coinvolge e non poco la cittadina sul lago. Stresa insomma sembra che abbia perso il passo, che non sappia fare del suo passato virtù, anzi, forse, non vede l'ora di liberarsi di certe immagini del passato che, anziché nobilitarla, sembrano infastidirla, almeno imbarazzarla. Sta volta l'oggetto che, nell'ambito delle settimane sui beni cultutrali promosse da Italia Nostra, abbiamo preso in esame è stato l'abbandonata stazione della dismessa ferrovia Stresa/Mottarone. Da decenni il degrado si consuma accanto ad una delle porte di accesso del turismo, anzi si accentua e lo stato di abbandono non sembra mai finire. La serata, abbastanza partecipata, ma gli assenti sono sempre gli Stresiani doc, ha fatto il punto, non solo dal punto di vista della carrelata storica accompagnata da immagini di archivio ma anche da quello giuridico circa la effettiva proprietà del bene e da quello urbanistico, inquadrando e illustrando un po' tutte le problematiche che sembrano essere la causa, a parte la volontà umana, dello stato attuale. Non è mancata una prospettiva circa il futuro possibile, anche se non immediato, a partire dal Piano Paesaggistico Regionale che ha posto le premesse per una rivisitazione, in positivo, dello strumento di pianficazione locale anche riguardo il bene di cui parliamo. Quando ? Non lo sappiamo, i tempi non saranno brevi e quanto alle volontà, queste sono al momento imperscrutabili; infatti il confronto con l'Amministrazione locale, alla fine, è mancato. Per parte nostra l'impegno continuerà.

lunedì 6 maggio 2019

LA MINIERA NON CEDE




Alla nostra richiesta, precisa e puntuale, questa volta rispondono, congiuntamente, i due Assessori Regionali che detengono competenze nelle materie che coinvolgono il rilascio della concessione mineraria. Vi postiamo qui sotto la risposta. Inutile fare commenti: passi quando sono i Servizi che, per autoreferenza o altro, cercano di difendere l'indifendibile, ma quando le stesse argomentazioni, prive di senso, vengono sottoscritte da responsabili di atti di Governo, questo non dovrebbe essere ammesso o ammissibile in quanto pregiudica la loro credibilità e la fiducia che dovremmo accordargli, indipendentemente dalle appartenenze. Replicare ancora rischia di mandare a sbattere le nostre ragioni contro un muro di gomma, non sappiamo se potrà essere produttivo; ci rimane di attendere il responso del difensore civico, ma non è un giudice
e , al più può solo fare moral suasion. Vedremo.










mercoledì 24 aprile 2019

TENTATIVO CON IL DIFENSORE







Sulla questione miniera Seula, o meglio quella del monte Camoscio di Baveno, l'Associazione non intende per nulla lasciar perdere. Se sino a questo momento i tentativi di obbligare a prendere in considerazione le nostre osservazioni, ritualmente, formalmente e correttamente prodotte in sede di VIA, non hanno dato ancora un giusto esito, attendiamo comunque una risposta alla lettera che la nostra Presidente Regionale ha indirizzato ai vertici dell'Ente Regionale. Tuttavia abbiamo ritenuto non lasciare intentate neppure altre strade e tra queste quella di ricorrere all'Ufficio del Difensore Civico Regionale. E' dunque quello che abbiamo fatto oggi, chiedendo l'intervento di quell'Ufficio perché, preso atto delle nostre ragioni, induca l'Ente Regionale a riconsiderare, o meglio si dovrebbe dire considerare, le nostre ignorate osservazioni. Che varrebbe dunque avere la facoltà di utilizzare il diritto di partecipazione ad un procedimento di valutazione ambientale se, dopo aver formulato osservazioni assolutamente pertinenti, certamente pregnanti e per nulla banali, vediamo scritto su un atto del governo regionale, qual'é una deliberazione della Giunta, che le nostre osservazioni sono state ritenute non pertinenti perchè riferite ad altro. Ad altro cosa ? Lo dice per vero la stessa delibera che cita una nostra lettera di un tre mesi precedenti quella che contiene le osservazioni e che effettivamente riguardava altro. Ma le nostre osservazioni invece ? Mistero o altro. Vedremo; le carte , tutte, le abbiamo messe in mano al Difensore Civico Regionale che, per carità non è un castiga matti, ma la cosa è talmente eclatante che ci vorrebbe proprio tutta ignorarla.

martedì 16 aprile 2019

VIGNONE:SORVEGLIATO SPECIALE

 



