giovedì 8 ottobre 2026

MADONNA DEL SASSO: LA REPLICA ALLA (IN) DECISIONE DELLA COMMISSIONE

Iscriviti

 ITALIA NOSTRA APS
Sezione locale del Verbano Cusio Ossola

 

 Spett.le Commissione Regionale
per le dichiarazioni di notevole interesse pubblico del paesaggio
ex art.137 D.Lgs 42/2004
c/o Regione Piemonte
Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio
Settore Territorio e Paesaggio
piazza Piemonte, 1
10121 TORINO (TO)
pianificazione.territorio@cert.regione.piemonte.it
 

Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio
per il Piemonte orientale – SABAP NO
corso Felice Cavallotti, 27
28100 NOVARA (NO)
sabap-no@pec.cultura.gov.it
 

e, per conoscenza:
 

Egregio Signor Sindaco
del Comune di Madonna del Sasso
Sede Municipale
piazza Dante Alighieri, 14
28894 MADONNA DEL SASSO (VB)
madonna.del.sasso@cert.ruparpiemonte.it
municipio@comune.madonnadelsasso.vb.it
 

Prot. n.18/26
Beura Cardezza, lì 26/09/2026
 

OGGETTO: Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico ex art.136 e seguenti del D.Lgs 42/2004 - Comune di Madonna del Sasso (VB) - Aree agricole prative con insediamenti rurali tipici in località “Pioretta”. Riscontro Vs. Nota 11.30.10_COMM_REG_VINCOLI/2/2022A/A1600

Questa Sezione del VCO della Associazione Italia Nostra aps, con dovuta attenzione ha esaminato la nota in oggetto a noi pervenuta in data 24/07/2026.

Pertanto questa Associazione formula le considerazioni che ritiene possano meglio precisare le finalità di tutela che la proposta perseguiva, al fine che Codesta Commissione possa, anche parzialmente, rimodulare il giudizio espresso.

