lunedì 24 marzo 2025

VERBANIA: LA " TENTAZIONE"DEL MONTE ROSSO.

 


ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA -SEZIONE DEL VERBANO CUSIO OSSOLA

COMUNICATO



La Città di Verbania lo aveva chiesto e dopo un lungo percorso, una parte del suo territorio è entrato a far parte del Parco Nazionale Val Grande. Ora i confini dell'area protetta sono estesi sino ai crinali del Monte Rosso compreso l'abitato di Cavandone. A nostra memoria la scelta della Città non è mai stata messa in discussione da nessuno, consapevoli tutti, crediamo, che avrebbe comportato un valore aggiunto per il suo territorio, ma anche l'onere di assumerne le tutele e le limitazioni che quella decisione avrebbe comportato.

Non è passato molto tempo dal Decreto di ampliamento che ha esteso i confini e già la Città si trova di fronte a una scelta che forse non si sarebbe aspettata di dover fare. La Società Adler resort Hotel ha presentato un progetto per un importante investimento turistico ricettivo da realizzarsi sulla sommità del Monte Rosso in sostituzione dell'esistente agriturismo.

Il progetto, per quanto noto, non si limita al recupero e al riuso delle strutture edificate presenti, ma prevede considerevoli incrementi della consistenza edilizia sino a triplicarla. Ciò comporterebbe peraltro una contestuale variante urbanistica, modificando le destinazioni d'uso attuali dei terreni. Le difficoltà di accesso veicolare alla sommità del Monte, richiederebbero inoltre l'apertura e l'adeguamento della viabilità sentieristica oggi esistente che collega l'abitato di Cavandone con la sommità, rendendola idonea a sostenere il passaggio veicolare anche dei mezzi pesanti durante la fase di cantiere.

Queste sono le indiscrezioni giornalistiche che sino ad oggi sono trapelate in attesa di conoscere il progetto, non appena saranno pubblicati i suoi contenuti completi.

Se questo è il fatto, ci aspettiamo coerenza da parte della Città che aveva tenacemente difeso la sua decisione di far parte del Parco Nazionale, allineandosi a quello che sarà il parere vincolante dell'Ente Parco e di altri Enti sovraordinati chiamati ad esprimersi che auspichiamo non dovrebbero essere positivi. Una diversa decisione dell’Area Protetta costituirebbe un precedente che incrinerebbe fortemente il suo dovere di essere presidio dell'integrità del Parco stesso. Vorremmo che così fosse, evitando che mirabolanti investimenti siano la ragione sufficiente per giustificare un interesse pubblico che tale non è, essendo prevalente quello della tutela.

In questo quadro stupisce che il Presidente Nazionale del Club Alpino Italiano, Associazione che pure ha un ruolo riconosciuto in campo ambientale, abbia posto la sua firma professionale sul progetto, cosa certamente legittima, ma forse molto inopportuna.

Confidiamo che la procedura di valutazione del progetto che, obbligatoriamente, ha dovuto essere intrapresa, sia svolta con rigore e lucidità così che il suo risultato sia inattaccabile e Italia Nostra, per le ragioni legate ai propri scopi statutari, auspica che i motivi della tutela prevalgano su altri.

Quanto alla Città, questa Associazione, come noto, ha in corso un'interlocuzione con la sua Amministrazione circa i destini dell'ex cascina De Antonis, sul Piano Grande di Fondo Toce. Vorremmo che il contributo di idee che abbiamo offerto diventi serio motivo di riflessione affinché l'auspicato riutilizzo della struttura agricola abbandonata, in funzione di servizi legati al Parco Nazionale Val Grande, sia il vero valore aggiunto che la stessa Città può offrire a sé stessa e ai territori interni del Parco.

La Casa portale del Parco e di tutte le Aree Protette del VCO, valorizzerebbe l'esistenza del PNVG attraverso una scelta che premi la decisione fatta a suo tempo, e cioè che i confini venissero allargati a comprendere anche Verbania.

Ogni diversa "tentazione" che prevalesse in questa vicenda dove gli “investimenti” fossero l’unico parametro di giudizio, sarebbe oggi sbagliata.

La Comunità di Verbania ha al suo interno capacità e energie per far prevalere la migliore scelta .

24/03/2025

La Sezione VCO di Italia Nostra APS

Il Presidente

Piero Vallenzasca

lunedì 17 marzo 2025

VOGOGNA-VIGNONE: SOLLECITI

 COMPLESSO MONUMENTALE DI S.MARTINO | I Luoghi del Cuore - FAI

 

  ITALIA NOSTRA

Sezione del Verbano/Cusio/Ossola



Spett. Ministero dei Beni e delle

attività culturali e del turismo

Soprintendenza Archeologica, belle arti e

paesaggio per le Province di Biella,

Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli

Cso Cavallotti 27

28110 NOVARA


Preg. Sig. Sindaco del Comune di

Vignone VB

Sede Municipale


e p.c.

Spett. Associazione "La Degagna"

Sede

Vignone


Prot. 09/25

17/03/2025

OGG: Complesso architettonico di S. Martino in Comune di Vignone- Tutela indiretta ex art. 45 del Codice dei beni culturali.

Questa Associazione, unitamente alla Associazione locale La Degagna, ormai da anni si è fatta portatrice della richiesta di una più forte tutela del complesso religioso monumentale di S. Martino in Comune diVignone.

Una prima proposta di tutela diretta non era stata accolta da parte della Commissione Regionale ex artt. 136/137 del Codice.

La stessa Commissione aveva però suggerito che l’intero ambito esterno del complesso potesse essere fatto oggetto di tutela indiretta da promuoversi ex art. 45 del Codice.

In tal senso aveva indirizzato alla Soprintendenza la richiesta di voler procedere.

