domenica 6 settembre 2026

BAVENO: L'IPER INVESTIMENTO SOTTO LA LENTE

 

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 SEZIONE del VERBANO/CUSIO/OSSOLA 

 

                                                                                  Egregio Signor Sindaco

del Comune di Baveno

Sede Municipale

piazza Dante Alighieri, 14

28831 B A V E N O (VB)


baveno@pec.it

sindaco@comune.baveno.vb.it


e, per conoscenza:


Regione Piemonte

Settore urbanistico del Piemonte orientale

Via Mora e Gibin, 4

28100 NOVARA (NO)


urbanistica.est@cert.regione.piemonte.it




Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio

per il Piemonte orientale – SABAP NO

corso Felice Cavallotti, 27

28100 NOVARA (NO)


sabap-no@pec.cultura.gov.it


Prot. n.17/26

Beura Cardezza, lì 05/09/2026

OGGETTO: Intervento edilizio di riqualificazione ex Lido Palace Hotel BAVENO.

Permesso di costruire in deroga - variante n.6 a permesso di costruire n.16/22. Deliberazione Consiglio Comunale n.36 del 27/11/2025.


Preg.mo Sindaco Alessandro Monti,


questa Sezione del VCO della Associazione Italia Nostra aps, riceve da più parti sollecitazioni e segnalazioni in relazione all’intervento edilizio in corso di costruzione e che riguarda la riqualificazione dell’ex Lido Palace Hotel.

Un intervento previsto in sede di Piano Regolatore Generale con l’attribuzione di una consistente capacità edificatoria, ha visto nel corso della sua attuazione, l’assegnazione, in deroga, di un’ulteriore e maggiore capacità con il trasferimento di aggiuntivi 12.000 metri cubi urbanistici, provenienti da altro sito, pur avendo già beneficiato, in sede di originario permesso, di un bonus in deroga pari all’incremento del 15% della SUL.

Tale intervento edilizio, nella sua previsione originaria, era ammesso dal PRGC attraverso un permesso di costruire semplice; una scelta comunque opinabile, considerata la consistenza della capacità aggiuntiva attribuita e così è stato “licenziato”.

Successivamente e in corso d’opera, è pervenuta la richiesta di ulteriore deroga sulla quale ha dovuto esprimersi il Consiglio Comunale con il proprio atto n.36 del 27/11/2025 che l’ha ammessa.

Una attenta lettura dell’atto deliberativo assunto da Codesto Comune non è tuttavia esente da critiche, in quanto non pare che vi sia stata una compiuta valutazione dell’interesse pubblico, sottostante la decisione assunta.

La norma di riferimento (art.14/bis del DPR 380/2001) dice con chiarezza che l’interesse pubblico deve essere valutato limitatamente ad alcuni parametri: “rigenerazione urbana, contenimento del consumo del suolo e recupero sociale e urbano dell’insediamento”.

Ora, a contrario di quanto si legge nell’atto, non è possibile affermare che l’immobile risultasse in stato di abbandono da diversi anni prima della acquisizione da parte dell’attuale proprietà. La struttura ha continuato a svolgere l’attività alberghiera sino a pochi anni fa (ottobre 2020), momento in cui si è perfezionata la vendita. Aver inserito in atto un’affermazione non veritiera inficia l’atto stesso, la sua credibilità e ne altera le conclusioni.

Quanto poi riguarda la verifica dei parametri richiesti dalla normativa, è incoerente affermare che la deroga consente la riqualificazione edilizia dell’immobile. Essa era garantita già dal permesso a costruire n.16/2022 in corso di attuazione alla data della deliberazione consiliare, che nulla avrebbe aggiunto, sotto questo profilo, rispetto ad un intervento in avanzato stato. La deroga ha risposto ad esigenze di investimento del soggetto attuatore, nulla apportando in termini di rigenerazione.

Per quanto riguarda il consumo di suolo, esso viene incrementato sul sito dell’intervento, non rimane invariato e nulla è dimostrato e dimostrabile che il trasferimento di cubatura abbia evitato un incremento di occupazione sul sito di decollo della capacità trasferita (dipende dal tipo di intervento che si fosse fatto).

