mercoledì 25 febbraio 2026

ASSEMBLEA DEI SOCI:AGGIORNAMENTO

 

Italia Nostra: Custodi della Bellezza”: il podcast

Ai soci di Italia Nostra VCO

Comunico la modifica dell'orario dell'assemblea del 27 Febbraio p.v. a Verbania - Casa San Francesco, sopra convocata con pari email in data 20/02/2026 per indisponibilità della sala:

ORE 18,30 invece che 17,00

Trasmetto inoltre il link per il collegamento webinar, qualora non vi sia possibile partecipare all'assemblea annuale di sezione in presenza.

http://meet.google.com/jtq-wycd-umz


Italia Nostra VCO Assemblea
Venerdì, 27 febbraio · 18:30 - 20:00
Fuso orario: Europe/Rome
Informazioni per partecipare di Google Meet
Link alla videochiamata: 

                https://meet.google.com/jtq-wycd-umz

Qui sotto l' IBAN per il rinnovo della quota associativa 2026 con le relative quote di adesione.
Molto cordialmente
Filippo Pirazzi
338 613 2825

Per il rinnovo dell'adesione 2026 all'Associazione i soci potranno provvedere mediante versamento da effettuarsi sul conto corrente intestato alla Sezione presso lo sportello della banca Monte Paschi Domodossola iban

IT79L0103045360000000217470


In alternativa potranno provvedere mediante versamento diretto a mani del Presidente o del Segretario della Sezione che rilasceranno ricevuta.

Tariffario iscrizioni e rinnovi 2025 (con l’invio gratuito della rivista)
Quota annuale (Euro) 35,00 Quota triennale (Euro) 90,00
Socio Familiare (di un socio ordinario) annuale 20,00 triennale 50,00
Socio Giovane (meno di 18 anni) 10,00 triennale 25,00
Socio Ordinario Studente (18-26 anni) annuale 15,00 triennale 40,00
Socio Sostenitore annuale 100,00 triennale 270,00
Ente sostenitore 250,00
Socio Benemerito 1000,00
Socio Vitalizio 2000,00 (una tantum)
Socio Estero 35,00 (senza rivista)
Classe Scolastica* 25,00 (con spedizione di 3 copie della rivista

sabato 21 febbraio 2026

ASSEMBLEA DEI SOCI

 

Iscriviti 

VENERDI' 27 FEBBRAIO CON INIZIO ALLE ORE 17 

PRESSO
IL CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO DI VERBANIA 

VIA ALLE FABBRICHE, 8
(di fronte alla caserma Carabinieri)


E' CONVOCATA L'ASSEMBLEA GENERALE ANNUALE DI SEZIONE

DEI SOCI DELLA SEZIONE DEL VERBANO/CUSIO/OSSOLA. 

L'ASSEMBLEA SI SVOLGERA' CON MODALITA' IN PRESENZA E IN REMOTO AL LINK CHE VI VERRA COMUNICATO IN SEGUITO


L'ASSEMBLEA E' CONVOCATA
PER L'APPROVAZIONE DEL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO:


1) BILANCIO DI ESERCIZIO 2025 (APPROVAZIONE)

2) RELAZIONE DELL'ATTIVITA' 2026 (APPROVAZIONE)

3) CAMPAGNA TESSERAMENTO SOCI

4) DEVERO: ESAME PROPOSTE PIANIFICATORIE COM.BACENO


                      LA RELAZIONE ATTIVITA' SEGUIRA' NEI PROSSIMI GIORNI CON UN NUOVO INVIO E-MAIL


NON MANCATE! 

IL PRESIDENTE DI SEZIONE: FILIPPO PIRAZZI E TUTTO IL CD



martedì 3 febbraio 2026

ASSOCIARSI 2026

 

