giovedì 9 luglio 2026

GHIFFA: OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE DEL PIANO REGOLATORE

 

  L'Associazione interviene nel procedimento del Comune di Ghiffa, presentando osservazioni alle modifiche del piano regolatore vigente. Le osservazioni riguardano essenzialmente un aspetto: la trasformazione di una zona boscata, posta sul confine con il Comune di Beè, dove viene estesa l'area di quel Comune e destinata ad ospitare insediamenti per finalità di culto. Nel seguito del post potete leggere il contenuto integrale delle osservazioni. 

Spett. Comune di Ghiffa

Servizio Urbanistico

Sede Municipale

G H I F F A

Prot. n. 10/26

Beura Cardezza 09/07/2026

OGG: Deliberazione Consiglio Comunale n. 11 del 25/05/2026: " Variante parziale n. 1 al PRGC vigente ai sensi dell'art. 15/ comma 5 legge Regionale n. 56/77 e s. m. e i.

Adozione del progetto preliminare. Osservazioni.

Con riferimento all'oggetto e nel rispetto dei termini indicati nell' avviso pubblico emesso da Codesto Comune, questa Associazione: "Italia Nostra APS, Sezione locale del Verbano/Cusio/Ossola, a firma del Presidente Filippo Pirazzi, presenta, qui nel seguito, le osservazioni che rilevano in relazione ai fini e agli scopi dell'Associazione.

Premesso che la variante individua un ambito oggetto di nuovo azzonamento con la denominazione A.A.C. : " Area per gli insediamenti di attività di culto", normata con l'introduzione del nuovo articolo 28/bis della NTA.

In tale ambito, che attualmente risulta boscato, viene prevista la possibilità di realizzare costruzioni di entità minima, ma diffuse nell'ambito dell'intera area, con l'indicato obbligo che siano dotate delle relative urbanizzazioni, pur non individuando nessuna necessità di strumento attuativo.

Che la previsione si colloca al confine del territorio comunale, a ridosso del limitrofo comune di Beè (frazione Albagnano), costituendo, di fatto, un' estensione delle previsioni urbanistiche realizzate da quel Comune nell'area limitrofa e speculare rispetto a quanto ora viene previsto in variante.

Che l'area non è servita da alcun collegamento viario e/o da alcuna urbanizzazione primaria di pertinenza del Comune di Ghiffa e che di fatto, la previsione potrà essere attuata (sotto il profilo dei servizi di urbanizzazione) solo con il concorso, anzi l'apporto esclusivo del vicino Comune.

Che la previsione, inoltre, si sostanzia nella urbanizzazione di un territorio boscato, destinato a mutare natura, territorio che sulla base della normativa attuale è salvaguardato in quanto tale dal divieto di sua trasformazione, come da normativa vigente che si riporta qui nel seguito:

"La trasformazione del bosco è vietata (art. 19, comma 2 della l.r. 4/2009), fatte salve le autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni competenti ai sensi dell'art. 146 del d.lgs. 42/2004 e dell’art. 1 della l.r. 45/1989, compatibilmente con la conservazione della biodiversità, con la stabilità dei terreni, con il regime delle acque, con la difesa dalle valanghe e dalla caduta dei massi, con la tutela del paesaggio, con l'azione frangivento e di igiene ambientale locale. Sono a carico del soggetto che intende operare la trasformazione del bosco in altra destinazione d’uso, di seguito “richiedente”, la compensazione della superficie forestale trasformata (art. 19, comma 4 della l.r. 4/2009) e l’eventuale mitigazione degli impatti sul paesaggio (art. 146 del d.lgs. 42/2004). Gli interventi di mitigazione sono integrativi e non sostitutivi degli interventi di compensazione (art. 19, comma 5 della l.r. 4/2009)."

Che l' oggetto della previsione si colloca prossimo alla Riserva Speciale del Sacro Monte di Ghiffa, area protetta in quanto tale, come normato dalla Legge Regionale n. 19/2009 e quindi appartenente alla rete ecologica regionale come da legge che si richiama: "

Art. 2. 

(Rete ecologica regionale)

1. 

 La Regione, in attuazione della Convenzione sulla biodiversità, firmata a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992, ratificata ai sensi della legge 14 febbraio 1994, n. 124 , in conformità alla direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979 , relativa alla conservazione degli uccelli selvatici, alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992 , relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nel rispetto della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), e in virtù dell' articolo 6 dello Statuto della Regione istituisce sul proprio territorio la rete ecologica regionale costituita dalle aree naturali che rispondono agli obiettivi ed alle finalità contenute nei succitati provvedimenti.

2. 