Per quanto riguarda gli aspetti del recupero sociale e urbano dell’insediamento, posto che esistesse una situazione di degrado e non lo era, sono invece proprio le modalità di attuazione (permesso a costruire semplice) che hanno impedito un’intelligente governo del progetto da parte del soggetto pubblico (Comune) che non ha valutato pienamente gli effetti del carico urbanistico che si veniva a determinare con l’effetto cumulativo degli interventi richiesti e concessi.

La miglior connessione con il centro urbano (anche in termini di qualità), l’alleggerimento della pressione delle soste automobilistiche sul fronte lago attraverso l’individuazione e realizzazione di standard parcheggi anche non in sito, la soluzione di problematiche infrastrutturali legate alla previsione di realizzazione della tratta urbana della pista ciclo pedonale, solo per citarne alcune, avrebbero dovuto opportunamente, ma forse anche obbligatoriamente, essere gestite attraverso uno strumento attuativo o comunque convenzionato, che garantisse il miglior inserimento possibile del progetto e dei suoi effetti rispetto al costruito urbano. Su questo punto codesto Ente è stato silente, ma acquiescente.

L’aumento della capacità ha invece avuto riflessi rispetto al sistema normativo previsto in quell’area dal Piano Paesaggistico Regionale, senza che su questo l’Ente si sia espresso, pur avendo di fatto consentito una modifica del PRGC, senza valutare l’impatto e la coerenza con le norme del PPR, queste ultime non derogabili.

Si premette che i contenuti delle Norme di Attuazione (NDA) del PPR, in particolare le prescrizioni contenuti negli articoli 14, 15, 26, 39, nonché il provvedimento di tutela (D.M. 2 aprile 1949) e l’apparato prescrittivo contenuto nella Scheda di Catalogo del Piano Paesaggistico Regionale, sono vincolanti e presuppongono immediata applicazione e osservanza da parte di tutti i soggetti pubblici e privati.

Alla luce di tale premessa si osserva che a giudizio di questa Associazione, il progetto e segnatamente le varianti concesse in corso d’opera vanno ad intaccare e pregiudicare alcuni dei valori tutelati.

Ad esempio, la scheda prescrizionale afferma che “deve essere conservata la naturalità della costa lacustre….”. Diversamente, l’ambito costiero prospiciente l’albergo, già inedificato, è stato oggetto di qualcosa di più di una nuova costruzione edilizia (anche in pregiudizio della visuale lacustre) e di fatto la sua conformazione naturale è stata cancellata. Un diverso operare sarebbe stato auspicabile.

Ancora, l’edificazione in corso, stante anche le quantità edilizie che si sono riversate sul sito, sta comunque alterando “la percezione del profilo del centro abitato dal lago”. Si osservi a tal proposito che la nuova struttura edilizia si protrae ben oltre la sagoma originaria della facciata dell’albergo, così come si estende sul retro dell'area andandola sostanzialmente a saturare.

Anche questa è una indicazione prescrizionale disattesa, contenuta nel NTA del PPR.

Inoltre, è stato alterato il rapporto tra il costruito e il non edificato. Ad esempio, il corredo vegetazionale è diventato subalterno a causa degli incrementi smisurati di quantità di edificato a nuovo, ribaltando così quel rapporto che invece è una delle caratterizzazioni delle costruzioni storiche che si affacciano sulle rive del Lago Maggiore.

Le aree libere ora diventano quasi un elemento di disturbo che, nel caso in specie, il progetto, la previsione dell’introduzione di essenze botaniche non coerenti al contesto (palme e pini marini), contribuirà ad annichilire ancora di più.

L’occasione di un recupero guidato, di una valorizzazione completa del sito nel rispetto delle sue linee originarie, si traduce nel suo rovescio.

In conclusione, si assiste sempre ad una risposta positiva nei confronti di qualsiasi richiesta di aggiuntive capacità edificatorie, quasi quelle esistenti e già previste non fossero adeguate.

Si assiste ad uno svuotamento sistematico delle regole e delle previsioni dei piani regolatori generali, compromessi da norme derogatorie, bonus premiali e altro.

Ogni ricaduta sulla città pubblica di questi interventi è annullata da monetizzazioni degli standard, da permessi semplici e da nessuna gestione convenzionata degli interventi progettuali.