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martedì 27 gennaio 2026

PARCO VAL GRANDE: DUE NOTIZIE



La prima delle due notizie, come ci racconta La Stampa, riguarda il contenzioso che il Comprensorio caccia del vco, da anni ha avviato avverso l'avvenuto ampliamento dei confini del Parco Val Grande. Un contenzioso che già aveva conosciuto una decisione di I grado avversa le ragioni del Comprensorio e che ora è davanti al Consiglio di Stato per il giudizio di II grado. Quello che però ora è stato deciso non riguarda il merito, ma solo la richiesta della rappresentanza dei cacciatori di sospendere gli effetti della decisione di I grado in attesa di quella di II. A questo punto non è scontato che la rappresentanza dei cacciatori insista nel contenzioso e invece, più realisticamente, l'abbandoni. Al di là degli aspetti di diritto che lì si dibattono, ciò che dovrebbe far riflettere è che, in quel giudizio sono in gioco interessi molto contrapposti: da un lato quelli particolari, perchè tali sono quelli che i cacciatori e la loro rappresentanza non possono che evocare ( ossia, detto diversamente: il diritto di cacciare animali selvatici) e dall'altro, interessi più generali che riguardano molti aspetti legati alla conservazione e protezione dell'ambiente che di tutti ( nel caso, sempre per dirla diversamente: il diritto dei più a proteggere gli animali selvatici).C'é una sproporzione evidente tra i due interessi, non si può non tenerne conto e questo avrebbe dovuto far riflettere il Comprensorio alpino prima di avviare una contrasto che, ad ora, è per loro perdente. Occorrerebbe che le organizzazioni della caccia che a volte si pregiono di appartenere o di voler appartenere al fronte dei protezionisti della natura riflettessero. Il Parco Val Grande è un piccolo parco nazionale, meglio evitare guerre inutili e vivere in pace.

L'altra notizia, per qualche aspetto opposta, è la candidatura democratica che il Comune di Ornavasso ha avanzato perchè i confini del Parco Nazionale siano allargati dentro il suo territorio. Diciamo candidattura democratica perchè sottoporrà il quesito al voto referendario dei suoi elettori. Una proposta che il governo di quel Comune sostiene, ma non teme di sottoporla al giudizio elettorale. Se uscirà un sì chiaro e tondo, i cacciatori avranno qualche cartuccia in meno da sparare.


 


domenica 18 gennaio 2026

OSPEDALE E TERRITORIO

  

 E' notizia recentissima che la Regione avrebbe compiuto la scelta del sito ospedaliero per il VCO. Dopo decenni di attese e decisioni contrastanti e contrastate, viene indicata l'area di Piedimulera come quella migliore o forse come il meno peggio. La scelta viene giustificata e sostenuta da una valutazione terza e indipendente che è il risultato di un'analisi affidata al Politecnico di Torino. Al di là delle ragioni che hanno individuato il sito di Piedimulera come sito più idoneo, quello che possiamo registrare è che con tale scelta, ove confermata, si andrebbe a consumare un'ulteriore fetta del territorio libero di questa Provincia. E' un fatto che, al netto dei versanti alpini e prealpini, delle " terre " occupate dalle acque (di laghi e di fiumi), l'orografia lascia poco spazio alle aree pianeggianti che, al netto di quelle antropizzate, sono ben poche quelle che rimangono integre e libere. In epoca dove la riduzione del consumo di suolo viene enfatizzata, ci viene da chiedere se questo è stato un elemento che abbia inciso nella valutazione compiuta del Politecnico. Forse no. Da qui emerge la debolezza di quell'analisi, " colpevole" di essere limitata ai siti che il " territorio" ha offerto, ossia a quanto i vari Sindaci hanno ritenuto fosse nell'interesse della loro città, ma non certo nell'interesse di tutti. La scala dell'offerta dei siti doveva probabilmente prescindere dagli interessi troppo particolari, compiere una valutazione più ampia e preventiva, guardare allo stato reale di utilizzo o sottoutilizzo di quanto già urbanizzato, cogliere l'occasione dell'insediamento ospedaliero per un riordino territoriale più complessivo, preservando le aree libere, lasciandole quali ultima istanza. La proposta di questa Associazione non andava forse in questa direzione? Ma altre ve ne erano non prese in considerzione ( area ex Girmi ad es.). Al momento non è andata così; la Regione non ha osato uscire dalle proposte dei Sindaci, ( non eviterà ugualmente le polemiche ), i Sindaci non sono stati capaci di andare oltre i confini dei singoli territori da loro governati. Alla fine non accontenterà nessuno ( men che meno i pazienti), ridurrà ancora la terra libera, aggiungerà nuove criticità ( logistiche/trasportistiche/del personale sanitario/degli utenti) , ma dopo tanti anni di attesa, al momento tutti diranno che va bene.

venerdì 9 gennaio 2026

DA VERBANIAMILLEEVENTI





IL SILENZIO DI CASCINA DE ANTONIS: L’ULTIMA FRONTIERA AGRICOLA TRA VERBANIA E IL TOCE1
Attualità, News7 Gennaio 2026

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A proposito della piana del Toce, mentre a pochi metri di distanza proseguono i lavori che interessano il campo da golf, sono in molti a chiedersi quale sarà la futura destinazione della Cascina De Antonis. Sono diverse e contrastanti proposte e prospettive che si sono affacciate nel corso del tempo e che tuttora si contrappongono. L’occasione per parlarne è offerta dal seguente intervento:

A Fondotoce esiste un luogo che sembra aver smesso di aspettare. La chiamano Cascina De Antonis, ma il nome è ormai un’eco che rimbalza tra mura stanche e tetti arresi al tempo. Vecchi edifici agricoli che un tempo custodivano il senso profondo del lavoro, fatto di sudore e terra; oggi, invece, rappresenta il monumento all’incapacità di guardare oltre.