La rete ecologica regionale è composta dalle seguenti aree:

a) 

il sistema delle aree protette del Piemonte;


Che da ultimo risulta in corso di attivazione da Comuni limitrofi un progetto di corridoio ecologico di connessione che prevede il rafforzamento della connettività ecologica tra il Parco Nazionale della Val Grande e la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa, con un investimento di circa 518.000 euro, finalizzato a ridurre la frammentazione degli habitat,  migliorare la continuità ecologica e favorire la conservazione della biodiversità.

Che di tutto ciò, la variante non fa riferimento, sottacendo gli aspetti critici che abbiamo evidenziato, aspetti che se valutati nella loro esatta portata, avrebbero portato a conclusioni diverse rispetto a quanto sin qui argomentato in sede di procedimento di variante parziale e di esclusione dalla procedura di VAS.

Tutto quanto premesso si osserva:

1) La qualificazione della variante quale " parziale", normata dall'art. 17 comma 5 della Legge Regionale n. 56/77 e s.m. e i. , è contraddetta dai suoi contenuti ed in particolare dalla previsione della trasformazione dell' area boscata, limitrofa al Comune confinante di Beè, in area a diversa destinazione d'uso.

In particolare, costituisce ostacolo al procedimento individuato, il fatto, non derogabile, che l'individuata area scaricherà i propri effetti su altro Comune rispetto a quello procedente, nulla rilevando la limitatezza della entità della variante proposta, quantanche la previsione in argomento la si volesse considerare tale.

Tra i requisiti inderogabili della variante parziale sono infatti individuati nella normativa vigente, quelli che prevedono:

- le nuove aree edificabili devono essere contigue al tessuto edificato e già dotate di opere di urbanizzazione primaria collegate alla rete del proprio Comune (comma 6)

- la variante non può avere "rilevanza sovracomunale", cioè scaricare effetti su un altro Comune (comma 5, lettera b)

I requisiti non sono derogabili e quindi non è prevista eccezione.

Sotto questo profilo, la continuità procedurale del percorso approvativo della variante in itinere, potrà essere garantito soltanto con la soppressione della previsione oggetto di diffusa argomentazione, soppressione che con la presente si chiede.

2) La relativa contiguità con l'area protetta della Riserva speciale del Sacro Monte di Ghiffa, la sua inclusione nella rete ecologica regionale, avrebbe consigliato una diversa considerazione nell'ambito delle argomentazione apportate per escludere il procedimento dalla Valutazione Strategica.

La stessa previsione posta a ridosso del Comune di Beè avrebbe obbligato, una valutazione responsabile, a prendere in considerazione anche lo stato pianificatorio di quel Comune sull'area a confine.

Non avendolo fatto si consente un'analisi frammentata di previsioni tra esse invece connesse e funzionali, frammentazione che ampia giurisprudenza considera motivo di illegittimità nei procedimenti di valutazione.

La mancata considerazione della creazione del nuovo corridoio ecologico tra il Parco Nazionale Val Grande e la Riserva speciale del Sacro Monte di Ghiffa, ora che è in procinto di diventare realtà, dovrebbe consigliare ( se non obbligare ) a riaprire la valutazione affinché tutti gli elementi vi concorrano e contribuiscano all'esame e alle sue conclusioni, diversamente operando si reputa carente, incompleta e sviante quella conclusasi con la sua esclusione.

Si confida nell' attento esame delle osservazioni che si trasmettono.

Il Presidente Sezione VCO Italia Nostra APS

Filippo Pirazzi


mercoledì 1 luglio 2026

CREVOLADOSSOLA: DEVASTATO IL SITO DI CROPPARGINO

 



Sul versante montano di Crevoladossola, il sito caratterizzato dalla chiesetta di Croppargino e il lariceto che ne costituiva la consolidata immagine, risulta pesantemente compromesso, per non dire devastato, da un improvvido taglio boschivo che le foto testimoniano. Non sappiamo se tutto è stato fatto secondo le " regole" , ma se queste sono regole, meglio non osservarle e il risultato non sarebbe peggiore. Insieme al taglio che ha interessato l'intera area boscata, sono stati eseguiti movimenti dei terreni per aprire piste di accesso e per allontanare il legname. Al momento la situazione è quella che le fotografie documentano e se quanto fatto non ha osservato le regole, ci aspettiamo un intervento degli organi cui spetta vigilare. Quanto all'Associazione , non mancherà di fare le dovute segnalazioni. Spiace, ma dopo il caso della cava anche qui non sembra che la sensibilità ambientale sia molto diffusa da quelle parti. E non è l'ultimo caso, Seguiteci su questo blog e vi faremo conoscere anche altro.