Le tutele paesaggistiche vengono superate e la Delibera n.36 ne è un esempio.

Di tutto ciò, ne pagherà il maggior prezzo ciò che più di altro era rappresentato dal valore attrattivo del paesaggio lacustre, storicamente consolidato e riconosciuto.

Voglia Signor Sindaco valutare con attenzione questo nostro doveroso richiamo.

Lieti comunque di poter leggere una Sua gradita risposta e di voler consentirci un sereno confronto sui temi ambientali e paesaggistici che abbiamo qui sollevato.

In attesa di esito, si ringrazia.


Molto cordialmente

Il Presidente della Sezione

Filippo Pirazzi

Via Sant’Antonio, 16

28851 BEURA CARDEZZA (VB)

Cell. 338 613 2825

italianostra_vco@pec.it



Redattore: 
Il Segretario di Sezione VCO di Italia Nostra APS
Piero Vallenzasca



domenica 2 agosto 2026

LAGO TANA

 

 

Soldi pubblici stanziati per opere che dovrebbero servire a tutelare gli habitat esistenti, (così almeno dice il cartello che riporta i contenuti della misura specifica dei fondi comunitari), vengono utilizzati per la cosi detta sistemazione idraulica del fiume Toce nell'area protetta del lago Tana. I lavori attulmente ancora in corso, si accompagnano al radicale disboscamento dell'area fluviale di circa 10.000 mq. che l'Enel Produzione ha compiuto appena più a valle di quanto le foto documentano. Un'intera asta del fiume è stata prosciugata e sottoposta ad un radicale disalveo. Un luogo di protezione e di riproduzione dell'avifauna è stato sovvertito. Immaginiamo che tutto sia avvenuto invocando la sicurezza idraulica, può darsi, ma qualcuno dovrebbe spiegare cosa c'entri  tutto ciò la tutela degli habitat all'interno dell'area protetta del Fiume Toce, rete Natura 2000. Niente, hanno solo devastato la natura e il paesaggio.        

  











 

martedì 28 luglio 2026

LA TERRA, L'ACQUA E IL FUOCO

 





L'estate che non cede lo ricorderemo per il caldo, il fuoco e l'acqua. Saranno un po' dei records che la statistica registrerà, con il rischio che si ripeteranno. Quanto al caldo non è un evento che distingue queste terre rispetto ad altre, guardiamo invece all'acqua e al fuoco. Il grande lago (Maggiore) ha stretto le sue acque e allungato le sue rive. Non è la prima volta che succede, ma ciò che inquieta è il contesto in cui succede: la temperatura dell'estate, la scarsità delle piogge della primavera, il ridursi della riserva dei ghiacci che lo alimenta. C'era stata una polemica circa la decisione di far salire la sua quota ordinaria di una quindicina di centimetri sullo zero idrometrico. Non sappiamo se quella quota sia poi stata effettivamente raggiunta, è un fatto che ora ha perso quasi due metri d'acqua. Quella polemica, alimentata da alberghieri e Sindaci, è stata sintomatica di come gli interessi del turismo non sempre possono andare d'accordo con quelli dell'ambiente. Il lago infatti sta soffrendo, o meglio soffre la sua popolazione acquatica, privata di spazi vitali ridotti a deserto. L'essere un grande tributario del sistema irriguo padano è un altro prezzo che il lago paga e con il cambiamento climatico in atto, questa sua funzione diventa sempre più e paradossalmente: critica da un lato e essenziale dell'altra. E' molto difficile conciliare le due esigenze. Siamo tra due fuochi ed è quasi impossibile scegliere tra l'uno e l'altro. L'unica cosa che invece dovremmo archiviare è la polemica sulla lunghezza delle spiagge. C'é dell'altro cui preoccuparsi. Non ultima: quando mai il lago tornerà alla sua quota vitale. Speriamo di non passare un inverno all'asciutta, ne soffrirebbe gravemente una parte della sua popolazione acquatica. Poi c'è il fuoco, quello che brucia per troppa burocrazia come ha sintetizzato qualcuno. Anche qui, gli incendi boschivi li abbiamo sempre visti, ma non in questa stagione. D'estate bruciava il sud, ora anche il nord. Cause: piromini a parte, gli inverni senza copertura di neve, primavere asciutte, temperature troppe elevate, fanno sì che i sotto boschi siano un innesco ideale per il fuoco che, una volta attivato, spegnerlo è un problema (Canadair nonostante). Qui, oltre alle cause naturali, ci sono quelle antropiche. I versanti montani hanno subito da sette decenni l'abbandono dell'agricoltura di montagna, quella diffusa, quella che governava con la sua presenza il territorio e faceva da argine al fuoco. In gran parte dei territori dove i boschi hanno preso la prevalenza, essa non c'è più. E' cambiata la cultura, non ci sono i contadini di montagna, non ci sono neppure più gli operai/contadini, quelli che finito il turno in fabbrica si dedicavano ancora alla terra dei loro padri, c'è il crollo demografico, lo svuotamento dei borghi. E' arrivato il fuoco. Nessuno lo ferma più, arrivano gli aerei, lo bombardano, non sempre centrano il bersaglio e il fuoco continua, ma la colpa è burocratica. Boh??.

