Tra pochi giorni il progetto di recupero di villa Poss, concluderà il breve periodo concesso al pubblico per presentare osservazioni e il successivo atto dovrebbe essere l'esame consiliare per la sua approvazione. Chi ha interesse o curiosità potrà ancora consultarlo andando sul sito del Comune alla pagina della pianificazione e con un po' di pazienza lo potrà scaricare. Che dire: errori e refusi a parte che certo non mancano nelle bozze, al momento quel che appare è che la proprietà otterrebbe sostanzialmente tutto quello che ha chiesto, modificando radicalmente la previsione contenuta nel piano regolatore del 2006. Ben inteso, la legge concede procedure di questo tipo, ammettendo che per interventi produttivi (quelli alberghieri sono considerati tali), un soggetto proponente possa presentare atti non conformi al piano regolatore e ottenere la modifica del piano stesso e le autorizzazioni ad eseguire le opere, unica condizione ostativa è che non vi siano alternative altrove localizzabili. Ricordiamo che villa Poss, in tutti i suoi immobili è gravata da vincolo monumentale, mentre l'area medesima è pure soggetta a vincolo paesaggistico. Sotto questi profili, il Soprintendente, con prescrizioni, ha dato l'assenso Ministeriale al nuovo progetto che, per onestà, bisogna dire che prevede il rigoroso recupero edilizio della villa centrale e di tutti gli altri edifici presenti, riportandoli al loro stato originario, destinazione d'uso a parte ( sarà infatti turistico alberghiero). Per il resto si promette il recupero anche del parco che però sarà "penalizzato" dalla realizzazione di nuove costruzioni ipogee o semi ipogee per oltre 9.000 mq. di superficie utile lorda destinate a camere d'albergo e/o sale ristorante e spa ( non poco) e dall'utilizzo per parcheggi in superficie. Detto questo molto sommariamente e nell'attesa di definire la compiuta posizione della nostra associazione che comunque presenterà le sue osservazioni entro la data di scadenza prossima, c'è però un dato che sorprende e sul quale in questo post vogliamo fare una riflessione. Il nuovo progetto, di iniziativa privata, sovverte radicalmente la previsione che il piano regolatore del 2006 aveva previsto. Rimane ferma la destinazione d'uso turistico ricettivo, ma il piano del 2006, non assegnava capacità edificatoria aggiuntiva rispetto l'esistente, pur prevedendo che il 40% della superficie dell'area (è vasta circa 55.000 mq. ), quella più prossima alla città, venisse trasferita gratuitamente al Comune. Ora invece il rapporto si inverte bruscamente: il privato, con la sua proposta si assegna oltre 9.000 mq. di nuove costruzioni e riduce al 15% ( limite minimo di legge ) la somma delle superfici che dovrebbe cedere al Comune. In realtà poi ne propone di cedere meno, monetizzzando la differenza non ceduta. Domanda. Quelli del 2006 erano matti ? O sono matti quelli del 2026 ? Probabilmente la risposta secca non c'é. Nel 2006 sono forse volati un po' troppo in alto pensando che villa Poss potesse comunque avere un interesse di mercato così come probabilmente lo avrebbe avuto se avessero permesso di mantenere anche la destinazione a residenza privata: qualche Russo sarebbe, prima o poi, arrivato. Quelli del 2026 volano troppo bassi: concedono tutto il richiesto e ridimensionano ai minimi termini le richieste pubbliche. Come sempre manca un giusto compromesso e salta l'equilibrio tra la città privata e quella pubblica. Non è il solo caso in corso sul Lago e neppure il peggiore, ma certo è che il ribaltamento dei numeri che ho dato obbliga a una qualche riflessione e a qualche interrogativo. Vedremo.
ITALIA NOSTRA VCO
IL BLOG DELLA SEZIONE PROVINCIALE DELLA ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA ONLUS Contatti: italianostravco@gmail.com posta certificata: italianostra_vco@pec.it cell Presidente: 338 6132825 Segreteria: 349 1337533 conto bancario BMP filiale di Domodossola IT79L0103045360000000217470 Presidente:Filippo Pirazzi. Vice Presidente: Auguadro Tiziano. Segretario: Piero Vallenzasca. Consiglieri: Livia Olivelli Susanna Diverio Giorgio Ingaramo Giorgio Scalenghe
domenica 1 novembre 2026
VERBANIA: VILLA POSS IN RETTILINEO DI ARRIVO
Tra pochi giorni il progetto di recupero di villa Poss, concluderà il breve periodo concesso al pubblico per presentare osservazioni e il successivo atto dovrebbe essere l'esame consiliare per la sua approvazione. Chi ha interesse o curiosità potrà ancora consultarlo andando sul sito del Comune alla pagina della pianificazione e con un po' di pazienza lo potrà scaricare. Che dire: errori e refusi a parte che certo non mancano nelle bozze, al momento quel che appare è che la proprietà otterrebbe sostanzialmente tutto quello che ha chiesto, modificando radicalmente la previsione contenuta nel piano regolatore del 2006. Ben inteso, la legge concede procedure di questo tipo, ammettendo che per interventi produttivi (quelli alberghieri sono considerati tali), un soggetto proponente possa presentare atti non conformi al piano regolatore e ottenere la modifica del piano stesso e le autorizzazioni ad eseguire le opere, unica