Crediamo che l’audizione del giorno 8 Giugno u.s. e i successivi approfondimenti abbiano confermato la correttezza dei contenuti del documento propositivo che era stato inoltrato.
Pertanto pensiamo che l’audizione del Sindaco di Madonna del Sasso, ma anche la verifica degli acquisiti elementi di piano, non abbiano modificato il quadro che era stato delineato.
Gli evidenti ed oggettivi contrasti cartografici presenti tra la tavola urbanistica e quella di rischio, le possibilità normativamente non smentite di trasformazione d’uso e ampliamento degli edifici agricoli (in un singolo caso sino al 50% dell’esistente) e la indeterminatezza normativa dei vincoli di acquedotto, dovrebbero, a nostro giudizio, non aver rassicurato circa l’effettiva tutela integrale di quel sito attraverso le norme locali: il sito infatti è individuato proprio per le peculiari e emblematiche caratteristiche che possiede e che lo riconducono pienamente entro l’ambito delle aree rurali di specifico interesse paesaggistico a cui si riferisce la norma dell’art. 32 delle NTA del PPR e la tavola P4 del medesimo: “sistemi paesaggistici agro forestali di particolare interdigitazione tra aree coltivate e bordi boscati .... con la presenza di radi insediamenti tradizionali integri”.
Accanto a questi elementi caratterizzanti, si aggiungono quelli di valenza storico/culturale: le vie storiche, pure indicate nelle tavole P4 del Piano Paesaggistico Regionale e le architetture rurali.
La relazione allegata alla presente dà conto di questi elementi. Ad essa facciamo integrale rinvio.
Il Piano Paesaggistico Regionale (Norme attuative art.32 / 4) non fissa prescrizioni per tale ambito, ma stabilisce direttive e indirizzi. Li riportiamo in sintesi per quanto qui si rileva:
Direttive.
“I piani locali ….. a. disciplinano le trasformazioni e l’edificabilità nelle aree di cui al comma 1, al
fine di contribuire a conservare o recuperare la leggibilità dei sistemi di segni del paesaggio agrario, in particolare ove connessi agli insediamenti tradizionali (contesti di cascine o di aggregati rurali), o agli elementi lineari (reticolo dei fossi e dei canali, muri a secco, siepi, alberate lungo strade
campestri); ………. .”
Indirizzi.
“I piani settoriali disciplinano le aree identificate al comma 1 per garantire la loro conservazione attiva, la valorizzazione dei segni agrari e la connettività ecosistemica, ….. “.
Se questo è il quadro che deve essere tenuto in evidenza, l’Associazione mittente ha indicato un percorso di tutela coerente ad esso e che, in assenza di una normativa locale che offra certezza assoluta e di una pianificazione settoriale specifica, anticipi quella che dovrebbe essere la coerente disciplina che il piano locale o un eventuale piano settoriale dovrebbero perseguire, mettendo così in
salvaguardia il sistema paesaggistico che è stato individuato.
Italia Nostra VCO è infatti consapevole che l’adeguamento del Piano Locale alle direttive del PPR è un’operazione non garantita nel breve e neppure nel medio termine; parimenti, l’Associazione mittente è consapevole che non sia forse ipotizzabile (seppur auspicabile), l’approvazione di un piano paesaggistico settoriale. Da qui nasce il rischio di una compromissione irreversibile dei luoghi e la richiesta di un provvedimento prescrizionale specifico che li metta in salvaguardia. La richiesta di riesame nasce anche dalle nuove opportunità di reperire risorse finalizzate a trasferire alla proprietà pubblica e al recupero conservativo almeno uno degli edifici presenti e maggiormente significativo, ma anche ammalorato, quale individuato a F. 7 nn. 583/584.
L’Associazione Ecomuseo del Lago d’Orta Cusio e Mottarone ha infatti promosso, con la Fondazione Comunità Novarese, la formazione di un fondo solidale finalizzato alla salvaguardia della natura e dei luoghi. Il fondo offrirà a privati, imprese ed enti, lo strumento attraverso cui sostenere,con proprie donazioni, iniziative di tutela dei luoghi. Si tratta dunque di un’iniziativa che apre prospettive alla conservazione e valorizzazione dell’ambito oggetto della nostra proposta.
Un diverso orientamento dell’Amministrazione Comunale, che auspichiamo, rispetto a quello sino ad oggi espresso aprirebbe una concreta prospettiva in tal senso.
A nostro giudizio, si tratta tuttavia di modificare (in parte) e preliminarmente il quadro normativo che disciplina il possibile utilizzo degli immobili individuati, sottraendoli all’interesse del libero mercato proprio perché da ricondurre a beni di notevole interesse pubblico, con precisi e circostanziati vincoli di tutela che ne consentano l’acquisizione nell’ambito di un progetto di conservazione e
valorizzazione.
In questo, l’imposizione di una tutela puntuale e circostanziata ai sensi degli ex artt. 136 e seguenti del D.Lgs. 42/2004, dovrebbe essere il primo passo. L’Associazione Italia Nostra VCO ha anche compiuto una verifica attuale sullo stato delle proprietà interessate, confermandosi ora un quadro di certezze circa i soggetti titolari dei diritti, sciogliendo così le riserve che erano state avanzate a riguardo, in occasione dell’iniziale stesura della proposta. Si allega a titolo di collaborazione, l’esito delle visure effettuate.
Paradossalmente, questo fatto rende maggiormente vulnerabili i beni stessi pienamente soggetti alla libertà di mercato e che proprio per la loro tipicità ed il contesto di paesaggio entro cui sono collocati, potrebbero rapidamente essere alienati ove le proprietà lo decidessero.
Quanto qui sopra relazionato giustificherebbe dunque le ragioni di una revisione della decisione che ci è stata comunicata, sia perché il quadro di possibile compromissione non può dirsi, in assoluto, dissipato vuoi dalle norme locali vigenti, vuoi dalle “garanzie” offerte dall’Amministrazione in carica, sia perché
l’adeguamento alla pianificazione paesaggistica sovraordinata è ben lungi dall’attuarsi.
Inoltre, il quadro proprietario dei beni ne consente ora la loro messa sul mercato, mentre sono emerse nuove opportunità circa la possibilità di individuare e mobilitare risorse rispetto ad un progetto di conservazione che garantirebbe, nel futuro, l’integrità dei beni e del quadro paesaggistico individuato.
A margine si chiede cortesemente l’accesso alla copia del verbale della seduta di Commissione in cui era stata assunta la decisione poi comunicata.