venerdì 24 luglio 2026

CREVOLADOSSOLA

 Area naturalistica Lago Tana - Comune di Crevoladossola

Lascia abbastanza stupiti quanto Ossola News, sulla sua pagina web, scrive a proposito delle segnalazioni che Italia Nostra ha fatto riguardo quanto accaduto su due aree del Comune di Crevoladossola: quella di Croppargino e quella del lago Tana. Chiunque, con buon senso, si sarebbe chiesto i motivi dei due radicali tagli boschivi. L'uno ha lasciato l'area pertinente la chiesetta che si voleva "valorizzare" , in uno stato desolante, l'altro ha distrutto un habitat fluviale. Nel merito, Ossola News interroga il Sindaco che sposta la risposta su temi di cui non si comprende bene quale riferimento abbiano, sembra voler sfuggire al merito della questione, forse imbarazzato per i risultati, ma i risultati sono lì, davanti agli occhi di tutti e "accusare " l'Associazione perchè chiede ( per ora ) semplicemente informazioni è qualche cosa che ci sfugge. Non è la prima volta che succede..

sabato 18 luglio 2026

LAGO TANA: I CHIARIMENTI DOVUTI

 





ITALIA NOSTRA APS

Sezione del Verbano /Cusiop/Ossola


Beura Cardezza 18/07/2026

Prot. 15 /26

Spett. Comune di Crevoladossola

Sede Municipale

CREVOLADOSSOLA

PEC

Spett. Unione Montana delle Valli dell'Ossola

Sede

DOMODOSSOLA

PEC


Spett. Amministrazione Provincia VCO

Settore III -Ambiente , Georisorse, Pianificazione Territoriale e Urbanistica

SEDE VERBANIA- FONDO TOCE

PEC

Spett. Regione Piemonte

Direzione Opere pubbliche, Difesa del Suolo, Protezione Civile, Trasporti e Logistica

TORINO

PEC
operepubbliche-trasporti@cert.regione.piemonte.it

Spett. Soprintendenza  ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BIELLA NOVARA VERBANO CUSIO OSSOLA E VERCELLI

NOVARA

PEC

Regione Piemonte

Direzione Pianificazione

Settore Paesaggio

TORINO

PEC

Spett. Carabinieri Forestali

Stazione di Crevoladossola

SEDE

CREVOLADOSSOLA

PEC


OGG: Trasformazione di area boscata. Comune di Crevoladossola località Lago Tana . Richiesta di chiarimenti e informazioni .


Nell'ambito in oggetto (area di bacino degli impianti di captazione delle acque del fiume Toce in prossimità della centrale idroelettrica Enel di Crevoladossola ), è stato eseguito un taglio a raso di un'intera area boscata, composta da diverse essenze di piante di alto fusto radicate nelle zone demaniali perimetrate dal corso delle acque. L'intervento ha riguardato un'area non inferiore ai 10.000 mq., compresa all'interno del sito Natura 2000 denominato: " Fiume Toce" , la cui responsabilità di gestione è in capo all'Ente Provincia in indirizzo.

