domenica 11 ottobre 2026

DEVERO: AGGIORNAMENTI BACENO

 
 
Il Comune di Baceno sta procedendo con la preparazione del nuovo Piano regolatore generale. Nella prima conferenza di Servizio erano state fatte delle richieste da parte dei soggetti pubblici partecipanti al tavolo di pianificazione. Il Comune ha quindi predisposto le integrazioni e ha approvato una nuova  versione della proposta tecnica di piano, sottoponendola alla pubblicazione per la raccolta di nuove osservazioni.
Il comitato a cui partecipano le diverse associazioni ambientali ha sottoscritto quindi una nuova osservazione riferita ad una modifica delle previsioni di parcheggio. Nel seguito postiamo l'osservazione presentata.
Le Associazioni hanno ora formulato la richiesta di essere ammesse ai lavori del tavolo tecnico di pianificazione, in particolare: il Comitato tutela Devero, Italia Nostra Sezione VCO e la Lipu chiederanno di partecipare, confidando nell'accoglimento della richiesta.
Continua così il monitoraggio riguardo il nuovo strumento di Pianificazione che il Comune di Baceno ha ritenuto doversi dotare. L'attenzione rimane elevata per evitare che, surrettiziamente, vengano inserite nuove previsioni funzionali al piano strategico di: " Devero avviciniamo le montagne", dopo che questo medesimo piano era stato "volontariamente" e formalmente ritirato prima ancora che la sua valutazione fosse portata a compimento. 
 

OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE

GENERALE AL PIANO REGOLATORE

GENERALE COMUNALE

COMUNE DI BACENO (VB)

(ai sensi dell'art. 15 della L.R. 56/1977 e s.m.i.)

Proposta tecnica di progetto preliminare

Deliberazione del Consiglio Comunale n.23 del 9 settembre 2026

Baceno/Domodossola, ottobre 2026

Premessa e soggetti presentatori

Le associazioni e comitati ambientalisti sottoscritti, impegnati da anni nella tutela del comprensorio naturale dell'Alpe Devero e dell'area protetta del Parco Naturale Alpe Veglia e Devero, presentano, ai sensi dell'art. 15 della L.R. 56/1977 e s.m.i., le seguenti osservazioni alla Proposta Tecnica di Progetto Preliminare (PTPP) della variante generale al Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC) del Comune di Baceno (VB)

ASSOCIAZIONE COMITATO TUTELA DEVERO ETS ODV, Associazione con sede in Domodossola, via Canuto, 12

(CF 93045660037), nella persona della Presidente, legale rappresentante pro tempore, Renata Farina;

FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA APS, con sede in Via Pastrengo 13, 10128 Torino, (CF 03890800372),

in persona del Presidente Legale rappresentante pro tempore prof. Mauro Furlani;

MOUNTAIN WILDERNESS ITALIA APS, con sede legale in Viale Venezia 7, 30171 Mestre (VE), (CF

97101240154), in persona del Presidente – legale rappresentante pro-tempore, Luigi Casanova ;

LIPU ODV, con sede legale in Via Pasubio 3/Bis, 43122 Parma (CF 80032350482), in persona del Presidente

pro tempore, Alessandro Polinori;

ITALIA NOSTRA - Sezione Verbano Cusio Ossola, Via Sant’Antonio, n°16. 28851 Beura Cardezza (VB), (CF

80078410588), in persona del Presidente – legale rappresentante pro-tempore Filippo Pirazzi

SALVIAMO IL PAESAGGIO VALDOSSOLA, aderente al Forum nazionale dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (www.salviamoilpaesaggio.it), in persona della portavoce, Sonia Vella

In data 19 marzo 2026 le Associazioni su indicate avevano presentato le Osservazioni alla Proposta tecnica di progetto preliminare – adottata con Deliberazione del Consiglio Comunale n.23 del 9 settembre 2026.

Con Deliberazione del Consiglio Comunale n.23 del 9 settembre 2026 è avvenuta l’approvazione dei “chiarimenti tecnici Prot. 0004598 del 29/07/2026, utili all’espressione dei contributi da parte dei componenti come richiesto dalla 1° Conferenza di Copianificazione e Valutazione – 1° SEDUTA mercoledi 22 aprile 2026 art.8 comma 5 del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 23 gennaio 2017, n.1/R.

Nel rilevare che in alcuni documenti allegati a detta Deliberazion sono state apportate modifiche alle aree di parcheggio in particolare in località Balmavalle, si formulano le presenti ulteriori Osservazioni.

Dette ulteriori Osservazioni sostituiscono il corrispondente paragrafo delle Osservazioni presentate il 19 marzo 2026, che si inviano nuovamente in allegato.

2. Osservazione n. 2 - I parcheggi alle soglie dell’Alpe Devero, non conformi al Piano Paesistico dell’Area di Salvaguardia dell’Alpe Devero, vengono designati come Aree a servizi

2.1 Premessa, norme di riferimento e situazione di fatto

1. Fino agli anni 70 l’Alpe Devero poteva essere raggiunta a piedi percorrendo l’antica mulattiera, oppure tramite una piccola funivia di 15 posti, di proprietà dell’ENEL, costruita negli anni ’30 (l’ENEL possiede infatti alcuni impianti idroelettrici nell’area). Dopo lunghe vicende e contestazioni, fu realizzata una strada, mettendo a rischio — come evidenziato anche dal Ministero dei Beni Culturali in una nota del 21 ottobre 1983 — «l’eccezionale integrità e bellezza della località».

