venerdì 9 maggio 2025

MACUGNAGA: PERSEVERARE NELL' ERRORE

 

 

  La "Perla" del Rosa da un po' di tempo conquista l'onore delle cronache per vicende che intercettano e interrogono questioni ambientali. La salita al passo Moro con una temeraria pista ciclabile già poteva essere oggetto di una valutazione critica  di merito, ma i fatti intervenuti hanno rapidamente superato non tanto la fantasia, ma la la realtà stessa, almeno quella progettuale, volendo affrontare gli ultimi chilometri della salita deviando dal solco tracciato sulle carte senza riguardo alcuno a norme e regole. Il valico confinario avrebbe poi voluto essere superato come se manco ci fosse. Parlare di pressapochismo o leggerezza è poco. Si parla di opere pubbliche, finanziate da risorse pubbliche, e nessuno degli addetti che sia un amministratore eletto o un funzionario nominato può ignorare certe regole, persino elementari. Ma mentre tutto ciò emergeva, diventava di pubblico dominio e oggetto di indagini anche di natura penale e di valutazioni amministrative, difficile crederlo, quasi impossibile pensarlo, sul versante del Belvedere si avviava un'altra opera analoga risultata poi totalmente abusiva. La responsabilità di questo nuovo fatto veniva comunque ricondotta sempre allo stesso soggetto, cioé al Comune che, in teoria, avrebbe dovuto essere il primo degli Enti a vigilare il rispetto delle regole e delle norme. Sembra una storia persino incredibile, ma tanto vera che in questi giorni ha visto la persona del Sindaco di quell'Ente essere "costretto" agli arresti domiciliari ( per la cronaca non è la prima volta che succede, ma in altra veste). Si pone quindi una questione di credibilità di istituzioni che non rispondono ai loro doveri, che di fatto scavalcono ogni limite, quelli  che valgono per ognuno di noi, con l'aggravante che buttano soldi pubblici in avventure rischiose e temerarie. In questi casi stanno funzionando i poteri di controllo e di sanzione, ma il fatto stesso che sia necessario intervengano i poteri repressivi significa che la prima linea della tutela non esiste, che la tentazione di scavalcare e superare regole è sempre molto attraente per certi poteri pubblici che si sentono liberi di agire quasi coperti da una immunità permanente . Nel caso di Macugnaga si sommano contestabili scelte di merito con la loro gestione illegittima, il peggio forse che si sarebbe potuto credere. La vicenda mostra quali e quante sono le insidie che l'ambiente può subire e quanta difficile sia  l'opera di associazioni come la nostra, impegnate su un fronte( per noi) troppo esteso  e dove la prima linea della tutela e l'affidabilità dei relativi poteri pubblici sembra caduta.               

giovedì 8 maggio 2025

LA SEZIONE - CAMBIO DI PRESIDENZA

 

 

 Pubblichiamo le parole programmatiche di Filippo Pirazzi, nuovo Presidente della Sezione, eletto nella seduta del 30 aprile scorso e quelle di saluto di Piero Vallenzasca che ha lasciato la carica in conformità allo Statuto Nazionale.   


A seguito del rinnovo delle cariche sociali per il prossimo triennio 2025-2028, ringrazio il nuovo Consiglio Direttivo della sezione locale di Italia Nostra VCO ed il Presidente uscente Piero Vallenzasca per la stima dimostratami in assemblea. Sarà per me un compito assai arduo riuscire a misurarmi con le conoscenze giuridiche e le abilità del nostro past-President, competenze di cui tutti noi soci gli siamo obbligati. A lui chiediamo di restare sempre vicino alla nuova dirigenza e di supportarla nei compiti e nelle battaglie ambientali presenti e future, a motivo della sua invidiabile esperienza. Nella sua nuova veste di Segretario di sezione potrà ancora prendere per mano il nostro sodalizio ed indirizzarlo verso altri traguardi di tutela e di consenso pubblico. Alla vice Presidenza abbiamo eletto Tiziano Auguadro un veterano dell’ambientalismo del Verbano, da anni impegnato in prima persona nella difesa delle bellezze paesaggistiche storiche di questa provincia.

Ringraziamo anche Livia Olivelli e Giorgio Scalenghe che si occuperanno rispettivamente degli aspetti dell’educazione ambientale e dei rapporti con le altre sezioni del nostro sodalizio. Un augurio per un buon cammino, proficuo e ricco di soddisfazioni, anche a Giorgio Ingaramo e Paola Bazzoni, gli altri due membri del nuovo CD.

Un pensiero affettuoso vada infine a Maria Cerutti che lascia questo Direttivo dopo tanti anni di militanza in Italia Nostra. Vada a lei la nostra riconoscenza per l’impegno costante portato avanti con caparbietà nel territorio di Vignone e per la valorizzazione della Degagna di San Martino.

Dal canto mio, ho un’esperienza ambientalista di qualche anno ormai, sempre in prima linea con il Comitato locale Salviamo il Paesaggio Valdossola, condotto insieme a Sonia Vella fin dal maggio 2014. La nostra prima grande battaglia ambientale fu quella contro un ecomostro gigantesco: Interconnector Svizzera-Italia 380 kV, un obbrobrio paesaggistico che ancora pende come una spada di Damocle sulle teste di questo territorio e che abbiamo contrastato insieme a nuovi amici, incontrati lungo la via. Uno su tutti, Antonio Di Pasquale, il perito abruzzese più ostinato e più aggiornato nel riconoscimento degli interessi collettivi e diffusi, in materia di tutela del paesaggio e del patrimonio culturale e ambientale dello Stato, che io abbia mai incontrato in vita mia.

Contemporaneamente, ci siamo battuti contro il proliferare indiscriminato delle centraline idroelettriche. Decine e decine di mini impianti che stanno mortificando la vita e l’identità di fiumi e torrenti alpini, fino ai più piccoli corsi d’acqua. Prelievi idrici realizzati in nome di un falso progresso, che senza una pingue contribuzione statale non starebbero mai in piedi autonomamente. Spacciate per fonti rinnovabili, sono in realtà solo un business per un’imprenditoria rampante e sbrigativa, sfruttano con il favore di norme corsare le acque dolci, un Bene Comune dei cittadini italiani, ma non risolveranno mai la sostenibilità energetica di questo Paese.