Il Comune di Crevoladossola, ha riconosciuto l'area nel proprio strumento pianificatorio, quale: "Naturalistico Fluviale", sottoponendola ad una rigoroso disciplina: vedi l'articolo 4.1.13. delle NTA che ne motiva le ragioni con la:

"specificità ambientale dell'area, unicum non ripetibile, per le funzioni che assolve sotto il profilo di habitat e sosta dell’avifauna nonché per la particolare presenza di specie vegetali autoctone e spontanee."

Per quanto riguarda i possibili interventi idraulici, il Piano Regolatore li limita a quelli già approvati alla data di sua adozione (datata nella prima decade del 2000) .

Il sostanziale rispetto delle norme di tutela ha consentito in questi anni lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione, rafforzando la funzione dell'area quale ambito di rifugio e di nidificazione di numerose specie, così come l'assenza di tagli boschivi ha permesso lo sviluppo di un soprasuolo composto da piante di alto fusto, a densità non elevata, ma che avevano rafforzato la specifità del sito sotto il profilo paesaggistico/ambientale. Nel complesso, il sito si configurava come un habitat unico e singolare lungo l'asta del Toce e come tale avrebbe dovuto essere considerato anche in presenza di ragioni idrauliche che potrebbero aver motivato la richiesta autorizzativa di abbattimento di un'intera area boscata.

Alla luce delle considerazioni svolte, valutata la valenza del sito, gli effetti prodotti sull'habitat, le modifiche del quadro paesaggistico consolidato che l'area del lago Tana, fortemente caratterizzata, esprimeva, le norme forestali vigenti, limitative nei confronti di tagli a raso, il piano di gestione del sito Natura 2000, le norme vincolistiche che la Pianificazione locale aveva imposto, ci si interroga circa la corretta o no, valutazione delle ragioni di sicurezza idraulica che sembrerebbero poter essere le uniche motivazioni capaci di aver scavalcato l'assetto normativo e vincolistico che proteggeva l'area.

Si chiede pertanto all'Ente Provincia di conoscere le risultanze del processo di Valutazione di incidenza che riteniamo sia stato correttamente fatto, ma che come Associazione di tutela riteniamo, per la ragioni ampiamente svolte, voler conoscere.

Agli altri Enti e soggetti in indirizzo chiediamo di conoscere ogni elemento che, sotto il profilo della propria competenza, abbia pesato per pervenire al rilascio di autorizzazioni o pareri positivi riguardo quanto qui si segnala.

Si confida nell'attenzione.

In attesa di esito, si ringrazia.

Italia Nostra APS

Sezione del Verbano/Cusio/Ossola

Il Presidente

Filippo Pirazzi


mercoledì 15 luglio 2026

LAGO TANA: L'OASI CHE NON è PIU'

 

 Area naturalistica Lago Tana - Comune di Crevoladossola

  Anche l'oasi del lago Tana, il bacino formato dallo sbarramento del fiume Toce nei pressi della centrale idrolettrica di Crevoladossola, è stato fatto oggetto di un radicale disboscamento che ha riguardato ( per ora) una parte delle isole che lo caratterizzano. Un 'area che " abbandonata" alla natura, negli ultimi decenni si era ripopolata, diventando rifugio e luogo di nidificazione di numerose specie di uccelli e che ha visto riformarsi un habitat singolare, avrebbe meritato ben diverso trattamento. Ora e per molti anni non ci sarà più. Immaginiamo che abbiano prevalso ragioni di " sicurezza" idraulica. Sicuramente questa sarà la giustificazione ufficiale. Allora verrebbe chiedersi perchè mai tutta l'asta del fiume, posta a monte, non dovrebbe subire lo stesso trattamento (la piena non sta a guardare se una pianta dista 100 metri o 10 chilometri dallo sbarramento, tutto arriva lì, anzi forse quelle tolte potevano essere l'ultima difesa prima dello sbarramento. ) Comunque hanno proceduto pur essendo tutta l'asta del Toce un ambito di protezione speciale, sottoposto ad un piano di gestione di cui la Provincia del VCO ne ha la responsabilità. Ma anche il Comune di Crevoladossola non è esente da responsabilità di vigilanza,avendo nel suo piano regolatore un articolo finalizzato proprio alla tutela della zona del Lago.

