IL BLOG DELLA SEZIONE PROVINCIALE DELLA ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA ONLUS Contatti: italianostravco@gmail.com posta certificata: italianostra_vco@pec.it cell Presidente: 338 6132825 Segreteria: 349 1337533 conto bancario BMP filiale di Domodossola IT79L0103045360000000217470 Presidente:Filippo Pirazzi. Vice Presidente: Auguadro Tiziano. Segretario: Piero Vallenzasca. Consiglieri: Livia Olivelli Susanna Diverio Giorgio Ingaramo Giorgio Scalenghe
venerdì 10 aprile 2026
sabato 28 marzo 2026
ORNAVASSO: UN SI' AL PARCO SENZA QUORUM

E' mancato il quorum del 50% degli aventi diritto al voto nel referendum a cui il Comune di Ornavasso aveva affidato la consultazione sull'estensione dei confini del Parco Nazionale. Non è mancato di molto ( 45,22%) , tutto sommato non lontano dalla partecipazione al voto nelle consultazioni nazionali. Comunque ha vinto il sì con quasi 50 voti di scarto e non è un segnale da sottovalutare e crediamo che il Comune non lo sottovaluterà , in quanto non vale l'equazione che vorrebbe tutti gli astenuti dal voto essere contrari all'estensione dei confini. Comunque una buona prova democratica e anche un modo per avvicinare le persone ai temi della protezione dell'ambiente. Quindi, alla fine, un esito non negativo. Vedremo ora come il Comune vorrà interpretare il voto.
domenica 15 marzo 2026
STRESA: LE TUTELE DIMENTICATE

Prescrizione n. 1:
“ Che ogni intervento di trasformazione dell’area venga sottoposto alla preventiva autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Architettonico e Paesaggistici.”
La prescrizione è ovvia, non richiede commenti, salvo concludere che tale attività autorizzatoria si è esercitata nell’assentire una trasformazione complessiva del sito tutelato palesemente confliggente con gli stessi contenuti prescrizionali.
Prescrizione n. 2:
“Che non vengano poste in essere nuove edificazioni tali da recare pregiudizio, per dislocazione e volume edilizio, dimensionamento, profilo e altezza alle prospettive, alle visuali ed al godimento dei due edifici sottoposti a tutela, rispettandone la scala edilizia ed il particolare rapporto con il contesto esterno”.
Il progetto autorizzato, anche grazie all’utilizzo dei generosi parametri urbanistico/edilizi concessi dalla variante stralcio illegittima, si caratterizza da una edificazione diffusa, massiva e pressochè totale dell’area. Sostenere che ai due edifici tutelati sia stato garantito il particolare rapporto con il contesto esterno, è affermazione contraria ad ogni evidenza, laddove a ridosso dell’uno viene realizzato un nuovo edificio che neppure rispetta la distanza minima di mt. 10 tra edifici, prevista dall’art. 3.5 delle NTA approvate con variante stralcio della CC n. 68/2013, e che nell’area di stretta pertinenza dell’altro viene realizzata una tale quantità di nuova edificazione (vedi la nuova costruzione costituente edificio di ingresso principale alla struttura alberghiera .che ne mortifica, anziché preservarne e esaltarne il suo rapporto con il contesto. Quanto alla coerenza architettonica con l’esistente, essa sfugge alla comprensione del comune sentire, osservandosi sovrapporre edificazioni più tradizionali, con altre più eclettiche, addirittura bizzare, ben lungi dai contenuti prescrizionali dettati, e al comune sentire, con essi contrastanti.
Prescrizione n. 3
“ Che eventuali nuove edificazioni adottino caratteristiche tipologiche e linguaggi formali tali da non risultare conflittuali con le caratteristiche formali degli edifici sottoposti a tutela e da non compromettere le condizioni ambientali del sito, distinto dalla presenza di più corpi di fabbrica distinti e distanziati di modesto volume e linguaggio formale eclettico, connessi da un’area verde; questo, sia privilegando modelli e materiali rispondenti alla tradizione locale, sia uniformandosi ai principi della buona qualità architettonica.”
Le nuove progettate edificazioni comportono, stante la loro pervasività, la totale modifica delle caratteristiche originarie del sito dove prevaleva l’area a parco rispetto all’edificato. Il rapporto è totalmente capovolto, l’occupazione edilizia dell’area sia in superficie che al di sotto di essa si realizza nella sua pressoché totalità, l’area a verde diventa un accessorio, subordinato ad ogni altra esigenza costruttiva che è invece l’interesse primario perseguito e in corso di conseguimento.