Attraverso il forum nazionale di Salviamo il Paesaggio siamo tutt’ora impegnati nella campagna contro il consumo di suolo, una piaga “cementificatoria” che non risparmia nemmeno le aree montane e che sembra non avere mai fine, in una Nazione dai confini limitati.

Con l’aiuto dei nostri supporter abbiamo collaborato con le altre associazioni di protezione ambientale consorelle, sia in ambito locale che nazionale, anche internazionale: Legambiente, con “La protesta dei pesci di fiume”, con “La carovana dei ghiacciai” e con “Neve diversa”.

Con il loro circolo “Il brutto anatroccolo”, con Mountain Wilderness Italia e con Italia Nostra VCO abbiamo fondato il Comitato Tutela Devero che si è battuto e continua a battersi contro il nefasto progetto “Avvicinare le Montagne”, i cui danni ambientali passati, presenti e futuri sono talmente evidenti da aver interessato la Giustizia ordinaria italiana e la Commissione europea.

Un gentile pensiero lo voglio dedicare infine a Emilio Delmastro, per il supporto giuridico e la saggezza di Pro Natura Piemonte e Torino, sempre disponibile ad aiutarci. Il suo instancabile attivismo è motivo di grande plauso e sia di esempio per i giovani e i non più giovani che vogliano impegnarsi in un ambientalismo senza tentennamenti e senza rinunce.

Entrare nelle stanze dei bottoni, ad esempio nei Consigli di amministrazione dei Parchi, fare rete con le altre associazioni di protezione ambientale, che perseguono finalità simili a quelle nostro Statuto e che sanno mantenere la barra a dritta, sono gli obiettivi su cui dobbiamo impegnarci ogni giorno di più. Ma anche verso i piccoli comitati spontanei di cittadinanza attiva locale che rivendicano il diritto a vivere in un mondo a misura d’uomo, non sovraordinato dalla finanza, né dal mercato economico. Le lotte ambientali dei vari Coordinamenti in Difesa dei Territori sono gli esempi da imitare e da cui prendere spunto.

Spesso ci chiamano cittadini inermi e sorpresi dal proliferare improvviso di antenne per le telecomunicazioni, erette anche nei posti più impensati, a ridosso delle case, ad interrompere la vista panoramica di un monte e di una vallata, o nel bel mezzo dell’erba di un prato. Altri allarmi e richieste d’aiuto arrivano alla nostra sezione o direttamente ai nostri soci per la difesa degli alberi dalle motoseghe selvagge, allor quando interi viali vengono martoriati da orribili capitozzature, che potature non sono. Peggio ancora quando intere superfici boschive e aree verdi anche urbane vengono sacrificate per far posto al parcheggio delle macchine.

Tutti questi temi ambientali e paesaggistici ed altri, già annunciati da Piero Vallenzasca nella sua lettera di commiato, saranno quelli su cui vorrò continuare con Italia Nostra l’opera di verifica delle normative nel pieno rispetto delle leggi, a fronte di qualsiasi intervento antropico che progetti l’alterazione delle nostre amate terre. Questo è il solo vero faro che dovrà, ancora e sempre, guidare la nostra azione negli anni a venire.

Grazie per l’aiuto ed il sostegno che vorrete ancora darci.

Filippo Pirazzi

Presidente della sezione locale

Italia Nostra VCO

 

Finisce il mio relativamente non breve periodo durante il quale ho avuto la responsabilità di condurre la sezione del Verbano Cusio Ossola della storica Associazione ambientalista Italia Nostra. 

Ringrazio tutti per la fiducia e l’appoggio che ho avuto. Passo la mano a Filippo Pirazzi, persona che sicuramente potrà continuare quell’opera di presidio e di attenzione con la quale ci siamo proposti in questi anni nei confronti di un territorio bello ma fragile. Vorrei dire fragile perché bello, perché attrattivo, perché di valore, dove quest’ultimo termine contiene tutta la sua ambiguità. Non dunque una fragilità per cause naturali ( ci sono anche quelle), ma per altre ragioni e la prima è quella umana non sempre capace di apprezzare e di conservare ciò che di meglio ha avuto la fortuna di possedere. Il bene migliore che, chi vivendo qui ha e ha avuto, sono i luoghi stessi: incontro sapiente di terre declinanti dai crinali alpini più elevati sino alle “terre” d’acqua dei suoi laghi. Non a caso anche nei secoli trascorsi la sua attrattiva non era mancata per farne luoghi del loisir, valorizzandone le qualità ambientali e lasciando eredità pregevoli, ma poi nei tempi più recenti lasciate anche all’abbandono.

 Ora, ma non solo da ora la parola: “investimenti” è la parola magica che apre ogni porta ed è il mantra che risuona dalle vallate più alte che qualcuno vorrebbe “avvicinare”, alle rive costiere ed ai suoi versanti collinari dove l’edificabilità diffusa e pervasiva continua a voler essere oggetto di conquista e, pezzo a pezzo, si è smontata e ancora si smonta l’identità dei luoghi, del paesaggio come tratto distintivo di un territorio per assimilarlo ad altro, all’indistinto che lo banalizza e lo priva, paradossalmente, del suo valore identitario per sacrificarlo al “valore” immobiliare. Non c’è freno apparente. 