condizione ostativa è che non vi siano alternative altrove localizzabili. Ricordiamo che villa Poss, in tutti i suoi immobili è gravata da vincolo monumentale, mentre l'area medesima è pure soggetta a vincolo paesaggistico. Sotto questi profili, il Soprintendente, con prescrizioni, ha dato l'assenso Ministeriale al nuovo progetto che, per onestà, bisogna dire che prevede il rigoroso recupero edilizio della villa centrale e di tutti gli altri edifici presenti, riportandoli al loro stato originario, destinazione d'uso a parte ( sarà infatti turistico alberghiero). Per il resto si promette il recupero anche del parco che però sarà "penalizzato" dalla realizzazione di nuove costruzioni ipogee o semi ipogee per oltre 9.000 mq. di superficie utile lorda destinate a camere d'albergo e/o sale ristorante e spa ( non poco) e dall'utilizzo per parcheggi in superficie. Detto questo molto sommariamente e nell'attesa di definire la compiuta posizione della nostra associazione che comunque presenterà le sue osservazioni entro la data di scadenza prossima, c'è però un dato che sorprende e sul quale in questo post vogliamo fare una riflessione. Il nuovo progetto, di iniziativa privata, sovverte radicalmente la previsione che il piano regolatore del 2006 aveva previsto. Rimane ferma la destinazione d'uso turistico ricettivo, ma il piano del 2006, non assegnava capacità edificatoria aggiuntiva rispetto l'esistente, pur prevedendo che il 40% della superficie dell'area (è vasta circa 55.000 mq. ), quella più prossima alla città, venisse trasferita gratuitamente al Comune. Ora invece il rapporto si inverte bruscamente: il privato, con la sua proposta si assegna oltre 9.000 mq. di nuove costruzioni e riduce al 15% ( limite minimo di legge ) la somma delle superfici che dovrebbe cedere al Comune. In realtà poi ne propone di cedere meno, monetizzzando la differenza non ceduta. Domanda. Quelli del 2006 erano matti ? O sono matti quelli del 2026 ? Probabilmente la risposta secca non c'é. Nel 2006 sono forse volati un po' troppo in alto pensando che villa Poss potesse comunque avere un interesse di mercato così come probabilmente lo avrebbe avuto se avessero permesso di mantenere anche la destinazione a residenza privata: qualche Russo sarebbe, prima o poi, arrivato. Quelli del 2026 volano troppo bassi: concedono tutto il richiesto e ridimensionano ai minimi termini le richieste pubbliche. Come sempre manca un giusto compromesso e salta l'equilibrio tra la città privata e quella pubblica. Non è il solo caso in corso sul Lago e neppure il peggiore, ma certo è che il ribaltamento dei numeri che ho dato obbliga a una qualche riflessione e a qualche interrogativo. Vedremo.
mercoledì 14 ottobre 2026
STRESA: UNA CICLABILE SOSTENIBILE
ITALIA NOSTRA APS
Sezione locale del Verbano Cusio Ossola
Egregio Signor Sindaco
del Comune di STRESA
Sede Municipale
piazza Matteotti, 6
28838 STRESA (VB)
protocollo@cert.comunestresa.it
Spett. Amministrazione Provincia VCO
II Settore – Lavori pubblici
Dirigente Ing. Antonella Costa
Viale dell’Industria, 25
28924 VERBANIA (VB)
protocollo@cert.provincia.verbania.it
Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio
per il Piemonte orientale – SABAP NO
corso Felice Cavallotti, 27
28100 NOVARA (NO)
sabap-no@pec.cultura.gov.it
Prot. n.19/26
Beura Cardezza, lì 12/10/2026
OGGETTO: Opere di progettazione pista ciclo-pedonale del Lago Maggiore.
Tratta Comune di Stresa Strada SS 33 del Sempione-progressiva km. 83,200. Salvaguardia del patrimonio arboreo esistente.
Questa Sezione del VCO della Associazione Italia Nostra APS, è a conoscenza
che l’opera in oggetto, pista ciclo-pedonale del Lago Maggiore, è in corso di
definizione progettuale conclusiva.
Non sono previste, per quanto a noi riferito, procedure pubbliche che consentano di conoscere i contenuti progettuali dell’opera, sommariamente illustrata soltanto nell’ambito di un incontro pubblico organizzato tempo fa presso l’Amministrazione Provinciale.
La tratta prevista in Comune di Stresa riguarda un ambito particolarmente suggestivo, considerato il suo affaccio verso le Isole del Golfo Borromeo, con la presenza di numerose ville storiche e relative pertinenze. In particolare vogliamo qui fare riferimento alla tratta compresa tra la curva delle “Scuderie Borromeo” e Villa JUCKER, alla progressiva km 83,200 della SS 33.
Su lato a lago è presente, poco oltre il limite della banchina stradale, un filare di 10 piante di basso fusto della specie Lagerstroemia indica. Sono piante radicate da oltre un secolo, ben formate, in ottimo stato vegetativo, non comuni esemplari proprio in virtù della loro età e del portamento che nel tempo hanno assunto, e che viene mantenuto grazie alle cure praticate e alle annuali potature.
Costituiscono il limite tra il giardino sottostante, già pertinenza di Villa Jucker, (progettato da Porcinai in collaborazione con Lodovico Barbiano di Belgioioso) e il sedime stradale; una presenza storicamente consolidata, un “arredo” per la stessa strada, paesaggisticamente pregiato.
Secondo alcune fonti, il progetto di pista ciclo-pedonale ne prevederebbe la soppressione.