  

 










 

    

martedì 23 giugno 2026

ITALIA NOSTRA e IL DDL CACCIA

   

 https://www.italianostra.org/news-nazionali/ddl-caccia-italia-nostra-un-passo-indietro-nella-tutela-della-natura/?fbclid=IwdGRzaASnWYZjbGNrBKdZXmV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHgfb7Kwvc91-g5h08I4K4hFLRvuErAOf62TPvQ1hrZhD8GneE3fMnXEP3rgD_aem_lY83HqORKNo95Nbj3q4KaQ&sfnsn=scwspwa

 DDL Caccia, Italia Nostra: “Un passo indietro nella tutela della natura. Il Senato fermi una riforma in contrasto con lo spirito dell’articolo 9 della Costituzione”

Si vota oggi in Senato sul Disegno di legge in materia di caccia, Italia Nostra esprime forte preoccupazione per un provvedimento che rischia di segnare un grave arretramento nella tutela della fauna selvatica, degli ecosistemi e della biodiversità. L’ampliamento dell’attività venatoria in termini di specie cacciabili, periodi, orari, luoghi e modalità non rappresenta una modernizzazione della disciplina, ma un passo indietro rispetto ai principi di protezione della natura e del paesaggio che dovrebbero guidare l’azione pubblica. Un’impostazione ancora più critica alla luce della nuova formulazione dell’articolo 9 della Costituzione, che riconosce la tutela dell’ambiente, degli animali, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

“Estendere la caccia per specie, periodi, orari, luoghi e modalità significa indebolire il sistema delle tutele e ridurre la natura a terreno di sfruttamento, invece di riconoscerla come patrimonio comune da custodire – dichiara Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra -. La riforma va nella direzione opposta rispetto allo spirito dell’articolo 9 della Costituzione”.

Per Italia Nostra, la gestione della fauna selvatica deve fondarsi su criteri scientifici, sul principio di precauzione, sulla tutela degli habitat e sul rispetto delle aree protette, non sull’ampliamento della pressione venatoria. In un contesto segnato da perdita di biodiversità, cambiamenti climatici, consumo di suolo e crescente fragilità degli ecosistemi, ogni intervento normativo dovrebbe rafforzare gli strumenti di protezione, non ridurli. “Italia Nostra chiede al Senato di fermare questo provvedimento e di aprire un confronto serio, fondato su evidenze scientifiche e responsabilità istituzionale”, conclude Croci.

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sabato 13 giugno 2026

MADONNA del SASSO: UN INCONTRO INTERLOCUTORIO


 



Si è svolta il giorno otto giugno scorso, la preannunciata consultazione da parte della Commissione Regionale per il paesaggio, sul tema della proposta di tutela, avanzata da Italia Nostra, di un ambito rurale del territorio di Comune di Madonna del Sasso. La Commissione ha voluto sentire le parti che, nel caso, erano l' Associazione e il Comune stesso, rappresentato dal Sindaco. Che dire? Ognuno ha espresso la propria posizione, ribadendo Italia Nostra la valenza della proposta, considerata la specificità di quel lembo di territorio per il quale si chiede una tutela speciale che includa gli edifici rurali esistenti (3) e le aree prative contermini. Una superficie limitata dove il suo fulcro è rappresentato da uno degli edifici rurali che per la sua singolarità meriterebbe la preclusione di ogni trasformazione d'uso e la sua conservazione (anche attraverso l'acquisizione pubblica ) quale oggetto esemplare dell'edificato rurale storico, inserito in un contesto paesaggistico pregevole. La tesi non ha trovato la piena condivisione del Comune, affermando che gli strumenti di tutela attivi sono già tali da garantire la conservazione del contesto. L'Associazione ha preso atto, con puntualizzazioni e sottolineature, del quadro normativo vigente, ma ha rihadito che ciò che si chiede è qualche cosa di più, ossia la " musealizzazione" con preclusione alla trasformazione d'uso, di almeno uno degli edifici esistenti, ossia la valorizzazione come memoria permanente, attraverso una normativa sovarordinata, e quindi garantita rispetto a modifiche normative locali, del quadro paesaggisto frutto dell'economia contadina di quei territori, ma anche luogo della memoria della via storica di collegamento tra il Cusio e la Val Sesia e i loro rispettivo Sacri Monti. La Commissione ha preso atto delle valutazioni espresse dalle parti e si è riservata, dopo un'ulteriore approfondimento istruttorio, di eventualmente riascoltarle al fine di assumere una deliberazione decisoria.

martedì 9 giugno 2026

LAGO MAGGIORE: IL RICHIAMO DEI SOLDI

 