Quando nel 1985 fu autorizzato il progetto di completamento della strada, in prossimità dell’Alpe Devero, era previsto soltanto un piccolo parcheggio, destinato «alla sosta dei residenti, degli automezzi di servizio e di qualche visitatore», proprio al fine di limitare l’impatto sull’ambiente e sul paesaggio della presenza delle auto dei visitatori.

2. Il Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero, formato ai sensi dell’art. 8 della L.R. n. 50 del 24/04/1990 (istituzione della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero), è stato approvato dalla Regione Piemonte con D.C.R. 618-3421 del 24/02/2000.

L’art. 8 della L.R. n. 50 stabilisce al comma 2 che: “Le indicazioni contenute nel Piano Paesistico e le relative norme di attuazione sono efficaci e vincolanti dalla data di entrata in vigore della deliberazione del Consiglio Regionale che lo approva e si sostituiscono ad eventuali previsioni difformi degli strumenti urbanistici vigenti”.

Le indicazioni del Piano Paesistico sulle aree destinate a parcheggio sono definite nell’Allegato cartografico 1 – “Accessibilità e viabilità”.

In località Balmavalle il Piano Paesistico prevede (simbolo P) un “parcheggio interrato privato per 50 auto” (vedi Fig. 1).

Non sono previste né ammesse altre aree di parcheggio in località Balmavalle.



Fig.1. Estratto Piano Paesistico località Balmavalle. E previsto un parcheggio interrato per 50 auto

3. Attualmente la principale area destinata a parcheggio è situata all’ingresso della piana dell’Alpe Devero, in località Balmavalle, e comprende sia posti auto interrati (autosilo) sia posti a raso.

Sono inoltre presenti altre aree di parcheggio lungo la strada e in diverse località verso Goglio. Nello Studio di Fattibilità redatto nel marzo 2019 dall’arch. Cristina Paglino su incarico del Comune di Baceno, nel paragrafo “Sistema di parcheggi a Devero”, sono conteggiati 788 posti auto, di cui 330 a Balmavalle.

Interrati

Balmavalle – autosilo: n. 138

A raso

Balmavalle – posti sopra il silo: n. 47

Balmavalle – posti sopra autorimesse private: n. 16

Balmavalle – posti sopra autorimesse private: n. 25

Balmavalle – piazzale Camerone Enel: n. 32

Balmavalle – posti presso le piante: n. 35

Prato Balmavalle: n. 47

Strada Balmavalle–Cologno: n. 120

Ne consegue che il parcheggio interrato di Balmavalle non è conforme al Piano Paesistico, avendo superato il limite previsto per 88 posti auto (previsti 50 posti auto, esistenti 138).

Anche i 322 posti auto a raso esistenti in località Balmavalle e lungo la strada risultano non conformi al Piano Paesistico.

Allo stesso modo, non risultano conformi al Piano Paesistico le circa 42 autorimesse private esistenti.

2.2 Previsione della proposta di PRGC contestata

La Proposta Tecnica modificata del Progetto Preliminare per la Variante Generale al P.R.G.C. è stata adottata dal Comune di Baceno con deliberazione del Consiglio comunale n. 23 del 9 settembre 2026.

Nella Proposta Tecnica, nelle Tavole P2.4_C e P2.5 F (Fig.2) le aree in località Balmavalle, attualmente in parte utilizzate come parcheggio pubblico e autorimesse private ,vengono individuate cartograficamente con un retino verde chiaro e la sigla “S.1p” Aree a servizi per parcheggi pubblici (Art. 30 NTA)”.

Il retino indica che si tratta di “Zone per servizi pubblici di interesse comunale esistenti”. Le NTA all’art.30 precisano che queste aree comprendono “spazi per parcheggio, autorimesse e parcheggi pubblici o da assoggettarsi ad uso pubblico”


Fonte

P2.5/F scala 1:2.000

Fig. 2. Estratto della Tavola P2.5/F scala 1:2.000 “Sviluppo del PRG – Devero Pedemonte della Proposta Tecnica. I parcheggi esistenti sono indicati come “S.1p : aree a servizi per parcheggi pubblici”. Il retino verde specifica che è una zona per servizi pubblici esistente


Fig.2 Estratto della Tavola P2.5/F scala 1:2.000 “Sviluppo del PRG – Devero Pedemonte della Proposta Tecnica. I parcheggi esistenti sono indicati come “S.1p : aree a servizi per parcheggi pubblici”. Il retino verde specifica che è una zona per servizi pubblici esistente

Le Norme Tecniche di Attuazione della Proposta Tecnica, all’art. 30, comma 2, lettera c), con riferimento a queste aree, riportano la seguente definizione:


Fonte:

Norme Tecniche di Attuazione della Proposta Tecnica, all’art. 30, comma 2, lettera c) p.116








c) S.1p (S.1p/e, S.1p/p): aree a servizi per parcheggi pubblici; spazi per parcheggio, autorimesse e parcheggi pubblici o da assoggettarsi all’uso pubblico.