Nonostante il lungo tempo ormai trascorso e le ripetute assicurazioni avute dalla stessa Soprintendenza che, non da ultimo, ci garantiva l’avvenuta sostanziale conclusione dell’istruttoria positiva finalizzata alla apposizione della tutela, più recenti aggiornamenti non hanno confermato quanto più sopra assicurato.

Nello stesso tempo anche l’Ente Comune di Vignone non sembra aver più manifestato interesse e attenzione ad una tutela sovraordinata, sostenendo l’intervenuta apposizione di una più rafforzata tutela di PRGC sul medesimo ambito.

Alla luce degli approfondimenti svolti, se è vero che risulta essere stata introdotta una zona di tutela paesaggistica pressoché coincidente con l’auspicato ambito di tutela indiretta, permangono a nostro avviso alcune riserve che solo l’apposizione di una tutela sovraordinata potrebbe sciogliere.

Innanzitutto si osserva la debolezza di una tutela garantita dal solo strumento di pianificazione locale, sempre modificabile anche attraverso procedure semplificate. Inoltre la stessa normativa approvata e vigente da valere per l’area in argomento ( vedi l’art. 43 delle NTA ) non é esente da rilievi.

Le destinazioni d’uso a servizi previste all’interno dell’area di tutela non escludono la possibilità edificatoria ancorché finalizzata ad attrezzature di interesse comune e a parcheggi, anche in prossimità al principale bene oggetto di tutela: l’edificio religioso di S. Martino.

Neppure il sottostante vincolo di rispetto cimiteriale risulterebbe rafforzato, salvo formale smentita dell’Ente Comune. Infatti dalla lettura comparata della tavola dei vincoli con l’art. 43 delle NTA, risulterebbe vigente ed approvata una fascia di rispetto ridotta rispetto a quella ordinaria di mt. 200 e ciò in contrasto con assicurazioni diversamente fornite.

Tutto ciò narrato e descritto, fermo restando precisazioni e approfondimenti che gli Enti in indirizzo vorranno fornire, questa Associazione, in uno con l'Associazione La Degagna, ritiene che la richiesta di apporre un vincolo indiretto e sovraordinato sull’area di S. Martino, rafforzando il sistema delle tutele, non abbia perso la sua attualità e necessità e, in tal senso, auspica e chiede che gli impegni e le rassicurazioni che la Soprintendenza aveva a suo tempo dato trovino concreta attuazione.

Vorrà il Comune che ci legge fornire i necessari contributi e chiarimenti riguardo l’esatto quadro normativo in atto sull’area.


Il Presidente

Piero Vallenzasca

 

 Vogogna (VB): Deposito di scarti di scavazioni di cava a lato della  superstrada: in tre a giudizio dopo gli esposti di Italia Nostra

 

 

ITALIA NOSTRA

Sezione del VCO

Prot. 08/25

14/03/2025

Spett. Comune di Vogogna

Sede Municipale

VOGOGNA

e p.c.

Spett. Comando P/le

Carabinieri Forestali

Viale S. Anna 75

Verbania – Pallanza

fvb43396@pec.carabinieri.it 

Spett. Ente Provincia del

Verbano/Cusio /Ossola

Al Dirigente del Settore V – ambiente,rifiuti,e bonifiche


OGG: Comune di Vogogna: Depositi abusivi di materiali.

Si richiamano tutte le precedenti note intervenute tra questa Associazione e l'Ente in indirizzo Comune di Vogogna in relazione agli accertati depositi di materiali inerti tutt'ora giacenti in aree improprie e a destinazione agricola in ambiti prossimi allo svincolo di Piedimulera della Superstrada.

In particolare i depositi effettuati da Agifin Holding srl, fatti oggetto di ordinanze di rimozione, a contrario di quanto pareva risultasse sulla base di comunicazione di Codesto Ente n. 5952 del 04/10/23, ad oggi non risultano né rimossi, né oggetto di apparenti lavori di rimozione in corso.

Si ha ragione di ritenere che l'inosservanza delle ordinanze persista e quindi lo stato di abusività e illegalità dei depositi sussista.

Si chiede comunque di aggiornare l'Associazione scrivente circa lo stato e le prospettive dei depositi.

Per quanto invece riguarda il deposito sorto successivamente ai primi, in ambito ad essi adiacente e sempre in area impropria e a destinazione agricola, pur segnalato da questa stessa Associazione, nulla di precisio ad oggi risulta a noi noto circa l'esito degli accertamenti eseguiti e l'eventuale assunzione di atti finalizzati al ripristino dello stato dei luoghi .

Si chiedono pertanto aggiornate notizie in merito.

Si ringrazia

Distintamente

Il Presidente

Piero Vallenzasca


 

 

 

 

 

mercoledì 12 marzo 2025

LORGINO: L'EPILOGO

 

