lunedì 23 ottobre 2017

DEVERO- S. DOMENICO I CAPITALI INTERNAZIONALI


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Il nostro Presidente Onorario, Italo Orsi, ci dispensa questo suo saggio e come sempre, illuminante racconto sui soldi che dovrebbero arricchire le nostre montagne. Pubblichiamo quindi in anteprima il racconto che, stampa permettendo, dovrebbe comparire sul settimanale locale dell'Ossola. Buona lettura.


"La pubblica opinione ossolana si sta appassionando come non mai alla vicenda degli impianti da sci (pardon, "Rete di trasporto" ) che dovrebbero avvolgere come una ragnatela d'acciaio i siti più belli e incontaminati delle nostre montagne. La storia avvince più della telenovela di “Harvey” che sta intrigando gli italiani tutti. Si fa gran parlare di un " gruppo" di investitori svizzeri (non più cordata, porta male) pronti ad investire "paccate" di miliardi, per dirla alla Fornero, nel più grande circo delle nevi che mente umana abbia mai concepito.
Essendo curioso sono andato a spulciare in documenti ufficiali (alla portata di chiunque) chi sono i componenti di questo "gruppo". Il più visibile e reperibile è senz'altro il Sig. Andrea Malagoni, nato a Cunardo (VA) nel 1945. domiciliato a Milano, cittadino svizzero, amministratore unico della non meno conosciuta San Domenico Sky Srl, costituita nel 2009.
Siccome si parla di "gruppo" ho approfondito la ricerca per conoscere gli altri componenti del sodalizio.
Ho cominciato dai soci della San Domenico. Sky Srl. Chi sono? Dai documenti risulta che l'unico socio proprietario è la Mibafin Investment SA con sede in Lugano (CH), costituita nel 2009. E chi sono i proprietari della Mibafin Investments, società anonima? Sorpresa: il solo ed unico socio è sempre Andrea Malagoni; e il cerchio si chiude. In definitiva risulterebbe che Andrea Malagoni è l'unico legittimo proprietario e dirigente del "gruppo", si fa per dire, di investitori svizzeri. Una sorta di "0ne man show" della finanza internazionale che impersona più ruoli e personaggi, come Crozza nei suoi spettacoli, peraltro più divertenti. Nulla di male ovviamente, ma perché questo inutile paravento dell'indubbiamente abile imprenditore? La bizzarra situazione ha già provocato strane voci del tipo: che e chi c'è dietro? Capitali russi, cinesi, pakistani o quant'altro? Il male, purtroppo, risiede altrove, cioè nel progetto di alluvionare l'Ossola con folle di visitatori domenicali mordi e fuggi (dieci milioni di potenziali turisti! Dicono) trasformandola in una brutta appendice dell'hinterland milanese proprio nel momento che c'è una crescente domanda di natura "naturale", non illusoria. Non bastano parole e slogan a mutare la sostanza delle cose. L'han ben capito i tre albergatori di Devero che hanno un contatto quotidiano con la clientela di domani in fuga dalle città degradate.
Veda perciò il bravo Malagoni di non allargarsi troppo e di concentrare i suoi interessi su San Domenico località ormai perduta per sempre e già "rapallizzata" in modo irreversibile. Il mondo è pieno di non luoghi che andrebbero riqualificati, perciò lasci perdere i territori ancora integri. L'Ossola è già stata gratificata dallo scalo Domo 2 e dal futuribile Interconnector che han portato o porteranno soldi e prosperità a palate come tutti sanno. Non ha bisogno d'altro: troppa grazia Sant'Antonio verrebbe da dire o, se preferite, troppa grazia Santi Domenico e Andrea.
Con osservanza."



Italo Orsi

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