2.3. Osservazioni:

1. Il Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero rimane il principale strumento di pianificazione per l’organizzazione e la disciplina d’uso del territorio, come stabilito dall’art. 3, comma 1, della L.R. 56/77 e norma sovraordinata rispetto al P.R.G.C.

Dall’esame degli elaborati del Piano Paesistico emerge con chiarezza l’obiettivo — oggi forse ancora più attuale rispetto al periodo di redazione del Piano stesso — di garantire la tutela del patrimonio ambientale, naturale e paesaggistico dell’area, limitando l’accesso degli autoveicoli all’Alpe Devero.

A tal fine il Piano Paesistico ha giustamente approfondito e regolamentato il sistema dei parcheggi a servizio dell’Alpe Devero pur trovandosi localizzati all’esterno della Zona di Salvaguardia.

Il Piano Regolatore Generale Comunale deve obbligatoriamente essere conforme alle prescrizioni del Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero, tuttora vigente in ogni sua parte.

Le aree individuate nelle Tavole P2.4_C e P2.5 F in località Balmavalle con destinazione S.1p.e: aree a servizi per parcheggi pubblici risultano invece totalmente difformi dalle prescrizioni del Piano Paesistico.

2. Le aree individuate nelle Tavole P2.4_C e P2.5 F in località Balmavalle sono peraltro, allo stato attuale, utilizzate solo in parte come parcheggio pubblico e autorimesse private, ed inoltre il perimetro di dette aree non corrisponde con quello individuato nel Piano Regolatore vigente. E’ quindi errata e fuorviante l’indicazione inserita negli elaborati grafici di “Zone per servizi pubblici di interesse comunale esistenti”.



Fig. 3 L’area terminale della strada si incunea all’interno della ZPS/ZPC, ora è destinata a Parcheggio a pagamento per le auto

3. Infine, sebbene tali aree siano formalmente esterne al perimetro dal Sito Rete Natura 2000 ZSC/ZPS "Alpi Veglia e Devero - Monte Giove" (IT1140016), per interventi che modifichino le destinazioni d’uso è richiesta una Valutazione d’incidenza ambientale (VincA) .

Per tali ragioni, si chiede dunque:

1) di dare atto che i parcheggi esistenti superano il limite dei 50 posti auto interrati previsti dal Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero e risultano pertanto già oggi non conformi sotto il profilo urbanistico, paesaggistico e ambientale.

2) di rivedere integralmente l’impostazione normativa della Proposta Tecnica relativa ai parcheggi, adeguandosi a quanto prescritto dal Piano Paesistico, ossia:

  1. limitare il numero di parcheggi a Balmavalle in conformità del Piano Pesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero, stralciando le aree di parcheggio attualmente previste;

  1. inserire nelle previsioni della Proposta Tecnica i parcheggi previsti dal Piano Paesistico a valle della strada Goglio Devero, in località Goglio;

  1. individuare nella Proposta Tecnica idonee aree del territorio comunale, poste anche a valle dell’abitato di Baceno, da destinare a parcheggi temporanei aggiuntivi da utilizzare nei periodi di maggiore afflusso turistico.

Il tutto dando concreta attuazione alla politica di limitazione degli accessi di auto private all’Alpe Devero e del relativo impatto ambientale e paesaggistico, a favore dell’istituzione in modo permanente di servizi di trasporto collettivo (navetta) come già previsto al punto 3.2 del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica “Sistema di Mobilità dell’Alpe Devero” e financo dal progetto originario dell’arch. Diego Boca della strada di collegamento Goglio Devero (1985).

3. di prevedere procedure di VincA per qualunque intervento da realizzare in quest’area.

3. Osservazione n. 3 - Parcheggi Goglio: criticità relative alla definizione, ubicazione e assenza di trattazione nelle Norme Tecniche di Attuazione

3.1 Descrizione

1. Il Piano Paesistico della Zona di Salvaguardia dell’Alpe Devero, per non compromettere i valori naturalistici e paesaggistici dell’Alpe Devero, prevedeva che l’accesso all’Alpe mediante autovetture fosse estremamente limitato, e queste dovessero essere posteggiate più a valle, in parcheggi lungo la strada e nella località di Goglio.

I parcheggi previsti dal Piano Paesistico sono individuati con precisione nell’Allegato cartografico 1 – “Accessibilità e viabilità” (vedi Fig. 4):


  • lungo la strada a valle della seconda galleria (Cologno e altre piccole aree);

  • in località Inferno;

  • in località Goglio.

Fig.4. Estratto dal Piano Paesistico, Allegato Cartografico 1 “Accessibilità e viabilità”. Nell’elaborato grafico sono indicate le aree da destinare a parcheggio lungo la strada Goglio-Devero. II Piano prevede che le aree di parcheggio principale siano poste a Goglio

Il Piano Paesistico prevede l’insediamento a Goglio di un parcheggio di circa 350 posti auto, in un’area che approssimativamente corrisponde a quella individuata dalla Proposta Tecnica.

Da questa posizione i visitatori potrebbero infatti raggiungere agevolmente l’Alpe Devero:

  • a piedi, attraverso la vecchia mulattiera;

  • tramite bus navetta di trasporto pubblico (Park & Ride), già oggi esistenti ma da migliorare e potenziare.

