martedì 23 giugno 2026

ITALIA NOSTRA e IL DDL CACCIA

   

 https://www.italianostra.org/news-nazionali/ddl-caccia-italia-nostra-un-passo-indietro-nella-tutela-della-natura/?fbclid=IwdGRzaASnWYZjbGNrBKdZXmV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHgfb7Kwvc91-g5h08I4K4hFLRvuErAOf62TPvQ1hrZhD8GneE3fMnXEP3rgD_aem_lY83HqORKNo95Nbj3q4KaQ&sfnsn=scwspwa

 DDL Caccia, Italia Nostra: “Un passo indietro nella tutela della natura. Il Senato fermi una riforma in contrasto con lo spirito dell’articolo 9 della Costituzione”

Si vota oggi in Senato sul Disegno di legge in materia di caccia, Italia Nostra esprime forte preoccupazione per un provvedimento che rischia di segnare un grave arretramento nella tutela della fauna selvatica, degli ecosistemi e della biodiversità. L’ampliamento dell’attività venatoria in termini di specie cacciabili, periodi, orari, luoghi e modalità non rappresenta una modernizzazione della disciplina, ma un passo indietro rispetto ai principi di protezione della natura e del paesaggio che dovrebbero guidare l’azione pubblica. Un’impostazione ancora più critica alla luce della nuova formulazione dell’articolo 9 della Costituzione, che riconosce la tutela dell’ambiente, degli animali, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.

“Estendere la caccia per specie, periodi, orari, luoghi e modalità significa indebolire il sistema delle tutele e ridurre la natura a terreno di sfruttamento, invece di riconoscerla come patrimonio comune da custodire – dichiara Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra -. La riforma va nella direzione opposta rispetto allo spirito dell’articolo 9 della Costituzione”.

Per Italia Nostra, la gestione della fauna selvatica deve fondarsi su criteri scientifici, sul principio di precauzione, sulla tutela degli habitat e sul rispetto delle aree protette, non sull’ampliamento della pressione venatoria. In un contesto segnato da perdita di biodiversità, cambiamenti climatici, consumo di suolo e crescente fragilità degli ecosistemi, ogni intervento normativo dovrebbe rafforzare gli strumenti di protezione, non ridurli. “Italia Nostra chiede al Senato di fermare questo provvedimento e di aprire un confronto serio, fondato su evidenze scientifiche e responsabilità istituzionale”, conclude Croci.

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sabato 13 giugno 2026

MADONNA del SASSO: UN INCONTRO INTERLOCUTORIO


 



Si è svolta il giorno otto giugno scorso, la preannunciata consultazione da parte della Commissione Regionale per il paesaggio, sul tema della proposta di tutela, avanzata da Italia Nostra, di un ambito rurale del territorio di Comune di Madonna del Sasso. La Commissione ha voluto sentire le parti che, nel caso, erano l' Associazione e il Comune stesso, rappresentato dal Sindaco. Che dire? Ognuno ha espresso la propria posizione, ribadendo Italia Nostra la valenza della proposta, considerata la specificità di quel lembo di territorio per il quale si chiede una tutela speciale che includa gli edifici rurali esistenti (3) e le aree prative contermini. Una superficie limitata dove il suo fulcro è rappresentato da uno degli edifici rurali che per la sua singolarità meriterebbe la preclusione di ogni trasformazione d'uso e la sua conservazione (anche attraverso l'acquisizione pubblica ) quale oggetto esemplare dell'edificato rurale storico, inserito in un contesto paesaggistico pregevole. La tesi non ha trovato la piena condivisione del Comune, affermando che gli strumenti di tutela attivi sono già tali da garantire la conservazione del contesto. L'Associazione ha preso atto, con puntualizzazioni e sottolineature, del quadro normativo vigente, ma ha rihadito che ciò che si chiede è qualche cosa di più, ossia la " musealizzazione" con preclusione alla trasformazione d'uso, di almeno uno degli edifici esistenti, ossia la valorizzazione come memoria permanente, attraverso una normativa sovarordinata, e quindi garantita rispetto a modifiche normative locali, del quadro paesaggisto frutto dell'economia contadina di quei territori, ma anche luogo della memoria della via storica di collegamento tra il Cusio e la Val Sesia e i loro rispettivo Sacri Monti. La Commissione ha preso atto delle valutazioni espresse dalle parti e si è riservata, dopo un'ulteriore approfondimento istruttorio, di eventualmente riascoltarle al fine di assumere una deliberazione decisoria.

