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IL BLOG DELLA SEZIONE PROVINCIALE DELLA ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA ONLUS Contatti: italianostravco@gmail.com posta certificata: italianostra_vco@pec.it cell Presidente: 338 6132825 Segreteria: 349 1337533 conto bancario BMP filiale di Domodossola IT79L0103045360000000217470 Presidente:Filippo Pirazzi. Vice Presidente: Auguadro Tiziano. Segretario: Piero Vallenzasca. Consiglieri: Livia Olivelli Susanna Diverio Giorgio Ingaramo Giorgio Scalenghe
Non è il Paradiso, ma certamente, la collina della Castagnola è uno dei siti di maggior pregio paesaggistico del Lago dove, ormai da molti decenni, giacciono i resti di quello che era stato l'albergo Eden dopo che un incendio lo aveva in parte devastato. L'abbandono e il tempo hanno poi fatto la loro parte così che ora ne rimangono i ruderi. Un luogo ambito che, per svariati motivi era rimasto per molti anni senza una prospettiva, sin tanto che nel 2017 la proprietà è stata ceduta ad imprenditori originari della Federazione Russa. Da quel momento è iniziato un lungo braccio di ferro che ha visto scendere in campo il Comune ( ricordiamo il convegno tenuto, Sindaco Marchionini, con tanto di mostra di progetti futuristi e futuribili da insediare sulla Castagnola, con Professionisti che, in nome della nuova proprietà, davano l'ultimatum: " Prendere o lasciare ", con la Regione al bivio tra primo e secondo progetto di Piano Paesaggistico dove, l'uno stringeva e l'altro allargava le maglie riguardo il fare sulla Castagnola e con la Soprintendenza che (quella volta almeno), diceva : " Prima si riscostruisce e poi si vedrà".) Alla fine il Comune non ha mai modificato il suo ultimo PRGC rispetto a quel sito ( pur avendo fatto 37 varianti altrove). Un PRGC molto generoso che assegna circa 43.000 mc di edificazione sull'area Eden e una Sovrintendenza che sempre ( anche in questa occasione) continua a dire che no, che sono troppi e che bisogna tagliare, che 5 palazzine nuove e un autosilo non ci stanno e che comunque viene sempre prima la ricostruzione. Certo è che questi imprenditori non sono mica stupidi, visto che cosa sono riusciti a ottenere a Stresa e Baveno, pensano che anche Verbania non sarà meno generosa e quindi confidano e attendono. Per cui, al momento è in corso il negoziato trilaterale: Comune /Proprietà/Sovrintendenza, alla ricerca del punto di caduta. Ci verrebbe da dire che il negoziato è bilaterale ( Albertella non ne abbia) perchè è difficile che il Comune si metta di traverso rispetto a chi vuole investire, una parola che è diventata il mantra di tutti i governi e anche delle opposizioni. Basta che investa ci verrebbe da scrivere, parafrasando un'altra meno nobile espressione, ma così è e i precedenti noti non fanno ben sperare. Giù le mani dalla Castagnola, a noi verrebbe invece da dire e per quanto potremo ci proveremo. Vedremo.
SEZIONE del VERBANO/CUSIO/OSSOLA
Egregio Signor Sindaco
del Comune di Baveno
Sede Municipale
piazza Dante Alighieri, 14
28831 B A V E N O (VB)
e, per conoscenza:
Regione Piemonte
Settore urbanistico del Piemonte orientale
Via Mora e Gibin, 4
28100 NOVARA (NO)
urbanistica.est@cert.regione.piemonte.it
Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio
per il Piemonte orientale – SABAP NO
corso Felice Cavallotti, 27
28100 NOVARA (NO)
Prot. n.17/26
OGGETTO: Intervento edilizio di riqualificazione ex Lido Palace Hotel BAVENO.
Permesso di costruire in deroga - variante n.6 a permesso di costruire n.16/22. Deliberazione Consiglio Comunale n.36 del 27/11/2025.
Preg.mo Sindaco Alessandro Monti,
questa Sezione del VCO della Associazione Italia Nostra aps, riceve da più parti sollecitazioni e segnalazioni in relazione all’intervento edilizio in corso di costruzione e che riguarda la riqualificazione dell’ex Lido Palace Hotel.
Un intervento previsto in sede di Piano Regolatore Generale con l’attribuzione di una consistente capacità edificatoria, ha visto nel corso della sua attuazione, l’assegnazione, in deroga, di un’ulteriore e maggiore capacità con il trasferimento di aggiuntivi 12.000 metri cubi urbanistici, provenienti da altro sito, pur avendo già beneficiato, in sede di originario permesso, di un bonus in deroga pari all’incremento del 15% della SUL.
Tale intervento edilizio, nella sua previsione originaria, era ammesso dal PRGC attraverso un permesso di costruire semplice; una scelta comunque opinabile, considerata la consistenza della capacità aggiuntiva attribuita e così è stato “licenziato”.