2. Sotto il profilo paesaggistico e ambientale, chiunque può constatare come l’attuale presenza nei parcheggi di Balmavalle, alle porte del Devero, di oltre 500 autoveicoli, comporti un impatto molto pesante su un luogo unico per la sua bellezza.

Secondo il recente Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica “Sistema di Mobilità dell’Alpe Devero” dell’agosto 2023 (commissionato dal Comune di Baceno alla Società Polinomia Srl, con il supporto tecnico-scientifico DIATI – Politecnico Di Torino, mediante il finanziamento di € 17.000 dal “Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale”), che affronta il tema della congestione di traffico alle soglie del Devero, i periodi nei quali l’offerta di sosta non riesce a soddisfare la domanda «sono limitati alle settimane centrali di agosto e ai fine settimana estivi, periodo nel quale viene osservata la presenza di auto in sosta lungo la strada, nonostante ciò costituisca ostacolo al corretto deflusso in entrambi i sensi di marcia».

Il tema del trasporto collettivo (navetta) e dei punti di sosta di interscambio è trattato in modo approfondito al punto 3.2 del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica.

Le strategie proposte comprendono:

  • favorire l’utilizzo del trasporto collettivo;

  • rendere comodo e conveniente l’interscambio tra automobile e trasporto pubblico per gli utenti potenziali.

Tra gli interventi da attuarsi si prevedono anche i seguenti:

  • individuazione di altre aree, anche esterne all’abitato di Baceno, da destinare temporaneamente alla sosta turistica nei periodi di punta, nelle quali far fermare il servizio di trasporto collettivo (soluzione ritenuta preferibile);

  • prevedere, in affiancamento ai servizi già presenti, servizi dedicati di trasporto collettivo (anche in forma di NCC o taxi collettivo) da attivare nelle giornate di maggiore afflusso;

3.2 Previsione contestata A

Fig. 5. Estratto della Tavola P2.5/E scala 1:2.000 “Sviluppo del PRG – Goglio” della Proposta Tecnica. Le aree che dovrebbero essere destinate, ragionevolmente, a parcheggi pubblici, sono invece indicate impropriamente come “Aree a servizi per attrezzature di interesse comune - S1a”.

Nella Proposta Tecnica il parcheggio di Goglio viene individuato nell’elaborato grafico P2.5/E – Goglio, con un retino verde chiaro e la sigla S.1a, in un’area posta tra la strada e il Torrente Devero, destinata ad “Aree a servizi per attrezzature di interesse comune S1.a _ in progetto” (Art. 30 NTA) (vedi Fig. 7).

3.2.1. Osservazioni:

Anche in questo caso la destinazione indicata appare impropria. La definizione corretta dovrebbe riportare la sigla S.1p, ossia “Aree a servizi per parcheggi pubblici_in progetto”.

Si chiede quindi di:

Rettificare e descrivere correttamente la definizione delle aree.

3.2.2 Previsione contestata B

Nella Relazione illustrativa P1.1, al punto 3.1 “Progetti strategici” (pag. 73), è presente il paragrafo “Il parcheggio di Goglio”. Diversamente da quanto indicato nell’elaborato grafico, l’area è qui descritta espressamente come destinata a parcheggio pubblico, con la seguente precisazione:

«Al fine di razionalizzare il sistema di accesso e fruizione dell’area del Devero, la “Proposta Tecnica” propone di ampliare l’area a parcheggio già prevista dal PRG vigente, pensata come parcheggio di interscambio per diminuire i flussi di traffico e le pressioni sui parcheggi già esistenti in prossimità della frazione di Devero».

È inoltre previsto un cosiddetto “corridoio infrastrutturale”, non meglio specificato nelle norme, che potrebbe essere interpretato come un collegamento funiviario di nuova realizzazione, con stazione di partenza proprio in quest’area.


Fonte

Relazione illustrativa P1.1.1

al punto 3.1 “Progetti strategici” (pag. 73)

«Al fine di razionalizzare il sistema di accesso e fruizione dell’area del Devero, la Variante propone di ampliare l’area a parcheggio già prevista dal PRG vigente, pensata come parcheggio di interscambio per diminuire i flussi di traffico e le pressioni sui parcheggi già esistenti in prossimità della frazione di Devero. A supporto di tale scelta, viene individuato un corridoio infrastrutturale, ipotizzato per un eventuale futuro collegamento di trasporto pubblico tra i parcheggi di attestamento in previsione nella zona di Goglio ed i parcheggi della zona del Devero”


3.2.3. Osservazioni:

Per il progetto strategico del parcheggio di Goglio, nonostante la notevole rilevanza urbanistica delle infrastrutture previste, si rileva la totale assenza nelle Norme Tecniche di Attuazione di una disciplina specifica.