 La strada della Baulina era e resta privata'' - Ossolanews.it

Con la pubblicazione della delibera n. 2/2025 si conclude, sul fronte del Comune, la vicenda di cava Lorgino. Ora spetterà all'Ente Provincia chiudere formalmente il caso, firmando la relativa autorizzazione alla grande coltivazione. Il verbale della seduta non omette di registrare gli interventi che si sono succeduti, in primis quello del Sindaco. Non sono mancati gli accenti polemici anche rivolti alla Associazione e al Comitato Locale. Li registriamo quali segni di un rancore non sopito, un rancore che non avrebbe ragione di essere, non solo per il "felice" risultato raggiunto, ma anche solo se si rispettassero i rispettivi ruoli. Tuttavia se le osservazioni e i contributi forniti dal Comitato e dalla Associazione, non conoscendosi probabilmente il significato dei termini, si scambiano per calunnie tutto torna o meglio non torna, salvo che si voglia ricondurre a calunnia anche l'intervento dell'Autorità Nazionale Anticorruzione che aveva ordinato all'Ente Provincia, pena sanzioni personali da comminarsi nei confronti dei responsabili, la pubblicazione degli atti della conferenza dei servizi, riconoscendo quindi la fondatezza delle rimostranze sollevate sul caso. Neppure si comprende a quale titolo vengono addebitati ai titolari di interessi pubblici diffusi, quale l'Associazione esprime, gli affermati ritardi accumulati dalla Conferenza durante i suoi lavori. Sarebbe come mettere in discussione le regole di quel procedimento, le scansioni dei suoi tempi, la regia stessa a noi estranea, tutte cose sulle quali non abbiamo nessun potere di intervento. Più singolare ancora appare questo rilievo se si pone mente al fatto che l'Azienda, nonostante i tempi autorizzativi, non ha perso neppure un giorno di lavoro. Se poi dobbiamo dirla tutta, se e qualora l'Ente Comune avesse sin dall'inizio di questa vicenda, operato con maggior attenzione agli interessi collettivi e pubblici, forse tante cose avrebbero potuto essere prese in considerazione e contenute nel primo progetto, ma così non è stato. Rimane assolutamente incomprensibile (e non per nostra carenza), il riconoscimento economico da versarsi da parte del Comune all'Azienda a fronte di un trasferimento di diritti già intervenuto ope legis e attestati proprio dalla citata delibera Consiliare del 1997 fonte di data certa della loro esistenza. Cadendo poi il Sindaco in palese contraddizione quando ricorda che i diritti di uso pubblico sulla strada Baulina sono stati da sempre esercitati in funzione dell'accesso generalizzato alla località di Enso, proprio una delle condizioni necessarie per affermare l'intervenuta usucapione e dimenticando poi che la delibera del 1997 prevedava anche l'onere di pagare la dismissione a privato di un demanio, onere poi non ottemperato e ora quei beni sono nella disponibilità di fatto gratuita dell'Azienda. Ma vah ! Due pesi e due misure.

martedì 11 marzo 2025

L'ASSEMBLA DEL 10/03

 Assemblea dei soci – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ETS APS

Si è svolta ieri, 10 marzo, l'assemblea annuale ordinaria dei soci della Sezione, convocata per l'approvazione dei documenti di bilancio 2024. l'assemblea si è svolta in modalità in presenza e in remoto presso  la sede del centro servizi del volontariato di Verbania. L'assemblea è stata aggiornata circa le attività ultime in corso e programmate da parte del Consiglio Direttivo uscente. I documenti contabili riferiti alla gestione 2024, bilancio e relazione, sono stati approvati all'unanimità dei presenti. E' stato inoltre dato avvio alle operazione elettorali per il rinnovo del Consiglio sezionale. Nei prossimi giorni verranno inoltrate a tutti i soci iscritti al 31/12/2024 e a mezzo plico postale, le schede di voto che dovranno poi essere restituite attraverso plico pretassato entro i termini ultimi che verranno indicati.

 

 

Sezione Verbano Cusio Ossola

Via Sempione 91 28838 stresa vb tel 032333499


RELAZIONE ATTIVITA’ ANNO 2024

in approvazizone nell’assemblea dei soci del 10/03/2025


Nella stesura della presente relazione si richiamano, nel medesimo ordine, tutti i punti che erano stati oggetti del programma di attività deliberato dal Consiglio e da valere per l’anno 2024, evidenziando gli scostamenti intervenuti, i risultati conseguiti o gli obiettivi mancati.


Rapporti con il Consiglio Direttivo Regionale :


I rapporti con il Consiglio Direttivo Regionale e anche con la Giunta sono stati costantemente mantenuti e consolidati in termini di collaborazione.

La partecipazione alle riunioni in remoto o in presenza è stata sempre garantita e la collaborazione richiesta nella stesura di singoli documenti è stata fornita nel limite delle competenze che la Sezione esprime.

Significativo è stato il contributo e il concorso dato nei documenti redatti al fine di " osservare" atti di politica regionale quali il PTR ( PIANO TERRITORIALE REGIONALE ) a cui ci si é dedicati in maniera particolare.

Ripetuti sono stati i contatti con la Presidente del nostro Consiglio Regionale e con singoli componenti delle sezioni Piemontesi, fornendo contributi e collaborazioni.

Attiva è stata la nostra collaborazione sul tema del funzionamento della Commissione Regionale per la individuazione delle nuove tutele paesaggistiche, promuovendo in più occasioni interventi sollecitatori nei confronti dell'Ente Regionale al fine di poter garantirne il funzionamento certo e rapido.

La Sezione ha inoltre continuato a dare il proprio contributo redazionale nella tenuta della pagina blog del proprio Consiglio Regionale, pubblicando le notizie raccolte dalle singoli sezioni, nonché informando sull’attività del Consiglio e sui temi trattati e le decisioni prese.


Tesseramento:


Il tesseramento 2024 ha chiuso l’anno con un lieve incremento sul dato 2023 con una consistenza complessiva pari ad un saldo di 41 adesioni, vuoi per conferme che per nuovi tesseramenti, vuoi per alcune mancate conferme, con proventi complessivi di euro 1.175,00 per quote associative, di cui il 50% è da devolvere alla sede centrale, al netto dei proventi derivanti dal 5* 1000 che è stato elargito per due annualità fiscali e ammonta a Euro 154,74 .


Associazione in rete :


E' continuata l'attività di tenuta e di gestione della pagina blog della Sezione locale attraverso la quale le iniziative vengono diffuse, principalmente ai soci e ai simpatizzanti.

Il Blog sezionale ha ospitato 77 nuovi post informativi redatti nel corso dell'anno e ha registrato circa 22.100 visualizzazioni sul periodo degli ultimi 12 mesi alla data 06/03/2025, raggiungendo i 114.065 di accesso dal suo esordio.

Il maggior numero di visualizzazioni per singolo post, ha ottenuto 1581 accessi, post intitolato: STRESA: UNA VICENDA INVEROSIMILE.