Anche in questo caso, la nostra Associazione chiederà conto delle ragioni di quanto accaduto, se sono state seguite tutte le regole ammnistrative previste e quali siano gli intendimenti prossimi, qualora l'opera non sia compiuta. 

Consolarsi perchè le regole siano rispettate, è poca cosa quando il bene è perso, semmai ha il sapore della beffa. Vedremo però come sono andate le cose. Per ora guardiamo il danno compiuto.

 TANA ANTE ESBOSCHI 



 





martedì 14 luglio 2026

CREVOLADOSSOLA: CROPPARGINO. UNA RICHIESTA DI CHIARIRE

 

 Crevoladossola, l'oratorio di Croppargino torna a splendere grazie  all'intervento del comune - Ossolanews.it

  

ITALIA NOSTRA APS

Sezione del Verbano /Cusiop/Ossola


Beura Cardezza 13/07/2026

Prot. 11/26

Spett. Comune di Crevoladossola

Sede Municipale

CREVOLADOSSOLA

PEC

Spett. Unione Montana delle Valli dell'Ossola

Sede

DOMODOSSOLA

PEC

e p.c.

Soprintendenza  ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BIELLA NOVARA VERBANO CUSIO OSSOLA E VERCELLI

NOVARA

PEC

Regione Piemonte

Direzione Pianificazione

Settore Paesaggio

TORINO

PEC

Spett. Carabinieri Forestali

Stazione di Crevoladossola

SEDE

CREVOLADOSSOLA

PEC

OGG: Trasformazione di area boscata. Comune di Crevoladossola località Croppargino- Oratorio di S. Croce. Richiesta di chiarimenti.

Nell'ambito in oggetto (area di proprietà del Comune di Crevoladossola), risulta essere stato eseguito, su committenza dell'Unione Montana in indirizzo, il taglio a raso di un'intera area boscata, composta da lariceto, posto a contorno dell'oratorio di S. Croce, sito quest'ultimo sulla sommitale del pendio interessato dalla presenza boscata, località Croppargino.

Tale area veniva individuata dallo stesso Piano Regolatore vigente del Comune di Crevoladossola con la classificazione quale : "Boscata di alto fusto", regolata dall'art. 3.5.4. della NTA .

Non sono note le ragioni per le quali si sia proceduto ad un taglio a raso, modificando radicalmente il paesaggio, sopprimendo di fatto l'area boscata quasi per l'intera sua estensione, nè se siano previsti interventi compensativi e/o di mitigazione degli effetti provocati dall'intervento di trasformazione boschiva.


E' un fatto costituente principio che :


" La trasformazione del bosco è vietata, fatta salva l'eventuale autorizzazione rilasciata dalle amministrazioni competenti ai sensi dell'articolo 146 del d.lgs. 42/2004, e della legge regionale 9 agosto 1989, n. 45 (Nuove norme per gli interventi da eseguire in terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici - Abrogazione legge regionale 12 agosto 1981, n. 27)."


Non sappiamo se l'area sia anche gravata da diritti di uso civico, (probabilmente sì) e ma se lo fosse, avrebbero rilievo anche le norme in tema di gestione di tali diritti.


Esistono alcune deroghe rispetto al divieto generale di trasformazione boschiva, ma non sappiano se, nel caso in specie, siano state utilizzate, né se avrebbero potuto valere (a noi non pare).

Alla luce dei risultati (ampiamente documentabili) che risultano essere l'effetto del radicale disboscamento avvenuto e che non paiono aver prodotto un significativo miglioramento della qualità dell'ambiente e del paesaggio del sito oggetto di intervento, ma semmai un suo radicale sovvertimento, con negativi effetti permanenti o comunque non rimediabili se non a medio/lungo termine, agli Enti in indirizzo si chiede di conoscere le ragioni che hanno motivato l'intervento e di dar conto a questa Associazione, avendone interesse per le finalità specifiche che persegue di tutela del paesaggio, dei titoli amministrativi che lo hanno reso possibile, tenuto conto del sistema dei vincoli di tutela e dei diritti che sussistono sull'area interessata.


In attesa di esito, si ringrazia.


Italia Nostra APS

Sezione del Verbano/Cusio/Ossola

Il Presidente

Filippo Pirazzi