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sabato 24 settembre 2022
ZSC/ZPS - ALPI VEGLIA E DEVERO - MONTE GIOVE. DANNO IN CORSO D'OPERA
mercoledì 14 settembre 2022
GHIFFA. LA LITORANEA: PRIMA E IL DOPO
martedì 6 settembre 2022
AMBIENTALISMO - SINDACO di VERBANIA: L'INCONTRO
martedì 30 agosto 2022
PARCO NAZIONALE VAL GRANDE: IN CONSIGLIO LA PROPOSTA PER IL PIANO GRANDE DI FONDOTOCE
Il “Piano Grande” era sembrato, qualche tempo fa, tornato di attualità nell’agenda del Governo della città di Verbania.
Per verità non si sono poi conosciuti nuovi sviluppi riguardo la procedura instaurata presso lo sportello unico delle attività produttive e riferite al progetto proposto dalla società Malù, i cui contenuti parrebbero non essere stati oggetto di modifiche rispetto a quello già inizialmente proposto, ma solo integrati.
Sono noti, a grandi linee, quei contenuti che prevedono la trasformazione dell’ambito della “cascina “ di Fondo Toce, e non solo, destinandolo a luogo di sport e divertimento, di nuova ricettività turistica, di ampliamento delle strutture a servizio del gioco del golf e ad estensione della superficie dell’impianto esistente.
E’ pure noto che tale progetto pone interrogativi in chi ritiene invece che preservare il quadro paesaggistico di quei luoghi, fortemente identitari, rispettarne i valori naturalistici, riconosciuti dalla presenza della riserva, e valorizzarne la residua funzione agricola, storicamente esercitata, siano obiettivi perseguibili, coerenti e non fungibili.
Il progetto, pur non conosciuto nei suoi aspetti di dettaglio, è indirizzato verso altri obiettivi, accrescendo ulteriormente uno degli elementi di maggior criticità di cui oggi la riserva di Fondo Toce, ma non solo, soffre, ossia l’eccesso di pressione antropica.
E’ un progetto coerente con una politica della concentrazione dell’offerta turistica nel polo dell’: “Isolino”, che verrebbe ulteriormente caratterizzato con nuovi e aggiuntivi servizi da integrarsi con quelli ricettivi extra alberghieri esistenti.
Pare dunque che poco importi al progetto preservare i valori identitari, naturalistici e storici di cui abbiano fatto cenno e che dovrebbero, invece, costituire le linee guida della pianificazione della città di Verbania rispetto a quell’area.
Tali linee guida trovano pure in strumenti di pianificazione sovraordinata la loro fonte, leggasi il Piano Paesaggistico Regionale, e non sono solo il patrimonio delle istanze di cui sono portatrici le Associazioni scriventi.
Giova ricordare che una delle tematiche che pur il Comune di Verbania sarà chiamato a sviluppare, sarà proprio l’adeguamento del proprio strumento urbanistico alle direttive, indicazioni e prescrizioni che il PPR fissa all’interno di tutta la strumentazione normativa di cui è dotato.
E’ un’operazione complessa che dovrebbe essere il risultato di una revisione generale dello strumento e che proprio nella zona del Piano Grande trova forse uno dei nodi più impegnativi da risolvere, ma anche un suo campo di stimolante e attenta attuazione.
Un’operazione che dovrebbe dunque vedere il Consiglio Comunale di Verbania, attraverso un percorso partecipato, essere l’attore protagonista di scelte programmatiche coerenti con gli strumenti della pianificazione sovraordinata.
Sotto questo profilo ci pare che la procedura “ Malù” ora in corso, pur probabilmente formalmente corretta, male si coniughi con scelte di pianificazione che debbono essere oggetto di valutazione complesse e articolate, non sottratte all’attenzione del Consiglio Comunale in ogni fase del procedimento, non solo confinate alla fase terminale di un percorso.
Significativo, al fine di coglierne la complessità, il contrasto di posizioni, in apparenza non ricomposte, tra gli stessi attori pubblici della Conferenza dei servizi e che emerge dalla lettura del verbale della seconda riunione svolta nell’ambito della procedura: “ Malù”.