La pagina sezionale del sito nazionale è stata, costantemente implementata, trasmettono richieste di pubblicazioni dei post di maggior rilievo.


LE AZIONI:



Verifica dell'attuazione del Piano Paesaggistico Regionale e del rispetto normativo.


Costante è stata l'attenzione della Sezione nei riguardi delle situazioni locali di maggior criticità: vedi: Cava Lorgino/ Piano Grande di Verbania e Variante Generale/Piano Attuativo Colonia Motta che ci ha visto impegnati nella elaborazione di documenti e contributi finalizzati a cercare di ricondurre le situazioni richiamate, entro l'ambito della Pianificazione Sovraordinata e comunque intervenendo anche con esposti in relazione a specifiche situazioni (vedi la memoria prodotta alla Corte dei Conti sul caso delle monetizzazioni attuate dal Comune di Stresa e nel ricorso avanti il Presidente Regionale avverso l'ampliamento del campo golf di Fondo Toce e l'intervento sullo stesso tema operato presso l'Ente aree protette del Ticino e del Lago Maggiore) .

Rilevante è stata l'azione della Sezione nel contrasto al progetto di nuovo porto galleggiante sul fronte di Pallanza, contrasto le cui ragioni hanno trovato accoglienza piena in sede di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero.

Istanze di tutela:


Conclusasi, ma non esauritesi comunque l' attività di presentazione alla Regione delle proposte di tutele paesaggistiche che la Sezione aveva posto come suo obiettivo qualificante, nel corso del 2024, è andata all'esame della Commissione Regionale la proposta di ulteriore tutela del Piano Grande. Ne è scaturito un intenso scambio di argomentazioni tra Commissione e Sezione, ottenendo comunque una richiesta formale da parte della Commissione, rivolta al Comune di Verbania, di far proprie, nell'ambito della revisione in atto del Piano Regolatore Generale, una parte delle richieste di maggior tutela avanzate. La questione si sposterà dunque sul tavolo del Comune.

Per le altre numerose proposte di tutela, il loro esame è calendarizzato nel corso del 2025 ( prime in esame le proposte su Stresa tratta lago e Levo panoramica) , anno in cui la Commissione dovrebbe esaurire la pregressa giacenza inevasa.

Si è sollecitata nuovamente la Soprintendenza, area nord est, a concludere l'iter di tutela indiretta del complesso monumentale di S. Martino in Comune di Vignone che, nonostante le riassicurazioni più volte avute, non pare sia imminente.


Sito Unesco Isole dei Laghi :


La Sezione pur avendo aderito all'iniziativa assunta nell'ambito del Comune di Stresa per il progetto sito Unesco delle Isole, ottenendo di partecipare al Comitato promotore, non ne è seguita alcuna iniziativa concreta da parte dei promotori che non parrebbero più averne interesse stante l'assenza di azioni.




06/03/2025




Il Presidente della Sezione VCO


giovedì 6 marzo 2025

ASSEMBLEA DEI SOCI


 

Iscriviti



LUNEDI' 10 MARZO CON INIZIO ALLE ORE 17 PRESSO
IL CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO DI VERBANIA VIA ALLE FABBRICHE 8
VERBANIA- INTRA
E' CONVOCATA L'ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI DELLA SEZIONE DEL VERBANO/CUSIO/OSSOLA. L'ASSEMBLEA SI SVOLGERA' CON MODALITA' IN PRESENZA E IN REMOTO AL LINK
https://calendar.app.google/UUjTgq8ihEY8uywA9

L'ASSEMBLEA VIENE CONVOCATA
PER L'APPROVAZIONE DEL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO:



1) BILANCIO DI ESERCIZIO 2024

2) RELAZIONE DELL'ATTIVITA' 2024.




VERBANIA: INCONTRO CON SINDACO

 

Si è svolto questa mattina l'incontro tra una nostra delegazione e l'amministrazione Comunale di Verbania nelle persone del Sindaco, dell'Assessore delegato alla Pianificazione e del Dirigente del Settore. Tema sul tavolo il Piano Grande e in particolare il destino della ex cascina De Antonis. La questione è nota come pure le proposte che la nostra Associazione d'intesa con altre operanti sul territorio, da alcuni anni hanno posto sui tavoli della Pianificazione del Comune di Verbania: fare di quella struttura in stato di abbandono, il portale dei servizi del Parco Nazionale Val Grande e delle altre aree protette della Provincia. Questo blog ospita diversi post su questo tema e pure la intera proposta nei suoi dettagli,Chi ha interesse può farne ricerca mirata o chiedere l'invio della documentazione che è a disposizione di chiunque. Come è andato l'incontro? Come era prevedibile non è stato conclusivo, ma interlocutorio. Il Sindaco ha ascoltato le nostre proposte e ha indicato un percorso per un successivo confronto: aspettare la conclusione della revisione delle classi di rischio idrogeologico in corso e sulla base delle loro risultanze, ove ammettessero il recupero dell'esistente, riprendere il confronto, ritenendo il nostro progetto compatibile con il ruolo che Verbania riveste all'interno del Parco. Allargherà comunque la consultazione a tutti i soggetti pubblici e privati che ne hanno interesse, in primis il Parco stesso in quanto soggetto imprescendibile anche a fini della necessaria raccolta delle risorse finanziarie. La nostra posizione è stata aperta anche rispetto a soluzioni di urbanistica negoziata con il coinvolgimento della proprietà, purchè sia garantito il raggiungimento dell'obiettivo sostnziale. Questa è stata l'intesa raggiunta e l'impegno preso dal Sindaco per un successivo incontro sul quale confidiamo assolutamente.

sabato 1 marzo 2025

ISCRIZIONI 2025

 70esimo






L’invito di quest’anno si apre con il logo dei settanta anni della Associazione. La nostra Sezione locale è di più recente data, costituitasi all'inizio degli anni 70 per iniziativa di un gruppo di residenti e frequentatori a vario titolo della Valle Vigezzo, in quegli anni assunta alla cronaca per la tumultuosa crescita edilizia che ne minava i suoi caratteri. Poi la Sezione è andata avanti e per tanti anni è stata guidata dall’appassionato spirito ambientalista di Italo Orsi che ci ha lasciato nel corso del 2022.