Il Piano paesaggistico regionale è nel miglior dei casi inattuato, nel peggiore ignorato o” interpretato” secondo convenienza, le Amministrazioni locali non tengono, seguono l’onda; i capitali stranieri come non mai sono arrivati e arrivano. Tutti esultano. Anche le montagne di pietra sono fatte oggetto di brame: dalla miniera di Baveno alla cava Lorgino di Crevoladossola, non c’è storia e chi obietta è perso. Macugnaga ha realizzato l’opera incompiuta più inutile che avrebbe potuto pensarsi, non contenta ne ha fatta un’altra pure abusiva. Vogogna ha invaso i propri territori agricoli con montagne, pure loro abusive, di depositi di scarti di cave e di frantoio. Anche alcuni dei media fanno la loro parte: Manoni è l’imprenditore turistico ideale con il suo villaggio vacanze dentro una riserva naturale ed ora ci manca soltanto il Gardaland del Lago Maggiore: un ossimoro, ma poco importa. La Colonia Motta, magari verrà recuperata, ma con il prezzo di averle concesso altra e non poca edificabilità nuova e aggiuntiva; Stresa ha fatto la monetizzazione del secolo, sì, ma con i valori di mercato di quello passato ( e pensare che c’erano strumenti di tutela precisi ed anche un pronunciamento del Consiglio di Stato), ma non sono serviti a nulla, è il cantiere più grande del Lago; anche il Monte Rosso, diventa ambito perché, sua “sventura”, è finito dentro i confini del Parco Nazionale. Sembrava quindi un luogo protetto, ma ora che è protetto diventa, paradossalmente, minacciato. Non si capisce più nulla. Non c’é più un ordine nei Governi, una logica che presieda le “scelte” di chi decide o anche di chi dovrebbe tutelare.

 No, prevale l’investimento, mentre le nostre proposte giacciono inevase, rinviate da seduta a seduta, da un Ente all’altro, ma non abbiamo i capitali da investire e forse questo è il problema.

Potrei continuare nella rassegna, ma il mio mandato è finito, passo il testimone a chi saprà destreggiarsi in questo labirinto. Rimango accanto all’Associazione e alla sua Sezione in un ruolo più defilato come giusto che sia e faccio gli auguri, moltissimi, a chi segue. 

Piero Vallenzasca 

 

 

mercoledì 30 aprile 2025

SEZIONE: IL NUOVO DIRETTIVO

 





A seguito delle recenti votazioni, oggi, 30 aprile 2025, si è insediato il nuovo Consiglio Direttivo della Sezione nelle persone degli eletti: Piero Vallenzasca (Presidente uscente) Filippo Pirazzi Tiziano Auguadro Livia Olivelli Paola Bozzoni Giorgio Ingaramo Giorgio Scalenghe. Il Direttivo ha provveduto alla elezione dei Consiglieri chiamati a ricoprire le cariche previste dal regolamento sul funzionamento della Sezione. Sono risultati eletti: Presidente:Filippo Pirazzi. Vice Presidente: Tiziano Auguadro. Segretario: Piero Vallenzasca. Delegata all'educazione ambientale: Livia Olivelli.  E inoltre il socio Ambrogio Moschini quale  rappresentante degli stessi all'interno del Direttivo Regionale e il Consigliere Giorgio Scalenghe quale rappresentante dei Consiglieri all'interno del Direttivo Regionale. 

A tutti l'augurio di un buon lavoro in armonia di intenti nella condivisione degli scopi dell'Associazione nel suo settantesimo anno di vita.

martedì 15 aprile 2025

PIANO GRANDE: LA STAMPA RILANCIA E NOI PURE.

 

 FOTO LORENZO CASTIGLIONI





La"Stampa" nella sua pagina locale, rilancia con forza il tema dell'uso del Piano Grande per l'incremento di un turismo che sarebbe destinato ad invasioni di massa: un parco divertimenti, una specie di Gardeland del Lago Maggiore, una vecchia aspirazione di Tranquillo Manoni, ora presentata come un'idea innovativa suggerita da addetti ai lavori. Non nascondiamo una certa irritazione per il rilancio di un progetto che in realtà stride non solo con i valori di tutela del territorio che questa Associazione professa, ma con il rispetto che dovrebbe essere da tutti dovuto all'ambiente entro il quale la natura ci aveva dato la fortuna di nascere e che invece deve faticare e molto a essere conservato e migliorato, insidiato da interessi, affari e idee bizzarre. Eppure una chiave di lettura per un processo di conservazione e crescita del territorio, con particolare riferimento proprio a quell'ambito dove il fiume diventa Lago e la montagna terra d'acqua, ben ci sarebbe, anzi c'é ed è il rispetto della coerenza che bisognerebbe osservare rispetto ad alcune scelte di fondo che sono state fatte nel passato perché vedessero i loro positivi risultati anche nel lungo periodo. L'istituzione del Parco Nazionale Val Grande è stata una di quelle; i suoi confini lambiscono l'area fatta oggetto di tanta "interessata" attenzione mediatica, mentre nessuno finora ha raccolto seriamente il progetto che questa e altre associazioni hanno ripetutamente avanzato perché la Cascina De Antonis possa diventare la porta di accesso al Parco Nazionale, il luogo di servizi informativi, logistici, promozionali, divulgativi, educativi... l'elenco si potrebbe allungare. Un luogo che darebbe visibilità ad una istituzione che non ha ancora espresso tutto il suo potenziale non solo in termini di conservazione, ma anche di valorizzazione. Già nel precedente post facevano accenno a che la presenza del Parco potesse essere volano per un nuovo futuro dei borghi al suo interno ( modelli di una rinascita potenzialmente contagiosa anche rispetto a territori sinora autoesclusi dai suoi confini ) e ciò in contrapposizione ai nuovi insediamenti turistico ricettivi al suo interno, (villaggi vacanze di alta gamma), sirene accattivanti nei confronti di opinioni poco attente e facilmente orientabili, mentre meno giustificabili al proposito, ci sembrano, certi orientamenti istituzionali. Ci pare che quanto, seppur qui da noi sommariamente tratteggiato, possa essere l'indicazione di una strada coerente rispetto a quelle scelte di fondo e lungimiranti che nel passato, amministratori pubblici non dimenticati hanno saputo/voluto fare. Vorremmo i loro eredi fossero all'altezza di quel progetto, ne raccogliessero il testimone, ne dessero seguito. Forse un momento di riflessione comune è venuta l'ora di farlo: smetterla di raccogliere opinioni estemporanee e bizzarre,fare gli stati generali del territorio per capire se si vuole il parco dei divertimenti o se la ricreazione è finita ed meglio parlare seriamente e coerentemente.