Prescrizione n. 4:
“Che vengano salvaguardate – dove evidenziate- le tracce dell’originario assetto a giardino ( viali, alti fusti, recinzioni ecc.) garantendo alle costruzioni un’adeguata cornice verde.”
L’area dell’originario parco posta a corredo delle ville, anziché essere ricostruita “dove evidenziate le tracce dell’originario assetto”, viene di fatto soppressa, occupata da una edificazione addirittura invasiva, con estrema difficoltà inserità nella superficie libera disponibile ciò consentito dall’elevato rapporto di copertura (sc) previsto dalle norme di PRGC illegittimamente introdotte. .
Il provvedimento emesso dalla Soprintendenza ( non commentiamo quello di competenza regionale il cui unico interesse sembrerebbe essere quello di salvaguardare le palme non fossero divenute una specie aliena e invasiva), contiene invece valutazione che sono in contrasto e in contraddizione con dineghi rilasciati in relazione a precedenti progettazioni.
Nel complesso emergono valutazioni e motivazioni che più che sostenute da una oggettiva e reale verifica dell'impatto che il progetto avrebbe potuto provocare sul sistema delle tutele in atto, parrebbero piuttosto il risultato di un'operazione cosmetica atta a mitigare e sottovalutare quegli effetti, rendendo ammissibile il provvedimento autorizzativo ma contemporaneamente sottacendo contrasti con i provvedimenti di tutela. In particolare, la Soprintendenza omette completamente le considerazioni in merito alle distanze e agli spazi liberi tra nuova edificazione e la tutelata armonia architettonica, e recupero e valorizzazione del preesistente parco; al contempo però prende in considerazione ed esalta unicamente gli aspetti più consoni alle tutele, quali il recupero e riutilizzo degli edifici oggetto di tutela che però il progetto complessivo mortifica.
mercoledì 4 marzo 2026
ASSEMBLEA SOCI: LA RELAZIONE
Pubblichiamo il testo della relazione dell'attività della Sezione svolta nel corso del 2025 e fatta oggetto di approvazione nell'assemblea ordinaria del 27 ultimo scorso.
Sezione Verbano-Cusio-Ossola
Via Sant’Antonio, 16 - Beura Cardezza VB tel. 338 6132825
RELAZIONE ATTIVITA’ ANNO 2025
Si premette che l'anno 2025 è stato anno elettorale che ha portato all'insediamento del nuovo Consiglio Sezionale. Conseguentemente a tale risultato, il nuovo Consiglio ha poi proceduto alla elezione delle cariche, a partire da quella del Presidente che ha visto la successione di Filippo Pirazzi nella carica occupata per tre dei precedenti successivi mandati da Vallenzasca Piero. Il nuovo organismo risulta ora così formato:
Presidente: Filippo Pirazzi. Vice Presidente: Auguadro Tiziano. Segretario: Piero Vallenzasca. Consiglieri: Livia Olivelli, Susanna Diverio, Giorgio Ingaramo, Giorgio Scalenghe.
Rapporti con il Consiglio Direttivo Regionale: I rapporti con il Consiglio Direttivo Regionale sono stati costantemente mantenuti partecipando direttamente o in remoto a tutte le sue riunioni.
Costantemente è stata offerta e prestata la collaborazione per le attività e le azioni che il Consiglio Direttivo ha tenuto nel corso dell'anno.
A tal proposito si ricorda il contributo sul tema della nuova prevista legge urbanistica regionale, che sta impegnando l'Associazione in coordinamento con altre realtà ambientaliste: la questione della Commissione Regionale Paesaggio per stimolarne l'attività; l'analisi offerta sul caso "Ceresole"; la partecipazione al convegno sulla rigenerazione urbana mediante la presentazione di due qualificati contributi da parte della nostra Sezione.
Ripetuti sono stati i contatti personali con la Presidente del nostro Consiglio Regionale e anche con singoli componenti delle sezioni Piemontesi, fornendo contributi e collaborazioni.
La Sezione ha inoltre continuato a svolgere la funzione redazionale della pagina blog del proprio Consiglio Regionale, pubblicando le notizie raccolte dalle singoli sezioni, nonché informando sull’attività del Consiglio e sui temi trattati e le decisioni prese.