Successivamente e in corso d’opera, è pervenuta la richiesta di ulteriore deroga sulla quale ha dovuto esprimersi il Consiglio Comunale con il proprio atto n.36 del 27/11/2025 che l’ha ammessa.
Una attenta lettura dell’atto deliberativo assunto da Codesto Comune non è tuttavia esente da critiche, in quanto non pare che vi sia stata una compiuta valutazione dell’interesse pubblico, sottostante la decisione assunta.
La norma di riferimento (art.14/bis del DPR 380/2001) dice con chiarezza che l’interesse pubblico deve essere valutato limitatamente ad alcuni parametri: “rigenerazione urbana, contenimento del consumo del suolo e recupero sociale e urbano dell’insediamento”.
Ora, a contrario di quanto si legge nell’atto, non è possibile affermare che l’immobile risultasse in stato di abbandono da diversi anni prima della acquisizione da parte dell’attuale proprietà. La struttura ha continuato a svolgere l’attività alberghiera sino a pochi anni fa (ottobre 2020), momento in cui si è perfezionata la vendita. Aver inserito in atto un’affermazione non veritiera inficia l’atto stesso, la sua credibilità e ne altera le conclusioni.
Quanto poi riguarda la verifica dei parametri richiesti dalla normativa, è incoerente affermare che la deroga consente la riqualificazione edilizia dell’immobile. Essa era garantita già dal permesso a costruire n.16/2022 in corso di attuazione alla data della deliberazione consiliare, che nulla avrebbe aggiunto, sotto questo profilo, rispetto ad un intervento in avanzato stato. La deroga ha risposto ad esigenze di investimento del soggetto attuatore, nulla apportando in termini di rigenerazione.
Per quanto riguarda il consumo di suolo, esso viene incrementato sul sito dell’intervento, non rimane invariato e nulla è dimostrato e dimostrabile che il trasferimento di cubatura abbia evitato un incremento di occupazione sul sito di decollo della capacità trasferita (dipende dal tipo di intervento che si fosse fatto).
Per quanto riguarda gli aspetti del recupero sociale e urbano dell’insediamento, posto che esistesse una situazione di degrado e non lo era, sono invece proprio le modalità di attuazione (permesso a costruire semplice) che hanno impedito un’intelligente governo del progetto da parte del soggetto pubblico (Comune) che non ha valutato pienamente gli effetti del carico urbanistico che si veniva a determinare con l’effetto cumulativo degli interventi richiesti e concessi.
La miglior connessione con il centro urbano (anche in termini di qualità), l’alleggerimento della pressione delle soste automobilistiche sul fronte lago attraverso l’individuazione e realizzazione di standard parcheggi anche non in sito, la soluzione di problematiche infrastrutturali legate alla previsione di realizzazione della tratta urbana della pista ciclo pedonale, solo per citarne alcune, avrebbero dovuto opportunamente, ma forse anche obbligatoriamente, essere gestite attraverso uno strumento attuativo o comunque convenzionato, che garantisse il miglior inserimento possibile del progetto e dei suoi effetti rispetto al costruito urbano. Su questo punto codesto Ente è stato silente, ma acquiescente.
L’aumento della capacità ha invece avuto riflessi rispetto al sistema normativo previsto in quell’area dal Piano Paesaggistico Regionale, senza che su questo l’Ente si sia espresso, pur avendo di fatto consentito una modifica del PRGC, senza valutare l’impatto e la coerenza con le norme del PPR, queste ultime non derogabili.
Si premette che i contenuti delle Norme di Attuazione (NDA) del PPR, in particolare le prescrizioni contenuti negli articoli 14, 15, 26, 39, nonché il provvedimento di tutela (D.M. 2 aprile 1949) e l’apparato prescrittivo contenuto nella Scheda di Catalogo del Piano Paesaggistico Regionale, sono vincolanti e presuppongono immediata applicazione e osservanza da parte di tutti i soggetti pubblici e privati.
Alla luce di tale premessa si osserva che a giudizio di questa Associazione, il progetto e segnatamente le varianti concesse in corso d’opera vanno ad intaccare e pregiudicare alcuni dei valori tutelati.
Ad esempio, la scheda prescrizionale afferma che “deve essere conservata la naturalità della costa lacustre….”. Diversamente, l’ambito costiero prospiciente l’albergo, già inedificato, è stato oggetto di qualcosa di più di una nuova costruzione edilizia (anche in pregiudizio della visuale lacustre) e di fatto la sua conformazione naturale è stata cancellata. Un diverso operare sarebbe stato auspicabile.
