venerdì 20 gennaio 2017


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Il Comitato Salviamo il paesaggio Valdossola ha emesso il comunicato stampa che integralmente pubblichiamo qui sotto. Esso rappresenta un efficacie sintesi della questione che vede contrapposte le posizioni ambientaliste e non solo, nei confronti del progetto del grande elettrodotto che Terna intende realizzare. Il momento è diventato nuovamente cruciale di fronte alla riapertura del processo autorizzativo dell'opera. Vi invitiamo all'attenta lettura del comunicato che, al di là delle posizioni di ognuno, rappresenta un interessante documento conoscitivo sul problema del quale si dibatte. 


Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA
salviamoilpaesaggio.valdossola@gmail.com


Il progetto dell’elettromostro va avanti

Rendiamo noto all’opinione pubblica interessata all’opera elettrica di Terna SpA “Interconnector Svizzera-Italia 380 kV – All’Acqua-Pallanzeno-Baggio” (prot. EL-330) che sul sito web del Ministero dell’Ambiente sono stati pubblicati i nuovi documenti di progetto, richiesti nel 2015 ad integrazione dello studio di impatto ambientale (procedura di VIA).

http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/855/1134?Testo=&RaggruppamentoID=132#form-cercaDocumentazione
Con la presentazione di questi 356 documenti riprende quindi di gran lena l’iter autorizzativo del progetto Interconnector che il colosso nazionale della trasmissione elettrica intende realizzare con una determinazione a dir poco travolgente.
Si tratta di un mastodontico intervento, del valore di circa 1 miliardo di euro, che la Val d’Ossola non ha mai sperimentato sul proprio territorio, sia per dimensioni ed estensione dell’opera, sia per la potenza massima delle strutture elettriche. Il peso dell’impatto ambientale è straordinario e costituirà, una volta realizzato, un danno irreparabile al paesaggio naturalistico e antropizzato dei luoghi.
Interconnector partirà dal Passo di San Giacomo in alta valle Formazza, passerà da Fondotoce, per proseguire fino alle porte di Milano, lungo il versante occidentale del Lago Maggiore e del Fiume Ticino. Per tutta la lunghezza di questo tracciato, di circa 180 km, verranno innalzati più di 400 nuovi giganteschi tralicci, alti fino a 60 metri, atti a sostenere un’altra nuova linea elettrica in altissima tensione: 380.000 Volt, pari a circa il doppio della potenza di quelle già esistenti sul territorio.
È stata la legge 99/2009 all’art.32 a stabilire l’esigenza di interconnettere elettricamente gli Stati confinanti all’Italia (Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e Montenegro) lungo 5 corridoi, per lo più transalpini, detti “autostrade dell’energia”.
Nel giro di pochi anni Terna completa le procedure previste per la selezione dei soggetti privati che teoricamente dovrebbero finanziare la realizzazione degli Interconnector e individua i corridoi su cui impostare le linee. Uno di questi è, appunto, quello che dal Passo San Giacomo arriva alle porte di Milano, attraversando la Val d’Ossola.
Il 4 giugno 2014 viene presentato ufficialmente il progetto per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e viene formalizzata la scelta di realizzare, oltre a linee elettriche in altissima tensione (380 kV), anche 2 mega centrali di trasformazione (o stazioni di conversione) da corrente alternata a corrente continua, localizzate una a Pallanzeno e l’altra a Settimo Milanese
Va ricordato, però, che tra il 2010 e il 2011 Terna aveva già avviato dei tavoli concertativi con le amministrazioni locali, dovendo adempiere ad un impegno con la Regione Piemonte, sottoscritto nell’agosto 2009 (cfr. DGR n.60-11982 del 2009), riguardante la “sistemazione” delle linee elettriche in alta tensione, vecchie e obsolete, che passano sui tetti delle case dei paesi formazzini. Questo progetto, sottoposto a valutazione impatto ambientale l’8 maggio 2012, venne chiamato “Razionalizzazione della rete a 220 kV della Val Formazza” e, ripetiamo, discende da un IMPEGNO, ad oggi non ancora assolto, quale opera compensativa del danno ambientale arrecato da un’altra linea elettrica di Terna in altissima tensione, denominata “Trino-Lacchiarella”, situata nella pianura vercellese.
Il 2014 è l’anno in cui i 2 progetti (Razionalizzazione linee Formazza e Interconnector Italia-Svizzera) vengono fusi in un unico progetto, vincolando, di fatto, lo spostamento delle linee elettriche dal fondovalle formazzino alla realizzazione di un nuovo superelettrodotto, cioè di Interconnector 380 kV.
Chi scrive ritiene questa scelta dannosa per gli abitanti della Valle Antigorio-Formazza perché ha implicato lo stop dell’iter di approvazione del progetto di Razionalizzazione, posticipando i tempi di realizzazione in un futuro indefinito. Inoltre si è ingenerata una erronea convinzione che lo spostamento delle linee elettriche sia subordinata alla realizzazione di Interconnector Svizzera-Italia.
In questi ultimi mesi dell’anno 2016 abbiamo saputo di supplementari tavoli di concertazione, voluti dalla Giunta Regionale piemontese per convincere i Sindaci della Val d’Ossola a sottoscrivere verbali di intesa con Terna. Le riunioni avevano per obiettivo l’accoglienza di varianti non sostanziali dei tracciati e altre opere compensative a dir poco ridicole. Da quelle circostanze abbiamo imparato tutta la strategia persuasiva della grande impresa quotata in borsa, che ha azionisti