Tesseramento:
Il tesseramento 2025 ha chiuso l’anno con un sostanziale consolidamento della consistenza degli iscritti pari ad un saldo circa 40 adesioni, vuoi per conferme che per nuovi tesseramenti, vuoi per alcune mancate conferme, con proventi complessivi comunque in crescita pari ad euro 1.390,35 per quote associative, anche grazie a
contributi di sostegno, di cui il 50% è da devolvere alla sede centrale, al netto dei proventi derivanti dal 5* 1000 che è stato comunicato nella somma di euro 76,60.
Associazione in rete:
E' continuata l'attività di tenuta e di gestione della pagina blog della Sezione locale attraverso la quale le iniziative vengono diffuse, principalmente ai soci e ai simpatizzanti.
Il Blog sezionale ha ospitato 66 nuovi post informativi redatti nel corso dell'anno e ha registrato circa 25.000 visualizzazioni sul periodo degli ultimi 12 mesi alla data 27/02/2024, raggiungendo 138.000 accessi dal suo esordio.
Il maggior numero di visualizzazioni per singolo post 2025 è di 651 ottenuto dal Titolo:
STRESA: Allarme per la panoramica di Levo.
La pagina sezionale del sito nazionale è stata implementata trasmettendo le richieste di pubblicazioni dei post di maggior rilievo.
Le azioni:
Istanze di tutela:
Conclusasi, ma non esauritisi comunque l'attività di presentazione alla Regione delle proposte di tutele paesaggistiche che la Sezione aveva posto come suo obiettivo qualificante, nel corso del mese di Dicembre 2025 si è svolta la nostra audizione presso la Commissione Regionale per l'esame delle due proposte giacenti e riferite al territorio del Comune di Stresa: (panoramica di Levo; zona costiera Palazzola Villa Castelli). Sul primo punto, la Soprintendenza ha preferito attivarsi in via autonoma notificando un provvedimento di tutela culturale riferito alla proprietà di Villa Castelli, cosa che supererebbe la nostra proposta, sostituendosi di fatto ad essa. Sul secondo punto la Commissione ha abiettato che l'esistenza di una preesistente tutela renderebbe superflua la tutela richiesta. Su questo punto vi è pendente una nostra conseguente obiezione, giuridicamente sostenibile e quindi attendiamo una decisione definitiva, tenendo presente che giace tutt'ora la parallela richiesta dell'Associazione di riconoscimento del valore monumentale di alcuni degli esemplari arborei presenti.
Significativa al proposito, è stata l'iniziativa, culminata con un atto di formale diffida nei confronti del Comune di Stresa a che non venissero attuati interventi di radicali e non autorizzati tagli di esemplari arborei non giustificati da ragion di assoluta necessità e urgenza.
Piano Grande:
Nel corso del mese di marzo 2025 si è tenuto un incontro tra l'Amministrazione Comunale di Verbania e una nostra rappresentanza sul tema annoso del Piano Grande.
L'incontro è stato interlocutorio con l'impegno preso dal Sindaco di tornare sul tema non appena in possesso di nuovi e maggiori elementi legati ad alcune modifiche normative legate al sistema delle classi di rischio della zona. Proprio in questi giorni abbiamo chiesto di essere riconvocati.
Monte Rosso:
I progetti di nuovi insediamenti turistici sulla sommità del Monte Rosso di Verbania, dentro i limiti del territorio del Parco Nazionale Val Grande, hanno impegnato l'associazione in un'intensa attività di informazione, di controllo e di divulgazione delle ragioni che ne sostengono il dissenso. L'attività ha avuto il suo momento di maggior
evidenza pubblica nella riuscita assemblea svolta a Cavandone nel corso del mese di agosto con partecipazione estesa e motivata.
Sito Unesco “Isole dei Laghi”:
La Sezione, avendo aderito all'iniziativa assunta nell'ambito del Comune di Stresa per il progetto sito Unesco delle Isole, iscrivendosi al Comitato promotore, ha seguito l'attività svolta, partecipando agli incontri pubblici e, per quanto possibile, ai tavoli tematici ad essi collegati. Ora risulta depositato il primo documento di valutazione del percorso che dovrà essere intrapreso e l'impegno a seguirne l'andamento viene da noi confermato.