venerdì 11 aprile 2025

CAVANDONE: UN PAESE DEL PARCO




Toccato per ora di striscio dalle notizie dei media, a breve il progetto di investimento immobiliare proposto dalla Società Adler sulla sommità del Monte Rosso, avvierà in concreto il suo percorso formale nell'ambito di quella che viene definita la Valutazione Ambientale Strategica. Per quanto già dichiarato dal Sindaco di Verbania, tale progetto è dalla stessa Amministrazione valutato con favore. In breve, per quanto abbiamo avuto modo di accertare attraverso l'acquisizione degli atti, trattasi della trasformazione della vetta del Monte Rosso dall'attuale destinazione agri turistica ad altra esclusivamente turistico ricettiva di alta gamma, attraverso l'abbattimento di tutta l'edilizia rurale e no esistente e la formazione di un "villaggio" diffuso secondo canoni già utilizzati in altri investimenti della stessa società e di cui se ne propone l'importazione in loco. Poichè la proponente ritiene che l'accessibilità alla sommità del Monte non sia agevole dall'attuale via, prevede l'accesso dal versante dell'abitato di Cavandone, riattando l'attuale esistente percorso così da renderlo agevolmente percorribile, prima ai mezzi di cantiere durante i lavori e poi agli ospiti e al personale della prospettata struttura turistica. In questo contesto l'esistenza del Parco Nazionale entro i cui confini si verrebbe a insediare la struttura, viene valutato più come un problema che come un'opportunità. Se queste sono le premesse a noi stona che tra Amministrazione Comunale di Verbania e Ente Parco non ci debba essere comunità di intenti nella comune valutazione che il primario interesse pubblico che deve essere perseguito non è e non può essere il fatto stesso di un investimento (valutato positivamente a prescindere ), ma le finalità stesse del Parco Nazionale a cui, giova ogni volta ricordarlo, il Comune di Verbania aveva dato il suo (crediamo unanime) fattivo contributo affinchè l'estensione dei confini ne ricomprendesse il territorio (nella fattispecie il Monte Rosso, Sindaco pro tempore a prescindere ). Se questo è il punto, il parere vincolante del Parco Nazionale (al momento non positivo) dovrà essere rispettato, in primis dal Governo di Verbania, senza polemiche o interferenze. Ma il titolo di questo post e le immagini che lo accompagnano, ci ricorda che il Monte Rosso non è soltanto la sua sommità, ma anche la sua Comunità (ancorchè piccola), privilegiata per posizione ambientale e che oggi, ancorché dimenticato dalla presenza di una benchè minima indicazione in loco, dovrebbe fregiarsi per questa appartenenza al Parco, ma non solo, essa dovrebbe essere (questo sì) oggetto di investimenti pubblici che ne valorizzino le sue parti comuni, che ne faccia oggetto di attrattiva per le sue qualità paesaggistiche e ambientali che, nel rispetto e nella ricostruzione e restauro dell'esistente, la faccià comunità accogliente non solo per residenti, ma anche per un'ospitalità diffusa e sostenibile, fonte di reddito aggiuntivo e integrativo per i proprietari del patrimonio immobiliare in surplus e in disuso, e per nuove attività commerciali e artigianali insediabili. Questo e non altro dovrebbe oggi essere l'interesse, mirato al bene pubblico, di un' amministrazione comunale che lavorasse in sinergia con l'Ente Parco, senza pregiudicare con gli arditi investimenti promessi dai privati, quel Piano del Parco che dovrà offrire il quadro di riferimento per il futuro. Spiace che quando giungano notizie di possibili arrivi di investimenti privati, si assista ad una sorta di agitazione compulsiva per cui o si prendono e va bene a prescindere o chi non è in accordo lo si taccia. C'è una programmazione pubblica che dovrebbe essere la via maestra di ogni percorso. In questo caso c'era la scelta di insediare un Parco che si fregia Nazionale e che va privilegiata su ogni altra perché sia la guida delle successive scelte pubbliche ad essa conformi. In questo contesto la proposta di trasformazione della vetta del Monte Rosso non ci sembra coerente a tutto il resto. Ne riparleremo ancora. 
 
























lunedì 24 marzo 2025

VERBANIA: LA " TENTAZIONE"DEL MONTE ROSSO.

 


ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA -SEZIONE DEL VERBANO CUSIO OSSOLA

COMUNICATO



La Città di Verbania lo aveva chiesto e dopo un lungo percorso, una parte del suo territorio è entrato a far parte del Parco Nazionale Val Grande. Ora i confini dell'area protetta sono estesi sino ai crinali del Monte Rosso compreso l'abitato di Cavandone. A nostra memoria la scelta della Città non è mai stata messa in discussione da nessuno, consapevoli tutti, crediamo, che avrebbe comportato un valore aggiunto per il suo territorio, ma anche l'onere di assumerne le tutele e le limitazioni che quella decisione avrebbe comportato.

Non è passato molto tempo dal Decreto di ampliamento che ha esteso i confini e già la Città si trova di fronte a una scelta che forse non si sarebbe aspettata di dover fare. La Società Adler resort Hotel ha presentato un progetto per un importante investimento turistico ricettivo da realizzarsi sulla sommità del Monte Rosso in sostituzione dell'esistente agriturismo.

Il progetto, per quanto noto, non si limita al recupero e al riuso delle strutture edificate presenti, ma prevede considerevoli incrementi della consistenza edilizia sino a triplicarla. Ciò comporterebbe peraltro una contestuale variante urbanistica, modificando le destinazioni d'uso attuali dei terreni. Le difficoltà di accesso veicolare alla sommità del Monte, richiederebbero inoltre l'apertura e l'adeguamento della viabilità sentieristica oggi esistente che collega l'abitato di Cavandone con la sommità, rendendola idonea a sostenere il passaggio veicolare anche dei mezzi pesanti durante la fase di cantiere.