Non sappiamo se tale informazione sia pienamente fondata, ma se lo fosse, ci sorprenderebbe, ritenendo che vi siano soluzioni progettuali alternative per evitare che ciò accada. Di più, riteniamo che debba essere assolutamente evitato che accada, rettificando, nel caso, il sedime stradale considerata la superficie libera sull’altro lato, ancorché occupata da parcheggio, fatto quest'ultimo non coerente con la prescrizione contenuta nel PPR e che il Comune di Stresa dovrebbe provvedere a risolvere.
Tutto quanto premesso e descritto, ci preme segnalarlo all’attenzione degli Enti in indirizzo affinché, ove il rischio sia reale, sia evitata la cancellazione, attraverso lo sradicamento del filare, del tratto di paesaggio storicamente consolidato e pregevole.
Ringraziando per l’attenzione che vorrà esserci prestata, rimaniamo in attesa
di rassicurazioni in merito.
Molto cordialmente
Il Segretario di Sezione VCO di Italia Nostra APS
C.F. 80078410588 Italia Nostra VCO
Dott. Piero Vallenzasca
Testo controfirmato dal Presidente della Sezione
Dott. Filippo Pirazzi
Via Sant’Antonio, 16
28851 BEURA CARDEZZA (VB)
Cell. 338 613 2825
italianostra_vco@pec.it
domenica 11 ottobre 2026
DEVERO: AGGIORNAMENTI BACENO

Il comitato a cui partecipano le diverse associazioni ambientali ha sottoscritto quindi una nuova osservazione riferita ad una modifica delle previsioni di parcheggio. Nel seguito postiamo l'osservazione presentata.
Le Associazioni hanno ora formulato la richiesta di essere ammesse ai lavori del tavolo tecnico di pianificazione, in particolare: il Comitato tutela Devero, Italia Nostra Sezione VCO e la Lipu chiederanno di partecipare, confidando nell'accoglimento della richiesta.
Continua così il monitoraggio riguardo il nuovo strumento di Pianificazione che il Comune di Baceno ha ritenuto doversi dotare. L'attenzione rimane elevata per evitare che, surrettiziamente, vengano inserite nuove previsioni funzionali al piano strategico di: " Devero avviciniamo le montagne", dopo che questo medesimo piano era stato "volontariamente" e formalmente ritirato prima ancora che la sua valutazione fosse portata a compimento.
OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE
GENERALE AL PIANO REGOLATORE
GENERALE COMUNALE
COMUNE DI BACENO (VB)
(ai sensi dell'art. 15 della L.R. 56/1977 e s.m.i.)
Proposta tecnica di progetto preliminare
Deliberazione del Consiglio Comunale n.23 del 9 settembre 2026
Baceno/Domodossola, ottobre 2026
Premessa e soggetti presentatori
Le associazioni e comitati ambientalisti sottoscritti, impegnati da anni nella tutela del comprensorio naturale dell'Alpe Devero e dell'area protetta del Parco Naturale Alpe Veglia e Devero, presentano, ai sensi dell'art. 15 della L.R. 56/1977 e s.m.i., le seguenti osservazioni alla Proposta Tecnica di Progetto Preliminare (PTPP) della variante generale al Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC) del Comune di Baceno (VB)
ASSOCIAZIONE COMITATO TUTELA DEVERO ETS ODV, Associazione con sede in Domodossola, via Canuto, 12
(CF 93045660037), nella persona della Presidente, legale rappresentante pro tempore, Renata Farina;
FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA APS, con sede in Via Pastrengo 13, 10128 Torino, (CF 03890800372),
in persona del Presidente Legale rappresentante pro tempore prof. Mauro Furlani;
MOUNTAIN WILDERNESS ITALIA APS, con sede legale in Viale Venezia 7, 30171 Mestre (VE), (CF
97101240154), in persona del Presidente – legale rappresentante pro-tempore, Luigi Casanova ;
LIPU ODV, con sede legale in Via Pasubio 3/Bis, 43122 Parma (CF 80032350482), in persona del Presidente
pro tempore, Alessandro Polinori;
ITALIA NOSTRA - Sezione Verbano Cusio Ossola, Via Sant’Antonio, n°16. 28851 Beura Cardezza (VB), (CF
80078410588), in persona del Presidente – legale rappresentante pro-tempore Filippo Pirazzi
SALVIAMO IL PAESAGGIO VALDOSSOLA, aderente al Forum nazionale dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (www.salviamoilpaesaggio.it), in persona della portavoce, Sonia Vella
In data 19 marzo 2026 le Associazioni su indicate avevano presentato le Osservazioni alla Proposta tecnica di progetto preliminare – adottata con Deliberazione del Consiglio Comunale n.23 del 9 settembre 2026.
Con Deliberazione del Consiglio Comunale n.23 del 9 settembre 2026 è avvenuta l’approvazione dei “chiarimenti tecnici Prot. 0004598 del 29/07/2026, utili all’espressione dei contributi da parte dei componenti come richiesto dalla 1° Conferenza di Copianificazione e Valutazione – 1° SEDUTA mercoledi 22 aprile 2026 art.8 comma 5 del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 23 gennaio 2017, n.1/R.
Nel rilevare che in alcuni documenti allegati a detta Deliberazion sono state apportate modifiche alle aree di parcheggio in particolare in località Balmavalle, si formulano le presenti ulteriori Osservazioni.
Dette ulteriori Osservazioni sostituiscono il corrispondente paragrafo delle Osservazioni presentate il 19 marzo 2026, che si inviano nuovamente in allegato.