Si ringrazia per l’attenzione che la Commissione regionale vorrà dare alla presente nostra nota.
 

Si allegano:
 

 Relazione storica e architettonica
 Visure
 

Molto cordialmente
 

Il Segretario di Sezione VCO di Italia Nostra APS
C.F. 80078410588 Italia Nostra VCO
Dott. Piero Vallenzasca
Testo controfirmato dal Presidente della Sezione
Dott. Filippo Pirazzi
Via Sant’Antonio, 16
28851 BEURA CARDEZZA (VB)
Cell. 338 613 2825
italianostra_vco@pec.it

mercoledì 23 settembre 2026

ORTA_ ISOLA DI S. GIULIO. LAVORI IN CORSO

                                                                                  PRIMA

 

                                                                            IN CORSO


 

 

sabato 12 settembre 2026

VERBANIA : OBIETTIVO EDEN


 



Non è il Paradiso, ma certamente, la collina della Castagnola è uno dei siti di maggior pregio paesaggistico del Lago dove, ormai da molti decenni, giacciono i resti di quello che era stato l'albergo Eden dopo che un incendio lo aveva in parte devastato. L'abbandono e il tempo hanno poi fatto la loro parte così che ora ne rimangono i ruderi. Un luogo ambito che, per svariati motivi era rimasto per molti anni senza una prospettiva, sin tanto che nel 2017 la proprietà è stata ceduta ad imprenditori originari della Federazione Russa. Da quel momento è iniziato un lungo braccio di ferro che ha visto scendere in campo il Comune ( ricordiamo il convegno tenuto, Sindaco Marchionini, con tanto di mostra di progetti futuristi e futuribili da insediare sulla Castagnola, con Professionisti che, in nome della nuova proprietà, davano l'ultimatum: " Prendere o lasciare ", con la Regione al bivio tra primo e secondo progetto di Piano Paesaggistico dove, l'uno stringeva e l'altro allargava le maglie riguardo il fare sulla Castagnola e con la Soprintendenza che (quella volta almeno),  diceva : " Prima si riscostruisce e poi si vedrà".) Alla fine il Comune non ha mai modificato il suo ultimo PRGC rispetto a quel sito ( pur avendo fatto 37 varianti altrove). Un PRGC molto generoso che assegna circa 43.000 mc di edificazione sull'area Eden e una Sovrintendenza che sempre ( anche in questa occasione) continua a dire che no, che sono troppi e che bisogna tagliare, che 5 palazzine nuove e un autosilo non ci stanno e che comunque viene sempre prima la ricostruzione. Certo è che questi imprenditori non sono mica stupidi, visto che cosa sono riusciti a ottenere a Stresa e Baveno, pensano che anche Verbania non sarà meno generosa e quindi confidano e attendono. Per cui, al momento è in corso il negoziato trilaterale: Comune /Proprietà/Sovrintendenza, alla ricerca del punto di caduta. Ci verrebbe da dire che il negoziato è bilaterale ( Albertella non ne abbia) perchè è difficile che il Comune si metta di traverso rispetto a chi vuole investire, una parola che è diventata il mantra di tutti i governi e anche delle opposizioni. Basta che investa ci verrebbe da scrivere, parafrasando un'altra meno nobile espressione, ma così è e i precedenti noti non fanno ben sperare. Giù le mani dalla Castagnola, a noi verrebbe invece da dire e per quanto potremo ci proveremo. Vedremo.