2. L’anno sarà dunque celebrativo e ci dovrà vedere impegnati in attività che però non dovranno solo essere di memoria, ma anche di impegno “militante”, ossia vederci sempre presenti laddove le minacce ai “nostri” beni comuni si profileranno.

L’anno che si è aperto è anche di rinnovo delle nostre cariche e fra alcune settimane gli iscritti al 31/12/24, riceveranno la scheda per esprimere il loro voto da cui uscirà il nuovo Consiglio Direttivo per i successivi tre anni..

Per garantire il futuro della Associazione, occorre però che essa viva nello spirito dei suoi associati, nella costante riconferma della loro adesione e nel loro sostegno morale e materiale. E’ con questo auspicio che chiediamo ai nostri soci di confermare anche per il 2025 la loro adesione, è con questo spirito che chiediamo ad altri di avvicinarsi ai nostri valori e di sostenerci quali nuovi soci.

Vorremmo potervi ringraziare tutti, vecchi e nuovi e non deludervi mai.

Il Presidente

Piero Vallenzasca




Potranno , ove lo vogliano, provvedere mediante versamento da effettuarsi sul conto corrente intestato alla Sezione presso lo sportello della banca Monte Paschi Domodossola iban


IT79L0103045360000000217470

In alternativa potranno provvedere mediante versamento diretto a mani del Presidente della Sezione che rilascerà ricevuta.


Tariffario iscrizioni e rinnovi 2025 (con l’invio gratuito della rivista)

Quota annuale (Euro) 35,00 Quota triennale (Euro) 90,00

Socio Familiare (di un socio ordinario) annuale 20,00 triennale 50,00

Socio Giovane (meno di 18 anni) 10,00 triennale 25,00

Socio Ordinario Studente (18-26 anni) annuale 15,00 triennale 40,00

Socio Sostenitore annuale 100,00 triennale 270,00

Ente sostenitore 250,00

Socio Benemerito 1000,00

Socio Vitalizio 2000,00 (una tantum)

Socio Estero 35,00 (senza rivista)

Classe Scolastica* 25,00 (con spedizione di 3 copie della rivista

venerdì 28 febbraio 2025

CANTIERE DEI RECORD: LA REPLICA

 

 Dopo la recente pubblicazione del post sul cantiere dei record, post che ha ottenuto ampie accessi (oltre 1500), i mi piace raccolti e le critiche ( più o meno garbate) comunque messe in preventivo, ci paiono dovute precisazioni e repliche.

La lettura da alcuni accreditata secondo la quale questa Associazione avrebbe manifestato una contrarietà a prescindere rispetto al recupero dell'area è affermazione gratuita. La sopravvivenza della ville storiche ( villa Basile e San Rizzo) è  invece proprio merito dell'Associazione che ne promosse la tutela agli inizi degli anni 2000 e ottenne i provvedimenti conseguenti. Se non ci fossero stati quei provvedimenti, il loro destino sarebbe stato segnato. Singolare dunque sarebbe che chi ne ha promosso la tutela, oggi ne contrasterebbe il corretto recupero. Ogni diversa lettura è pura invenzione. Legittime però sono le domande che ci poniamo circa l'esito dell'approvato progetto che prevede diffuse e massive edificazioni all'interno dell'area, tanto da saturarne sostanzialmente le aree libere e ciò ci pare in contasto con il provvedimento di tutela dell'area che contiene prescrizioni ben precise che a noi non paiono correttamente applicate. Chi poi paradossalmente accusandoci di essere contro, ci imputa una mancaza di azioni conseguenti  e coerenti, non possiamo non rammentare che le azioni ci sono anche state e non poche rivolte ai diversi Enti che hanno avuto parte negli atti autorizzativi, ma che gli strumenti a disposizione non sono infiniti e comunque un esito c'era stato, paradossalmente e sfortunaaente per loro, promosso dalla stessa proprietà. Era la decisione del Capo dello Stato sul ricorso presentato avverso un negato progetto. In quell' esito c'era scritto tutto e molto chiaro, ma è stato colpevolmente ignorato da chi avrebbe dovuto  tenerne debito conto. Neppure ha fondamento il rilievo circa mancate azioni sulla questioni "monetizzazioni". E' inverosimile pensare che questa Associazione non abbia fatto e non stia per fare altre azioni concrete per far emergere responsabilità, a noi evidenti, circa le modalità di quella operazione che abbiamo giudicato scriteriata. Chi oggi critica o non sa o è in mala fede. Il tempo restituirà la verità.  

mercoledì 26 febbraio 2025

STRESA: IL CANTIERE DEI RECORD


 

 