 Da un po' di tempo in qua, sembra che il Lago Maggiore, specie le sue coste Piemontesi, siano diventate una grande attrattiva dove collocare e investire patrimoni finanziari. Siano essi di provenienza straniera,  siano essi più prossimi a noi o anche locali. E' una montagna di milioni che si sta trasformando in una montagna di volumi urbanistici, cioè di cemento. Sembra quasi che vi sia in corso una gara emulativa a chi più investe: Stresa/Baveno/Verbania, sembrano le mete privilegiate di questo turismo finanziario che non sembra avere limiti di alcun tipo. Le richieste, qualunque esse siano, sono prontamente accolte dai poteri amministrativi locali e non solo, incapaci di porre un'argine ai mostri (vedi Stresa), ma anche di condurre una qualsiasi attività di confronto negoziale che possa anche garantire un ritorno di risorse in termini di investimenti pubblici finalizzati all'incremento della quantità e della qualità dei servizi pubblici. Servizi che invece vengono ulteriormente messi sotto presione dalla crescita dei nuovi investimenti turistico alberghieri. E' un liberi tutti e non ci pare che, al momento, una qualche amministrazione si salvi,  ossia tutte (salvo eccezioni che al momento ci sfuggono)  sembrano prone alle richieste e incapaci di reazioni di un qualche rilievo. Da tutte queste operazioni, l'immagine delle coste lacustri sta subendo una nuova metamorfosi. Il consolidato rapporto ville storiche e parchi a loro servizio si sta ribaltando. Un'interessante occasione di dirottare questi investimenti in direzione di un recupero virtuoso e pregevole, sta trasformandosi nel suo opposto. Gli Enti sovraordinati ( neppure loro) si sono dimostrati capaci di direttorare le richieste in tal senso. Si sono aperte le porte e dentro è entrato di tutto. Non andiamo oltre l'accusa che abbiamo sollevato, cioè di incapacità e arrendevolezza, non vogliamo pensare ad altro, ma già questo basta e avanza. Occorre una riflessione collettiva, forse è tardi, ma i poteri pubblici non possono sottrarsi alla domanda, ovvia, che osser vando ciò che succede poniamo loro. Che ci state a fare ?      

venerdì 5 giugno 2026

MADONNA DEL SASSO: PROPOSTA PER UNA TUTELA


 Lunedì 8 giugno, la Commissione Regionale presso la Struttura Paesaggio della Direzione Ambiente, affronterà il tema che Italia Nostra ha posto da tempo per una concreta tutela dell'ambito di paesaggio che la foto odierna riproduce. Non è un ambito vasto, sono solo poche decine di migliaia di metri quadrati di terreno agricolo con la presenza di tre strutture rurali storiche. Un micro cosmo che rappresenta il quadro, pressochè non compromesso, dove il rapporto tra aree prative e edilizia rurale, così come  si è realizzato nel passato possono ancor oggi essere osservate. Una memoria storica vivente del paesaggio tramandato. Italia nostra, con il suo Presidente di Sezione e i Consiglieri, sarà presente in audizione di fronte alla Commissione e farà valere ogni ragione perchè la sua proposta possa trovare accoglimento. 

martedì 21 aprile 2026

VCO: LA CACCIA ALLA NEVE

 


Sembra che sia stata avviata questa nuova battuta di caccia, non tanto alla neve che quando c'è, c'è e quando non c'è, non c'é, ma ai soldi per la neve. Sciare costa, non solo per gli sciatori, ma anche per mantenere il sistema neve, laddove la natura non è più generosa come un tempo, ma fa le bizze. Senza soldi pubblici sembra quindi non si vada più da nessuna parte, almeno stando alle dichiarazioni, e allora, anche la Provincia del VCO entra in campo perchè pubblico e privato si attrezzino per la battuta di caccia. Intenti forse anche lodevoli, ma dipende per far cosa: se per tenere in piedi un sistema turistico industriale che potrebbe non avere prospettive sul lungo periodo o per affrontare un cambiamento che accompagni il modello turistico in uno scenario di mutazione climatica, dove la montagna, per alcuni aspetti, potrebbe essere l'ambiente che più e prima di altri ne risenta. C'è da pensarci due volte prima di buttare soldi in una avventura che potrebbe rivelarsi effimera e dove, i primi a rimetterci, potrebbero essere i soldi pubblici. Putroppo, la politica ha la visione corta, pensa  subito ai voti prima ancora che ad altro e oggi pensa a quella che è l' esigenza attuale: mettere soldi pubblici per il rinnovo impiantistico (i privati non sembrano gradire rischiare da soli) e poi chi vivrà, vedrà. Per ora le anticipazioni sono ancora troppo poche, può darsi che nel piano dei 110 milioni ci sia spazio anche per altro in una visione alternativa a quello che è il turismo industriale di massa, ma potrebbe essere anche un grimaldello per arrivare la dove, sin qui, pur desiderandolo, non si è arrivati. Pensiamo a quel progetto ad effetto che era ( e forse lo è ancora):  Devero avvicinare le montagne e che ora sembra declinarsi alla rovescia, ossia: Maggiore.Life: dal lago alla montagna,otto destinazioni, quattro stagioni. Speriamo che non valga la regola per cui cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia. Vedremo 

