martedì 27 gennaio 2026

PARCO VAL GRANDE: DUE NOTIZIE



La prima delle due notizie, come ci racconta La Stampa, riguarda il contenzioso che il Comprensorio caccia del vco, da anni ha avviato avverso l'avvenuto ampliamento dei confini del Parco Val Grande. Un contenzioso che già aveva conosciuto una decisione di I grado avversa le ragioni del Comprensorio e che ora è davanti al Consiglio di Stato per il giudizio di II grado. Quello che però ora è stato deciso non riguarda il merito, ma solo la richiesta della rappresentanza dei cacciatori di sospendere gli effetti della decisione di I grado in attesa di quella di II. A questo punto non è scontato che la rappresentanza dei cacciatori insista nel contenzioso e invece, più realisticamente, l'abbandoni. Al di là degli aspetti di diritto che lì si dibattono, ciò che dovrebbe far riflettere è che, in quel giudizio sono in gioco interessi molto contrapposti: da un lato quelli particolari, perchè tali sono quelli che i cacciatori e la loro rappresentanza non possono che evocare ( ossia, detto diversamente: il diritto di cacciare animali selvatici) e dall'altro, interessi più generali che riguardano molti aspetti legati alla conservazione e protezione dell'ambiente che di tutti ( nel caso, sempre per dirla diversamente: il diritto dei più a proteggere gli animali selvatici).C'é una sproporzione evidente tra i due interessi, non si può non tenerne conto e questo avrebbe dovuto far riflettere il Comprensorio alpino prima di avviare una contrasto che, ad ora, è per loro perdente. Occorrerebbe che le organizzazioni della caccia che a volte si pregiono di appartenere o di voler appartenere al fronte dei protezionisti della natura riflettessero. Il Parco Val Grande è un piccolo parco nazionale, meglio evitare guerre inutili e vivere in pace.

L'altra notizia, per qualche aspetto opposta, è la candidatura democratica che il Comune di Ornavasso ha avanzato perchè i confini del Parco Nazionale siano allargati dentro il suo territorio. Diciamo candidattura democratica perchè sottoporrà il quesito al voto referendario dei suoi elettori. Una proposta che il governo di quel Comune sostiene, ma non teme di sottoporla al giudizio elettorale. Se uscirà un sì chiaro e tondo, i cacciatori avranno qualche cartuccia in meno da sparare.


 


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