internazionali, una capitalizzazione giornaliera di 8 miliardi e 690 milioni (genn. 2017) e che risulta assai empatica alle Istituzioni più importanti: incontrare le Amministrazioni comunali in gran segreto nelle stanze del potere, trattare le rivendicazioni territoriali per separate sedi e snobbare le proteste dei cittadini residenti e dei comitati ambientalisti, che lottano contro quest’opera almeno da 5 anni. In altre parole divide et impera.
Oggi assistiamo all’avanzare deciso del progetto dell’elettromostro Interconnector, mentre molti fingono di non capire sia la gravità degli scempi che verranno perpetrati ad un ambiente naturale in molti siti ancora integro, risorsa indiscutibile per uno sviluppo serio del turismo di montagna, sia l’ingente perdita di valore del patrimonio paesaggistico alpino che verrà sacrificato per sempre.
Inoltre sussistono ancora forti dubbi sia sull’utilità dell’opera, sia sul suo finanziamento. Viviamo un periodo storico che, complice la crisi economica globale, punta già al risparmio, all’ottimizzazione, alla sostenibilità energetica e alla produzione locale delle energie rinnovabili per il proprio fabbisogno. La generazione elettrica in Italia è in calo da tempo, perché serve meno corrente e, nonostante questo, secondo i dati dell’autorità energetica nazionale abbiamo un surplus di corrente disponibile. Interconnector nasce per importare dalla Svizzera il surplus di produzione delle centrali nucleari elvetiche che sul mercato dell’energia costa di meno, ma che durerà anche di meno: dal 2019 e fino al 2034 infatti si completerà il piano confederale di dismissione del nucleare. Interconnector sarà dunque un’altra cattedrale nel deserto? In Val d’Ossola se ne sono viste già abbastanza, basti pensare allo Scalo ferroviario DOMODUE che non ha mai onorato le aspettative proclamate a squilli di tromba: l’occupazione e il benessere prospettati sono rimasti sogni nel cassetto, anzi si son perse zone agricole e suolo di enorme importanza e valore. Sul fronte dei costi va ricordato che l’opera sarà finanziata da un cartello di clienti finali energivori che ne saranno i proprietari per vent’anni a loro esclusivo uso e consumo. L’elenco di queste aziende vede alcune società in pessime situazioni finanziarie o sull’orlo del fallimento o della chiusura, come l’ILVA di Taranto. Quindi, un superelettrodotto privato in mani private, costruito però con contribuzione statale e comunitaria per la parte progettuale, ma già abbondantemente partecipato dalle bollette domestiche degli utenti italiani, che a loro insaputa hanno accantonato 3 miliardi di euro in 6 anni, prorogati per altrettanta somma per i prossimi 6.
E proprio per evitare che ad insaputa dei cittadini residenti sul territorio venga autorizzata dal MISE un’opera elettrica altamente invasiva e controversa, ma spacciata per strategica da chi la propone e da chi la sponsorizza dal punto di vista politico, chiediamo urgentemente una serie di tavoli informativi patrocinati sia dai 6
Sindaci della Val d’Ossola che hanno espresso un parere compiacente, sia dagli altri 9 Sindaci, che invece si sono rifiutati di sottoscrivere i verbali d’intesa con Terna e la Regione Piemonte. Le persone hanno diritto di sapere tutto di questo progetto, di rendersi conto delle sproporzioni di queste strutture che si vogliono realizzare in una valle stretta e già ampiamente strutturata e sfruttata per stessa ammissione dei progettisti.
Infine è assolutamente imperativo capire come la politica per il territorio possa continuare ad orientarsi e puntare tutti i propri sforzi sullo sviluppo turistico della Val d’Ossola con proclami talora elettorali, investimenti finanziari, progetti transfrontalieri di recupero e di rilancio, formazione professionale specifica, promozione e quant’altro, facendo leva sulle bellezze paesaggistiche naturali, punti di forza universalmente riconosciuti, quando ambiente e paesaggio subiranno devastanti trasformazioni irreversibili e di abbruttimento delle località turistiche e di quelle di transito dei turisti.
Per tutti questi motivi, per conoscere di quali vantaggi e di quali ricadute in termini economico-occupazionali questa valle potrà beneficiare in futuro e per poterli comparare con la svalutazione economica del capitale ambiente-paesaggio, compromesso dal passaggio di un’opera di tale carico e impronta, invitiamo la popolazione locale alla mobilitazione. Le persone che hanno a cuore il futuro dei propri paesi e le Amministrazioni comunali della Val d’Ossola si impegnino a perseguire una vera unione di intenti che da più parti è evocata, ma poi troppo spesso è sottoposta agli ordini di scuderia oppure è soffocata da slogan e proclami incomprensibili. La comunità ossolana sia una, unita e libera di scegliere il proprio benessere ed i propri destini.
Il 29 gennaio, domenica mattina alle ore 10,00 faremo una visita guidata ai luoghi prescelti per la costruzione della stazione elettrica di fondovalle contesa e contestata; speriamo di vedere un folto pubblico di partecipanti interessati a capirne di più. Nel prossimo mese di febbraio il Comitato locale Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA organizzerà in collaborazione con il Comune di Piedimulera una serata informativa pubblica e dei momenti di incontro con la cittadinanza ossolana, per fare il punto della situazione.