domenica 6 settembre 2026

BAVENO: L'IPER INVESTIMENTO SOTTO LA LENTE

 

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 SEZIONE del VERBANO/CUSIO/OSSOLA 

 

                                                                                  Egregio Signor Sindaco

del Comune di Baveno

Sede Municipale

piazza Dante Alighieri, 14

28831 B A V E N O (VB)


baveno@pec.it

sindaco@comune.baveno.vb.it


e, per conoscenza:


Regione Piemonte

Settore urbanistico del Piemonte orientale

Via Mora e Gibin, 4

28100 NOVARA (NO)


urbanistica.est@cert.regione.piemonte.it




Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio

per il Piemonte orientale – SABAP NO

corso Felice Cavallotti, 27

28100 NOVARA (NO)


sabap-no@pec.cultura.gov.it


Prot. n.17/26

Beura Cardezza, lì 05/09/2026

OGGETTO: Intervento edilizio di riqualificazione ex Lido Palace Hotel BAVENO.

Permesso di costruire in deroga - variante n.6 a permesso di costruire n.16/22. Deliberazione Consiglio Comunale n.36 del 27/11/2025.


Preg.mo Sindaco Alessandro Monti,


questa Sezione del VCO della Associazione Italia Nostra aps, riceve da più parti sollecitazioni e segnalazioni in relazione all’intervento edilizio in corso di costruzione e che riguarda la riqualificazione dell’ex Lido Palace Hotel.

Un intervento previsto in sede di Piano Regolatore Generale con l’attribuzione di una consistente capacità edificatoria, ha visto nel corso della sua attuazione, l’assegnazione, in deroga, di un’ulteriore e maggiore capacità con il trasferimento di aggiuntivi 12.000 metri cubi urbanistici, provenienti da altro sito, pur avendo già beneficiato, in sede di originario permesso, di un bonus in deroga pari all’incremento del 15% della SUL.

Tale intervento edilizio, nella sua previsione originaria, era ammesso dal PRGC attraverso un permesso di costruire semplice; una scelta comunque opinabile, considerata la consistenza della capacità aggiuntiva attribuita e così è stato “licenziato”.

Successivamente e in corso d’opera, è pervenuta la richiesta di ulteriore deroga sulla quale ha dovuto esprimersi il Consiglio Comunale con il proprio atto n.36 del 27/11/2025 che l’ha ammessa.

Una attenta lettura dell’atto deliberativo assunto da Codesto Comune non è tuttavia esente da critiche, in quanto non pare che vi sia stata una compiuta valutazione dell’interesse pubblico, sottostante la decisione assunta.

La norma di riferimento (art.14/bis del DPR 380/2001) dice con chiarezza che l’interesse pubblico deve essere valutato limitatamente ad alcuni parametri: “rigenerazione urbana, contenimento del consumo del suolo e recupero sociale e urbano dell’insediamento”.

Ora, a contrario di quanto si legge nell’atto, non è possibile affermare che l’immobile risultasse in stato di abbandono da diversi anni prima della acquisizione da parte dell’attuale proprietà. La struttura ha continuato a svolgere l’attività alberghiera sino a pochi anni fa (ottobre 2020), momento in cui si è perfezionata la vendita. Aver inserito in atto un’affermazione non veritiera inficia l’atto stesso, la sua credibilità e ne altera le conclusioni.

Quanto poi riguarda la verifica dei parametri richiesti dalla normativa, è incoerente affermare che la deroga consente la riqualificazione edilizia dell’immobile. Essa era garantita già dal permesso a costruire n.16/2022 in corso di attuazione alla data della deliberazione consiliare, che nulla avrebbe aggiunto, sotto questo profilo, rispetto ad un intervento in avanzato stato. La deroga ha risposto ad esigenze di investimento del soggetto attuatore, nulla apportando in termini di rigenerazione.