Condividendo la ricerca di aree di sosta per i veicoli a valle dell’Alpe Devero, in ottemperanza con le indicazioni normative ricordate,

si chiede quindi che l’Amministrazione provveda a :

  1. specificare con apposita disciplina le norme per l’utilizzo delle aree;

  2. individuare, nell’ambito della Variante, anche ulteriori aree idonee per un parcheggio pubblico di interscambio, eventualmente anche a valle dell’abitato di Baceno, ad esempio nell’area attualmente destinata a zone per attività produttive artigianali in località Verampio.



giovedì 8 ottobre 2026

MADONNA DEL SASSO: LA REPLICA ALLA (IN) DECISIONE DELLA COMMISSIONE

Iscriviti

 ITALIA NOSTRA APS
Sezione locale del Verbano Cusio Ossola

 

 Spett.le Commissione Regionale
per le dichiarazioni di notevole interesse pubblico del paesaggio
ex art.137 D.Lgs 42/2004
c/o Regione Piemonte
Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio
Settore Territorio e Paesaggio
piazza Piemonte, 1
10121 TORINO (TO)
pianificazione.territorio@cert.regione.piemonte.it
 

Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio
per il Piemonte orientale – SABAP NO
corso Felice Cavallotti, 27
28100 NOVARA (NO)
sabap-no@pec.cultura.gov.it
 

e, per conoscenza:
 

Egregio Signor Sindaco
del Comune di Madonna del Sasso
Sede Municipale
piazza Dante Alighieri, 14
28894 MADONNA DEL SASSO (VB)
madonna.del.sasso@cert.ruparpiemonte.it
municipio@comune.madonnadelsasso.vb.it
 

Prot. n.18/26
Beura Cardezza, lì 26/09/2026
 

OGGETTO: Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico ex art.136 e seguenti del D.Lgs 42/2004 - Comune di Madonna del Sasso (VB) - Aree agricole prative con insediamenti rurali tipici in località “Pioretta”. Riscontro Vs. Nota 11.30.10_COMM_REG_VINCOLI/2/2022A/A1600

Questa Sezione del VCO della Associazione Italia Nostra aps, con dovuta attenzione ha esaminato la nota in oggetto a noi pervenuta in data 24/07/2026.

Pertanto questa Associazione formula le considerazioni che ritiene possano meglio precisare le finalità di tutela che la proposta perseguiva, al fine che Codesta Commissione possa, anche parzialmente, rimodulare il giudizio espresso.

Crediamo che l’audizione del giorno 8 Giugno u.s. e i successivi approfondimenti abbiano confermato la correttezza dei contenuti del documento propositivo che era stato inoltrato.
Pertanto pensiamo che l’audizione del Sindaco di Madonna del Sasso, ma anche la verifica degli acquisiti elementi di piano, non abbiano modificato il quadro che era stato delineato.
Gli evidenti ed oggettivi contrasti cartografici presenti tra la tavola urbanistica e quella di rischio, le possibilità normativamente non smentite di trasformazione d’uso e ampliamento degli edifici agricoli (in un singolo caso sino al 50% dell’esistente) e la indeterminatezza normativa dei vincoli di acquedotto, dovrebbero, a nostro giudizio, non aver rassicurato circa l’effettiva tutela integrale di quel sito attraverso le norme locali: il sito infatti è individuato proprio per le peculiari e emblematiche caratteristiche che possiede e che lo riconducono pienamente entro l’ambito delle aree rurali di specifico interesse paesaggistico a cui si riferisce la norma dell’art. 32 delle NTA del PPR e la tavola P4 del medesimo: “sistemi paesaggistici agro forestali di particolare interdigitazione tra aree coltivate e bordi boscati .... con la presenza di radi insediamenti tradizionali integri”.
Accanto a questi elementi caratterizzanti, si aggiungono quelli di valenza storico/culturale: le vie storiche, pure indicate nelle tavole P4 del Piano Paesaggistico Regionale e le architetture rurali.
La relazione allegata alla presente dà conto di questi elementi. Ad essa facciamo integrale rinvio.
Il Piano Paesaggistico Regionale (Norme attuative art.32 / 4) non fissa prescrizioni per tale ambito, ma stabilisce direttive e indirizzi. Li riportiamo in sintesi per quanto qui si rileva:
Direttive.
“I piani locali ….. a. disciplinano le trasformazioni e l’edificabilità nelle aree di cui al comma 1, al
fine di contribuire a conservare o recuperare la leggibilità dei sistemi di segni del paesaggio agrario, in particolare ove connessi agli insediamenti tradizionali (contesti di cascine o di aggregati rurali), o agli elementi lineari (reticolo dei fossi e dei canali, muri a secco, siepi, alberate lungo strade
campestri); ………. .”
Indirizzi.
“I piani settoriali disciplinano le aree identificate al comma 1 per garantire la loro conservazione attiva, la valorizzazione dei segni agrari e la connettività ecosistemica, ….. “.
Se questo è il quadro che deve essere tenuto in evidenza, l’Associazione mittente ha indicato un percorso di tutela coerente ad esso e che, in assenza di una normativa locale che offra certezza assoluta e di una pianificazione settoriale specifica, anticipi quella che dovrebbe essere la coerente disciplina che il piano locale o un eventuale piano settoriale dovrebbero perseguire, mettendo così in
salvaguardia il sistema paesaggistico che è stato individuato.
Italia Nostra VCO è infatti consapevole che l’adeguamento del Piano Locale alle direttive del PPR è un’operazione non garantita nel breve e neppure nel medio termine; parimenti, l’Associazione mittente è consapevole che non sia forse ipotizzabile (seppur auspicabile), l’approvazione di un piano paesaggistico settoriale. Da qui nasce il rischio di una compromissione irreversibile dei luoghi e la richiesta di un provvedimento prescrizionale specifico che li metta in salvaguardia. La richiesta di riesame nasce anche dalle nuove opportunità di reperire risorse finalizzate a trasferire alla proprietà pubblica e al recupero conservativo almeno uno degli edifici presenti e maggiormente significativo, ma anche ammalorato, quale individuato a F. 7 nn. 583/584.
L’Associazione Ecomuseo del Lago d’Orta Cusio e Mottarone ha infatti promosso, con la Fondazione Comunità Novarese, la formazione di un fondo solidale finalizzato alla salvaguardia della natura e dei luoghi. Il fondo offrirà a privati, imprese ed enti, lo strumento attraverso cui sostenere,con proprie donazioni, iniziative di tutela dei luoghi. Si tratta dunque di un’iniziativa che apre prospettive alla conservazione e valorizzazione dell’ambito oggetto della nostra proposta.
Un diverso orientamento dell’Amministrazione Comunale, che auspichiamo, rispetto a quello sino ad oggi espresso aprirebbe una concreta prospettiva in tal senso.
A nostro giudizio, si tratta tuttavia di modificare (in parte) e preliminarmente il quadro normativo che disciplina il possibile utilizzo degli immobili individuati, sottraendoli all’interesse del libero mercato proprio perché da ricondurre a beni di notevole interesse pubblico, con precisi e circostanziati vincoli di tutela che ne consentano l’acquisizione nell’ambito di un progetto di conservazione e
valorizzazione.
In questo, l’imposizione di una tutela puntuale e circostanziata ai sensi degli ex artt. 136 e seguenti del D.Lgs. 42/2004, dovrebbe essere il primo passo. L’Associazione Italia Nostra VCO ha anche compiuto una verifica attuale sullo stato delle proprietà interessate, confermandosi ora un quadro di certezze circa i soggetti titolari dei diritti, sciogliendo così le riserve che erano state avanzate a riguardo, in occasione dell’iniziale stesura della proposta. Si allega a titolo di collaborazione, l’esito delle visure effettuate.
Paradossalmente, questo fatto rende maggiormente vulnerabili i beni stessi pienamente soggetti alla libertà di mercato e che proprio per la loro tipicità ed il contesto di paesaggio entro cui sono collocati, potrebbero rapidamente essere alienati ove le proprietà lo decidessero.
Quanto qui sopra relazionato giustificherebbe dunque le ragioni di una revisione della decisione che ci è stata comunicata, sia perché il quadro di possibile compromissione non può dirsi, in assoluto, dissipato vuoi dalle norme locali vigenti, vuoi dalle “garanzie” offerte dall’Amministrazione in carica, sia perché
l’adeguamento alla pianificazione paesaggistica sovraordinata è ben lungi dall’attuarsi.
Inoltre, il quadro proprietario dei beni ne consente ora la loro messa sul mercato, mentre sono emerse nuove opportunità circa la possibilità di individuare e mobilitare risorse rispetto ad un progetto di conservazione che garantirebbe, nel futuro, l’integrità dei beni e del quadro paesaggistico individuato.
A margine si chiede cortesemente l’accesso alla copia del verbale della seduta di Commissione in cui era stata assunta la decisione poi comunicata.