Beura Cardezza, 19 gennaio 2017

Filippo Pirazzi e Sonia Vella
referenti Comitato Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA
tel. 338 613 2825 ; 348 882 8001 ; e-mail salviamoilpaesaggio.valdossola@gmail.com
gruppo FB: Salviamo il Paesaggio Valdossola
sito nazionale di Salviamo il Paesaggio: www.salviamoilpaesaggio.it

mercoledì 18 gennaio 2017

UN APPELLO


Il Dott. Massimo Terzi, Presidente del Tribunale di Torino, nella sua veste di Presidente del Museo del Paesaggio di Verbania, ci trasmette questo appello perché la sua diffusione possa contribuire al suo buon esito. Volentieri ci uniamo alla richiesta invitando i nostri lettori a raccoglierla. La nostra Associazione potrà da parte sua fornire un proprio contributo rispondendo positivamente all'appello. 






Come forse sa, unisco al mio ruolo istituzionale di Presidente del Tribunale di Torino, anche quello di Presidente del Museo del Paesaggio di Verbania, istituzione secolare che conserva un ricchissimo patrimonio di opere d’arte nonché un’alta tradizione di studio e di ricerca sul tema del paesaggio. 









Vogliamo che diventi un luogo di attrazione per i turisti e un luogo di aggregazione per la comunità locale. Vogliamo installare un chiosco bar sotto le magnolie oltre il cancello,mettere dei tavolini e degli ombrelloni per farne un luogo ombreggiato di sosta, lettura e conversazione e infine organizzare molti eventi durante le sere primaverili ed estive (concerti, reading, proiezioni).