Qualunque sarà comunque l’esito di quella procedura essa comunque non potrà non verificare la coerenza della variante proposta, non solo con le prescrizioni del PPR, cosa in fondo di immediato riscontro, ma anche con gli “indirizzi”, le “direttive”, gli “obiettivi” e le” linee di azione”, cioè con tutto l’apparato previsionale e normativo che lo strumento sovraordinato assegna alla pianificazione altra, quale ne sia la sua scala.
Sotto questo profilo chiediamo come possano essere declinati all’interno della variante “ Malù” i seguenti indirizzi:
La possibilità dell’ampliamento della riserva speciale, auspicato all’interno degli indirizzi e orientamenti strategici fissati per l’ambito di paesaggio 12, ove e qualora l’ambito di possibile ampliamento sia ad essere compromesso da previsioni con esso contrastanti?
La valorizzazione del rapporto lago-montagna, anche nell’ottica di un alleggerimento della pressione turistica sulla sponda lacuale ?
La sottoposizione a maggior tutela dell’area del lago di Mergozzo ?
Ci chiediamo inoltre come possano essere declinate coerentemente le seguenti “ linee di azione” sempre assegnate all’interno del quadro normativo del PPR ?
La riduzione del traffico lungo la strada litoranea, laddove si prevede invece un nuovo polo di concentrazione e di attrazione con ben 750 posti auto a disposizione ?
“La tutela e l’incentivazione delle attività agricole attraverso la conservazione del suolo (vedi parcheggio a raso citato) e dei caratteri paesaggistici rurali ..” ?
E ancora e da ultimo:
Come siano declinati gli indirizzi e le direttive dell’articolo 32 delle NTA del PPR con riferimento all’unità di paesaggio SV4 di Verbania, laddove dovrebbe essere privilegiata le leggibilità del paesaggio agrario e dei contesti rurali, non certo la loro cancellazione ?
2) Come, in relazione all’articolo 17 delle NTA, sempre del PPR, vengano declinati e applicati indirizzi e direttive legate alla presenza della riserva speciale ?
In questa rassegna di criticità evidenti non abbiamo peraltro richiamato le ulteriori griglie normative che sono di ostacolo al procedere del progetto, vedi le norme del Piano di Assetto idrogeologico.
Domande tutte che, a nostro giudizio, non possono trovare risposte nel piano “Malù”, a comprova delle difficoltà del suo percorso che però non dovrebbe essere infinito come oggi appare, in attesa, forse, di normative più permissive, ma invece dovrebbe vedere una sua conclusione entro tempi certi e definiti.
LA VALENZA ECONOMICA DEL PIANO GRANDE.
DUE MODELLI A CONFRONTO
Con riferimento al progetto Malù, da più parti, si direbbe bipartisan, si sono ascoltate argomentazioni di ordine economico, occupazionale e di sviluppo, quest’ultimo genericamente inteso, per giustificarlo e valutarlo con estremo favore e interesse.
Da più parti vengono e verranno snocciolati, senza problemi, dati e numeri importanti riguardo la valenza che l’economia dell’ “Isolino” ha rispetto ai numeri complessivi del turismo sul lago.
E’ tutto vero sin tanto che non se ne contrappongono altri ugualmente importanti.
La ricettività diffusa rappresenta, già oggi, un asset importante e in forte emersione ed espansione nell’ambito del territorio provinciale. Esso riguarda centri turistici primari e non solo, ma anche località minori: di lago, collinare e alpine; centri storici e no, contribuendo a rivitalizzarli e dando una nuova funzione ad un surplus di patrimonio immobiliare che presenta anche aspetti di forte sofferenza, vuoi per il crollo demografico e residenziale in atto nei centri minori, vuoi per lo stato di degrado che consegue all’abbandono abitativo, vuoi anche per il modificato modello di turismo residenziale che si è venuto ad affermare rispetto a quello in voga nei periodi più “dinamici” dell’investimento immobiliare, con una conseguente immissione sul mercato dell’affitto breve di tale patrimonio immobiliare, diventato diversamente un surplus.