Si ringrazia per l’attenzione che la Commissione regionale vorrà dare alla presente nostra nota.
 

Si allegano:
 

 Relazione storica e architettonica
 Visure
 

Molto cordialmente
 

Il Segretario di Sezione VCO di Italia Nostra APS
C.F. 80078410588 Italia Nostra VCO
Dott. Piero Vallenzasca
Testo controfirmato dal Presidente della Sezione
Dott. Filippo Pirazzi
Via Sant’Antonio, 16
28851 BEURA CARDEZZA (VB)
Cell. 338 613 2825
italianostra_vco@pec.it

mercoledì 23 settembre 2026

ORTA_ ISOLA DI S. GIULIO. LAVORI IN CORSO

                                                                                  PRIMA

 

                                                                            IN CORSO


 

 

sabato 12 settembre 2026

VERBANIA : OBIETTIVO EDEN


 



Non è il Paradiso, ma certamente, la collina della Castagnola è uno dei siti di maggior pregio paesaggistico del Lago dove, ormai da molti decenni, giacciono i resti di quello che era stato l'albergo Eden dopo che un incendio lo aveva in parte devastato. L'abbandono e il tempo hanno poi fatto la loro parte così che ora ne rimangono i ruderi. Un luogo ambito che, per svariati motivi era rimasto per molti anni senza una prospettiva, sin tanto che nel 2017 la proprietà è stata ceduta ad imprenditori originari della Federazione Russa. Da quel momento è iniziato un lungo braccio di ferro che ha visto scendere in campo il Comune ( ricordiamo il convegno tenuto, Sindaco Marchionini, con tanto di mostra di progetti futuristi e futuribili da insediare sulla Castagnola, con Professionisti che, in nome della nuova proprietà, davano l'ultimatum: " Prendere o lasciare ", con la Regione al bivio tra primo e secondo progetto di Piano Paesaggistico dove, l'uno stringeva e l'altro allargava le maglie riguardo il fare sulla Castagnola e con la Soprintendenza che (quella volta almeno),  diceva : " Prima si riscostruisce e poi si vedrà".) Alla fine il Comune non ha mai modificato il suo ultimo PRGC rispetto a quel sito ( pur avendo fatto 37 varianti altrove). Un PRGC molto generoso che assegna circa 43.000 mc di edificazione sull'area Eden e una Sovrintendenza che sempre ( anche in questa occasione) continua a dire che no, che sono troppi e che bisogna tagliare, che 5 palazzine nuove e un autosilo non ci stanno e che comunque viene sempre prima la ricostruzione. Certo è che questi imprenditori non sono mica stupidi, visto che cosa sono riusciti a ottenere a Stresa e Baveno, pensano che anche Verbania non sarà meno generosa e quindi confidano e attendono. Per cui, al momento è in corso il negoziato trilaterale: Comune /Proprietà/Sovrintendenza, alla ricerca del punto di caduta. Ci verrebbe da dire che il negoziato è bilaterale ( Albertella non ne abbia) perchè è difficile che il Comune si metta di traverso rispetto a chi vuole investire, una parola che è diventata il mantra di tutti i governi e anche delle opposizioni. Basta che investa ci verrebbe da scrivere, parafrasando un'altra meno nobile espressione, ma così è e i precedenti noti non fanno ben sperare. Giù le mani dalla Castagnola, a noi verrebbe invece da dire e per quanto potremo ci proveremo. Vedremo.