2. Osservazione n. 2 - I parcheggi alle soglie dell’Alpe Devero, non conformi al Piano Paesistico dell’Area di Salvaguardia dell’Alpe Devero, vengono designati come Aree a servizi
2.1 Premessa, norme di riferimento e situazione di fatto
1. Fino agli anni 70 l’Alpe Devero poteva essere raggiunta a piedi percorrendo l’antica mulattiera, oppure tramite una piccola funivia di 15 posti, di proprietà dell’ENEL, costruita negli anni ’30 (l’ENEL possiede infatti alcuni impianti idroelettrici nell’area). Dopo lunghe vicende e contestazioni, fu realizzata una strada, mettendo a rischio — come evidenziato anche dal Ministero dei Beni Culturali in una nota del 21 ottobre 1983 — «l’eccezionale integrità e bellezza della località».
Quando nel 1985 fu autorizzato il progetto di completamento della strada, in prossimità dell’Alpe Devero, era previsto soltanto un piccolo parcheggio, destinato «alla sosta dei residenti, degli automezzi di servizio e di qualche visitatore», proprio al fine di limitare l’impatto sull’ambiente e sul paesaggio della presenza delle auto dei visitatori.
2. Il Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero, formato ai sensi dell’art. 8 della L.R. n. 50 del 24/04/1990 (istituzione della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero), è stato approvato dalla Regione Piemonte con D.C.R. 618-3421 del 24/02/2000.
L’art. 8 della L.R. n. 50 stabilisce al comma 2 che: “Le indicazioni contenute nel Piano Paesistico e le relative norme di attuazione sono efficaci e vincolanti dalla data di entrata in vigore della deliberazione del Consiglio Regionale che lo approva e si sostituiscono ad eventuali previsioni difformi degli strumenti urbanistici vigenti”.
Le indicazioni del Piano Paesistico sulle aree destinate a parcheggio sono definite nell’Allegato cartografico 1 – “Accessibilità e viabilità”.
In località Balmavalle il Piano Paesistico prevede (simbolo P) un “parcheggio interrato privato per 50 auto” (vedi Fig. 1).
Non
sono previste né ammesse altre aree di parcheggio in località
Balmavalle.
Fig.1. Estratto Piano Paesistico località Balmavalle. E previsto un parcheggio interrato per 50 auto
3. Attualmente la principale area destinata a parcheggio è situata all’ingresso della piana dell’Alpe Devero, in località Balmavalle, e comprende sia posti auto interrati (autosilo) sia posti a raso.
Sono inoltre presenti altre aree di parcheggio lungo la strada e in diverse località verso Goglio. Nello Studio di Fattibilità redatto nel marzo 2019 dall’arch. Cristina Paglino su incarico del Comune di Baceno, nel paragrafo “Sistema di parcheggi a Devero”, sono conteggiati 788 posti auto, di cui 330 a Balmavalle.
Interrati
Balmavalle – autosilo: n. 138
A raso
Balmavalle – posti sopra il silo: n. 47
Balmavalle – posti sopra autorimesse private: n. 16
Balmavalle – posti sopra autorimesse private: n. 25
Balmavalle – piazzale Camerone Enel: n. 32
Balmavalle – posti presso le piante: n. 35
Prato Balmavalle: n. 47
Strada Balmavalle–Cologno: n. 120
Ne consegue che il parcheggio interrato di Balmavalle non è conforme al Piano Paesistico, avendo superato il limite previsto per 88 posti auto (previsti 50 posti auto, esistenti 138).
Anche i 322 posti auto a raso esistenti in località Balmavalle e lungo la strada risultano non conformi al Piano Paesistico.
Allo stesso modo, non risultano conformi al Piano Paesistico le circa 42 autorimesse private esistenti.
2.2 Previsione della proposta di PRGC contestata
La Proposta Tecnica modificata del Progetto Preliminare per la Variante Generale al P.R.G.C. è stata adottata dal Comune di Baceno con deliberazione del Consiglio comunale n. 23 del 9 settembre 2026.
Nella Proposta Tecnica, nelle Tavole P2.4_C e P2.5 F (Fig.2) le aree in località Balmavalle, attualmente in parte utilizzate come parcheggio pubblico e autorimesse private ,vengono individuate cartograficamente con un retino verde chiaro e la sigla “S.1p” Aree a servizi per parcheggi pubblici (Art. 30 NTA)”.
Il retino indica che si tratta di “Zone per servizi pubblici di interesse comunale esistenti”. Le NTA all’art.30 precisano che queste aree comprendono “spazi per parcheggio, autorimesse e parcheggi pubblici o da assoggettarsi ad uso pubblico”
Fonte P2.5/F scala 1:2.000 |
Fig. 2. Estratto della Tavola P2.5/F scala 1:2.000 “Sviluppo del PRG – Devero Pedemonte della Proposta Tecnica. I parcheggi esistenti sono indicati come “S.1p : aree a servizi per parcheggi pubblici”. Il retino verde specifica che è una zona per servizi pubblici esistente |
Fig.2 Estratto della Tavola P2.5/F scala 1:2.000 “Sviluppo del PRG – Devero Pedemonte della Proposta Tecnica. I parcheggi esistenti sono indicati come “S.1p : aree a servizi per parcheggi pubblici”. Il retino verde specifica che è una zona per servizi pubblici esistente
Le Norme Tecniche di Attuazione della Proposta Tecnica, all’art. 30, comma 2, lettera c), con riferimento a queste aree, riportano la seguente definizione:
Fonte: Norme Tecniche di Attuazione della Proposta Tecnica, all’art. 30, comma 2, lettera c) p.116
|
c) S.1p (S.1p/e, S.1p/p): aree a servizi per parcheggi pubblici; spazi per parcheggio, autorimesse e parcheggi pubblici o da assoggettarsi all’uso pubblico. |
2.3. Osservazioni:
1. Il Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero rimane il principale strumento di pianificazione per l’organizzazione e la disciplina d’uso del territorio, come stabilito dall’art. 3, comma 1, della L.R. 56/77 e norma sovraordinata rispetto al P.R.G.C.