Il Comune di Vignone, già al centro di una vicenda poco edificante che era stata portata in luce da questa Sezione, è ora impegnato in una variante dello strumento urbanistico. Nell'occasione abbiamo offerto il nostro contributo partecipativo che qui sotto postiamo in maniera integrale.













sabato 13 aprile 2019

NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO

 




Conclusasi la fase delle votazioni con lo scrutinio dei voti pervenuti a mezzo posta presso la sede legale dell'Associazione, il nuovo Consiglio, composto da 5 componenti, risulta costituito dalle seguenti soci eletti:
Bisattini Mauro architetto con studio in Verbania Intra: voti 21
Cerutti Maria persona ritirata dal lavoro residente a Vignone : voti 10
Ingaramo Giorgio Architetto con studio in Borgomanero: voti 19
Scalenghe Giorgio Veterinario già dipendente ASL residente in Omegna: voti 14
Vallenzasca Piero funzionario pubblico ritirato dal lavoro residente n Stresa: voti 27
Durane la riunione del nuovo Consiglio Direttivo, tenutasi il giorno 11 c.m., è stato eletto Presidente della Sezione Vallenzasca Piero che risulta così confermato per il secondo mandato triennale.
Il Consiglio ha inoltre conferito al socio Orsi Italo la carica di Presidente Onorario.
Il prossimo appuntamento vedrà la Sezione impegnata nella organizzazione delle giornate dei beni culturali che si svolgeranno durante il prossimo mesedi maggio e di cui daremo ampia diffusione in questo social e non solo.







venerdì 12 aprile 2019

LA MINIERA CONTESTATA

Risultati immagini per miniera seula

 

Non si conclude ancora la vicenda legata alla nuova concessione mineraria dell'area del monte Camoscio di Baveno. L'Associazioen chiede, giustamente, che una risposta alle lamentele sollevate per la mancata presa in considerazione delle osservazioni formulate in sede di VIA, sia data dai soggetti decisori e non, in maniera peraltro già da noi contestata, da uno soltanto dei Servizi regionali coinvolti. Perchè la pressione nei confronti degli Organi regionali decisori possa essere più efficacie, è intervenuto anche il Consiglio Regionale di Italia Nostra che, con nota del suo Presidente e che postiamo ha sollecitato una risposta adeguata. Vedremo.






 

venerdì 5 aprile 2019

AREE PROTETTE DELL'OSSOLA
APRILE 2019

NOTIZIE DAL PARCO

CONVEGNO NAZIONALE "I NUOVI BIVACCHI SULLE ALPI PENNINE E LEPONTINE"
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Un convegno nazionale per parlare della nuova frontiera nell’accoglienza alpina, dei bivacchi “amianto free” per l’escursionismo di domani e
di turismo sostenibile nei parchi naturali.

Organizzato in collaborazione con Aree Protette dell’Ossola,
Parco Naturale Alta Valle Antrona e Club Alpino Italiano 
- Sezioni “Est Monterosa”

Antronapiana - Sala Consiliare
13 aprile 2019
ore 15:00


Nel corso del 2018 è stata possibile la rimozione di quattro “bivacchi d’amianto” sulle Alpi Pennine e Lepontine. L’iniziativa, gestita dalle Aree Protette dell’Ossola, è stata realizzata con fondi PSR 2014-2020 e con la collaborazione amministrativa di Comuni ed Unioni Montane.
La prospettiva strategica è quella di certificare le Pennine e le Lepontine come “amianto free” nei bivacchi alpinistici ed escursionistici: una dimensione che proietta le nostre montagne nel futuro di compatibilità fruitiva delle Alpi, una visione pionieristica e innovativa di forte valenza ambientale.
I bivacchi sostituiti sono stati il “Farello” in Veglia, l’Antigine e il Camposecco in Antrona e il “Lanti” in Val Quarazza(Macugnaga).  I nuovi sostituiscono gli ormai vetusti bivacchi non più consoni alle normative attuali in quanto realizzato in cemento d’amianto secondo superati modelli degli anni ’70 del Novecento.