Questo per molti aspetti nuovo asset legato alla ricettività turistica, si esprime già ora in migliaia di posti letto, peraltro in crescita esponenziale, che vengono offerti ogni giorno sui portali presenti sulla rete internet. Esso si rivolge ad un targhet di turisti, quasi totalmente stranieri, che difficilmente sceglierebbero la ricettività alberghiera e che sono orientati verso l’utilizzo della ricettività residenziale, probabilmente alternativa e competitiva rispetto non solo a quella alberghiera, ma anche a quella dei più tradizionali “villaggi vacanze”.
E’ un’importante opportunità di crescita ordinata dell’economia turistica perché permette di accogliere grandi numeri, ma in maniera diffusa, evitando le concentrazioni e le criticità che in genere le grandi quantità comportano, diffondendo invece i benefici anche a località minori che ne erano prima escluse.
Sotto questo profilo, le caratteristiche del territorio della Provincia, con la varietà di offerta di paesaggio e di ambienti costituiscono un elemento insediativo ideale per tale tipo di ricettività. La presenza poi e la qualità del sistema delle aree e dei territori protetti sono un ulteriore importante elemento che ben si coniuga con un modello economico/turistico più lento e meno invasivo.
Sono comunque evidenti l’incompatibilità tra il progetto “Malù” con non solo le criticità rilevate nel confronto con il PPR, ma con il quadro dell’offerta e della domanda turistica nonché della fruizione del territorio che abbiamo delineato.
Sono modelli inconciliabili:
Da un lato un uso del territorio, da modificarsi nel suo assetto per farne un contenitore concentrato di economia turistica di massa.
Dall’altro lato una conservazione del territorio in quanto valore primario di offerta turistica, distribuendone la domanda in maniera ampia e diffusa.
Da un lato un modello economico imprenditoriale classico fondato sull’investimento di capitali anche molto importanti, ma con una conseguente successiva concentrazione degli utili societari, altrove poi probabilmente destinati.
Dall’altro lato un modello se non alternativo, comunque concorrente, fatto di una miriade di micro investimenti capaci di generare reddito o integrazione di reddito, spalmato in maniera diffusa, equa, democratica e plurale;
Da ultimo un modello turistico generatore a sua volta di criticità importanti, vedi i problemi di eccesso di viabilità privata e di conseguente difficoltà di mobilità proprio nell’ambito degli assi stradali tangenti al Piano Grande.
Dall’altro lato un modello che non comporta criticità particolari, ma semmai ne risolve di presenti, vedi lo spopolamento dei borghi e la loro desertificazione commerciale e di servizi.
Alla luce delle considerazioni qui svolte, l’economia dell’”Isolino” deve essere letta con occhio più attento e più critico; ne esce comunque ridimensionata, i suoi numeri devono essere interpretati in maniera più relativa e certamente, anche in una prospettiva di medio o lungo termine, essa non appare più strategica rispetto alle valenze altre e competitive che modelli turistici diversi e più coerenti con la sostenibilità territoriale possono offrire, rappresentando questi ultimi una validissima alternativa.
UNA PROPOSTA ALTERNATIVA PER IL RUOLO DELLA CITTA’ DI VERBANIA
Per quanto sin qui argomentato, la città di Verbania non dovrebbe sottrarsi al dibattito circa la pianificazione del proprio territorio e non dovrebbe demandare a iniziative imprenditoriali l’esclusività delle scelte.
Il progetto “ Malù” sul Piano Grande, così come conosciuto, rischia di imporsi al di fuori e contro un vero disegno programmatorio cittadino, rispettoso della pianificazione sovra ordinata e sviluppato in maniera partecipata e democratica.
Le argomentazioni che abbiamo sin qui svolto hanno cercato di illustrare come le ragioni di cura e conservazione di un territorio, si possono coniugare molto efficacemente con quelle della crescita dell’economia turistica, anzi ne sono la premessa in un ribaltamento della logica che vede esclusivamente la massificazione degli investimenti, il consumo di suolo libero e la concentrazione delle iniziative imprenditoriali come l’unico obiettivo da favorire.
Da qui e da questa lunga premessa critica nasce però anche una proposta che veda Verbania e nella specie la pianificazione del Piano Grande, quale occasione di una rinnovata centralità e di un nuovo protagonismo pubblico nelle scelte di politica non solo urbanistica, ma anche turistica.