Dall’esame degli elaborati del Piano Paesistico emerge con chiarezza l’obiettivo — oggi forse ancora più attuale rispetto al periodo di redazione del Piano stesso — di garantire la tutela del patrimonio ambientale, naturale e paesaggistico dell’area, limitando l’accesso degli autoveicoli all’Alpe Devero.
A tal fine il Piano Paesistico ha giustamente approfondito e regolamentato il sistema dei parcheggi a servizio dell’Alpe Devero pur trovandosi localizzati all’esterno della Zona di Salvaguardia.
Il Piano Regolatore Generale Comunale deve obbligatoriamente essere conforme alle prescrizioni del Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero, tuttora vigente in ogni sua parte.
Le aree individuate nelle Tavole P2.4_C e P2.5 F in località Balmavalle con destinazione S.1p.e: aree a servizi per parcheggi pubblici risultano invece totalmente difformi dalle prescrizioni del Piano Paesistico.
2. Le aree individuate nelle Tavole P2.4_C e P2.5 F in località Balmavalle sono peraltro, allo stato attuale, utilizzate solo in parte come parcheggio pubblico e autorimesse private, ed inoltre il perimetro di dette aree non corrisponde con quello individuato nel Piano Regolatore vigente. E’ quindi errata e fuorviante l’indicazione inserita negli elaborati grafici di “Zone per servizi pubblici di interesse comunale esistenti”.
Fig. 3 L’area terminale della strada si incunea all’interno della ZPS/ZPC, ora è destinata a Parcheggio a pagamento per le auto
3. Infine, sebbene tali aree siano formalmente esterne al perimetro dal Sito Rete Natura 2000 ZSC/ZPS "Alpi Veglia e Devero - Monte Giove" (IT1140016), per interventi che modifichino le destinazioni d’uso è richiesta una Valutazione d’incidenza ambientale (VincA) .
Per tali ragioni, si chiede dunque:
1) di dare atto che i parcheggi esistenti superano il limite dei 50 posti auto interrati previsti dal Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero e risultano pertanto già oggi non conformi sotto il profilo urbanistico, paesaggistico e ambientale.
2) di rivedere integralmente l’impostazione normativa della Proposta Tecnica relativa ai parcheggi, adeguandosi a quanto prescritto dal Piano Paesistico, ossia:
limitare il numero di parcheggi a Balmavalle in conformità del Piano Pesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero, stralciando le aree di parcheggio attualmente previste;
inserire nelle previsioni della Proposta Tecnica i parcheggi previsti dal Piano Paesistico a valle della strada Goglio Devero, in località Goglio;
individuare nella Proposta Tecnica idonee aree del territorio comunale, poste anche a valle dell’abitato di Baceno, da destinare a parcheggi temporanei aggiuntivi da utilizzare nei periodi di maggiore afflusso turistico.
Il tutto dando concreta attuazione alla politica di limitazione degli accessi di auto private all’Alpe Devero e del relativo impatto ambientale e paesaggistico, a favore dell’istituzione in modo permanente di servizi di trasporto collettivo (navetta) come già previsto al punto 3.2 del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica “Sistema di Mobilità dell’Alpe Devero” e financo dal progetto originario dell’arch. Diego Boca della strada di collegamento Goglio Devero (1985).
3. di prevedere procedure di VincA per qualunque intervento da realizzare in quest’area.
3. Osservazione n. 3 - Parcheggi Goglio: criticità relative alla definizione, ubicazione e assenza di trattazione nelle Norme Tecniche di Attuazione
3.1 Descrizione
1. Il Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero, per non compromettere i valori naturalistici e paesaggistici dell’Alpe Devero, prevedeva che l’accesso all’Alpe mediante autovetture fosse estremamente limitato, e queste dovessero essere posteggiate più a valle, in parcheggi lungo la strada e nella località di Goglio.
I parcheggi previsti dal Piano Paesistico sono individuati con precisione nell’Allegato cartografico 1 – “Accessibilità e viabilità” (vedi Fig. 4):
lungo la strada a valle della seconda galleria (Cologno e altre piccole aree);
in località Inferno;
in località Goglio.
Fig.4. Estratto dal Piano Paesistico, Allegato Cartografico 1 “Accessibilità e viabilità”. Nell’elaborato grafico sono indicate le aree da destinare a parcheggio lungo la strada Goglio-Devero. II Piano prevede che le aree di parcheggio principale siano poste a Goglio
Il Piano Paesistico prevede l’insediamento a Goglio di un parcheggio di circa 350 posti auto, in un’area che approssimativamente corrisponde a quella individuata dalla Proposta Tecnica.
Da questa posizione i visitatori potrebbero infatti raggiungere agevolmente l’Alpe Devero:
a piedi, attraverso la vecchia mulattiera;
tramite bus navetta di trasporto pubblico (Park & Ride), già oggi esistenti ma da migliorare e potenziare.
2. Sotto il profilo paesaggistico e ambientale, chiunque può constatare come l’attuale presenza nei parcheggi di Balmavalle, alle porte del Devero, di oltre 500 autoveicoli, comporti un impatto molto pesante su un luogo unico per la sua bellezza.