domenica 6 settembre 2026

BAVENO: L'IPER INVESTIMENTO SOTTO LA LENTE

 

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 SEZIONE del VERBANO/CUSIO/OSSOLA 

 

                                                                                  Egregio Signor Sindaco

del Comune di Baveno

Sede Municipale

piazza Dante Alighieri, 14

28831 B A V E N O (VB)


baveno@pec.it

sindaco@comune.baveno.vb.it


e, per conoscenza:


Regione Piemonte

Settore urbanistico del Piemonte orientale

Via Mora e Gibin, 4

28100 NOVARA (NO)


urbanistica.est@cert.regione.piemonte.it




Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio

per il Piemonte orientale – SABAP NO

corso Felice Cavallotti, 27

28100 NOVARA (NO)


sabap-no@pec.cultura.gov.it


Prot. n.17/26

Beura Cardezza, lì 05/09/2026

OGGETTO: Intervento edilizio di riqualificazione ex Lido Palace Hotel BAVENO.

Permesso di costruire in deroga - variante n.6 a permesso di costruire n.16/22. Deliberazione Consiglio Comunale n.36 del 27/11/2025.


Preg.mo Sindaco Alessandro Monti,


questa Sezione del VCO della Associazione Italia Nostra aps, riceve da più parti sollecitazioni e segnalazioni in relazione all’intervento edilizio in corso di costruzione e che riguarda la riqualificazione dell’ex Lido Palace Hotel.

Un intervento previsto in sede di Piano Regolatore Generale con l’attribuzione di una consistente capacità edificatoria, ha visto nel corso della sua attuazione, l’assegnazione, in deroga, di un’ulteriore e maggiore capacità con il trasferimento di aggiuntivi 12.000 metri cubi urbanistici, provenienti da altro sito, pur avendo già beneficiato, in sede di originario permesso, di un bonus in deroga pari all’incremento del 15% della SUL.

Tale intervento edilizio, nella sua previsione originaria, era ammesso dal PRGC attraverso un permesso di costruire semplice; una scelta comunque opinabile, considerata la consistenza della capacità aggiuntiva attribuita e così è stato “licenziato”.

Successivamente e in corso d’opera, è pervenuta la richiesta di ulteriore deroga sulla quale ha dovuto esprimersi il Consiglio Comunale con il proprio atto n.36 del 27/11/2025 che l’ha ammessa.

Una attenta lettura dell’atto deliberativo assunto da Codesto Comune non è tuttavia esente da critiche, in quanto non pare che vi sia stata una compiuta valutazione dell’interesse pubblico, sottostante la decisione assunta.

La norma di riferimento (art.14/bis del DPR 380/2001) dice con chiarezza che l’interesse pubblico deve essere valutato limitatamente ad alcuni parametri: “rigenerazione urbana, contenimento del consumo del suolo e recupero sociale e urbano dell’insediamento”.

Ora, a contrario di quanto si legge nell’atto, non è possibile affermare che l’immobile risultasse in stato di abbandono da diversi anni prima della acquisizione da parte dell’attuale proprietà. La struttura ha continuato a svolgere l’attività alberghiera sino a pochi anni fa (ottobre 2020), momento in cui si è perfezionata la vendita. Aver inserito in atto un’affermazione non veritiera inficia l’atto stesso, la sua credibilità e ne altera le conclusioni.

Quanto poi riguarda la verifica dei parametri richiesti dalla normativa, è incoerente affermare che la deroga consente la riqualificazione edilizia dell’immobile. Essa era garantita già dal permesso a costruire n.16/2022 in corso di attuazione alla data della deliberazione consiliare, che nulla avrebbe aggiunto, sotto questo profilo, rispetto ad un intervento in avanzato stato. La deroga ha risposto ad esigenze di investimento del soggetto attuatore, nulla apportando in termini di rigenerazione.

Per quanto riguarda il consumo di suolo, esso viene incrementato sul sito dell’intervento, non rimane invariato e nulla è dimostrato e dimostrabile che il trasferimento di cubatura abbia evitato un incremento di occupazione sul sito di decollo della capacità trasferita (dipende dal tipo di intervento che si fosse fatto).