Per quanto riguarda il consumo di suolo, esso viene incrementato sul sito dell’intervento, non rimane invariato e nulla è dimostrato e dimostrabile che il trasferimento di cubatura abbia evitato un incremento di occupazione sul sito di decollo della capacità trasferita (dipende dal tipo di intervento che si fosse fatto).

Per quanto riguarda gli aspetti del recupero sociale e urbano dell’insediamento, posto che esistesse una situazione di degrado e non lo era, sono invece proprio le modalità di attuazione (permesso a costruire semplice) che hanno impedito un’intelligente governo del progetto da parte del soggetto pubblico (Comune) che non ha valutato pienamente gli effetti del carico urbanistico che si veniva a determinare con l’effetto cumulativo degli interventi richiesti e concessi.

La miglior connessione con il centro urbano (anche in termini di qualità), l’alleggerimento della pressione delle soste automobilistiche sul fronte lago attraverso l’individuazione e realizzazione di standard parcheggi anche non in sito, la soluzione di problematiche infrastrutturali legate alla previsione di realizzazione della tratta urbana della pista ciclo pedonale, solo per citarne alcune, avrebbero dovuto opportunamente, ma forse anche obbligatoriamente, essere gestite attraverso uno strumento attuativo o comunque convenzionato, che garantisse il miglior inserimento possibile del progetto e dei suoi effetti rispetto al costruito urbano. Su questo punto codesto Ente è stato silente, ma acquiescente.

L’aumento della capacità ha invece avuto riflessi rispetto al sistema normativo previsto in quell’area dal Piano Paesaggistico Regionale, senza che su questo l’Ente si sia espresso, pur avendo di fatto consentito una modifica del PRGC, senza valutare l’impatto e la coerenza con le norme del PPR, queste ultime non derogabili.

Si premette che i contenuti delle Norme di Attuazione (NDA) del PPR, in particolare le prescrizioni contenuti negli articoli 14, 15, 26, 39, nonché il provvedimento di tutela (D.M. 2 aprile 1949) e l’apparato prescrittivo contenuto nella Scheda di Catalogo del Piano Paesaggistico Regionale, sono vincolanti e presuppongono immediata applicazione e osservanza da parte di tutti i soggetti pubblici e privati.

Alla luce di tale premessa si osserva che a giudizio di questa Associazione, il progetto e segnatamente le varianti concesse in corso d’opera vanno ad intaccare e pregiudicare alcuni dei valori tutelati.

Ad esempio, la scheda prescrizionale afferma che “deve essere conservata la naturalità della costa lacustre….”. Diversamente, l’ambito costiero prospiciente l’albergo, già inedificato, è stato oggetto di qualcosa di più di una nuova costruzione edilizia (anche in pregiudizio della visuale lacustre) e di fatto la sua conformazione naturale è stata cancellata. Un diverso operare sarebbe stato auspicabile.

Ancora, l’edificazione in corso, stante anche le quantità edilizie che si sono riversate sul sito, sta comunque alterando “la percezione del profilo del centro abitato dal lago”. Si osservi a tal proposito che la nuova struttura edilizia si protrae ben oltre la sagoma originaria della facciata dell’albergo, così come si estende sul retro dell'area andandola sostanzialmente a saturare.

Anche questa è una indicazione prescrizionale disattesa, contenuta nel NTA del PPR.

Inoltre, è stato alterato il rapporto tra il costruito e il non edificato. Ad esempio, il corredo vegetazionale è diventato subalterno a causa degli incrementi smisurati di quantità di edificato a nuovo, ribaltando così quel rapporto che invece è una delle caratterizzazioni delle costruzioni storiche che si affacciano sulle rive del Lago Maggiore.

Le aree libere ora diventano quasi un elemento di disturbo che, nel caso in specie, il progetto, la previsione dell’introduzione di essenze botaniche non coerenti al contesto (palme e pini marini), contribuirà ad annichilire ancora di più.