Prende forma ( si fa per dire) quello che sarà il nuovo albergo Due Ville ( forse tre) . Il cratere del grande cantiere che è stato aperto la scorsa estate in quello che era e avrebbe dovuto ritornare ad essere il grande parco delle Ville Basile e di S. Rizzo è attualente uno dei più grandi in attività, non solo nella cittadella, già Perla del Lago, ma probabilmente di tutto il Lago. Qualcuno ne andrà sicuramente fiero, altri ne saranno ammirati e giudicheranno molto positivamente quanto ora è in corso di realizzazione. La riflessione e la domanda che invece vorremmo porci è un'altra ed è molto semplice: come può essere compatibile quanto ora in corso di realizzazione e di cui le foto che pubblichiamo ci offrono soltanto una visione ancora parziale, con le prescrizioni che i provvedimento di tutela di quell'area ponevano e pongono. Si sarebbero potute realizzare nuove costruizioni solo nel rispetto della scala edilizia degli edifici esistenti oggetto delal tutela, cioé le due vill, ma il tutto avrebbe dovuto avvenire nell'ambito di un progetto che prevedesse la ricostruzioe storica del parco già esistente.Il progetto licenziato è ora un insieme diffuso di nuove costruzioni che, sostanzialmente tra edifici fuori terra e costruzioni ipogee, satureranno buona parte dell'area libera, lasciando poco o nullo spazio alla ricostruzione del parco, non certo secondo i canoni tradizionali, ma ampiamente rivisto secondo gusti contemporanei ( speriamo non ci mettano le bolle anche qui). Abbiamo letto con attenzione le relazione degli Enti autorizzatori, sono esercizi di equilibrismo strisciante per giustificare l'ingiustificabile, una pagina esemplare della burocrazia italiana, Borbonica, formale e inutile, al più Sabauda che ignora l'ignorabile, cioè il chiaro avviso che il Consiglio di Stato aveva dato in sede di esame del ricorso "Zanetta", laddove aveva detto che la variante urbanistica che il Comune aveva approvato era stata fatta alla rovescia, cioè aveva dato e non sottratto. Nessuno ha seguito quella autorevole indicazione , direi un obbligo, ma la proprietà si è seduta al tavolo forte delle quantità urbanistiche che l'allora mezzo giovane Sindaco, tal Cannio, gli aveva concesso, con la benevolenza degli Enti terzi. Certo, gli hanno poi tagliato un qualcosina ( quella qualcosina che lesti gli Zanetta hanno infilato in Convenzione di volersi portare alla Castelli) , ma era tutto o era solo un contentino offerto a chi doveva autorizzare ? Crediamo sia così, tanto che oggi altre persone che guidano Enti che hanno autorizzato dicono apertamente che lì la tutela è oramai persa. Ammissione di colpa che non verrà sanzionata. Intanto il cantiere andrà avanti sino alla sua conclusione, occupando altre aree per parcheggi temporanei (villa Saini) perché l'Albergo La Palma gli ha persi (sempre che prima li avesse legittimamente). Infine, dietro questa edificante pagina di urbanistica negoziata, aleggiano i fantasmi delle monetizzazioni, di cui nessuno parla apertamente, ( soldi, tanti soldi)  ma che dovrebbero incutere una qualche preoccupazione a chi ci ha messo firma.

lunedì 24 febbraio 2025

CREVOLADOSSOLA: LORGINO ULTIMO ATTO, CON ERRORE.

  La cava in frazione Lorgino a Crevola è del gruppo Tosco Marmi




Con un Consiglio Comunale convocato per domani sera 25/02, il Comune di Crevoladossola chiude , o almeno crede di chiudere definitivamente la partita con la quale, con qualche correttivo, l'Ente Provincia darà il suo consenso alla continuazione ed estensione della attività della cava Lorgino. Rimasta al centro delle polemiche per molti mesi stante il suo impatto sull'ambiente, con prescrizioni, riduzioni e qualche concessione, l'Azienda ritiene ormai di avere gli assensi in tasca e, probabilmente, con ragione. Le ultime modifiche non spostano di molto i rapporti (ottimi) tra il Comune e l'Azienda che in fondo ottiene ciò che voleva, mentre il Comune non sembra abbia mai voluto e chiesto molto, anzi pochissimo, sordo persino alle ripetute richieste dei residenti riuniti in Comitato. Stendiamo un altro velo più che pietoso sull'operato della Provincia sempre preoccupata, contra legem, a tenere nascoste le carte tanto da essere stata diffidata dall'Autorità Nazionale per la trasparenza, a pubblicarle, pena sanzioni. Ci siamo presi anche questa soddisfazione (non è molto). Comunque con le chilometriche prescrizioni della Soprintendenza (vedremo come e se saranno osservate) , si va effettivamente verso la chiusura della fase autorizzativa. Non manca però la perla finale , dove il Comune rischia di coprirsi anche di ridicolo ( e questo non sarebbe grave) , ma anche della responsabilità personale dei Consiglieri votanti laddove venisse confermato il punto della Convenzione che prevede la cessione al Comune stesso per Euro 46.000,00 di un diritto di uso pubblico su strada esistente e insistente sulla proprietà catastale dell'Azienda. Peccato che, per norme esistenti e giurisprudenza infinita, tale diritto è in capo, ope legis, al Comune stesso da decenni avendolo ottenuto grazie all'uso ultraventennale che i suoi cittadini, nella loro generalità, hanno sempre fatto per transitarvi in maniera indisturbata e dirigersi alla frazione Enso e alle altre località poste a monte, facendo sempre manutenzione e sgombero neve a proprie spese ( del Comune). Insomma verrebbe pagato un diritto reale che già il Comune possiede. Un vero e proprio ossimoro giuridico, ma che la dice lunga di come sin qui l'Ente ha tutelato i diritti e gli interessi della Comunità che dovrebbe governare. Ma ubi maior, minor cessat e in questo caso il minor è proprio il Comune.










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sabato 22 febbraio 2025

VERBANIA 70: MONTE ROSSO- AVVIARE UNA DISCUSSIONE


 


RESORT DI LUSSO SULLA VETTA DEL MONTEROSSO TRA TUTELA AMBIENTALE E VIABILITA’ D’ACCESSO di Claudio ZANOTTI
Pubblicato il 20 Febbraio 2025 da Redazione






Cinquanta camere, oltre cento posti-letto, 7.200 mq di edificazione, ristorazione, wellness, fitness, blocchi ipogei. Una prima analisi del progetto solleva due questioni di sostanza che meritano un sovrappiù di cautela e attenzione: la proposta di viabilità d’accesso al resort e l’inserimento della vetta del Monterosso all’interno dei confini del parco nazionale della Valgrande.