martedì 26 marzo 2019

STRESA: FERROVIE STORICHE

Risultati immagini per ferrovia stresa mottarone





Continua l'attività intrapresa per la ricerca di una soluzione alla questione della vecchia stazione della ferrovia Stresa/Mottarone.La costituzione di un gruppo di lavoro sulle ferrovie storiche presso la sede centrale nazionale, ha dato la possibilità ed opportunità di ricorrere ad esso per chiedere un supporto che sollecitasse i soggetti interessati a cercare e trovare una soluzione. Postiamo qui la nota che il Gruppo di lavoro ha indirizzato ai soggetti coinvolti. A questo punto confidiamo che possano arrivare delle risposte, ormai ampiamente mature e che quindi nessuno possa più ignorare il problema.

martedì 19 marzo 2019

UN APPELLO DEL COMITATO TUTELA DEVERO

 





COMITATO TUTELA DEVERO
AI CONSIGLIERI REGIONALI : UN APPELLO CON
76.800 FIRME CONTRO IL PIANO STRATEGICO “AVVICINARE LE MONTAGNE”
L’Alpe Devero è il cuore di una incantevole e insieme grandiosa regione alpina, nota in tutt’Europa; senza accesso alle auto, frequentata in inverno da sci alpinisti e escursionisti con le ciaspole, d’estate da escursionisti, scalatori, amanti dei prodotti di agriturismo, famiglie con bambini. Votata a un turismo dolce, a un avvicinarsi lento alle montagne, facilmente accessibile. Un luogo che ha visto fino ad oggi un ottimo equilibrio tra sviluppo, recettività e conservazione, anche in virtù del lungimirante Piano Paesistico che ha protetto i valori dell’architettura tradizionale montana impedendo un’espansione incontrollata di costruzioni e viabilità. Il territorio è tutelato da una attenta legislazione (locale, regionale, nazionale ed europea) che nasce per preservarne la qualità.
Il Devero è minacciato dal progetto di un “faraonico” comprensorio turistico denominato “Avvicinare le Montagne”, proposto nel febbraio 2018 come Piano Strategico dalla Provincia del VCO e i Comuni di Baceno, Crodo, Varzo e Trasquera1. Mediante un precedente Protocollo di Intesa per lo sviluppo ed il rilancio turistico dei Comuni, sottoscritto nel marzo 2017 tra le Amministrazioni sopra citate e la Società San Domenico Ski srl, questa risulta come ente attuatore nel Piano Strategico. Il Piano Strategico è attualmente in fase di Valutazione Ambientale Strategica: si attende il rapporto ambientale con il recepimento delle osservazioni degli enti preposti, rapporto che sarà sottoposto a osservazioni pubbliche.
Giovedì 10 gennaio 2019 il Comitato Tutela Devero è stato convocato dalla Commissione Ambiente del Consiglio Regionale Piemonte in merito alle obiezioni al Piano Strategico “Avvicinare le Montagne”: la proposta di trasformazioni di aree montane tutelate e apprezzate da più di 170.0002 persone ogni anno per il paesaggio, la ricchezza degli habitat e delle specie rare, in un nuovo comprensorio turistico con importante potenziamento di impianti a fune, nuove piste, strutture edilizie e infrastrutture.
Il Comitato e le Associazioni che lo compongono hanno consegnato alla Regione 75.000 firme di sottoscrittori della petizione on line Salviamo l’Alpe Devero che si oppone al Piano Strategico. Oggi le firme sono 76.800, in crescita ogni giorno.
Il Comitato ha espresso alla Commissione Ambiente le proprie obiezioni:
• Un progetto con pesanti infrastutturazioni proposte in gran parte in zone protette: l’area confinante col Parco Veglia Devero è tutelata come “Zona di Salvaguardia” ed è riconosciuta dall’Unione Europea tra le “Zone Speciali di Conservazione” e “Siti di interesse comunitario” per garantire habitat, flora e fauna rari.
• Un Piano Strategico pubblico sullo sviluppo di un territorio che invece che partire dalle sue naturali risorse, accortamente protette da un’articolata legislazione, valorizzandone le caratteristiche, propone interventi che hanno continue interferenze con le normative vigenti.
• Il progetto danneggia per sempre il paesaggio e l’ambiente: invece che bellezza, silenzio e biodiversità si vogliono folle e infrastrutture permanenti e invasive. Seggiovie a sei posti con cupole in plastica, alti piloni, stazioni fino a 60 metri di lunghezza, bar e punti panoramici in cemento, servizi, sbancamenti, bacini e cannoni per la neve artificiale, nuove piste da sci, slittini e mountain bike. Interventi immobiliari nella piana del Devero in completa violazione delle volumetrie del Piano Paesistico; infrastrutture di accesso con posteggi per migliaia di visitatori.
• Il Piano, nei suoi obiettivi, mira a collegare Devero a San Domenico ed espandersi sull’incontaminato Téggiolo tramite un sistema di impianti a fune. Il collegamento non è