martedì 9 giugno 2026

LAGO MAGGIORE: IL RICHIAMO DEI SOLDI

 

 Da un po' di tempo in qua, sembra che il Lago Maggiore, specie le sue coste Piemontesi, siano diventate una grande attrattiva dove collocare e investire patrimoni finanziari. Siano essi di provenienza straniera,  siano essi più prossimi a noi o anche locali. E' una montagna di milioni che si sta trasformando in una montagna di volumi urbanistici, cioè di cemento. Sembra quasi che vi sia in corso una gara emulativa a chi più investe: Stresa/Baveno/Verbania, sembrano le mete privilegiate di questo turismo finanziario che non sembra avere limiti di alcun tipo. Le richieste, qualunque esse siano, sono prontamente accolte dai poteri amministrativi locali e non solo, incapaci di porre un'argine ai mostri (vedi Stresa), ma anche di condurre una qualsiasi attività di confronto negoziale che possa anche garantire un ritorno di risorse in termini di investimenti pubblici finalizzati all'incremento della quantità e della qualità dei servizi pubblici. Servizi che invece vengono ulteriormente messi sotto presione dalla crescita dei nuovi investimenti turistico alberghieri. E' un liberi tutti e non ci pare che, al momento, una qualche amministrazione si salvi,  ossia tutte (salvo eccezioni che al momento ci sfuggono)  sembrano prone alle richieste e incapaci di reazioni di un qualche rilievo. Da tutte queste operazioni, l'immagine delle coste lacustri sta subendo una nuova metamorfosi. Il consolidato rapporto ville storiche e parchi a loro servizio si sta ribaltando. Un'interessante occasione di dirottare questi investimenti in direzione di un recupero virtuoso e pregevole, sta trasformandosi nel suo opposto. Gli Enti sovraordinati ( neppure loro) si sono dimostrati capaci di direttorare le richieste in tal senso. Si sono aperte le porte e dentro è entrato di tutto. Non andiamo oltre l'accusa che abbiamo sollevato, cioè di incapacità e arrendevolezza, non vogliamo pensare ad altro, ma già questo basta e avanza. Occorre una riflessione collettiva, forse è tardi, ma i poteri pubblici non possono sottrarsi alla domanda, ovvia, che osser vando ciò che succede poniamo loro. Che ci state a fare ?      

venerdì 5 giugno 2026

MADONNA DEL SASSO: PROPOSTA PER UNA TUTELA


 Lunedì 8 giugno, la Commissione Regionale presso la Struttura Paesaggio della Direzione Ambiente, affronterà il tema che Italia Nostra ha posto da tempo per una concreta tutela dell'ambito di paesaggio che la foto odierna riproduce. Non è un ambito vasto, sono solo poche decine di migliaia di metri quadrati di terreno agricolo con la presenza di tre strutture rurali storiche. Un micro cosmo che rappresenta il quadro, pressochè non compromesso, dove il rapporto tra aree prative e edilizia rurale, così come  si è realizzato nel passato possono ancor oggi essere osservate. Una memoria storica vivente del paesaggio tramandato. Italia nostra, con il suo Presidente di Sezione e i Consiglieri, sarà presente in audizione di fronte alla Commissione e farà valere ogni ragione perchè la sua proposta possa trovare accoglimento.