E’ data come ormai prossima la fine positiva del percorso che vedrà i confini del Parco Nazionale Val Grande estendersi anche entro una parte del territorio del Comune di Verbania.
E’ un fatto che in maniera quasi unanime è stato giudicato positivamente e che non solo premia le buone intenzioni di tutti gli amministratori che si sono cimentati per questo obiettivo, ma che chiama altresì le amministrazioni stesse ad una prova di coerenza e di responsabilità verso obiettivi di qualità territoriale e di sensibilità accresciuta verso i temi della conservazione dell’ambiente.
Tali obiettivi non possono ritenersi raggiunti ed esauriti con il conseguimento dell’allargamento dei confini del Parco, ma quest’ultimo perché non rimanga soltanto motivo di soddisfazione e di vanto da esibire, deve essere la premessa per nuove buone azioni e buone pratiche che abbiano a meritare alla città il titolo di capitale di un Parco Nazionale.
Coniugare l’occasione dell’allargamento dei confini della Val Grande sin dentro Verbania, ( questo sì, avvicina i territori interni montani al piano) con un ambizioso progetto pubblico di promozione, di diffusione della conoscenza e di divulgazione del Parco Nazionale, potrebbe essere momento perché le buone azioni e le buone pratiche si possano realizzare.
Entro questo obiettivo, il Piano Grande e in particolare l’ambito costituito dagli edifici storici, dalla corte e dalle pertinenze della vecchia struttura rurale, leggasi silos, dovrebbero diventare il luogo di quella promozione, diffusione di conoscenza e divulgazione, ma non solo, di cui è fatto cenno.
Una felice e privilegiata localizzazione logistica rispetto all’oggetto da promuovere, ma anche rispetto all’utenza cui rivolgersi, ne farebbe il contenitore perfetto.
Centro di visita, ma anche di servizi che il Parco, con la sua istituzione ha, in questi anni, fatto nascere; centro di informazioni; stazione di organizzazione e di partenze per escursioni guidate, per trasferimenti su mezzi pubblici verso i paesi delle aree interne; laboratorio didattico e di educazione ambientale, stazione di recupero della fauna selvatica, sino all’improbabile o forse improponibile trasferimento della sede amministrativa e legale in quel luogo.
Tutto questo è il ventaglio di un possibile riuso funzionale della struttura rurale in abbandono, escludendo ogni ipotesi di scambio, recuperandola nei suoi caratteri architettonici, nel contorno di un ambito vasto che deve rimanere a destinazione esclusivamente agricola, sottratta così, da un lato all’abbandono e al degrado conseguente, ma anche ad un riuso funzionale non coerente con i valori di paesaggio che esprime
In tutto questo ci pare che gli indirizzi, le direttive e l’intera struttura normativa con cui il PPR ridisegna l’ambito e le unità di paesaggio interessate, siano pienamente rispettati.
Aggiungiamo che la valenza del sito è tale che meriterebbe senza dubbio anche il coinvolgimento delle altre aree protette presenti a livello provinciale e fors’anche dell’altra realtà di parco nazionale presente a livello regionale, aprendosi così nel sito della Cascina di Fondotoce una vetrina unica e privilegiata rispetto a tutti questi territori protetti.
A fronte di questo nuovo utilizzo funzionale della struttura, ogni miglior professionalità creativa dovrebbe essere cercata per la realizzazione di un progetto che possa esso stesso diventare modello ed eccellenza del territorio
E’ un’idea, prima ancora di un progetto, che l’attuale Presidente del Parco Val Grande, in un primo approccio esplorativo, ha definito: “ allettante” e che noi, nel condividerne il giudizio, aggiungiamo essere: “perseguibile e raggiungibile”.
LE CONDIZIONI DI SOSTENIBILITA’ DELLA PROPOSTA
La condizione prima della realizzabilità dell’idea sta però tutta nella volontà decisoria del Comune di Verbania e nei programmi dell’Ente Parco.
Alla finale determinazione del Consiglio Comunale sta il destino dell’attuale progetto “Malù”.