Attività con i soci:
Come era negli impegni, si è cercato durante l'arco del 2025 di organizzare momenti di incontri colletti, culminati in diverse visite collettive:
Ricordiamo l'ospitalità offertaci da Villa Noseda di Lesa, l'escursione alla Torre di Buccione e quella, aperta a tutti, ai rinnovati Castelli di Cannero. Esperienze positive
che dovranno essere oggetto di nuove proposte anche durante l'anno 2026.
Beura Cardezza, 25/02/2026
Il Presidente della Sezione VCO
Dott. Filippo Pirazzi
mercoledì 25 febbraio 2026
ASSEMBLEA DEI SOCI:AGGIORNAMENTO

Ai soci di Italia Nostra VCO
Comunico la modifica dell'orario dell'assemblea del 27 Febbraio p.v. a Verbania - Casa San Francesco, sopra convocata con pari email in data 20/02/2026 per indisponibilità della sala:
ORE 18,30 invece che 17,00
Trasmetto inoltre il link per il collegamento webinar, qualora non vi sia possibile partecipare all'assemblea annuale di sezione in presenza.
http://meet.google.com/jtq-wycd-umz
Italia Nostra VCO Assemblea
Venerdì, 27 febbraio · 18:30 - 20:00
Fuso orario: Europe/Rome
Informazioni per partecipare di Google Meet
Link alla videochiamata:
https://meet.google.com/jtq-wycd-umz
Qui sotto l' IBAN per il rinnovo della quota associativa 2026 con le relative quote di adesione.
Molto cordialmente
Filippo Pirazzi
338 613 2825
Per il rinnovo dell'adesione 2026 all'Associazione i soci potranno provvedere mediante versamento da effettuarsi sul conto corrente intestato alla Sezione presso lo sportello della banca Monte Paschi Domodossola iban
IT79L0103045360000000217470
In alternativa potranno provvedere mediante versamento diretto a mani del Presidente o del Segretario della Sezione che rilasceranno ricevuta.
Tariffario iscrizioni e rinnovi 2025 (con l’invio gratuito della rivista)
Quota annuale (Euro) 35,00 Quota triennale (Euro) 90,00
Socio Familiare (di un socio ordinario) annuale 20,00 triennale 50,00
Socio Giovane (meno di 18 anni) 10,00 triennale 25,00
Socio Ordinario Studente (18-26 anni) annuale 15,00 triennale 40,00
Socio Sostenitore annuale 100,00 triennale 270,00
Ente sostenitore 250,00
Socio Benemerito 1000,00
Socio Vitalizio 2000,00 (una tantum)
Socio Estero 35,00 (senza rivista)
Classe Scolastica* 25,00 (con spedizione di 3 copie della rivista
sabato 21 febbraio 2026
ASSEMBLEA DEI SOCI
VENERDI' 27 FEBBRAIO CON INIZIO ALLE ORE 17
PRESSO
IL CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO DI VERBANIA
VIA ALLE FABBRICHE, 8
(di fronte alla caserma Carabinieri)
E' CONVOCATA L'ASSEMBLEA GENERALE ANNUALE DI SEZIONE
DEI SOCI DELLA SEZIONE DEL VERBANO/CUSIO/OSSOLA.
L'ASSEMBLEA SI SVOLGERA' CON MODALITA' IN PRESENZA E IN REMOTO AL LINK CHE VI VERRA COMUNICATO IN SEGUITO
L'ASSEMBLEA E' CONVOCATA
PER L'APPROVAZIONE DEL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO:
1) BILANCIO DI ESERCIZIO 2025 (APPROVAZIONE)
2) RELAZIONE DELL'ATTIVITA' 2026 (APPROVAZIONE)
3) CAMPAGNA TESSERAMENTO SOCI
4) DEVERO: ESAME PROPOSTE PIANIFICATORIE COM.BACENO
LA RELAZIONE ATTIVITA' SEGUIRA' NEI PROSSIMI GIORNI CON UN NUOVO INVIO E-MAIL
NON MANCATE!