Queste sono le indiscrezioni giornalistiche che sino ad oggi sono trapelate in attesa di conoscere il progetto, non appena saranno pubblicati i suoi contenuti completi.

Se questo è il fatto, ci aspettiamo coerenza da parte della Città che aveva tenacemente difeso la sua decisione di far parte del Parco Nazionale, allineandosi a quello che sarà il parere vincolante dell'Ente Parco e di altri Enti sovraordinati chiamati ad esprimersi che auspichiamo non dovrebbero essere positivi. Una diversa decisione dell’Area Protetta costituirebbe un precedente che incrinerebbe fortemente il suo dovere di essere presidio dell'integrità del Parco stesso. Vorremmo che così fosse, evitando che mirabolanti investimenti siano la ragione sufficiente per giustificare un interesse pubblico che tale non è, essendo prevalente quello della tutela.

In questo quadro stupisce che il Presidente Nazionale del Club Alpino Italiano, Associazione che pure ha un ruolo riconosciuto in campo ambientale, abbia posto la sua firma professionale sul progetto, cosa certamente legittima, ma forse molto inopportuna.

Confidiamo che la procedura di valutazione del progetto che, obbligatoriamente, ha dovuto essere intrapresa, sia svolta con rigore e lucidità così che il suo risultato sia inattaccabile e Italia Nostra, per le ragioni legate ai propri scopi statutari, auspica che i motivi della tutela prevalgano su altri.

Quanto alla Città, questa Associazione, come noto, ha in corso un'interlocuzione con la sua Amministrazione circa i destini dell'ex cascina De Antonis, sul Piano Grande di Fondo Toce. Vorremmo che il contributo di idee che abbiamo offerto diventi serio motivo di riflessione affinché l'auspicato riutilizzo della struttura agricola abbandonata, in funzione di servizi legati al Parco Nazionale Val Grande, sia il vero valore aggiunto che la stessa Città può offrire a sé stessa e ai territori interni del Parco.

La Casa portale del Parco e di tutte le Aree Protette del VCO, valorizzerebbe l'esistenza del PNVG attraverso una scelta che premi la decisione fatta a suo tempo, e cioè che i confini venissero allargati a comprendere anche Verbania.

Ogni diversa "tentazione" che prevalesse in questa vicenda dove gli “investimenti” fossero l’unico parametro di giudizio, sarebbe oggi sbagliata.

La Comunità di Verbania ha al suo interno capacità e energie per far prevalere la migliore scelta .

24/03/2025

La Sezione VCO di Italia Nostra APS

Il Presidente

Piero Vallenzasca

lunedì 17 marzo 2025

VOGOGNA-VIGNONE: SOLLECITI

 COMPLESSO MONUMENTALE DI S.MARTINO | I Luoghi del Cuore - FAI

 

  ITALIA NOSTRA

Sezione del Verbano/Cusio/Ossola



Spett. Ministero dei Beni e delle

attività culturali e del turismo

Soprintendenza Archeologica, belle arti e

paesaggio per le Province di Biella,

Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli

Cso Cavallotti 27

28110 NOVARA


Preg. Sig. Sindaco del Comune di

Vignone VB

Sede Municipale


e p.c.

Spett. Associazione "La Degagna"

Sede

Vignone


Prot. 09/25

17/03/2025

OGG: Complesso architettonico di S. Martino in Comune di Vignone- Tutela indiretta ex art. 45 del Codice dei beni culturali.

Questa Associazione, unitamente alla Associazione locale La Degagna, ormai da anni si è fatta portatrice della richiesta di una più forte tutela del complesso religioso monumentale di S. Martino in Comune diVignone.

Una prima proposta di tutela diretta non era stata accolta da parte della Commissione Regionale ex artt. 136/137 del Codice.

La stessa Commissione aveva però suggerito che l’intero ambito esterno del complesso potesse essere fatto oggetto di tutela indiretta da promuoversi ex art. 45 del Codice.

In tal senso aveva indirizzato alla Soprintendenza la richiesta di voler procedere.

Nonostante il lungo tempo ormai trascorso e le ripetute assicurazioni avute dalla stessa Soprintendenza che, non da ultimo, ci garantiva l’avvenuta sostanziale conclusione dell’istruttoria positiva finalizzata alla apposizione della tutela, più recenti aggiornamenti non hanno confermato quanto più sopra assicurato.

Nello stesso tempo anche l’Ente Comune di Vignone non sembra aver più manifestato interesse e attenzione ad una tutela sovraordinata, sostenendo l’intervenuta apposizione di una più rafforzata tutela di PRGC sul medesimo ambito.

Alla luce degli approfondimenti svolti, se è vero che risulta essere stata introdotta una zona di tutela paesaggistica pressoché coincidente con l’auspicato ambito di tutela indiretta, permangono a nostro avviso alcune riserve che solo l’apposizione di una tutela sovraordinata potrebbe sciogliere.

Innanzitutto si osserva la debolezza di una tutela garantita dal solo strumento di pianificazione locale, sempre modificabile anche attraverso procedure semplificate. Inoltre la stessa normativa approvata e vigente da valere per l’area in argomento ( vedi l’art. 43 delle NTA ) non é esente da rilievi.

Le destinazioni d’uso a servizi previste all’interno dell’area di tutela non escludono la possibilità edificatoria ancorché finalizzata ad attrezzature di interesse comune e a parcheggi, anche in prossimità al principale bene oggetto di tutela: l’edificio religioso di S. Martino.

Neppure il sottostante vincolo di rispetto cimiteriale risulterebbe rafforzato, salvo formale smentita dell’Ente Comune. Infatti dalla lettura comparata della tavola dei vincoli con l’art. 43 delle NTA, risulterebbe vigente ed approvata una fascia di rispetto ridotta rispetto a quella ordinaria di mt. 200 e ciò in contrasto con assicurazioni diversamente fornite.