1 Il Piano Strategico “Avvicinare le Montagne” è pubblicato sul sito della Provincia del VCO
2 Vedi nuovi dati 2018: Turismo in crescita all’Alpe Devero. Nel 2018 sono salite 70.000 auto.
consentito in un’area tutelata, ed è vietato dal recente Piano Paesaggistico Regionale che non ammette il valico dei crinali montani. Una imponente funivia di collegamento è stata “per ora3” stralciata dal progetto ma ritenuta «necessaria, come parte integrante fondamentale del Piano Strategico” 4. Ma nonostante il divieto di nuovi impianti in aree protette dall’Unione Europea, il divieto del valico mediante la funivia, il Piano Strategico è stato sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica: perché?
• Un complesso turistico che avrebbe un impatto antropico sconvolgente, che porterebbe un turismo di massa non compatibile con un territorio protetto per la sua biodiversità e i cui valori sarebbero definitivamente alterati.
• Come comprensorio sciistico è un modello culturalmente sorpassato, climaticamente insostenibile, economicamente in perdita, che richiede frequenti sovvenzioni pubbliche e provoca danni permanenti al paesaggio e all’ambiente.
• Il costo degli interventi è di 173 milioni: un investimento privato di 130 milioni di Euro con una spesa pubblica di quasi 43 milioni di Euro.
• Il piano strategico manca di una relazione economica, e appare dubbia la sostenibilità economica, sia in termini di bilancio per l’investitore sia di benefici per la popolazione quanto a posti di lavoro locali e duraturi.
• L’affidamento di un ingente carico dell’operazione alla San Domenico SKI, Società a Responsabilità Limitata, sostenuta dalla finanziaria svizzera Mibafin, come ogni monopolio rischia di soffocare l’iniziativa locale. Inoltre esiste il rischio che, qualora la finanziaria decidesse di ritirarsi o avesse difficoltà, lascerebbe danni ambientali irreversibili e un dissesto economico che risulterebbe infine di carico pubblico.
Il Comitato invita le istituzioni a respingere il modello di fruizione e di sviluppo proposto, che ritiene dannoso sotto ogni punto di vista: ambientale, culturale, economico. Vigilerà affinché vengano rigorosamente applicate tutte quelle norme legislative che possano preservare le aree coinvolte.
Il Comitato, con le Associazioni presenti, propone di perseguire altre strade, sostenibili, per il futuro del territorio. Chiede un intervento per la messa in sicurezza della strada comunale Goglio Devero, il rispetto delle volumetrie consentite per l’Albergo Cervandone, il riconoscimento del Teggiolo tra le ZPS. Ha proposte per uno sviluppo del territorio alternativo, come piste ciclabili con indotto sicuro (completamento Svizzera – mare), la valorizzazione della valle Antigorio e delle sue qualità artistiche e paesaggistiche anche mediante la messa in rete con App digitali; la visione di Devero come punto di approdo del turismo, non di partenza infrastrutturata, ma con una recettività diffusa e non impattante di sicuro rendimento per medi imprenditori locali.
La petizione Salviamo l’Alpe Devero procede, il Comitato Tutela Devero invita a firmarla e ha un canale diretto di comunicazione con tutti i firmatari.
Chiedendo dunque di assumere le istanze sostenute da migliaia di sostenitori e di inserirle nei propri programmi elettorali e politici, proponiamo a chi voglia farsene portatore un dialogo di approfondimento.
19.03.2019
Comitato Tutela Devero
Il Comitato Tutela Devero è nato da un appello di alcuni operatori locali; oggi vi aderiscono LIPU Nazionale, Mountain Wilderness Italia, Italia Nostra VCO, Salviamo il Paesaggio Valdossola, Pro Natura Piemonte, Legambiente VCO, Compagnia del Cammini, oltre a circa 150 singoli partecipanti. Legambiente Nazionale sostiene il Comitato. Tra chi vigila per la difesa del territorio sono anche il Club Alpino Italiano e il Fondo Ambiente Italiano, di cui l’Alpe Devero è diventata uno del “Luoghi del Cuore”.
Fb comitatotuteladevero; @ Comitatotuteladevero@gmail.com

lunedì 18 marzo 2019

AREE PROTETTE DELL'OSSOLA
MARZO 2019

EVENTI NEL PARCO

Escursioni..naturalmente guidate!
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Nell'ambito del progetto Be Part of the Mountain l'Ente delle Aree Protette dell'Ossola organizza due giornate con sci e ciaspole accompagnati dalle Guide Alpine e dai Tecnici dei Parchi. 
Durante le due uscite, grazie alle conoscenze delle guide, potrete approfondire piccoli accorgimenti da adottare durante un'escursione per ridurre al minimo gli impatti della vostra presenza sulla fauna selvatica.