I vincoli e gli ostacoli che questo progetto imprenditoriale dovrebbe superare sono innumerevoli e forse invalicabili. Noi ne abbiamo indicati alcuni che ci paiono, peraltro, bloccanti. Prova forse ne è la difficoltà e la lentezza del percorso procedurale in corso che pure, salvo ritiro volontario, vi è il dovere per l’amministrazione pubblica di concludere, non quello di tenere aperto o sospeso all’infinito.
Dall’altro lato vi sta un altro dovere per il governo di Verbania, cioè quello di dare attuazione allo strumento di pianificazione sovraordinata che è il PPR, attuandolo, peraltro, non in contrasto con altri strumenti di piano di livello sovraordinato, vedi PAI.
Noi abbiamo provato ad indicare come il progetto “ Malù” non sia coerente con l’attuazione compiuta del PPR entro l’ambito territoriale del “Piano Grande”. Sappiamo che il suo accoglimento richiederebbe anche una modifica della classificazione dei gradi di rischio idrogeologico e ciò costituisce ulteriore motivo ostativo all’accoglimento.
La proposta che presentiamo non crediamo sia soltanto accattivante nel suo aspetto, ma possa rappresentare invece un’alternativa sostenibile per un riutilizzo di un bene che, conservato nella sua integrità paesaggistica, possa svolgere una funzione utile rispetto l’offerta di beni comuni tutelati che il territorio ha.
Verrebbe fornito un servizio anche e proprio a favore delle aree interne più svantaggiate che troverebbero nel luogo della “Cascina” una visibilità accresciuta a livello esponenziale con effetti positivi sulla loro economia turistica.
Un’idea ambiziosa la cui attuazione dovrebbe fare capo all’Ente Parco Val Grande in auspicabile accordo con le altre realtà protette che abbiamo già richiamato.
Alla base, un’intesa di programma dovrebbe vedere il Comune di Verbania e l’Ente Parco quali principali attori. Un’ intesa che definisca le volontà dei due Enti rispetto al progetto, la indicazione delle rispettive competenze, i tempi di possibile attuazione di un percorso politico/amministrativo e tecnico/attuativo non breve, ma che una volta imboccato non abbia ad avere ripensamenti o smentite.
Premessa di tutto rimane però la conclusione, con rigetto o con ritiro, del progetto ”Malù” e il successivo avvio di un processo di adeguamento dello strumento urbanistico che, insieme al recepimento del PPR, abbia a individuare la “Cascina” di Fondotoce quale area per servizi pubblici di interesse collettivo, con la indicazione specifica che in questa proposta abbiamo voluto dare.
Se verranno osservate in maniera corretta e scrupolosa procedure e formalità, i tentativi ostativi, che pure potranno essere messi in campo sul piano giuridico/legale, non prevarranno.
Ritorna allora però e in primo piano la funzione decisoria del Comune di Verbania, il ruolo del proprio Consiglio Comune, così come il Programma del Sindaco che, rivisitato e corretto, dovrebbe assumere e far propria l’idea che abbiamo prospettato, condividendo le motivazioni di ordine più generale che abbiamo esposto.
In conclusione poi, il primo degli ostacoli che potrebbe venir contrapposto ci sembra invece l’ultimo dei problemi. Ci riferiamo alla questione delle risorse, sicuramente non poche, che dovrebbero essere messe in campo per l’attuazione del progetto.
Il prossimo bilancio Europeo 2021/2027 destinerà risorse importantissime a favore della Regione Piemonte ed è molto probabile che misure o azioni si indirizzeranno anche verso obiettivi di qualità ambientale; d’altra parte e a comprova, Verbania sta ancora beneficiando degli effetti positivi del precedente bilancio Europeo che si sta chiudendo: vedi il recupero del parco di Villa S. Remigio.
Quali Associazioni di tutela ambientale ci permettiamo perciò di intervenire sulla questione che abbiamo diffusamente trattato e ciò in quanto ne abbiamo titolo e che l’ascolto delle nostre istanze sia dovere delle Amministrazioni pubbliche.
In conclusione vogliamo e chiediamo che la questione del Piano Grande diventi occasione di un dibattito aperto e trasparente sulle linee guida lungo le quali si vuole indirizzare un’economia e un territorio, confidando che le ragioni che qui abbiamo espresso possano trovare un eco ed una voce capace di rappresentarle in maniera suasiva e convincente. Sarebbe un bene per tutti.