Tutto ciò narrato e descritto, fermo restando precisazioni e approfondimenti che gli Enti in indirizzo vorranno fornire, questa Associazione, in uno con l'Associazione La Degagna, ritiene che la richiesta di apporre un vincolo indiretto e sovraordinato sull’area di S. Martino, rafforzando il sistema delle tutele, non abbia perso la sua attualità e necessità e, in tal senso, auspica e chiede che gli impegni e le rassicurazioni che la Soprintendenza aveva a suo tempo dato trovino concreta attuazione.

Vorrà il Comune che ci legge fornire i necessari contributi e chiarimenti riguardo l’esatto quadro normativo in atto sull’area.


Il Presidente

Piero Vallenzasca

 

 Vogogna (VB): Deposito di scarti di scavazioni di cava a lato della  superstrada: in tre a giudizio dopo gli esposti di Italia Nostra

 

 

ITALIA NOSTRA

Sezione del VCO

Prot. 08/25

14/03/2025

Spett. Comune di Vogogna

Sede Municipale

VOGOGNA

e p.c.

Spett. Comando P/le

Carabinieri Forestali

Viale S. Anna 75

Verbania – Pallanza

fvb43396@pec.carabinieri.it 

Spett. Ente Provincia del

Verbano/Cusio /Ossola

Al Dirigente del Settore V – ambiente,rifiuti,e bonifiche


OGG: Comune di Vogogna: Depositi abusivi di materiali.

Si richiamano tutte le precedenti note intervenute tra questa Associazione e l'Ente in indirizzo Comune di Vogogna in relazione agli accertati depositi di materiali inerti tutt'ora giacenti in aree improprie e a destinazione agricola in ambiti prossimi allo svincolo di Piedimulera della Superstrada.

In particolare i depositi effettuati da Agifin Holding srl, fatti oggetto di ordinanze di rimozione, a contrario di quanto pareva risultasse sulla base di comunicazione di Codesto Ente n. 5952 del 04/10/23, ad oggi non risultano né rimossi, né oggetto di apparenti lavori di rimozione in corso.

Si ha ragione di ritenere che l'inosservanza delle ordinanze persista e quindi lo stato di abusività e illegalità dei depositi sussista.

Si chiede comunque di aggiornare l'Associazione scrivente circa lo stato e le prospettive dei depositi.

Per quanto invece riguarda il deposito sorto successivamente ai primi, in ambito ad essi adiacente e sempre in area impropria e a destinazione agricola, pur segnalato da questa stessa Associazione, nulla di precisio ad oggi risulta a noi noto circa l'esito degli accertamenti eseguiti e l'eventuale assunzione di atti finalizzati al ripristino dello stato dei luoghi .

Si chiedono pertanto aggiornate notizie in merito.

Si ringrazia

Distintamente

Il Presidente

Piero Vallenzasca


 

 

 

 

 

mercoledì 12 marzo 2025

LORGINO: L'EPILOGO

 

 La strada della Baulina era e resta privata'' - Ossolanews.it

Con la pubblicazione della delibera n. 2/2025 si conclude, sul fronte del Comune, la vicenda di cava Lorgino. Ora spetterà all'Ente Provincia chiudere formalmente il caso, firmando la relativa autorizzazione alla grande coltivazione. Il verbale della seduta non omette di registrare gli interventi che si sono succeduti, in primis quello del Sindaco. Non sono mancati gli accenti polemici anche rivolti alla Associazione e al Comitato Locale. Li registriamo quali segni di un rancore non sopito, un rancore che non avrebbe ragione di essere, non solo per il "felice" risultato raggiunto, ma anche solo se si rispettassero i rispettivi ruoli. Tuttavia se le osservazioni e i contributi forniti dal Comitato e dalla Associazione, non conoscendosi probabilmente il significato dei termini, si scambiano per calunnie tutto torna o meglio non torna, salvo che si voglia ricondurre a calunnia anche l'intervento dell'Autorità Nazionale Anticorruzione che aveva ordinato all'Ente Provincia, pena sanzioni personali da comminarsi nei confronti dei responsabili, la pubblicazione degli atti della conferenza dei servizi, riconoscendo quindi la fondatezza delle rimostranze sollevate sul caso. Neppure si comprende a quale titolo vengono addebitati ai titolari di interessi pubblici diffusi, quale l'Associazione esprime, gli affermati ritardi accumulati dalla Conferenza durante i suoi lavori. Sarebbe come mettere in discussione le regole di quel procedimento, le scansioni dei suoi tempi, la regia stessa a noi estranea, tutte cose sulle quali non abbiamo nessun potere di intervento. Più singolare ancora appare questo rilievo se si pone mente al fatto che l'Azienda, nonostante i tempi autorizzativi, non ha perso neppure un giorno di lavoro. Se poi dobbiamo dirla tutta, se e qualora l'Ente Comune avesse sin dall'inizio di questa vicenda, operato con maggior attenzione agli interessi collettivi e pubblici, forse tante cose avrebbero potuto essere prese in considerazione e contenute nel primo progetto, ma così non è stato. Rimane assolutamente incomprensibile (e non per nostra carenza), il riconoscimento economico da versarsi da parte del Comune all'Azienda a fronte di un trasferimento di diritti già intervenuto ope legis e attestati proprio dalla citata delibera Consiliare del 1997 fonte di data certa della loro esistenza. Cadendo poi il Sindaco in palese contraddizione quando ricorda che i diritti di uso pubblico sulla strada Baulina sono stati da sempre esercitati in funzione dell'accesso generalizzato alla località di Enso, proprio una delle condizioni necessarie per affermare l'intervenuta usucapione e dimenticando poi che la delibera del 1997 prevedava anche l'onere di pagare la dismissione a privato di un demanio, onere poi non ottemperato e ora quei beni sono nella disponibilità di fatto gratuita dell'Azienda. Ma vah ! Due pesi e due misure.

martedì 11 marzo 2025

L'ASSEMBLA DEL 10/03

 Assemblea dei soci – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ETS APS

Si è svolta ieri, 10 marzo, l'assemblea annuale ordinaria dei soci della Sezione, convocata per l'approvazione dei documenti di bilancio 2024. l'assemblea si è svolta in modalità in presenza e in remoto presso  la sede del centro servizi del volontariato di Verbania. L'assemblea è stata aggiornata circa le attività ultime in corso e programmate da parte del Consiglio Direttivo uscente. I documenti contabili riferiti alla gestione 2024, bilancio e relazione, sono stati approvati all'unanimità dei presenti. E' stato inoltre dato avvio alle operazione elettorali per il rinnovo del Consiglio sezionale. Nei prossimi giorni verranno inoltrate a tutti i soci iscritti al 31/12/2024 e a mezzo plico postale, le schede di voto che dovranno poi essere restituite attraverso plico pretassato entro i termini ultimi che verranno indicati.