IL PRESIDENTE DI SEZIONE: FILIPPO PIRAZZI E TUTTO IL CD
martedì 3 febbraio 2026
ASSOCIARSI 2026
Iscriviti e coinvolgi tanti nuovi amici
Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga 70 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

martedì 27 gennaio 2026
PARCO VAL GRANDE: DUE NOTIZIE
La prima delle due notizie, come ci racconta La Stampa, riguarda il contenzioso che il Comprensorio caccia del vco, da anni ha avviato avverso l'avvenuto ampliamento dei confini del Parco Val Grande. Un contenzioso che già aveva conosciuto una decisione di I grado avversa le ragioni del Comprensorio e che ora è davanti al Consiglio di Stato per il giudizio di II grado. Quello che però ora è stato deciso non riguarda il merito, ma solo la richiesta della rappresentanza dei cacciatori di sospendere gli effetti della decisione di I grado in attesa di quella di II. A questo punto non è scontato che la rappresentanza dei cacciatori insista nel contenzioso e invece, più realisticamente, l'abbandoni. Al di là degli aspetti di diritto che lì si dibattono, ciò che dovrebbe far riflettere è che, in quel giudizio sono in gioco interessi molto contrapposti: da un lato quelli particolari, perchè tali sono quelli che i cacciatori e la loro rappresentanza non possono che evocare ( ossia, detto diversamente: il diritto di cacciare animali selvatici) e dall'altro, interessi più generali che riguardano molti aspetti legati alla conservazione e protezione dell'ambiente che di tutti ( nel caso, sempre per dirla diversamente: il diritto dei più a proteggere gli animali selvatici).C'é una sproporzione evidente tra i due interessi, non si può non tenerne conto e questo avrebbe dovuto far riflettere il Comprensorio alpino prima di avviare una contrasto che, ad ora, è per loro perdente. Occorrerebbe che le organizzazioni della caccia che a volte si pregiono di appartenere o di voler appartenere al fronte dei protezionisti della natura riflettessero. Il Parco Val Grande è un piccolo parco nazionale, meglio evitare guerre inutili e vivere in pace.
L'altra notizia, per qualche aspetto opposta, è la candidatura democratica che il Comune di Ornavasso ha avanzato perchè i confini del Parco Nazionale siano allargati dentro il suo territorio. Diciamo candidattura democratica perchè sottoporrà il quesito al voto referendario dei suoi elettori. Una proposta che il governo di quel Comune sostiene, ma non teme di sottoporla al giudizio elettorale. Se uscirà un sì chiaro e tondo, i cacciatori avranno qualche cartuccia in meno da sparare.

domenica 18 gennaio 2026
OSPEDALE E TERRITORIO

E' notizia recentissima che la Regione avrebbe compiuto la scelta del sito ospedaliero per il VCO. Dopo decenni di attese e decisioni contrastanti e contrastate, viene indicata l'area di Piedimulera come quella migliore o forse come il meno peggio. La scelta viene giustificata e sostenuta da una valutazione terza e indipendente che è il risultato di un'analisi affidata al Politecnico di Torino. Al di là delle ragioni che hanno individuato il sito di Piedimulera come sito più idoneo, quello che possiamo registrare è che con tale scelta, ove confermata, si andrebbe a consumare un'ulteriore fetta del territorio libero di questa Provincia. E' un fatto che, al netto dei versanti alpini e prealpini, delle " terre " occupate dalle acque (di laghi e di fiumi), l'orografia lascia poco spazio alle aree pianeggianti che, al netto di quelle antropizzate, sono ben poche quelle che rimangono integre e libere. In epoca dove la riduzione del consumo di suolo viene enfatizzata, ci viene da chiedere se questo è stato un elemento che abbia inciso nella valutazione compiuta del Politecnico. Forse no. Da qui emerge la debolezza di quell'analisi, " colpevole" di essere limitata ai siti che il " territorio" ha offerto, ossia a quanto i vari Sindaci hanno ritenuto fosse nell'interesse della loro città, ma non certo nell'interesse di tutti. La scala dell'offerta dei siti doveva probabilmente prescindere dagli interessi troppo particolari, compiere una valutazione più ampia e preventiva, guardare allo stato reale di utilizzo o sottoutilizzo di quanto già urbanizzato, cogliere l'occasione dell'insediamento ospedaliero per un riordino territoriale più complessivo, preservando le aree libere, lasciandole quali ultima istanza. La proposta di questa Associazione non andava forse in questa direzione? Ma altre ve ne erano non prese in considerzione ( area ex Girmi ad es.). Al momento non è andata così; la Regione non ha osato uscire dalle proposte dei Sindaci, ( non eviterà ugualmente le polemiche ), i Sindaci non sono stati capaci di andare oltre i confini dei singoli territori da loro governati. Alla fine non accontenterà nessuno ( men che meno i pazienti), ridurrà ancora la terra libera, aggiungerà nuove criticità ( logistiche/trasportistiche/del personale sanitario/degli utenti) , ma dopo tanti anni di attesa, al momento tutti diranno che va bene.