martedì 14 aprile 2026

MACUGNAGA: UN DISSENNO AMBIENTALE


 Il titolo di oggi de la " Stampa"  non inganni. Togliere i sigilli non vuole dire sdoganare l'opera che era, è e al momento e, probabilmente, lo sarà per sempre in gran parte abusiva. La ciclabile Macugnaga/Monte Moro non ha retto a ogni giudizio, gliene rimane soltanto ancora uno e poi, se va come negli altri casi, la questione " giudiziaria" sarà conclusa. Rinane il danno, quello provocato da un'opera dissennata, che  al momento, è anche un dissesto ambientale, sul quale qualcuno dovrà provvedere. Quindi anche un disastro economico con le risorse probabilmente esaurite e altre da reperire per riparare il danno, anche quello al paesaaggio. Direi che è un esempio di scuola di come le cose non dovrebbero essere fatte e invece vengono fatte anche se questa volta gli autori sono stati presi con le mani nel sacco.      

sabato 28 marzo 2026

ORNAVASSO: UN SI' AL PARCO SENZA QUORUM

 

 E' mancato il quorum del 50% degli aventi diritto al voto nel referendum a cui il Comune di Ornavasso aveva affidato la consultazione sull'estensione dei confini del Parco Nazionale. Non è mancato di molto ( 45,22%) , tutto sommato non lontano dalla partecipazione al voto nelle consultazioni nazionali. Comunque ha vinto il sì con quasi 50 voti di scarto e non è un segnale da sottovalutare e crediamo che il Comune non lo sottovaluterà , in quanto non vale l'equazione che vorrebbe tutti gli astenuti dal voto essere contrari all'estensione dei confini. Comunque una buona prova democratica e anche un modo per avvicinare le persone ai temi della protezione dell'ambiente. Quindi, alla fine, un esito non negativo. Vedremo ora come il Comune vorrà interpretare il voto. 

   

domenica 15 marzo 2026

STRESA: LE TUTELE DIMENTICATE

 




Importanti investimenti alberghieri si stanno riversando in questi ultimi anni sulle sponde del lago Maggiore. Stresa è uno dei Comuni che più e insieme ad altri ne sta " beneficiando". Uno di tali interventi si sta realizzando all'interno di un'area sottoposta a tutela puntuale. Due delle tre ville esistenti erano state sottoposte a tutela diretta, con dichiarazione di bene culturale ( Villa Basile e Villa Mona), mentre l'intera area originariamente a parco, era stata fatta oggetto di un provvedimento di tutela indiretta, ossia doveva costituire la necessaria cornice di salvaguardia dei due beni principali tutelati. Questa Associazione era stata in prima linea nel promuovere, con apparente successo, quelle tutele. Utile ricordare come i governi locali non avessero mai apprezzato questi interventi e come uno di essi si fosse adoperato per sovvertire con una variante urbanistica quei risultati di tutela che erano stati perseguiti. Che la varianate urbanistica era ed è illegittima non c'è difficoltà a sostenerlo perché fù il Presidente della Repubblica a sottoscriverlo, respingendo un ricorso della proprietà, e sposando il parere che l'autorevole Consiglio di Stato aveva emesso. Ora però il maxi cantiere edilizio è in piena attività, e a nostro giudizio, contro ogni corretta previsione si sta realizzando il sovvetimento di quelle tutele che erano state conseguite. Lo proviamo a spiegare nella righe che seguono, incapaci di trovare ragione a tanto piegarsi dei pubblici poteri ( vorremmmo scrivere doveri) .

Prescrizione n. 1:

“ Che ogni intervento di trasformazione dell’area venga sottoposto alla preventiva autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Architettonico e Paesaggistici.”

La prescrizione è ovvia, non richiede commenti, salvo concludere che tale attività autorizzatoria si è esercitata nell’assentire una trasformazione complessiva del sito tutelato palesemente confliggente con gli stessi contenuti prescrizionali.

Prescrizione n. 2:

“Che non vengano poste in essere nuove edificazioni tali da recare pregiudizio, per dislocazione e volume edilizio, dimensionamento, profilo e altezza alle prospettive, alle visuali ed al godimento dei due edifici sottoposti a tutela, rispettandone la scala edilizia ed il particolare rapporto con il contesto esterno”.