giovedì 14 marzo 2019

15-03-2019

Italia Nostra aderisce a “Friday for Future – Italy”: il 15 marzo lo sciopero globale per il clima

DI: 




Italia Nostra aderisce alla grande campagna “Friday for Future – Italy” che vedrà il 15 marzo 2019 in tutte le città italiane manifestazioni organizzate dagli studenti sull’onda della giovane svedese Greta Thunberg diventata famosa in tutto il mondo per il suo discorso di fronte ai potenti del mondo contro il cambiamento climatico.
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
il canale di Instagram @fridaysforfuture_italy
FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE: Smettetela di giocare con il nostro futuro. #FridaysForFuture Italy
Il logo:

Alcune info dal sito www.fridaysforfuture.it: 
Le nuove generazioni vedono un futuro sempre più oscuro. Un futuro in cui città come Venezia saranno sommerse. Bellezze come la Grande Barriera Corallina non esisteranno più. Animali come gli orsi polari saranno estinti. Milioni di persone fuggiranno da siccità, carestie, epidemie. E molto altro….
TUTTO QUESTO SE NON AGIAMO SUBITO!
L’ULTIMO APPELLO DEGLI SCIENZIATI
L’ultimo rapporto IPCC afferma l’urgenza di contenere il riscaldamento globale entro +1,5 °C. Per farlo, dobbiamo dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030, e azzerarle entro il 2050. Un compito titanico.
CHE COSA POSSO FARE?
Serve una rivoluzione culturale, sociale, economica e politica. Un cambio di paradigma.
Dobbiamo smettere di pensare solo a noi stessi e ai nostri bisogni immediati. Dobbiamo pensare che tutto ciò che facciamo ha un impatto, e agire secondo ciò che è bene anche per gli altri e per questo mondo.
Dobbiamo pretendere che chi ci governa agisca per il bene comune e che le imprese, come ad esempio quelle legate ai combustibili fossili, smettano di danneggiare il pianeta.
Sono decenni che gli scienziati sanno cosa comporta emettere gas serra nell’atmosfera, ma fino ad ora non sono stati ascoltati abbastanza.
È tempo di cambiare rotta e agire. E anche in fretta.
Cosa vogliamo ottenere?
Attraverso le iniziative di Fridays For Future, noi studenti e cittadini chiediamo un forte rilancio delle energie rinnovabili, per elettricità, trasporti e termiche, sostanziosi interventi per il risparmio e l’efficienza energetica, per i consumi civili e industriali, un rafforzamento della gestione sostenibile delle foreste, misure di contrasto al consumo di suolo, il taglio dei 16 miliardi di incentivi ai combustibili fossili (dati 2017 del Ministero dell’Ambiente), nonché un taglio ai sussidi agli allevamenti e altre attività agricole non sostenibili economicamente e ambientalmente.
Riteniamo che il riuso, il ripristino e la messa in sicurezza delle infrastrutture e dei territori sia un passaggio fondamentale per un cambio di paradigma nella maniera in cui ci relazioniamo con quelli che sono i beni naturali comuni.
E’ infatti necessario tutelare quelle risorse che sono organiche e fondamentali per la riproduzione della vita sul nostro Pianeta.
E’ altresì necessario un ambizioso processo di rigenerazione energetica del patrimonio edilizio; nei trasporti è necessario puntare a una rilevante riduzione dei consumi di benzina e gasolio, offrendo alternative efficienti a milioni di pendolari; investire nelle città e nel trasporto pubblico, ripensare la fiscalità per ridurre e spostare la mobilità verso l’elettrico puro e a zero emissioni.
Al Governo italiano chiediamo di attuare oggi stesso la transizione dal modello delle fonti fossili a quello delle energie pulite e rinnovabili, per evitare al Paese gli effetti degli sconvolgimenti climatici, il declino economico, industriale e sociale. Il settore è tecnologicamente maturo per una sostanziale transizione e raggiungere l’obiettivo Zero emissioni al 2050.

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