Ringraziamo sin da ora tutti coloro che vorranno far proprie le nostre richieste e rappresentarle presso gli Organi decisori.
lunedì 29 agosto 2022
MACUGNAGA: UNA CICLOVIA ESTREMA
giovedì 25 agosto 2022
STRESA: ALBERGO DUE VILLE
venerdì 19 agosto 2022
giovedì 18 agosto 2022
giovedì 21 luglio 2022
PIANO GRANDE : IL SINDACO CONVOCA
Diamo atto che il Sindaco di Verbania ha ora dato una risposta positiva alle pressanti richieste che abbiamo avanzato perché potesse aprirsi, con le associazioni ambientaliste, un confronto sul futuro del Piano Grande. E' un fatto positivo che viene dopo un lungo tempo di silenzio e che ci auguriamo possa essere positivo. D'altra parte la sensibilità del Sindaco non poteva venir meno su un tema così caro, identitario e anche divisivo. Chi ha con noi condiviso la proposta per la salvaguardia attiva di quel lembo residuo di terra libera, può ora guardare con qualche speranza in più e qualche preoccupazione in meno circa il futuro di quell'area. Nulla però deve far venir meno l'attenzione; gli interessi economici esistono e agiscono e sono un potente motore capace di superare difficoltà oggettive, vincoli legali, procedure burocratiche complesse e, a volte, solo in apparenza garantiste rispetto ai pur preminenti dichiarati valori comuni. Nella pressante richiesta di confronto che avevamo inviato al Sindaco Marchionini, abbiamo fatto appello non solo al proprio istituzionale dovere di ascolto, ma anche e sopra tutto, alla riconosciuta capacità propulsiva che pure ha dimostrato in questi anni di governo della città, offrendole ora la possibilità di porsi alla guida di un progetto ambizioso e qualificante, progetto che non vorrà solo significare la tutela passiva del Piano Grande, ma una tutela attiva, attraverso la salvaguardia delle aree libere e il riuso funzionale dell'archeologia rurale, in sinergia con l'allargamento dei confini del Parco Val Grande, ormai imminente. Natura, ambiente, recupero edilizio, economia diffusa e democratica, il tutto deve tenersi assieme in un progetto accattivate e ambizioso di cui vorremmo che il Sindaco ne diventasse convinta portabandiera. Per ora, solo sopravvenute ragioni nostre di salute, ci obbligano a chiedere al Sindaco il differimento della data di incontro già fissata per il giorno 26 prossimo, ma confidiamo che a presto potremo dare aggiornamenti.
giovedì 14 luglio 2022
PIANO GRANDE: LE INTENZIONI PERSISTONO
Mentre tutto sembra taccia, molte volte questa è solo un'illusione, ma la realtà spesso è diversa. Pare infatti che il tema del Piano Grande, uscito di scena dopo le ultime solo parzialmente riuscite varianti urbanistiche chieste dalla società di Tranquillo Manoni, possa, entro un tempo ragionevolmente prossimo, tornare di attualità. Non vi sono informazioni pubbliche a riguardo, solo indiscrezioni, e queste ultime raccontano di una ripresa delle "conversazioni" al tavolo tecnico Comune/Regione. Questo tavolo si svolgerebbe a livello di Dirigenza e Funzionariato dei due enti, naturalmente con la benedizione politica retrostante, Funzionariato in servizio attivo o in pensione non importa, e il tema sarebbe sempre quello lì, ossia sino a che punto sia possibile soddisfare le aspettative di Tranquillo Manoni, il cui progetto di totale conquista del Piano, lo ricordiamo per completezza di argomentazione, era caduto sul punto della necessità, per ottenerlo, di modificare le classi di rischio idrogeologico. Ora, a modificare le classi di rischio, aveva poi iniziato nel corso del 2020 lo stesso Comune, con l'intento di introdurre una classificazione che non facesse più riferimento al rischio fluviale, ma a quello lacuale. Tale tentativo aveva preso avvio con la deliberazione del Consiglio Comune di Verbania n. 63 del 30/11/2020, che seppur non dichiarava intenti urbanistici, rimaneva un mistero per quali altri fini la si volesse fare, non certo per continuare a coltivare il grano turco. Non sappiano a che punto sia il relativo procedimento, ma l'insolito attivismo di cui sopra abbiamo fatto cenno, ci fa pensare che anche sul quel fronte ci potrebbero essere novità a breve e quindi è meglio attrezzarci. Questo comunque lo vedremo e lo verificheremo nel proseguo, così come il perdurare silenzio del Sindaco riguardo le richieste di confronto che sul tema Piano Grande le Associazioni ambientaliste hanno ripetutamente avanzato, non è certo di buon auspicio, tutt'altro. Quindi: niente di nuovo sotto il sole, ma niente di nuovo alla luce del sole e questo non è bene e ci fa pensar male, sperando di sbagliare.