L’occasione di un recupero guidato, di una valorizzazione completa del sito nel rispetto delle sue linee originarie, si traduce nel suo rovescio.

In conclusione, si assiste sempre ad una risposta positiva nei confronti di qualsiasi richiesta di aggiuntive capacità edificatorie, quasi quelle esistenti e già previste non fossero adeguate.

Si assiste ad uno svuotamento sistematico delle regole e delle previsioni dei piani regolatori generali, compromessi da norme derogatorie, bonus premiali e altro.

Ogni ricaduta sulla città pubblica di questi interventi è annullata da monetizzazioni degli standard, da permessi semplici e da nessuna gestione convenzionata degli interventi progettuali.

Le tutele paesaggistiche vengono superate e la Delibera n.36 ne è un esempio.

Di tutto ciò, ne pagherà il maggior prezzo ciò che più di altro era rappresentato dal valore attrattivo del paesaggio lacustre, storicamente consolidato e riconosciuto.

Voglia Signor Sindaco valutare con attenzione questo nostro doveroso richiamo.

Lieti comunque di poter leggere una Sua gradita risposta e di voler consentirci un sereno confronto sui temi ambientali e paesaggistici che abbiamo qui sollevato.

In attesa di esito, si ringrazia.


Molto cordialmente

Il Presidente della Sezione

Filippo Pirazzi

Via Sant’Antonio, 16

28851 BEURA CARDEZZA (VB)

Cell. 338 613 2825

italianostra_vco@pec.it



Redattore: 
Il Segretario di Sezione VCO di Italia Nostra APS
Piero Vallenzasca



domenica 2 agosto 2026

LAGO TANA

 

 

Soldi pubblici stanziati per opere che dovrebbero servire a tutelare gli habitat esistenti, (così almeno dice il cartello che riporta i contenuti della misura specifica dei fondi comunitari), vengono utilizzati per la cosi detta sistemazione idraulica del fiume Toce nell'area protetta del lago Tana. I lavori attulmente ancora in corso, si accompagnano al radicale disboscamento dell'area fluviale di circa 10.000 mq. che l'Enel Produzione ha compiuto appena più a valle di quanto le foto documentano. Un'intera asta del fiume è stata prosciugata e sottoposta ad un radicale disalveo. Un luogo di protezione e di riproduzione dell'avifauna è stato sovvertito. Immaginiamo che tutto sia avvenuto invocando la sicurezza idraulica, può darsi, ma qualcuno dovrebbe spiegare cosa c'entri  tutto ciò la tutela degli habitat all'interno dell'area protetta del Fiume Toce, rete Natura 2000. Niente, hanno solo devastato la natura e il paesaggio.        

  











 

martedì 28 luglio 2026

LA TERRA, L'ACQUA E IL FUOCO

 