Secondo il recente Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica “Sistema di Mobilità dell’Alpe Devero” dell’agosto 2023 (commissionato dal Comune di Baceno alla Società Polinomia Srl, con il supporto tecnico-scientifico DIATI – Politecnico Di Torino, mediante il finanziamento di € 17.000 dal “Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale”), che affronta il tema della congestione di traffico alle soglie del Devero, i periodi nei quali l’offerta di sosta non riesce a soddisfare la domanda «sono limitati alle settimane centrali di agosto e ai fine settimana estivi, periodo nel quale viene osservata la presenza di auto in sosta lungo la strada, nonostante ciò costituisca ostacolo al corretto deflusso in entrambi i sensi di marcia».
Il tema del trasporto collettivo (navetta) e dei punti di sosta di interscambio è trattato in modo approfondito al punto 3.2 del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica.
Le strategie proposte comprendono:
favorire l’utilizzo del trasporto collettivo;
rendere comodo e conveniente l’interscambio tra automobile e trasporto pubblico per gli utenti potenziali.
Tra gli interventi da attuarsi si prevedono anche i seguenti:
individuazione di altre aree, anche esterne all’abitato di Baceno, da destinare temporaneamente alla sosta turistica nei periodi di punta, nelle quali far fermare il servizio di trasporto collettivo (soluzione ritenuta preferibile);
prevedere, in affiancamento ai servizi già presenti, servizi dedicati di trasporto collettivo (anche in forma di NCC o taxi collettivo) da attivare nelle giornate di maggiore afflusso;
3.2 Previsione contestata A

Fig. 5. Estratto della Tavola P2.5/E scala 1:2.000 “Sviluppo del PRG – Goglio” della Proposta Tecnica. Le aree che dovrebbero essere destinate, ragionevolmente, a parcheggi pubblici, sono invece indicate impropriamente come “Aree a servizi per attrezzature di interesse comune - S1a”.
Nella Proposta Tecnica il parcheggio di Goglio viene individuato nell’elaborato grafico P2.5/E – Goglio, con un retino verde chiaro e la sigla S.1a, in un’area posta tra la strada e il Torrente Devero, destinata ad “Aree a servizi per attrezzature di interesse comune S1.a _ in progetto” (Art. 30 NTA) (vedi Fig. 7).
3.2.1. Osservazioni:
Anche in questo caso la destinazione indicata appare impropria. La definizione corretta dovrebbe riportare la sigla S.1p, ossia “Aree a servizi per parcheggi pubblici_in progetto”.
Si chiede quindi di:
Rettificare e descrivere correttamente la definizione delle aree.
3.2.2 Previsione contestata B
Nella Relazione illustrativa P1.1, al punto 3.1 “Progetti strategici” (pag. 73), è presente il paragrafo “Il parcheggio di Goglio”. Diversamente da quanto indicato nell’elaborato grafico, l’area è qui descritta espressamente come destinata a parcheggio pubblico, con la seguente precisazione:
«Al fine di razionalizzare il sistema di accesso e fruizione dell’area del Devero, la “Proposta Tecnica” propone di ampliare l’area a parcheggio già prevista dal PRG vigente, pensata come parcheggio di interscambio per diminuire i flussi di traffico e le pressioni sui parcheggi già esistenti in prossimità della frazione di Devero».
È inoltre previsto un cosiddetto “corridoio infrastrutturale”, non meglio specificato nelle norme, che potrebbe essere interpretato come un collegamento funiviario di nuova realizzazione, con stazione di partenza proprio in quest’area.
Fonte Relazione illustrativa P1.1.1 al punto 3.1 “Progetti strategici” (pag. 73) |
«Al fine di razionalizzare il sistema di accesso e fruizione dell’area del Devero, la Variante propone di ampliare l’area a parcheggio già prevista dal PRG vigente, pensata come parcheggio di interscambio per diminuire i flussi di traffico e le pressioni sui parcheggi già esistenti in prossimità della frazione di Devero. A supporto di tale scelta, viene individuato un corridoio infrastrutturale, ipotizzato per un eventuale futuro collegamento di trasporto pubblico tra i parcheggi di attestamento in previsione nella zona di Goglio ed i parcheggi della zona del Devero” |
3.2.3. Osservazioni:
Per il progetto strategico del parcheggio di Goglio, nonostante la notevole rilevanza urbanistica delle infrastrutture previste, si rileva la totale assenza nelle Norme Tecniche di Attuazione di una disciplina specifica.
Condividendo la ricerca di aree di sosta per i veicoli a valle dell’Alpe Devero, in ottemperanza con le indicazioni normative ricordate,
si chiede quindi che l’Amministrazione provveda a :
specificare con apposita disciplina le norme per l’utilizzo delle aree;
individuare, nell’ambito della Variante, anche ulteriori aree idonee per un parcheggio pubblico di interscambio, eventualmente anche a valle dell’abitato di Baceno, ad esempio nell’area attualmente destinata a zone per attività produttive artigianali in località Verampio.