Questa struttura abbandonata è la prova manifesta di come una visione d’impresa ancorata a logiche speculative possa soffocare una delle zone più fertili del territorio. Mentre il mondo corre verso un’agricoltura che fonde scienza e futuro, qui si è scelto silenzio e abbandono da troppo tempo. Per anni la proprietà ha inseguito progetti privi di fattibilità, l’illusione che l’identità di un luogo possa essere barattata con intrattenimenti di massa che lasciano dietro di sé solo rifiuti e nostalgia.

Italia Nostra lo ha ribadito con fermezza: tali proposte offendono la natura alluvionale di questa terra, dove il fiume Toce si fonde con il Lago Maggiore. L’incapacità imprenditoriale si misura proprio in questo: non capire che il mercato globale non chiede più consumo di suolo, ma autenticità. Chiede prodotti biologici figli di una ricerca scientifica rigorosa, capaci di raccontare una storia.


 
Mentre la Cascina cade a pezzi, a pochi chilometri di distanza c’è chi ha scommesso sulla terra. Paolo Zacchera, con la sua Compagnia del Lago, ha dimostrato che la coltivazione del tè è possibile e redditizia. Gli studi dell’Università di Torino hanno rivelato dati sorprendenti: il tè prodotto nel distretto del Verbano non è un surrogato, ma un’eccellenza che per profilo polifenolico e attività antiossidante supera spesso le varianti asiatiche.

L’agricoltura moderna è una scienza esatta. Se la proprietà avesse avuto la visione innovativa di questi floricoltori, la De Antonis oggi ospiterebbe colture d’avanguardia per la trasformazione delle foglie in “oro verde”. Non si tratta solo di tè, ma anche di una visione che abbraccia ben altre filiere economiche: cosmesi di lusso attraverso l’estrazione di olio di Camellia oleifera (ricco di acido oleico e vitamine A ed E) e principi attivi dai fiori che insieme permetterebbero di creare una filiera corta per l’industria della bellezza. Ginseng, è la sfida agronomica più complessa che richiede agricoltura di precisione e monitoraggio costante, ideale per gli ampi spazi del Piano Grande.

La realtà della Piana è convivere con il fiume. La geografia non può essere ignorata. Le mappe di pericolosità alluvionale (aggiornate al 2021) parlano chiaro: la piana di Fondotoce non è un’area da edificare ma un’area a rischio idrogeologico costante. Proporre insediamenti, consumare il suolo significa mancare di responsabilità civile. Al contrario, l’agricoltura di precisione è l’unica attività capace di convivere con il rischio, trasformando una criticità in risorsa per il mantenimento del suolo. Eppure, la proprietà preferisce l’attesa sterile di permessi edilizi che il Piano Paesaggistico Regionale, giustamente, nega.

Una “Porta del Parco” o innovative coltivazioni agricole di valore paesaggistico per creare filiere economiche? La proposta di Italia Nostra è chiara: trasformare la Cascina nella Porta del Parco Nazionale Val Grande. Un centro di servizi informativi e divulgativi che faccia da ponte tra la città di Verbania e la wilderness dei monti interni. Valorizzare il patrimonio naturale attraverso il turismo sostenibile non è un’idea romantica, ma una strategia di sviluppo a lungo termine che presuppone dichiarazione di pubblica utilità e procedura espropriativa.

Bisogna però riconoscere che la Cascina De Antonis rappresenta l’ultima frontiera agricola di Verbania. L’immobilismo finora dimostrato non è solo mancanza di investimenti, ma un vero deficit di visione: non comprendere che un siero cosmetico alla camelia o un tè d’eccellenza abbiano un valore paesaggistico ed economico superiore a qualsiasi altra prospettiva di consumo di suolo significa ignorare la miniera d’oro su cui si cammina.

Il Toce continuerà a scorrere e le camelie a fiorire nei vivai e nei giardini di chi ha saputo guardare avanti. Resta da capire se il territorio lascerà che questa cascina diventi l’ennesimo monumento all’opportunità perduta. Il tempo, proprio come l’acqua del fiume, non torna mai indietro.

Alberto Spriano