L'estate che non cede lo ricorderemo per il caldo, il fuoco e l'acqua. Saranno un po' dei records che la statistica registrerà, con il rischio che si ripeteranno. Quanto al caldo non è un evento che distingue queste terre rispetto ad altre, guardiamo invece all'acqua e al fuoco. Il grande lago (Maggiore) ha stretto le sue acque e allungato le sue rive. Non è la prima volta che succede, ma ciò che inquieta è il contesto in cui succede: la temperatura dell'estate, la scarsità delle piogge della primavera, il ridursi della riserva dei ghiacci che lo alimenta. C'era stata una polemica circa la decisione di far salire la sua quota ordinaria di una quindicina di centimetri sullo zero idrometrico. Non sappiamo se quella quota sia poi stata effettivamente raggiunta, è un fatto che ora ha perso quasi due metri d'acqua. Quella polemica, alimentata da alberghieri e Sindaci, è stata sintomatica di come gli interessi del turismo non sempre possono andare d'accordo con quelli dell'ambiente. Il lago infatti sta soffrendo, o meglio soffre la sua popolazione acquatica, privata di spazi vitali ridotti a deserto. L'essere un grande tributario del sistema irriguo padano è un altro prezzo che il lago paga e con il cambiamento climatico in atto, questa sua funzione diventa sempre più e paradossalmente: critica da un lato e essenziale dell'altra. E' molto difficile conciliare le due esigenze. Siamo tra due fuochi ed è quasi impossibile scegliere tra l'uno e l'altro. L'unica cosa che invece dovremmo archiviare è la polemica sulla lunghezza delle spiagge. C'é dell'altro cui preoccuparsi. Non ultima: quando mai il lago tornerà alla sua quota vitale. Speriamo di non passare un inverno all'asciutta, ne soffrirebbe gravemente una parte della sua popolazione acquatica. Poi c'è il fuoco, quello che brucia per troppa burocrazia come ha sintetizzato qualcuno. Anche qui, gli incendi boschivi li abbiamo sempre visti, ma non in questa stagione. D'estate bruciava il sud, ora anche il nord. Cause: piromini a parte, gli inverni senza copertura di neve, primavere asciutte, temperature troppe elevate, fanno sì che i sotto boschi siano un innesco ideale per il fuoco che, una volta attivato, spegnerlo è un problema (Canadair nonostante). Qui, oltre alle cause naturali, ci sono quelle antropiche. I versanti montani hanno subito da sette decenni l'abbandono dell'agricoltura di montagna, quella diffusa, quella che governava con la sua presenza il territorio e faceva da argine al fuoco. In gran parte dei territori dove i boschi hanno preso la prevalenza, essa non c'è più. E' cambiata la cultura, non ci sono i contadini di montagna, non ci sono neppure più gli operai/contadini, quelli che finito il turno in fabbrica si dedicavano ancora alla terra dei loro padri, c'è il crollo demografico, lo svuotamento dei borghi. E' arrivato il fuoco. Nessuno lo ferma più, arrivano gli aerei, lo bombardano, non sempre centrano il bersaglio e il fuoco continua, ma la colpa è burocratica. Boh??.

venerdì 24 luglio 2026

CREVOLADOSSOLA

 Area naturalistica Lago Tana - Comune di Crevoladossola

Lascia abbastanza stupiti quanto Ossola News, sulla sua pagina web, scrive a proposito delle segnalazioni che Italia Nostra ha fatto riguardo quanto accaduto su due aree del Comune di Crevoladossola: quella di Croppargino e quella del lago Tana. Chiunque, con buon senso, si sarebbe chiesto i motivi dei due radicali tagli boschivi. L'uno ha lasciato l'area pertinente la chiesetta che si voleva "valorizzare" , in uno stato desolante, l'altro ha distrutto un habitat fluviale. Nel merito, Ossola News interroga il Sindaco che sposta la risposta su temi di cui non si comprende bene quale riferimento abbiano, sembra voler sfuggire al merito della questione, forse imbarazzato per i risultati, ma i risultati sono lì, davanti agli occhi di tutti e "accusare " l'Associazione perchè chiede ( per ora ) semplicemente informazioni è qualche cosa che ci sfugge. Non è la prima volta che succede..

sabato 18 luglio 2026

LAGO TANA: I CHIARIMENTI DOVUTI

 





ITALIA NOSTRA APS

Sezione del Verbano /Cusiop/Ossola


Beura Cardezza 18/07/2026

Prot. 15 /26

Spett. Comune di Crevoladossola

Sede Municipale

CREVOLADOSSOLA

PEC

Spett. Unione Montana delle Valli dell'Ossola

Sede

DOMODOSSOLA

PEC


Spett. Amministrazione Provincia VCO

Settore III -Ambiente , Georisorse, Pianificazione Territoriale e Urbanistica

SEDE VERBANIA- FONDO TOCE

PEC

Spett. Regione Piemonte

Direzione Opere pubbliche, Difesa del Suolo, Protezione Civile, Trasporti e Logistica