 

 

Sezione Verbano Cusio Ossola

Via Sempione 91 28838 stresa vb tel 032333499


RELAZIONE ATTIVITA’ ANNO 2024

in approvazizone nell’assemblea dei soci del 10/03/2025


Nella stesura della presente relazione si richiamano, nel medesimo ordine, tutti i punti che erano stati oggetti del programma di attività deliberato dal Consiglio e da valere per l’anno 2024, evidenziando gli scostamenti intervenuti, i risultati conseguiti o gli obiettivi mancati.


Rapporti con il Consiglio Direttivo Regionale :


I rapporti con il Consiglio Direttivo Regionale e anche con la Giunta sono stati costantemente mantenuti e consolidati in termini di collaborazione.

La partecipazione alle riunioni in remoto o in presenza è stata sempre garantita e la collaborazione richiesta nella stesura di singoli documenti è stata fornita nel limite delle competenze che la Sezione esprime.

Significativo è stato il contributo e il concorso dato nei documenti redatti al fine di " osservare" atti di politica regionale quali il PTR ( PIANO TERRITORIALE REGIONALE ) a cui ci si é dedicati in maniera particolare.

Ripetuti sono stati i contatti con la Presidente del nostro Consiglio Regionale e con singoli componenti delle sezioni Piemontesi, fornendo contributi e collaborazioni.

Attiva è stata la nostra collaborazione sul tema del funzionamento della Commissione Regionale per la individuazione delle nuove tutele paesaggistiche, promuovendo in più occasioni interventi sollecitatori nei confronti dell'Ente Regionale al fine di poter garantirne il funzionamento certo e rapido.

La Sezione ha inoltre continuato a dare il proprio contributo redazionale nella tenuta della pagina blog del proprio Consiglio Regionale, pubblicando le notizie raccolte dalle singoli sezioni, nonché informando sull’attività del Consiglio e sui temi trattati e le decisioni prese.


Tesseramento:


Il tesseramento 2024 ha chiuso l’anno con un lieve incremento sul dato 2023 con una consistenza complessiva pari ad un saldo di 41 adesioni, vuoi per conferme che per nuovi tesseramenti, vuoi per alcune mancate conferme, con proventi complessivi di euro 1.175,00 per quote associative, di cui il 50% è da devolvere alla sede centrale, al netto dei proventi derivanti dal 5* 1000 che è stato elargito per due annualità fiscali e ammonta a Euro 154,74 .


Associazione in rete :


E' continuata l'attività di tenuta e di gestione della pagina blog della Sezione locale attraverso la quale le iniziative vengono diffuse, principalmente ai soci e ai simpatizzanti.

Il Blog sezionale ha ospitato 77 nuovi post informativi redatti nel corso dell'anno e ha registrato circa 22.100 visualizzazioni sul periodo degli ultimi 12 mesi alla data 06/03/2025, raggiungendo i 114.065 di accesso dal suo esordio.

Il maggior numero di visualizzazioni per singolo post, ha ottenuto 1581 accessi, post intitolato: STRESA: UNA VICENDA INVEROSIMILE.

La pagina sezionale del sito nazionale è stata, costantemente implementata, trasmettono richieste di pubblicazioni dei post di maggior rilievo.


LE AZIONI:



Verifica dell'attuazione del Piano Paesaggistico Regionale e del rispetto normativo.


Costante è stata l'attenzione della Sezione nei riguardi delle situazioni locali di maggior criticità: vedi: Cava Lorgino/ Piano Grande di Verbania e Variante Generale/Piano Attuativo Colonia Motta che ci ha visto impegnati nella elaborazione di documenti e contributi finalizzati a cercare di ricondurre le situazioni richiamate, entro l'ambito della Pianificazione Sovraordinata e comunque intervenendo anche con esposti in relazione a specifiche situazioni (vedi la memoria prodotta alla Corte dei Conti sul caso delle monetizzazioni attuate dal Comune di Stresa e nel ricorso avanti il Presidente Regionale avverso l'ampliamento del campo golf di Fondo Toce e l'intervento sullo stesso tema operato presso l'Ente aree protette del Ticino e del Lago Maggiore) .

Rilevante è stata l'azione della Sezione nel contrasto al progetto di nuovo porto galleggiante sul fronte di Pallanza, contrasto le cui ragioni hanno trovato accoglienza piena in sede di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero.

Istanze di tutela:


Conclusasi, ma non esauritesi comunque l' attività di presentazione alla Regione delle proposte di tutele paesaggistiche che la Sezione aveva posto come suo obiettivo qualificante, nel corso del 2024, è andata all'esame della Commissione Regionale la proposta di ulteriore tutela del Piano Grande. Ne è scaturito un intenso scambio di argomentazioni tra Commissione e Sezione, ottenendo comunque una richiesta formale da parte della Commissione, rivolta al Comune di Verbania, di far proprie, nell'ambito della revisione in atto del Piano Regolatore Generale, una parte delle richieste di maggior tutela avanzate. La questione si sposterà dunque sul tavolo del Comune.

Per le altre numerose proposte di tutela, il loro esame è calendarizzato nel corso del 2025 ( prime in esame le proposte su Stresa tratta lago e Levo panoramica) , anno in cui la Commissione dovrebbe esaurire la pregressa giacenza inevasa.