Per fare questo abbiamo bisogno di fondi. Come lei sa, una legge dello stato, denominata sinteticamente Art-bonus, consente di ottenere un credito di imposta pari al 65%. 


Potrà trovare i dettagli ai seguenti link:




Le chiederemmo quindi di aiutare il nostro Museo promuovendo le donazioni tramite questo strumento che presenta innovativi vantaggi fiscali per i donatori.


Le saremmo inoltre particolarmente grati per un suo personale contributo diretto all’iniziativa.

Il versamento può essere effettuato tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate:

IBAN: IT05X0569622400000002401X06

specificando nella causale

“Art-Bonus – Erogazione Liberale per Città di Verbania, il Cortile di Palazzo Viani del Museo del Paesaggio: uno spazio per la città (Codice fiscale o P.Iva del donatore)”

Il Comune di Verbania, in quanto Ente Pubblico proprietario del bene, raccoglierà le donazioni versandole al Museo.
Sarà nostra cura rendere merito anche pubblicamente ai donatori che ci sosterranno in questo progetto




venerdì 13 gennaio 2017

INTERCONNECTOR: DI NUOVO AL VIA



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Si riscaldano di nuovo i motori intorno all'Interconnector, così pare. Quest'oggi la polemica ha visto schierati su due fronti i due partiti, ossia quello del no, i 5 Stelle, e quello che sarebbe anche del sì, ossia il PD. L'incontro, forse meglio dire lo scontro è avvenuto in casa del Deputato Enrico Borghi, in quanto Sindaco di Vogogna. Lo accusano di avere dato disponibilità ad ospitare, sul territorio del suo comune, la centrale di smistamento della linea, ossia una grande infrastruttura che fa pare del progetto Interconnector. All'accusa mossa da un deputato 5 stellato, il Deputato Borghi ha risposto negando di aver fatto mai tale scelta. Infatti non esistono atti formali del suo Comune in questo senso; questo è vero, ma è anche vero, e lo aggiungiamo noi che abbiamo letto alcune carte, che Vogogna è stata ugualmente indicata, nella proposta di accordo che la Regione Piemonte ha presentato alla firma dei Sindaci interessati dal passaggio, quale una possibile sede alternativa della centrale di smistamento. Se dunque è finita dentro quella proposta di accordo, qualcuno ce l'avrà pure messa. Ma intanto i motori si riscaldano perché con la fine dello scorso anno si è chiuso il periodo di 10 mesi di sospensione dell'esame del progetto interconnector che era già in corso presso il Ministero dell'ambiente e quindi riprenderà l'esame con le alternative che intanto Terna ha messo in campo in questi mesi. Cosa succederà ? Non lo sappiamo; onestamente le proposte di modifica che sono state prodotte non spostano molto il problema, almeno quelle sulle quali Terna ha già manifestato una sua propensione. La politica intanto si divide su linee di schieramento che poco hanno riguardo al merito della questione: 5 Stellati a parte, il centro Sinistra che attraverso la Regione sostiene il progetto, accusa il centro destra di non volerlo sostenere pur avendo la paternità della legge che nel 2009 aveva previsto questi Interconnecort e così unico soggetto lo sostiene, mentre invece se non fosse al governo regionale, probabilmente, lo osteggerebbe e così il rovescio per quelli del centro destra. Se queste sono le motivazioni pare evidente che fidarsi della politica è bene, ma non fidarsi è molto meglio. Quindi nell'immediato occorrerà fare da soli, seguire attentamente la ripresa del percorso di questo progetto e, se vi saranno, non perdere le occasioni per contrastare un progetto che neppure rientrava negli obiettivo del piano energetico nazionale.