TORINO

PEC
operepubbliche-trasporti@cert.regione.piemonte.it

Spett. Soprintendenza  ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BIELLA NOVARA VERBANO CUSIO OSSOLA E VERCELLI

NOVARA

PEC

Regione Piemonte

Direzione Pianificazione

Settore Paesaggio

TORINO

PEC

Spett. Carabinieri Forestali

Stazione di Crevoladossola

SEDE

CREVOLADOSSOLA

PEC


OGG: Trasformazione di area boscata. Comune di Crevoladossola località Lago Tana . Richiesta di chiarimenti e informazioni .


Nell'ambito in oggetto (area di bacino degli impianti di captazione delle acque del fiume Toce in prossimità della centrale idroelettrica Enel di Crevoladossola ), è stato eseguito un taglio a raso di un'intera area boscata, composta da diverse essenze di piante di alto fusto radicate nelle zone demaniali perimetrate dal corso delle acque. L'intervento ha riguardato un'area non inferiore ai 10.000 mq., compresa all'interno del sito Natura 2000 denominato: " Fiume Toce" , la cui responsabilità di gestione è in capo all'Ente Provincia in indirizzo.

Il Comune di Crevoladossola, ha riconosciuto l'area nel proprio strumento pianificatorio, quale: "Naturalistico Fluviale", sottoponendola ad una rigoroso disciplina: vedi l'articolo 4.1.13. delle NTA che ne motiva le ragioni con la:

"specificità ambientale dell'area, unicum non ripetibile, per le funzioni che assolve sotto il profilo di habitat e sosta dell’avifauna nonché per la particolare presenza di specie vegetali autoctone e spontanee."

Per quanto riguarda i possibili interventi idraulici, il Piano Regolatore li limita a quelli già approvati alla data di sua adozione (datata nella prima decade del 2000) .

Il sostanziale rispetto delle norme di tutela ha consentito in questi anni lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione, rafforzando la funzione dell'area quale ambito di rifugio e di nidificazione di numerose specie, così come l'assenza di tagli boschivi ha permesso lo sviluppo di un soprasuolo composto da piante di alto fusto, a densità non elevata, ma che avevano rafforzato la specifità del sito sotto il profilo paesaggistico/ambientale. Nel complesso, il sito si configurava come un habitat unico e singolare lungo l'asta del Toce e come tale avrebbe dovuto essere considerato anche in presenza di ragioni idrauliche che potrebbero aver motivato la richiesta autorizzativa di abbattimento di un'intera area boscata.

Alla luce delle considerazioni svolte, valutata la valenza del sito, gli effetti prodotti sull'habitat, le modifiche del quadro paesaggistico consolidato che l'area del lago Tana, fortemente caratterizzata, esprimeva, le norme forestali vigenti, limitative nei confronti di tagli a raso, il piano di gestione del sito Natura 2000, le norme vincolistiche che la Pianificazione locale aveva imposto, ci si interroga circa la corretta o no, valutazione delle ragioni di sicurezza idraulica che sembrerebbero poter essere le uniche motivazioni capaci di aver scavalcato l'assetto normativo e vincolistico che proteggeva l'area.

Si chiede pertanto all'Ente Provincia di conoscere le risultanze del processo di Valutazione di incidenza che riteniamo sia stato correttamente fatto, ma che come Associazione di tutela riteniamo, per la ragioni ampiamente svolte, voler conoscere.

Agli altri Enti e soggetti in indirizzo chiediamo di conoscere ogni elemento che, sotto il profilo della propria competenza, abbia pesato per pervenire al rilascio di autorizzazioni o pareri positivi riguardo quanto qui si segnala.

Si confida nell'attenzione.

In attesa di esito, si ringrazia.

Italia Nostra APS

Sezione del Verbano/Cusio/Ossola

Il Presidente

Filippo Pirazzi