La banalizzazione del dibattito politico-amministrativo cittadino ci accompagna dalle elezioni dello scorso giugno e verosimilmente proseguirà negli anni a venire. Ne è indizio rivelatore il totale disinteresse che avvolge le tre grandi questioni aperte (due si sono chiuse nel precedente ciclo amministrativo: il recupero turistico-ricettivo dell’ex Colonia Motta e dell’ex villa Poss) in materia di pianificazione: la trasformazione dell’area ex Acetati (qui), l’iter della Variante generale del Piano Regolatore (qui) e la realizzazione di un resort turistico 5 stelle sulla sommità del Monterosso. E di quest’ultimo intendiamo occuparci nelle righe che seguono.

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Come è noto, da una quarantina d’anni l’area di proprietà (quasi 250.000 mq) è adibita ad attività di agriturismo, che occupa 52.000 mq di terreno e si articola su otto edifici (quattro destinati ad alloggi e ristorazione e quattro ad attività agricole, per 2.200 mq di superficie utile lorda e 35 posti-letto+12 per il personale; nella foto la situazione attuale).

Passata nella disponibilità del Gruppo Adler con un preliminare di vendita alla fine del 2023, la proprietà è oggetto di una proposta di intervento che – se integralmente accolta nei termini in cui è formulata – determinerebbe non solo una sostanziale trasformazione dell’assetto imprenditoriale attuale (agriturismo), ma anche un profondo mutamento delle consolidate caratteristiche del Monterosso.

La proposta del Gruppo Adler prevede la trasformazione dell’agriturismo in una vera e propria attività turistico-ricettiva di fascia alta, per realizzare la quale si chiede una Variante del Piano Regolatore finalizzata ad aumentare la superficie utile lorda dagli attuali 2.200 mq (incrementabili in base al vigente PRG sino a 3.300) a 7.229 mq (+228% rispetto alla superficie attuale e +120% rispetto alla superficie massima ammessa dal Prg). Su questa superficie sorgerebbero i blocchi strutturali per le camere degli ospiti (44 doppie e 6 da quattro, per 112 posti-letto totali), l’edificio per i servizi (ristorazione, bar, cucine, locali tecnici), l’edificio per l’area benessere (piscine, relax, yoga, fitness), l’edificio saune e l’edificio per il personale (32 camere singole), il cui numero è stimato in 70 unità. A completamento del progetto, gli aspetti ormai di default relativi alla valorizzazione del contesto arboreo e vegetale, la scelta di materiale “compatibili” (legno, pietra..), i percorsi ciclopedonali interni, la mitigazione visiva dell’impatto volumetrico, il riciclo delle acque, le fonti di energia green…

L’aspetto più rilevante del progetto è senza dubbio l’eccezionale incremento di superficie edificabile richiesto da Adler rispetto allo stato dei luoghi. A questo proposito è però bene sottolineare che il proponente intende realizzare le 50 camere in blocchi strutturali in forma di ipogei, inseriti nel pendio della collina a livelli -1, -2 e -3, con collegamenti interni sotterranei, avendo di mira l’obiettivo di evitare imponenti emergenze “fuori terra” e di mitigare l’impatto di edificazioni così rilevanti (qui di seguito proponiamo un render della struttura).

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Una prima analisi della progetto del Gruppo Adler solleva due questioni di sostanza che meritano un sovrappiù di cautela e attenzione: la proposta di viabilità d’accesso al resort e l’inserimento della vetta del Monterosso all’interno dei confini del parco nazionale della Valgrande. Il nodo della viabilità nasce dal giudizio negativo espresso dalla proprietà sull’adeguatezza della via al Monterosso, che oggi dalla zona Plusc porta – lungo un percorso interamente asfaltato – all’agriturismo: i proponenti denunciano i troppi tornanti, la commistione pericolosa con la viabilità dei residenti e l’usura/danneggiamento del sedime stradale durante la fase di cantiere per la movimentazione di mezzi pesanti. In alternativa Adler propone un accesso lungo le vie XX Settembre e Corsica e, da Cavandone in su, lungo la cosiddetta via al Pellegrino, cioè il percorso sterrato oggi intensamente fruito da escursionisti e mountain biker. Il tracciato sterrato verrebbe ampliato e reso percorribile, sino al Belvedere di via al Monterosso, al traffico veicolare (anche pesante, per esigenze di cantiere e forniture), mantenendo il fondo in pietrisco e realizzando il convogliamento delle acque meteoriche. In sostanza, i mezzi di cantiere e dei fornitori e quelli dei villeggianti e del personale raggiungerebbero il resort passando per Suna, Cavandone e i boschi soprastanti quest’ultima frazione.

Rendere percorribile ai veicoli la lunga strada sterrata Cavandone-Belvedere rappresenterebbe uno snaturamento della parte alta del Monterosso, che nella fruizione esclusivamente ciclopedonale e nella integrale salvaguardia dei caratteri ambientali riconosce le peculiarità alle quali deve sia l’intensa e crescente fruizione ludico-sportiva sia l’inserimento nel parco della Valgrande. Né vanno dimenticate le ricadute sulla viabilità dell’asta stradale Suna-Cavandone (questa sì caratterizzata – a differenza di via al Monterosso – da numerosi e diffusi insediamenti residenziali) dei crescenti flussi di traffico indotti dalla presenza del resort.

Insomma, l’ipotesi di un accesso al resort da Cavandone va subito abbandonata. E proprio l’impegno esplicitamente assunto da Adler di minimizzare tutti i flussi di traffico (pochi trasporti di terra e di inerti in fase di demolizione dell’esistente e di cantiere; ridotto numero di viaggi dei villeggianti, stimati mediamente in 12/13 al giorno; disincentivazione all’uso del mezzo privato; compattamento della fornitura di merci, trasportate al resort con un solo viaggio giornaliero collettivo; numero residuale degli spostamenti dei dipendenti, la metà dei quali residente nella struttura) rafforza il giudizio di idoneità dell’attuale accesso in zona Plusc, che va perciò mantenuto.