Il progetto autorizzato, anche grazie all’utilizzo dei generosi parametri urbanistico/edilizi concessi dalla variante stralcio illegittima, si caratterizza da una edificazione diffusa, massiva e pressochè totale dell’area. Sostenere che ai due edifici tutelati sia stato garantito il particolare rapporto con il contesto esterno, è affermazione contraria ad ogni evidenza, laddove a ridosso dell’uno viene realizzato un nuovo edificio che neppure rispetta la distanza minima di mt. 10 tra edifici, prevista dall’art. 3.5 delle NTA approvate con variante stralcio della CC n. 68/2013, e che nell’area di stretta pertinenza dell’altro viene realizzata una tale quantità di nuova edificazione (vedi la nuova costruzione costituente edificio di ingresso principale alla struttura alberghiera .che ne mortifica, anziché preservarne e esaltarne il suo rapporto con il contesto. Quanto alla coerenza architettonica con l’esistente, essa sfugge alla comprensione del comune sentire, osservandosi sovrapporre edificazioni più tradizionali, con altre più eclettiche, addirittura bizzare, ben lungi dai contenuti prescrizionali dettati, e al comune sentire, con essi contrastanti.

Prescrizione n. 3

“ Che eventuali nuove edificazioni adottino caratteristiche tipologiche e linguaggi formali tali da non risultare conflittuali con le caratteristiche formali degli edifici sottoposti a tutela e da non compromettere le condizioni ambientali del sito, distinto dalla presenza di più corpi di fabbrica distinti e distanziati di modesto volume e linguaggio formale eclettico, connessi da un’area verde; questo, sia privilegando modelli e materiali rispondenti alla tradizione locale, sia uniformandosi ai principi della buona qualità architettonica.”

Le nuove progettate edificazioni comportono, stante la loro pervasività, la totale modifica delle caratteristiche originarie del sito dove prevaleva l’area a parco rispetto all’edificato. Il rapporto è totalmente capovolto, l’occupazione edilizia dell’area sia in superficie che al di sotto di essa si realizza nella sua pressoché totalità, l’area a verde diventa un accessorio, subordinato ad ogni altra esigenza costruttiva che è invece l’interesse primario perseguito e in corso di conseguimento.

Prescrizione n. 4:

“Che vengano salvaguardate – dove evidenziate- le tracce dell’originario assetto a giardino ( viali, alti fusti, recinzioni ecc.) garantendo alle costruzioni un’adeguata cornice verde.”

L’area dell’originario parco posta a corredo delle ville, anziché essere ricostruita “dove evidenziate le tracce dell’originario assetto”, viene di fatto soppressa, occupata da una edificazione addirittura invasiva, con estrema difficoltà inserità nella superficie libera disponibile ciò consentito dall’elevato rapporto di copertura (sc) previsto dalle norme di PRGC illegittimamente introdotte. .

Il provvedimento emesso dalla Soprintendenza ( non commentiamo quello di competenza regionale il cui unico interesse sembrerebbe essere quello di salvaguardare le palme non fossero divenute una specie aliena e invasiva), contiene invece valutazione che sono in contrasto e in contraddizione con dineghi rilasciati in relazione a precedenti progettazioni.

Nel complesso emergono valutazioni e motivazioni che più che sostenute da una oggettiva e reale verifica dell'impatto che il progetto avrebbe potuto provocare sul sistema delle tutele in atto, parrebbero piuttosto il risultato di un'operazione cosmetica atta a mitigare e sottovalutare quegli effetti, rendendo ammissibile il provvedimento autorizzativo ma contemporaneamente sottacendo contrasti con i provvedimenti di tutela. In particolare, la Soprintendenza omette completamente le considerazioni in merito alle distanze e agli spazi liberi tra nuova edificazione e la tutelata armonia architettonica, e recupero e valorizzazione del preesistente parco; al contempo però prende in considerazione ed esalta unicamente gli aspetti più consoni alle tutele, quali il recupero e riutilizzo degli edifici oggetto di tutela che però il progetto complessivo mortifica.

mercoledì 4 marzo 2026

ASSEMBLEA SOCI: LA RELAZIONE

 ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI 2025

 

 Pubblichiamo il testo della relazione dell'attività della Sezione svolta nel corso del 2025 e fatta oggetto di approvazione nell'assemblea ordinaria del 27 ultimo scorso. 

 

Sezione Verbano-Cusio-Ossola
Via Sant’Antonio, 16 - Beura Cardezza VB tel. 338 6132825
RELAZIONE ATTIVITA’ ANNO 2025

Si premette che l'anno 2025 è stato anno elettorale che ha portato all'insediamento del nuovo Consiglio Sezionale. Conseguentemente a tale risultato, il nuovo Consiglio ha poi proceduto alla elezione delle cariche, a partire da quella del Presidente che ha visto la successione di Filippo Pirazzi nella carica occupata per tre dei precedenti successivi mandati da Vallenzasca Piero. Il nuovo organismo risulta ora così formato:
Presidente: Filippo Pirazzi. Vice Presidente: Auguadro Tiziano. Segretario: Piero Vallenzasca. Consiglieri: Livia Olivelli, Susanna Diverio, Giorgio Ingaramo, Giorgio Scalenghe.