venerdì 9 gennaio 2026
DA VERBANIAMILLEEVENTI
IL SILENZIO DI CASCINA DE ANTONIS: L’ULTIMA FRONTIERA AGRICOLA TRA VERBANIA E IL TOCE1
Attualità, News7 Gennaio 2026
A+A-
EmailPrint

A Fondotoce esiste un luogo che sembra aver smesso di aspettare. La chiamano Cascina De Antonis, ma il nome è ormai un’eco che rimbalza tra mura stanche e tetti arresi al tempo. Vecchi edifici agricoli che un tempo custodivano il senso profondo del lavoro, fatto di sudore e terra; oggi, invece, rappresenta il monumento all’incapacità di guardare oltre.
Questa struttura abbandonata è la prova manifesta di come una visione d’impresa ancorata a logiche speculative possa soffocare una delle zone più fertili del territorio. Mentre il mondo corre verso un’agricoltura che fonde scienza e futuro, qui si è scelto silenzio e abbandono da troppo tempo. Per anni la proprietà ha inseguito progetti privi di fattibilità, l’illusione che l’identità di un luogo possa essere barattata con intrattenimenti di massa che lasciano dietro di sé solo rifiuti e nostalgia.
Italia Nostra lo ha ribadito con fermezza: tali proposte offendono la natura alluvionale di questa terra, dove il fiume Toce si fonde con il Lago Maggiore. L’incapacità imprenditoriale si misura proprio in questo: non capire che il mercato globale non chiede più consumo di suolo, ma autenticità. Chiede prodotti biologici figli di una ricerca scientifica rigorosa, capaci di raccontare una storia.
L’agricoltura moderna è una scienza esatta. Se la proprietà avesse avuto la visione innovativa di questi floricoltori, la De Antonis oggi ospiterebbe colture d’avanguardia per la trasformazione delle foglie in “oro verde”. Non si tratta solo di tè, ma anche di una visione che abbraccia ben altre filiere economiche: cosmesi di lusso attraverso l’estrazione di olio di Camellia oleifera (ricco di acido oleico e vitamine A ed E) e principi attivi dai fiori che insieme permetterebbero di creare una filiera corta per l’industria della bellezza. Ginseng, è la sfida agronomica più complessa che richiede agricoltura di precisione e monitoraggio costante, ideale per gli ampi spazi del Piano Grande.
La realtà della Piana è convivere con il fiume. La geografia non può essere ignorata. Le mappe di pericolosità alluvionale (aggiornate al 2021) parlano chiaro: la piana di Fondotoce non è un’area da edificare ma un’area a rischio idrogeologico costante. Proporre insediamenti, consumare il suolo significa mancare di responsabilità civile. Al contrario, l’agricoltura di precisione è l’unica attività capace di convivere con il rischio, trasformando una criticità in risorsa per il mantenimento del suolo. Eppure, la proprietà preferisce l’attesa sterile di permessi edilizi che il Piano Paesaggistico Regionale, giustamente, nega.
Una “Porta del Parco” o innovative coltivazioni agricole di valore paesaggistico per creare filiere economiche? La proposta di Italia Nostra è chiara: trasformare la Cascina nella Porta del Parco Nazionale Val Grande. Un centro di servizi informativi e divulgativi che faccia da ponte tra la città di Verbania e la wilderness dei monti interni. Valorizzare il patrimonio naturale attraverso il turismo sostenibile non è un’idea romantica, ma una strategia di sviluppo a lungo termine che presuppone dichiarazione di pubblica utilità e procedura espropriativa.
Bisogna però riconoscere che la Cascina De Antonis rappresenta l’ultima frontiera agricola di Verbania. L’immobilismo finora dimostrato non è solo mancanza di investimenti, ma un vero deficit di visione: non comprendere che un siero cosmetico alla camelia o un tè d’eccellenza abbiano un valore paesaggistico ed economico superiore a qualsiasi altra prospettiva di consumo di suolo significa ignorare la miniera d’oro su cui si cammina.
Il Toce continuerà a scorrere e le camelie a fiorire nei vivai e nei giardini di chi ha saputo guardare avanti. Resta da capire se il territorio lascerà che questa cascina diventi l’ennesimo monumento all’opportunità perduta. Il tempo, proprio come l’acqua del fiume, non torna mai indietro.
Alberto Spriano