Ancora, l’edificazione in corso, stante anche le quantità edilizie che si sono riversate sul sito, sta comunque alterando “la percezione del profilo del centro abitato dal lago”. Si osservi a tal proposito che la nuova struttura edilizia si protrae ben oltre la sagoma originaria della facciata dell’albergo, così come si estende sul retro dell'area andandola sostanzialmente a saturare.
Anche questa è una indicazione prescrizionale disattesa, contenuta nel NTA del PPR.
Inoltre, è stato alterato il rapporto tra il costruito e il non edificato. Ad esempio, il corredo vegetazionale è diventato subalterno a causa degli incrementi smisurati di quantità di edificato a nuovo, ribaltando così quel rapporto che invece è una delle caratterizzazioni delle costruzioni storiche che si affacciano sulle rive del Lago Maggiore.
Le aree libere ora diventano quasi un elemento di disturbo che, nel caso in specie, il progetto, la previsione dell’introduzione di essenze botaniche non coerenti al contesto (palme e pini marini), contribuirà ad annichilire ancora di più.
L’occasione di un recupero guidato, di una valorizzazione completa del sito nel rispetto delle sue linee originarie, si traduce nel suo rovescio.
In conclusione, si assiste sempre ad una risposta positiva nei confronti di qualsiasi richiesta di aggiuntive capacità edificatorie, quasi quelle esistenti e già previste non fossero adeguate.
Si assiste ad uno svuotamento sistematico delle regole e delle previsioni dei piani regolatori generali, compromessi da norme derogatorie, bonus premiali e altro.
Ogni ricaduta sulla città pubblica di questi interventi è annullata da monetizzazioni degli standard, da permessi semplici e da nessuna gestione convenzionata degli interventi progettuali.
Le tutele paesaggistiche vengono superate e la Delibera n.36 ne è un esempio.
Di tutto ciò, ne pagherà il maggior prezzo ciò che più di altro era rappresentato dal valore attrattivo del paesaggio lacustre, storicamente consolidato e riconosciuto.
Voglia Signor Sindaco valutare con attenzione questo nostro doveroso richiamo.
Lieti comunque di poter leggere una Sua gradita risposta e di voler consentirci un sereno confronto sui temi ambientali e paesaggistici che abbiamo qui sollevato.
In attesa di esito, si ringrazia.
Molto cordialmente
Il Presidente della Sezione
Filippo Pirazzi
Via Sant’Antonio, 16
28851 BEURA CARDEZZA (VB)
Cell. 338 613 2825
italianostra_vco@pec.it
Soldi pubblici stanziati per opere che dovrebbero servire a tutelare gli habitat esistenti, (così almeno dice il cartello che riporta i contenuti della misura specifica dei fondi comunitari), vengono utilizzati per la cosi detta sistemazione idraulica del fiume Toce nell'area protetta del lago Tana. I lavori attulmente ancora in corso, si accompagnano al radicale disboscamento dell'area fluviale di circa 10.000 mq. che l'Enel Produzione ha compiuto appena più a valle di quanto le foto documentano. Un'intera asta del fiume è stata prosciugata e sottoposta ad un radicale disalveo. Un luogo di protezione e di riproduzione dell'avifauna è stato sovvertito. Immaginiamo che tutto sia avvenuto invocando la sicurezza idraulica, può darsi, ma qualcuno dovrebbe spiegare cosa c'entri tutto ciò la tutela degli habitat all'interno dell'area protetta del Fiume Toce, rete Natura 2000. Niente, hanno solo devastato la natura e il paesaggio.


ITALIA NOSTRA APS
Sezione del Verbano /Cusiop/Ossola
Beura Cardezza 18/07/2026
Prot. 15 /26
Spett. Comune di Crevoladossola
Sede Municipale
CREVOLADOSSOLA
PEC
Spett. Unione Montana delle Valli dell'Ossola
Sede
DOMODOSSOLA
PEC
Spett. Amministrazione Provincia VCO
SEDE VERBANIA- FONDO TOCE
PEC
Spett. Regione Piemonte
Direzione Opere pubbliche, Difesa del Suolo, Protezione Civile, Trasporti e Logistica
TORINO
Spett. Soprintendenza ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BIELLA NOVARA VERBANO CUSIO OSSOLA E VERCELLI
NOVARA
PEC
Regione Piemonte
Direzione Pianificazione
Settore Paesaggio
TORINO
PEC
Spett. Carabinieri Forestali
Stazione di Crevoladossola
SEDE
CREVOLADOSSOLA
PEC
OGG: Trasformazione di area boscata. Comune di Crevoladossola località Lago Tana . Richiesta di chiarimenti e informazioni .
Nell'ambito in oggetto (area di bacino degli impianti di captazione delle acque del fiume Toce in prossimità della centrale idroelettrica Enel di Crevoladossola ), è stato eseguito un taglio a raso di un'intera area boscata, composta da diverse essenze di piante di alto fusto radicate nelle zone demaniali perimetrate dal corso delle acque. L'intervento ha riguardato un'area non inferiore ai 10.000 mq., compresa all'interno del sito Natura 2000 denominato: " Fiume Toce" , la cui responsabilità di gestione è in capo all'Ente Provincia in indirizzo.