Rapporti con il Consiglio Direttivo Regionale: I rapporti con il Consiglio Direttivo Regionale sono stati costantemente mantenuti partecipando direttamente o in remoto a tutte le sue riunioni.
Costantemente è stata offerta e prestata la collaborazione per le attività e le azioni che il Consiglio Direttivo ha tenuto nel corso dell'anno.
A tal proposito si ricorda il contributo sul tema della nuova prevista legge urbanistica regionale, che sta impegnando l'Associazione in coordinamento con altre realtà ambientaliste: la questione della Commissione Regionale Paesaggio per stimolarne l'attività; l'analisi offerta sul caso "Ceresole"; la partecipazione al convegno sulla rigenerazione urbana mediante la presentazione di due qualificati contributi da parte della nostra Sezione.
Ripetuti sono stati i contatti personali con la Presidente del nostro Consiglio Regionale e anche con singoli componenti delle sezioni Piemontesi, fornendo contributi e collaborazioni.
La Sezione ha inoltre continuato a svolgere la funzione redazionale della pagina blog del proprio Consiglio Regionale, pubblicando le notizie raccolte dalle singoli sezioni, nonché informando sull’attività del Consiglio e sui temi trattati e le decisioni prese.
Tesseramento:
Il tesseramento 2025 ha chiuso l’anno con un sostanziale consolidamento della consistenza degli iscritti pari ad un saldo circa 40 adesioni, vuoi per conferme che per nuovi tesseramenti, vuoi per alcune mancate conferme, con proventi complessivi comunque in crescita pari ad euro 1.390,35 per quote associative, anche grazie a
contributi di sostegno, di cui il 50% è da devolvere alla sede centrale, al netto dei proventi derivanti dal 5* 1000 che è stato comunicato nella somma di euro 76,60.
Associazione in rete:
E' continuata l'attività di tenuta e di gestione della pagina blog della Sezione locale attraverso la quale le iniziative vengono diffuse, principalmente ai soci e ai simpatizzanti.
Il Blog sezionale ha ospitato 66 nuovi post informativi redatti nel corso dell'anno e ha registrato circa 25.000 visualizzazioni sul periodo degli ultimi 12 mesi alla data 27/02/2024, raggiungendo 138.000 accessi dal suo esordio.
Il maggior numero di visualizzazioni per singolo post 2025 è di 651 ottenuto dal Titolo: 

STRESA: Allarme per la panoramica di Levo.
La pagina sezionale del sito nazionale è stata implementata trasmettendo le richieste di pubblicazioni dei post di maggior rilievo.
Le azioni:
Istanze di tutela:
Conclusasi, ma non esauritisi comunque l'attività di presentazione alla Regione delle proposte di tutele paesaggistiche che la Sezione aveva posto come suo obiettivo qualificante, nel corso del mese di Dicembre 2025 si è svolta la nostra audizione presso la Commissione Regionale per l'esame delle due proposte giacenti e riferite al territorio del Comune di Stresa: (panoramica di Levo; zona costiera Palazzola Villa Castelli). Sul primo punto, la Soprintendenza ha preferito attivarsi in via autonoma notificando un provvedimento di tutela culturale riferito alla proprietà di Villa Castelli, cosa che supererebbe la nostra proposta, sostituendosi di fatto ad essa. Sul secondo punto la Commissione ha abiettato che l'esistenza di una preesistente tutela renderebbe superflua la tutela richiesta. Su questo punto vi è pendente una nostra conseguente obiezione, giuridicamente sostenibile e quindi attendiamo una decisione definitiva, tenendo presente che giace tutt'ora la parallela richiesta dell'Associazione di riconoscimento del valore monumentale di alcuni degli esemplari arborei presenti.
Significativa al proposito, è stata l'iniziativa, culminata con un atto di formale diffida nei confronti del Comune di Stresa a che non venissero attuati interventi di radicali e non autorizzati tagli di esemplari arborei non giustificati da ragion di assoluta necessità e urgenza.
Piano Grande:
Nel corso del mese di marzo 2025 si è tenuto un incontro tra l'Amministrazione Comunale di Verbania e una nostra rappresentanza sul tema annoso del Piano Grande.
L'incontro è stato interlocutorio con l'impegno preso dal Sindaco di tornare sul tema non appena in possesso di nuovi e maggiori elementi legati ad alcune modifiche normative legate al sistema delle classi di rischio della zona. Proprio in questi giorni abbiamo chiesto di essere riconvocati.
Monte Rosso:
I progetti di nuovi insediamenti turistici sulla sommità del Monte Rosso di Verbania, dentro i limiti del territorio del Parco Nazionale Val Grande, hanno impegnato l'associazione in un'intensa attività di informazione, di controllo e di divulgazione delle ragioni che ne sostengono il dissenso. L'attività ha avuto il suo momento di maggior
evidenza pubblica nella riuscita assemblea svolta a Cavandone nel corso del mese di agosto con partecipazione estesa e motivata.
Sito Unesco “Isole dei Laghi”:
La Sezione, avendo aderito all'iniziativa assunta nell'ambito del Comune di Stresa per il progetto sito Unesco delle Isole, iscrivendosi al Comitato promotore, ha seguito l'attività svolta, partecipando agli incontri pubblici e, per quanto possibile, ai tavoli tematici ad essi collegati. Ora risulta depositato il primo documento di valutazione del percorso che dovrà essere intrapreso e l'impegno a seguirne l'andamento viene da noi confermato.
Attività con i soci:
Come era negli impegni, si è cercato durante l'arco del 2025 di organizzare momenti di incontri colletti, culminati in diverse visite collettive:
Ricordiamo l'ospitalità offertaci da Villa Noseda di Lesa, l'escursione alla Torre di Buccione e quella, aperta a tutti, ai rinnovati Castelli di Cannero. Esperienze positive
che dovranno essere oggetto di nuove proposte anche durante l'anno 2026.
 