martedì 10 gennaio 2017

VIAGGIO TRA LE CAVE




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L'abitudine al peggio non ha mai limite, così almeno sembra, ma la cosa troverebbe pure una sua conferma nello stato del paesaggio che il principale portale di accesso a questa provincia offre per chi lo varchi in autostrada; da un lato la vista sul golfo, tanto bello e singolare da averlo anche proposto come candidato ad un sito Unesco, ma dall'altro lato lo spettacolo di come l'attività umana sia stata capace di modificare, in peggio naturalmente, l'ambiente naturale, mostrando alla vista lo spettacolo, indescrivibile, delle numerose cave , o miniere, che si aprono proprio in questa zona. Sono anni, anzi sono decenni, anzi sono forse anche secoli, almeno per qualcuna di loro, che sono presenti, eppure nonostante le normative siano cambiate, nonostante le regole sembra debbano esistere, non si avverte che un qualche cosa sia migliorato, che un tentativo di coltivare i versanti in maniera meno invasiva e meno cruente sia in atto, anzi. L'impressione è che non ci siamo, che qualche cosa sia sfuggito al controllo, sempre che ci sia mai stato. Non sono certo attività innovative, sembrano un po' i resti di un'archeologia industriale ormai passata; qualcuna è diventata una miniera; anziché estrarre pietre ornamentali, vi estraggono sabbia, con buona pace del tanto rinomato granito rosa di Baveno che non sembra interessare più di tanto. Probabilmente è più conveniente; bassa intensità di mano d'opera e di capitale e profitti più elevati. Il tutto a scapito del territorio, quello che dovrebbe essere il bene più pregiato che dà a vivere ad un economia turistica ben più importante di quella della sabbia. Non sembra che il tutto interessi più di tanto ai governanti del territorio e anche dalla nuova legge regionale sulle cave non aspettiamoci chissà che cosa. Comunque iniziamo un viaggio attraverso queste realtà, partendo proprio dalle sponde dei laghi e poi saliremo anche verso le vallate, cercando di scoprire dove stanno le ragioni di ciò che ragionevole non appare proprio e ve ne daremo conto. I primi destinatari delle nostre richieste sono i Comuni di Mergozzo e Baveno. Iniziamo da lì a raccogliere un po' di documentazione che sarà utile per capire e far capire. 



09/01/2017 

Prot. 0317 

Spett. Comune di Mergozzo 
SEDE 

OGG: Istanza di accesso agli atti. 

Con la presente si inoltra istanza di accesso agli atti, mediante prelievo, affinché Codesto Ente possa mettere a disposizione e rilasciare all' Associazione che rappresento, una copia di tavola generale di progetto relativo al recupero ambientale post coltivazione, o in itinere se previsto, riferito a tutte le attività di coltivazione di pietre ornamentali attive sul territorio di competenza di Codesto Comune. Ove esista si chiede altresì il rilascio di copia del crono programma riferito sempre alle attività di recupero ambientale. 
Si precisa che "l'interesse" all'accoglimento della presente richiesta é da ricondursi agli scopi e finalità dell'Associazione, in particolare a quelli indicati nell'articolo 3 del proprio Statuto, Statuto consultabile sul nostro sito nazionale. 
Per l'assolvimento, in sede locale, di alcune delle finalità indicate risulta pertanto necessario disporre della documentazione richiesta. 
A disposizione per convenire modalità e termini del rilascio, confidando nell'accoglimento della presente richiesta, distintamente si saluta. 

Il Presidente 
Piero Vallenzasca 

09/01/2017 
Prot. 0417 

Spett. Comune di Baveno 
SEDE 

OGG: Istanza di accesso agli atti. 

Con la presente si inoltra istanza di accesso agli atti, mediante prelievo, affinché Codesto Ente possa mettere a disposizione e rilasciare all' Associazione che rappresento, una copia di tavola generale di progetto relativo al recupero ambientale post coltivazione, o in itinere se previsto, riferito a tutte le attività di coltivazione di pietre ornamentali attive sul territorio di competenza di Codesto Comune. Ove esista si chiede altresì il rilascio di copia del crono programma riferito sempre alle attività di recupero ambientale. 
Si precisa che "l'interesse" all'accoglimento della presente richiesta é da ricondursi agli scopi e finalità dell'Associazione, in particolare a quelli indicati nell'articolo 3 del proprio Statuto, Statuto consultabile sul nostro sito nazionale. 
Per l'assolvimento, in sede locale, di alcune delle finalità indicate risulta pertanto necessario disporre della documentazione richiesta. 
A disposizione per convenire modalità e termini del rilascio, confidando nell'accoglimento della presente richiesta, distintamente si saluta. 