sabato 9 luglio 2022
DALLA SEDE CENTRALE : IL REFERENDUM SUL BILANCIO 2021
Riportiamo qui l'avviso emesso dalla sede centrale riferito all'andamento del referendun indetto per l'approvazione del bilancio 2021. Il bilancio, ricordiamo, che è integralmente pubblicato sul sito nazionale della Associazione e che tutti i soci avente ne diritto dovrebbero aver ricevuto al loro domicilio la scheda per l'espressione di voto a mezzo posta. Ricordiamo pertanto a tutti l'adempimento a cui siamo chiamati.
domenica 19 giugno 2022
URBANISTICA PIEMONTESE ALLA SVOLTA
venerdì 10 giugno 2022
PARCO NAZIONALE VAL GRANDE : NUOVO CONSIGLIO
giovedì 9 giugno 2022
VERBANIA/PIANO GRANDE: SI CHIEDE UN CONFRONTO
ITALIA NOSTRA
ONLUS
sezione verbano / cusio / ossola
Spett. Città di Verbania
Sig. Sindaco
Sig. Delegato all’Urbanistica
sede municipale
VERBANIA
a mezzo: pec
09/06/2022
prot. 29/22
Ogg: Piano Grande di Fondotoce: conservazione e proposta. Richiesta di incontro.
Gent.mo Sig. Sindaco,
Preg.mo Sig. Assessore con delega all’urbanistica,
come è noto la Sezione Provinciale della Associazione Italia Nostra pone grande attenzione alle modifiche del territorio che compromettono o possono compromettere la qualità paesaggistica che, invece, costituisce un elemento di rilevante valore e la cui ricaduta si è tradotta, peraltro, nello sviluppo e crescita del settore economico del turismo.
Negli ultimi due anni abbiamo posto, con modalità diverse e con esiti alterni, la questione del Piano Grande di Fondotoce al centro delle nostre priorità e più volte abbiamo cercato un contatto e un confronto con l’amministrazione, ma senza risultato.
In occasione dell’ultimo incontro pubblico che abbiamo organizzato lo scorso 9 maggio presso Casa Ceretti sui temi dei paesaggi salvati e dei paesaggi da salvare, abbiamo apprezzato la presenza dell’Assessore delegato.
Purtroppo, probabilmente a motivo di altri impegni non rinviabili, l’Assessore non è stato presente per tutto il tempo dell’incontro ed è quindi mancata la possibilità di concedere la parola e di avere un momento di confronto che avremmo certamente apprezzato.
Se questa è la breve premessa, la ragione di chiedere che venga dal Sindaco concesso un incontro diretto sul tema del Piano Grande, rimane prioritaria nella nostra agenda, sostenuta in questo da tutti i soggetti, espressione di realtà associative con cui, in questi ultimi anni, abbiamo condiviso il tema della tutela di quell’area e costruito una proposta per il suo futuro.
Confidiamo pertanto nella sensibilità personale e istituzionale del Sindaco, perché, a breve, questa nostra richiesta possa trovare positivo riscontro.
Distintamente
Il Presidente Italia Nostra VC O
Piero Vallenzasca
I referenti dell’Associazione Valdossola Salviamo il Paesaggio:
Sonia Vella- Filippo Pirazzi
Il Circolo di Legambiente Verbania: Il Brutto Anatroccolo
La Presidente del Circolo
Paola Boni