Beura Cardezza, 25/02/2026
Il Presidente della Sezione VCO
Dott. Filippo Pirazzi

mercoledì 25 febbraio 2026

ASSEMBLEA DEI SOCI:AGGIORNAMENTO

 

Italia Nostra: Custodi della Bellezza”: il podcast

Ai soci di Italia Nostra VCO

Comunico la modifica dell'orario dell'assemblea del 27 Febbraio p.v. a Verbania - Casa San Francesco, sopra convocata con pari email in data 20/02/2026 per indisponibilità della sala:

ORE 18,30 invece che 17,00

Trasmetto inoltre il link per il collegamento webinar, qualora non vi sia possibile partecipare all'assemblea annuale di sezione in presenza.

http://meet.google.com/jtq-wycd-umz


Italia Nostra VCO Assemblea
Venerdì, 27 febbraio · 18:30 - 20:00
Fuso orario: Europe/Rome
Informazioni per partecipare di Google Meet
Link alla videochiamata: 

                https://meet.google.com/jtq-wycd-umz

Qui sotto l' IBAN per il rinnovo della quota associativa 2026 con le relative quote di adesione.
Molto cordialmente
Filippo Pirazzi
338 613 2825

Per il rinnovo dell'adesione 2026 all'Associazione i soci potranno provvedere mediante versamento da effettuarsi sul conto corrente intestato alla Sezione presso lo sportello della banca Monte Paschi Domodossola iban

IT79L0103045360000000217470


In alternativa potranno provvedere mediante versamento diretto a mani del Presidente o del Segretario della Sezione che rilasceranno ricevuta.

Tariffario iscrizioni e rinnovi 2025 (con l’invio gratuito della rivista)
Quota annuale (Euro) 35,00 Quota triennale (Euro) 90,00
Socio Familiare (di un socio ordinario) annuale 20,00 triennale 50,00
Socio Giovane (meno di 18 anni) 10,00 triennale 25,00
Socio Ordinario Studente (18-26 anni) annuale 15,00 triennale 40,00
Socio Sostenitore annuale 100,00 triennale 270,00
Ente sostenitore 250,00
Socio Benemerito 1000,00
Socio Vitalizio 2000,00 (una tantum)
Socio Estero 35,00 (senza rivista)
Classe Scolastica* 25,00 (con spedizione di 3 copie della rivista

sabato 21 febbraio 2026

ASSEMBLEA DEI SOCI

 

Iscriviti 

VENERDI' 27 FEBBRAIO CON INIZIO ALLE ORE 17 

PRESSO
IL CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO DI VERBANIA 

VIA ALLE FABBRICHE, 8
(di fronte alla caserma Carabinieri)


E' CONVOCATA L'ASSEMBLEA GENERALE ANNUALE DI SEZIONE

DEI SOCI DELLA SEZIONE DEL VERBANO/CUSIO/OSSOLA. 

L'ASSEMBLEA SI SVOLGERA' CON MODALITA' IN PRESENZA E IN REMOTO AL LINK CHE VI VERRA COMUNICATO IN SEGUITO


L'ASSEMBLEA E' CONVOCATA
PER L'APPROVAZIONE DEL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO:


1) BILANCIO DI ESERCIZIO 2025 (APPROVAZIONE)

2) RELAZIONE DELL'ATTIVITA' 2026 (APPROVAZIONE)

3) CAMPAGNA TESSERAMENTO SOCI

4) DEVERO: ESAME PROPOSTE PIANIFICATORIE COM.BACENO


                      LA RELAZIONE ATTIVITA' SEGUIRA' NEI PROSSIMI GIORNI CON UN NUOVO INVIO E-MAIL


NON MANCATE! 

IL PRESIDENTE DI SEZIONE: FILIPPO PIRAZZI E TUTTO IL CD