La seconda questione riguarda invece il recente inserimento di buona parte del Monterosso, vetta ovviamente compresa, nel perimetro del Parco della Valgrande, come ben si ricava dalla cartografia sottostante:

L’inserimento si è normativamente perfezionato solo lo scorso anno, ma da quasi un quarto di secolo Verbania inseguiva questo risultato, fatto proprio e sostenuto nel tempo da tutte le forze politiche locali. Le ragioni dell’estensione a porzioni del territorio comunale (Monterosso, asta del San Bernardino, Motto di Unchio, vedi qui) del perimetro del parco risiedono da un lato nella volontà di preservare e valorizzare contesti ambientali ancora in buona misura non intaccati da processi di urbanizzazione/cementificazione, dall’altro dal desiderio di promuovere una fruizione turistica “immersiva” in spazi naturali non compromessi (ad esempio la piana del Fondo Toce, le sponde del torrente, la parte alta del Monterosso, i rilievi collinari tra Unchio, Cossogno/Ungiasca e Miazzina). In questa prospettiva la presenza di una (o più) attività agrituristica sul Monterosso riusciva coerente, adeguata e convincente. Altra cosa evidentemente è la sostituzione di un agriturismo con un resort di lusso, come quello di cui stiamo discutendo. E per questa ragione le valutazioni di merito degli organi del Parco della Valgrande sono attese con particolare interesse.
Pubblicato in Ambiente, Economia e Lavoro, Urbanistica e territorio | 1 commento

venerdì 21 febbraio 2025

ITALIA NOSTRA : 70 ANNI DI VITA.





Italia Nostra compie 70 anni di vita. Non pochi.

Fondata per volontà di un gruppo di intellettuali tra cui: Elena Croce (figlia di Benedetto Croce), Desideria Pasolini dall'Onda, Umberto Zanotti Bianco, Giorgio Bassani, vi aderirono subito molte personalità tra le quali: Antonio Cederna, Fulco Pratesi, Maria Mozzoni Crespi. E' stata per molti anni forse l'unico riferimento del primo ambientalismo Italiano. In un epoca in cui i temi dell'ambiente quali la difesa del paesaggio, dei beni architettonici, di quelli archeologici e museali non erano certo al centro dell'interesse di un' Italia uscita dal secondo dopoguerra, aveva fatto nascere i germi di quelli che nei decenni successivi sarebbero stati temi più diffusi, più sensibili anche presso un'opinione pubblica più ampia e meno elitaria, sino a riuscire ad imporre il referendum sul nucleare dopo l'incidente di Cernobil.

I decenni sono passati, le sensibilità ambientali sono anche mutate di fronte alle nuove frontiere; l'ambiente muta in maniera impensabile, insieme al clima cambiano i paesaggi e le città, i paesi muoiono, le sensibilità delle generazioni mutano, la rivoluzione tecnologica e l'intelligenza artificiale aprono scenari ancora tutti da esplorare.

Settanta anni non passano senza lasciare traccia e gli anni che avanzano accelerano il cambiamento, rendendo ignoto il futuro mentre il passato rischia di cadere nell'oblio. L'Associazione si interroga sul suo ruolo in questo scenario mai prima conosciuto. Uno scenario a due volti: suggestivo da un lato, inquietante dall'altro. In queste condizioni non si devono ignorare le difficoltà a tenere il timone saldo e la barra diritta.

Da un lato la sensibilità per il mutamento climatico, per l'inquinamento, per i fattori ambientali che minano la nostra salute sembrano aumentare, specie nelle generazioni più giovani che sono però pressate da spinte consumistiche crescenti, così che non altrettanto vengono assunti stili individuali coerenti e conseguenti, ma spesso inconsapevoli che comportamenti apparentemente non alteranti, in realtà spostano soltanto altrove i fattori inquinanti, mentre la sensibilità per i valori tradizionali dell'ambientalismo classico: paesaggio/architetture/beni museali e archeologici, paiono in declino e ce lo dice proprio quel paesaggio Italiano tanto devastato e persino irriconoscibile rispetto ai decenni trascorsi.

Nel nostro ambito, noi siamo stati gli eredi di un ambiente invidiabile: l'armonica fusione di terre d'acqua con le terre di alta quota, l'alternarsi equilibrato del costruito con il non costruito, la separazione tra gli ambiti naturali e quelli antropicizzati, ma progressivamente, insensibilmente e costantemente ne abbiamo, in parte, modificato il carattere, alterato gli equilibri sapienti appena qui ricordati. Non é stata la prima volta che succedeva, ma questa volta è stato più dirompente perchè intanto la "crescita" si è accompagnata con l'abbandono delle terre povere, con lo svuotamento demografico dei borghi, la perdita delle loro funzioni essenziali per garantirne una sopravvvivenza che non é data dal surplus edilizio ad uso non residenziale ma effimero, cresciuto troppo in fretta e per nulla.

L'economia turistica, in parte sostituitasi a quella produttiva industriale non è la panacea e la soluzione. Ha un doppio volto: quello equo, utile, sostenibile perché assimilabile da territori che possono essere arricchiti in senso pieno e, invece quello no: aggressivo, massificante, predatorio, dove le popolazioni diventano la forza lavoro del turismo industriale che somministra i propri dividenti a pochi, ma chiede, anzi pretende molto dai territori o meglio da chi li governa, o meglio, da chi li dovrebbe governare.

La difficoltà di contrastare tanti progetti industriali, l'abbiamo costatata di persona e l'Associazione, pur combattiva, non sempre ne è uscita vincente.

Mi fermo qui perché sono già andato troppo lungo, ma settanta anni forse varrebbero ancora una riflessione e avremo modo in questo anno di compleanno, di tornare in argomento.

Per ora vi ringrazio per l' attenzione.

Il Presidente Sezione VCO