Per quanto riguarda gli aspetti del recupero sociale e urbano dell’insediamento, posto che esistesse una situazione di degrado e non lo era, sono invece proprio le modalità di attuazione (permesso a costruire semplice) che hanno impedito un’intelligente governo del progetto da parte del soggetto pubblico (Comune) che non ha valutato pienamente gli effetti del carico urbanistico che si veniva a determinare con l’effetto cumulativo degli interventi richiesti e concessi.

La miglior connessione con il centro urbano (anche in termini di qualità), l’alleggerimento della pressione delle soste automobilistiche sul fronte lago attraverso l’individuazione e realizzazione di standard parcheggi anche non in sito, la soluzione di problematiche infrastrutturali legate alla previsione di realizzazione della tratta urbana della pista ciclo pedonale, solo per citarne alcune, avrebbero dovuto opportunamente, ma forse anche obbligatoriamente, essere gestite attraverso uno strumento attuativo o comunque convenzionato, che garantisse il miglior inserimento possibile del progetto e dei suoi effetti rispetto al costruito urbano. Su questo punto codesto Ente è stato silente, ma acquiescente.

L’aumento della capacità ha invece avuto riflessi rispetto al sistema normativo previsto in quell’area dal Piano Paesaggistico Regionale, senza che su questo l’Ente si sia espresso, pur avendo di fatto consentito una modifica del PRGC, senza valutare l’impatto e la coerenza con le norme del PPR, queste ultime non derogabili.

Si premette che i contenuti delle Norme di Attuazione (NDA) del PPR, in particolare le prescrizioni contenuti negli articoli 14, 15, 26, 39, nonché il provvedimento di tutela (D.M. 2 aprile 1949) e l’apparato prescrittivo contenuto nella Scheda di Catalogo del Piano Paesaggistico Regionale, sono vincolanti e presuppongono immediata applicazione e osservanza da parte di tutti i soggetti pubblici e privati.

Alla luce di tale premessa si osserva che a giudizio di questa Associazione, il progetto e segnatamente le varianti concesse in corso d’opera vanno ad intaccare e pregiudicare alcuni dei valori tutelati.

Ad esempio, la scheda prescrizionale afferma che “deve essere conservata la naturalità della costa lacustre….”. Diversamente, l’ambito costiero prospiciente l’albergo, già inedificato, è stato oggetto di qualcosa di più di una nuova costruzione edilizia (anche in pregiudizio della visuale lacustre) e di fatto la sua conformazione naturale è stata cancellata. Un diverso operare sarebbe stato auspicabile.

Ancora, l’edificazione in corso, stante anche le quantità edilizie che si sono riversate sul sito, sta comunque alterando “la percezione del profilo del centro abitato dal lago”. Si osservi a tal proposito che la nuova struttura edilizia si protrae ben oltre la sagoma originaria della facciata dell’albergo, così come si estende sul retro dell'area andandola sostanzialmente a saturare.

Anche questa è una indicazione prescrizionale disattesa, contenuta nel NTA del PPR.

Inoltre, è stato alterato il rapporto tra il costruito e il non edificato. Ad esempio, il corredo vegetazionale è diventato subalterno a causa degli incrementi smisurati di quantità di edificato a nuovo, ribaltando così quel rapporto che invece è una delle caratterizzazioni delle costruzioni storiche che si affacciano sulle rive del Lago Maggiore.

Le aree libere ora diventano quasi un elemento di disturbo che, nel caso in specie, il progetto, la previsione dell’introduzione di essenze botaniche non coerenti al contesto (palme e pini marini), contribuirà ad annichilire ancora di più.

L’occasione di un recupero guidato, di una valorizzazione completa del sito nel rispetto delle sue linee originarie, si traduce nel suo rovescio.

In conclusione, si assiste sempre ad una risposta positiva nei confronti di qualsiasi richiesta di aggiuntive capacità edificatorie, quasi quelle esistenti e già previste non fossero adeguate.

Si assiste ad uno svuotamento sistematico delle regole e delle previsioni dei piani regolatori generali, compromessi da norme derogatorie, bonus premiali e altro.

Ogni ricaduta sulla città pubblica di questi interventi è annullata da monetizzazioni degli standard, da permessi semplici e da nessuna gestione convenzionata degli interventi progettuali.

Le tutele paesaggistiche vengono superate e la Delibera n.36 ne è un esempio.

Di tutto ciò, ne pagherà il maggior prezzo ciò che più di altro era rappresentato dal valore attrattivo del paesaggio lacustre, storicamente consolidato e riconosciuto.

Voglia Signor Sindaco valutare con attenzione questo nostro doveroso richiamo.

Lieti comunque di poter leggere una Sua gradita risposta e di voler consentirci un sereno confronto sui temi ambientali e paesaggistici che abbiamo qui sollevato.

In attesa di esito, si ringrazia.


Molto cordialmente

Il Presidente della Sezione

Filippo Pirazzi

Via Sant’Antonio, 16

28851 BEURA CARDEZZA (VB)

Cell. 338 613 2825

italianostra_vco@pec.it



Redattore: 
Il Segretario di Sezione VCO di Italia Nostra APS
Piero Vallenzasca