giovedì 8 ottobre 2026
MADONNA DEL SASSO: LA REPLICA ALLA (IN) DECISIONE DELLA COMMISSIONE

ITALIA NOSTRA APS
Sezione locale del Verbano Cusio Ossola
Spett.le Commissione Regionale
per le dichiarazioni di notevole interesse pubblico del paesaggio
ex art.137 D.Lgs 42/2004
c/o Regione Piemonte
Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio
Settore Territorio e Paesaggio
piazza Piemonte, 1
10121 TORINO (TO)
pianificazione.territorio@cert.regione.piemonte.it
Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio
per il Piemonte orientale – SABAP NO
corso Felice Cavallotti, 27
28100 NOVARA (NO)
sabap-no@pec.cultura.gov.it
e, per conoscenza:
Egregio Signor Sindaco
del Comune di Madonna del Sasso
Sede Municipale
piazza Dante Alighieri, 14
28894 MADONNA DEL SASSO (VB)
madonna.del.sasso@cert.ruparpiemonte.it
municipio@comune.madonnadelsasso.vb.it
Prot. n.18/26
Beura Cardezza, lì 26/09/2026
OGGETTO: Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico ex art.136 e seguenti del D.Lgs 42/2004 - Comune di Madonna del Sasso (VB) - Aree agricole prative con insediamenti rurali tipici in località “Pioretta”. Riscontro Vs. Nota 11.30.10_COMM_REG_VINCOLI/2/2022A/A1600
Questa Sezione del VCO della Associazione Italia Nostra aps, con dovuta attenzione ha esaminato la nota in oggetto a noi pervenuta in data 24/07/2026.
Pertanto questa Associazione formula le considerazioni che ritiene possano meglio precisare le finalità di tutela che la proposta perseguiva, al fine che Codesta Commissione possa, anche parzialmente, rimodulare il giudizio espresso.
Crediamo che l’audizione del giorno 8 Giugno u.s. e i successivi approfondimenti abbiano confermato la correttezza dei contenuti del documento propositivo che era stato inoltrato.
Pertanto pensiamo che l’audizione del Sindaco di Madonna del Sasso, ma anche la verifica degli acquisiti elementi di piano, non abbiano modificato il quadro che era stato delineato.
Gli evidenti ed oggettivi contrasti cartografici presenti tra la tavola urbanistica e quella di rischio, le possibilità normativamente non smentite di trasformazione d’uso e ampliamento degli edifici agricoli (in un singolo caso sino al 50% dell’esistente) e la indeterminatezza normativa dei vincoli di acquedotto, dovrebbero, a nostro giudizio, non aver rassicurato circa l’effettiva tutela integrale di quel sito attraverso le norme locali: il sito infatti è individuato proprio per le peculiari e emblematiche caratteristiche che possiede e che lo riconducono pienamente entro l’ambito delle aree rurali di specifico interesse paesaggistico a cui si riferisce la norma dell’art. 32 delle NTA del PPR e la tavola P4 del medesimo: “sistemi paesaggistici agro forestali di particolare interdigitazione tra aree coltivate e bordi boscati .... con la presenza di radi insediamenti tradizionali integri”.
Accanto a questi elementi caratterizzanti, si aggiungono quelli di valenza storico/culturale: le vie storiche, pure indicate nelle tavole P4 del Piano Paesaggistico Regionale e le architetture rurali.
La relazione allegata alla presente dà conto di questi elementi. Ad essa facciamo integrale rinvio.
Il Piano Paesaggistico Regionale (Norme attuative art.32 / 4) non fissa prescrizioni per tale ambito, ma stabilisce direttive e indirizzi. Li riportiamo in sintesi per quanto qui si rileva:
Direttive.
“I piani locali ….. a. disciplinano le trasformazioni e l’edificabilità nelle aree di cui al comma 1, al
fine di contribuire a conservare o recuperare la leggibilità dei sistemi di segni del paesaggio agrario, in particolare ove connessi agli insediamenti tradizionali (contesti di cascine o di aggregati rurali), o agli elementi lineari (reticolo dei fossi e dei canali, muri a secco, siepi, alberate lungo strade
campestri); ………. .”
Indirizzi.
“I piani settoriali disciplinano le aree identificate al comma 1 per garantire la loro conservazione attiva, la valorizzazione dei segni agrari e la connettività ecosistemica, ….. “.
Se questo è il quadro che deve essere tenuto in evidenza, l’Associazione mittente ha indicato un percorso di tutela coerente ad esso e che, in assenza di una normativa locale che offra certezza assoluta e di una pianificazione settoriale specifica, anticipi quella che dovrebbe essere la coerente disciplina che il piano locale o un eventuale piano settoriale dovrebbero perseguire, mettendo così in
salvaguardia il sistema paesaggistico che è stato individuato.
Italia Nostra VCO è infatti consapevole che l’adeguamento del Piano Locale alle direttive del PPR è un’operazione non garantita nel breve e neppure nel medio termine; parimenti, l’Associazione mittente è consapevole che non sia forse ipotizzabile (seppur auspicabile), l’approvazione di un piano paesaggistico settoriale. Da qui nasce il rischio di una compromissione irreversibile dei luoghi e la richiesta di un provvedimento prescrizionale specifico che li metta in salvaguardia. La richiesta di riesame nasce anche dalle nuove opportunità di reperire risorse finalizzate a trasferire alla proprietà pubblica e al recupero conservativo almeno uno degli edifici presenti e maggiormente significativo, ma anche ammalorato, quale individuato a F. 7 nn. 583/584.
L’Associazione Ecomuseo del Lago d’Orta Cusio e Mottarone ha infatti promosso, con la Fondazione Comunità Novarese, la formazione di un fondo solidale finalizzato alla salvaguardia della natura e dei luoghi. Il fondo offrirà a privati, imprese ed enti, lo strumento attraverso cui sostenere,con proprie donazioni, iniziative di tutela dei luoghi. Si tratta dunque di un’iniziativa che apre prospettive alla conservazione e valorizzazione dell’ambito oggetto della nostra proposta.