Si è sollecitata nuovamente la Soprintendenza, area nord est, a concludere l'iter di tutela indiretta del complesso monumentale di S. Martino in Comune di Vignone che, nonostante le riassicurazioni più volte avute, non pare sia imminente.


Sito Unesco Isole dei Laghi :


La Sezione pur avendo aderito all'iniziativa assunta nell'ambito del Comune di Stresa per il progetto sito Unesco delle Isole, ottenendo di partecipare al Comitato promotore, non ne è seguita alcuna iniziativa concreta da parte dei promotori che non parrebbero più averne interesse stante l'assenza di azioni.




06/03/2025




Il Presidente della Sezione VCO


giovedì 6 marzo 2025

ASSEMBLEA DEI SOCI


 

Iscriviti



LUNEDI' 10 MARZO CON INIZIO ALLE ORE 17 PRESSO
IL CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO DI VERBANIA VIA ALLE FABBRICHE 8
VERBANIA- INTRA
E' CONVOCATA L'ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI DELLA SEZIONE DEL VERBANO/CUSIO/OSSOLA. L'ASSEMBLEA SI SVOLGERA' CON MODALITA' IN PRESENZA E IN REMOTO AL LINK
https://calendar.app.google/UUjTgq8ihEY8uywA9

L'ASSEMBLEA VIENE CONVOCATA
PER L'APPROVAZIONE DEL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO:



1) BILANCIO DI ESERCIZIO 2024

2) RELAZIONE DELL'ATTIVITA' 2024.




VERBANIA: INCONTRO CON SINDACO

 

Si è svolto questa mattina l'incontro tra una nostra delegazione e l'amministrazione Comunale di Verbania nelle persone del Sindaco, dell'Assessore delegato alla Pianificazione e del Dirigente del Settore. Tema sul tavolo il Piano Grande e in particolare il destino della ex cascina De Antonis. La questione è nota come pure le proposte che la nostra Associazione d'intesa con altre operanti sul territorio, da alcuni anni hanno posto sui tavoli della Pianificazione del Comune di Verbania: fare di quella struttura in stato di abbandono, il portale dei servizi del Parco Nazionale Val Grande e delle altre aree protette della Provincia. Questo blog ospita diversi post su questo tema e pure la intera proposta nei suoi dettagli,Chi ha interesse può farne ricerca mirata o chiedere l'invio della documentazione che è a disposizione di chiunque. Come è andato l'incontro? Come era prevedibile non è stato conclusivo, ma interlocutorio. Il Sindaco ha ascoltato le nostre proposte e ha indicato un percorso per un successivo confronto: aspettare la conclusione della revisione delle classi di rischio idrogeologico in corso e sulla base delle loro risultanze, ove ammettessero il recupero dell'esistente, riprendere il confronto, ritenendo il nostro progetto compatibile con il ruolo che Verbania riveste all'interno del Parco. Allargherà comunque la consultazione a tutti i soggetti pubblici e privati che ne hanno interesse, in primis il Parco stesso in quanto soggetto imprescendibile anche a fini della necessaria raccolta delle risorse finanziarie. La nostra posizione è stata aperta anche rispetto a soluzioni di urbanistica negoziata con il coinvolgimento della proprietà, purchè sia garantito il raggiungimento dell'obiettivo sostnziale. Questa è stata l'intesa raggiunta e l'impegno preso dal Sindaco per un successivo incontro sul quale confidiamo assolutamente.

sabato 1 marzo 2025

ISCRIZIONI 2025

 70esimo






L’invito di quest’anno si apre con il logo dei settanta anni della Associazione. La nostra Sezione locale è di più recente data, costituitasi all'inizio degli anni 70 per iniziativa di un gruppo di residenti e frequentatori a vario titolo della Valle Vigezzo, in quegli anni assunta alla cronaca per la tumultuosa crescita edilizia che ne minava i suoi caratteri. Poi la Sezione è andata avanti e per tanti anni è stata guidata dall’appassionato spirito ambientalista di Italo Orsi che ci ha lasciato nel corso del 2022.

2. L’anno sarà dunque celebrativo e ci dovrà vedere impegnati in attività che però non dovranno solo essere di memoria, ma anche di impegno “militante”, ossia vederci sempre presenti laddove le minacce ai “nostri” beni comuni si profileranno.

L’anno che si è aperto è anche di rinnovo delle nostre cariche e fra alcune settimane gli iscritti al 31/12/24, riceveranno la scheda per esprimere il loro voto da cui uscirà il nuovo Consiglio Direttivo per i successivi tre anni..

Per garantire il futuro della Associazione, occorre però che essa viva nello spirito dei suoi associati, nella costante riconferma della loro adesione e nel loro sostegno morale e materiale. E’ con questo auspicio che chiediamo ai nostri soci di confermare anche per il 2025 la loro adesione, è con questo spirito che chiediamo ad altri di avvicinarsi ai nostri valori e di sostenerci quali nuovi soci.

Vorremmo potervi ringraziare tutti, vecchi e nuovi e non deludervi mai.

Il Presidente

Piero Vallenzasca




Potranno , ove lo vogliano, provvedere mediante versamento da effettuarsi sul conto corrente intestato alla Sezione presso lo sportello della banca Monte Paschi Domodossola iban


IT79L0103045360000000217470

In alternativa potranno provvedere mediante versamento diretto a mani del Presidente della Sezione che rilascerà ricevuta.


Tariffario iscrizioni e rinnovi 2025 (con l’invio gratuito della rivista)

Quota annuale (Euro) 35,00 Quota triennale (Euro) 90,00

Socio Familiare (di un socio ordinario) annuale 20,00 triennale 50,00

Socio Giovane (meno di 18 anni) 10,00 triennale 25,00

Socio Ordinario Studente (18-26 anni) annuale 15,00 triennale 40,00

Socio Sostenitore annuale 100,00 triennale 270,00

Ente sostenitore 250,00

Socio Benemerito 1000,00

Socio Vitalizio 2000,00 (una tantum)

Socio Estero 35,00 (senza rivista)

Classe Scolastica* 25,00 (con spedizione di 3 copie della rivista