Il Comune di Crevoladossola, ha riconosciuto l'area nel proprio strumento pianificatorio, quale: "Naturalistico Fluviale", sottoponendola ad una rigoroso disciplina: vedi l'articolo 4.1.13. delle NTA che ne motiva le ragioni con la:
"specificità ambientale dell'area, unicum non ripetibile, per le funzioni che assolve sotto il profilo di habitat e sosta dell’avifauna nonché per la particolare presenza di specie vegetali autoctone e spontanee."
Per quanto riguarda i possibili interventi idraulici, il Piano Regolatore li limita a quelli già approvati alla data di sua adozione (datata nella prima decade del 2000) .
Il sostanziale rispetto delle norme di tutela ha consentito in questi anni lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione, rafforzando la funzione dell'area quale ambito di rifugio e di nidificazione di numerose specie, così come l'assenza di tagli boschivi ha permesso lo sviluppo di un soprasuolo composto da piante di alto fusto, a densità non elevata, ma che avevano rafforzato la specifità del sito sotto il profilo paesaggistico/ambientale. Nel complesso, il sito si configurava come un habitat unico e singolare lungo l'asta del Toce e come tale avrebbe dovuto essere considerato anche in presenza di ragioni idrauliche che potrebbero aver motivato la richiesta autorizzativa di abbattimento di un'intera area boscata.
Alla luce delle considerazioni svolte, valutata la valenza del sito, gli effetti prodotti sull'habitat, le modifiche del quadro paesaggistico consolidato che l'area del lago Tana, fortemente caratterizzata, esprimeva, le norme forestali vigenti, limitative nei confronti di tagli a raso, il piano di gestione del sito Natura 2000, le norme vincolistiche che la Pianificazione locale aveva imposto, ci si interroga circa la corretta o no, valutazione delle ragioni di sicurezza idraulica che sembrerebbero poter essere le uniche motivazioni capaci di aver scavalcato l'assetto normativo e vincolistico che proteggeva l'area.
Si chiede pertanto all'Ente Provincia di conoscere le risultanze del processo di Valutazione di incidenza che riteniamo sia stato correttamente fatto, ma che come Associazione di tutela riteniamo, per la ragioni ampiamente svolte, voler conoscere.
Agli altri Enti e soggetti in indirizzo chiediamo di conoscere ogni elemento che, sotto il profilo della propria competenza, abbia pesato per pervenire al rilascio di autorizzazioni o pareri positivi riguardo quanto qui si segnala.
Si confida nell'attenzione.
In attesa di esito, si ringrazia.
Italia Nostra APS
Sezione del Verbano/Cusio/Ossola
Il Presidente
Filippo Pirazzi
Anche l'oasi del lago Tana, il bacino formato dallo sbarramento del fiume Toce nei pressi della centrale idrolettrica di Crevoladossola, è stato fatto oggetto di un radicale disboscamento che ha riguardato ( per ora) una parte delle isole che lo caratterizzano. Un 'area che " abbandonata" alla natura, negli ultimi decenni si era ripopolata, diventando rifugio e luogo di nidificazione di numerose specie di uccelli e che ha visto riformarsi un habitat singolare, avrebbe meritato ben diverso trattamento. Ora e per molti anni non ci sarà più. Immaginiamo che abbiano prevalso ragioni di " sicurezza" idraulica. Sicuramente questa sarà la giustificazione ufficiale. Allora verrebbe chiedersi perchè mai tutta l'asta del fiume, posta a monte, non dovrebbe subire lo stesso trattamento (la piena non sta a guardare se una pianta dista 100 metri o 10 chilometri dallo sbarramento, tutto arriva lì, anzi forse quelle tolte potevano essere l'ultima difesa prima dello sbarramento. ) Comunque hanno proceduto pur essendo tutta l'asta del Toce un ambito di protezione speciale, sottoposto ad un piano di gestione di cui la Provincia del VCO ne ha la responsabilità. Ma anche il Comune di Crevoladossola non è esente da responsabilità di vigilanza,avendo nel suo piano regolatore un articolo finalizzato proprio alla tutela della zona del Lago.
Anche in questo caso, la nostra Associazione chiederà conto delle ragioni di quanto accaduto, se sono state seguite tutte le regole ammnistrative previste e quali siano gli intendimenti prossimi, qualora l'opera non sia compiuta.
Consolarsi perchè le regole siano rispettate, è poca cosa quando il bene è perso, semmai ha il sapore della beffa. Vedremo però come sono andate le cose. Per ora guardiamo il danno compiuto.
TANA ANTE ESBOSCHI