Un diverso orientamento dell’Amministrazione Comunale, che auspichiamo, rispetto a quello sino ad oggi espresso aprirebbe una concreta prospettiva in tal senso.
A nostro giudizio, si tratta tuttavia di modificare (in parte) e preliminarmente il quadro normativo che disciplina il possibile utilizzo degli immobili individuati, sottraendoli all’interesse del libero mercato proprio perché da ricondurre a beni di notevole interesse pubblico, con precisi e circostanziati vincoli di tutela che ne consentano l’acquisizione nell’ambito di un progetto di conservazione e
valorizzazione.
In questo, l’imposizione di una tutela puntuale e circostanziata ai sensi degli ex artt. 136 e seguenti del D.Lgs. 42/2004, dovrebbe essere il primo passo. L’Associazione Italia Nostra VCO ha anche compiuto una verifica attuale sullo stato delle proprietà interessate, confermandosi ora un quadro di certezze circa i soggetti titolari dei diritti, sciogliendo così le riserve che erano state avanzate a riguardo, in occasione dell’iniziale stesura della proposta. Si allega a titolo di collaborazione, l’esito delle visure effettuate.
Paradossalmente, questo fatto rende maggiormente vulnerabili i beni stessi pienamente soggetti alla libertà di mercato e che proprio per la loro tipicità ed il contesto di paesaggio entro cui sono collocati, potrebbero rapidamente essere alienati ove le proprietà lo decidessero.
Quanto qui sopra relazionato giustificherebbe dunque le ragioni di una revisione della decisione che ci è stata comunicata, sia perché il quadro di possibile compromissione non può dirsi, in assoluto, dissipato vuoi dalle norme locali vigenti, vuoi dalle “garanzie” offerte dall’Amministrazione in carica, sia perché
l’adeguamento alla pianificazione paesaggistica sovraordinata è ben lungi dall’attuarsi.
Inoltre, il quadro proprietario dei beni ne consente ora la loro messa sul mercato, mentre sono emerse nuove opportunità circa la possibilità di individuare e mobilitare risorse rispetto ad un progetto di conservazione che garantirebbe, nel futuro, l’integrità dei beni e del quadro paesaggistico individuato.
A margine si chiede cortesemente l’accesso alla copia del verbale della seduta di Commissione in cui era stata assunta la decisione poi comunicata.
Si ringrazia per l’attenzione che la Commissione regionale vorrà dare alla presente nostra nota.
Si allegano:
Relazione storica e architettonica
Visure
Molto cordialmente
Il Segretario di Sezione VCO di Italia Nostra APS
C.F. 80078410588 Italia Nostra VCO
Dott. Piero Vallenzasca
Testo controfirmato dal Presidente della Sezione
Dott. Filippo Pirazzi
Via Sant’Antonio, 16
28851 BEURA CARDEZZA (VB)
Cell. 338 613 2825
italianostra_vco@pec.it
mercoledì 23 settembre 2026
sabato 12 settembre 2026
VERBANIA : OBIETTIVO EDEN
Non è il Paradiso, ma certamente, la collina della Castagnola è uno dei siti di maggior pregio paesaggistico del Lago dove, ormai da molti decenni, giacciono i resti di quello che era stato l'albergo Eden dopo che un incendio lo aveva in parte devastato. L'abbandono e il tempo hanno poi fatto la loro parte così che ora ne rimangono i ruderi. Un luogo ambito che, per svariati motivi era rimasto per molti anni senza una prospettiva, sin tanto che nel 2017 la proprietà è stata ceduta ad imprenditori originari della Federazione Russa. Da quel momento è iniziato un lungo braccio di ferro che ha visto scendere in campo il Comune ( ricordiamo il convegno tenuto, Sindaco Marchionini, con tanto di mostra di progetti futuristi e futuribili da insediare sulla Castagnola, con Professionisti che, in nome della nuova proprietà, davano l'ultimatum: " Prendere o lasciare ", con la Regione al bivio tra primo e secondo progetto di Piano Paesaggistico dove, l'uno stringeva e l'altro allargava le maglie riguardo il fare sulla Castagnola e con la Soprintendenza che (quella volta almeno), diceva : " Prima si riscostruisce e poi si vedrà".) Alla fine il Comune non ha mai modificato il suo ultimo PRGC rispetto a quel sito ( pur avendo fatto 37 varianti altrove). Un PRGC molto generoso che assegna circa 43.000 mc di edificazione sull'area Eden e una Sovrintendenza che sempre ( anche in questa occasione) continua a dire che no, che sono troppi e che bisogna tagliare, che 5 palazzine nuove e un autosilo non ci stanno e che comunque viene sempre prima la ricostruzione. Certo è che questi imprenditori non sono mica stupidi, visto che cosa sono riusciti a ottenere a Stresa e Baveno, pensano che anche Verbania non sarà meno generosa e quindi confidano e attendono. Per cui, al momento è in corso il negoziato trilaterale: Comune /Proprietà/Sovrintendenza, alla ricerca del punto di caduta. Ci verrebbe da dire che il negoziato è bilaterale ( Albertella non ne abbia) perchè è difficile che il Comune si metta di traverso rispetto a chi vuole investire, una parola che è diventata il mantra di tutti i governi e anche delle opposizioni. Basta che investa ci verrebbe da scrivere, parafrasando un'altra meno nobile espressione, ma così è e i precedenti noti non fanno ben sperare. Giù le mani dalla Castagnola, a noi verrebbe invece da dire e per quanto potremo ci proveremo. Vedremo.