Il Presidente 
Piero Vallenzasca 






















          

domenica 8 gennaio 2017

LA TOCE E L'ONOREVOLE


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Navigando sulla rete ci siamo imbattuti nel filmato che potrete trovare all'indirizzo qui sotto. E' una storia un po' datata., comunque l'autore é l'Onorevole Enrico Borghi, deputato al Parlamento e Sindaco del Comune di Vogogna. Il soggetto era già stato assunto agli onori delle cronache anni fa, quando promosse la costruzione, mai finita, di una strada dagli infiniti, quelli sì, tornanti e che avrebbe dovuto consentire la ripresa produttiva di una cava dismessa sul versante sopra l'abitato. Di quell'opera, mai finita, quindi inutile, sono rimasti un po' di tornanti e una misteriosa rotatoria che tutti si trovano davanti quando entrano in Vogogna provenienti dal ponte sul Toce. Ebbene, il nostro Deputato, più volte si è fatto promotore di iniziative atte a far finanziare e attuare il disalveo del Fiume Toce, La questione non è affatto pacifica, molti, anche tecnici, ne escludono la fattibilità o meglio la necessità, propendendo per una naturale gestione del corso d'acqua che alterna lunghi periodi di normale regime, anche dieci anni, con brevi periodi di piena, anche violente. Comunque il nostro Deputato non ha invece dubbi, unendosi al coro populista di altri, a destra o a sinistra, che sempre chiedono un massiccio intervento di "pulizia" del fiume. Nell'occasione del filmato realizzato con una ripresa aerea del tratto di fiume interessato, si mette a confronto la situazione del Toce dopo un'ultima piena, con quella che si è determinata a distanza di qualche anno dall'evento. Stupisce la capacità della natura di riappropriarsi di ciò che la piena gli ha sottratto e, sotto il profilo della qualità del paesaggio, il confronto non regge. In pochi anni il fiume viene rimesso nel suo alveo naturale e normale e le sponde si ripopolano di una rigogliosa flora e, pensiamo, di una ridente avifauna. Niente da mettere al confronto delle lande pietrose e desertiche lasciate dalla piena. Eppure il Deputato, in nome di una sicurezza, tutta da dimostrare, propende per queste ultime, deprecando il lavoro che il fiume, giorno per giorno, anno per anno e da quando esiste, il Toce, o meglio la Toce, compie. La vicenda proseguì con l'emissione di un' ordinanza nei confronti dell'AIPO, l'agenzia interregionale che ha competenza sul Po e tutto il suo bacino idraulico, poi ci siamo persi la fine di questa storia. 


https://youtu.be/O7G9N1PNr8o 

























































lunedì 2 gennaio 2017

MONTE ZUCHERO:LA RICERCA CONTINUA

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L'ultimo Bollettino Ufficiale della Regione da conto di un provvedimento con il quale è stato prorogato di anni due il permesso di ricerca mineraria rilasciato alla società Graniti e Marmi di Baveno e finalizzato ad ottenere la eventuale successiva concessione mineraria per la estrazione di materiali giacenti sul sito della cava dismessa da decenni in località Monte Zuchero, in Comune di Stresa. L'Associazione, con la nota che qui viene pubblicata contesta il provvedimento poichè a nostro giudizio sarebbe in contrasto sostanziale con le norme di salvaguardia poste dal Piano Paesaggistico adottato dalla stessa Regione. Insomma un po' di schizofrenia che guiderebbe il comportamento dei Servizi che gestiscono l'attività della Regione. Comunque, per chi ha voglia e tempo, la lettura della nota che inoltriamo in data odierna, crediamo chiarisca la portata del problema. Rimane la questione se mai vorranno risponderci, ma provarci è per noi un obbligo, poi vedremo.







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Domodossola 02/01/2017

Prot. 0117 

Spett. Regione Piemonte Direzione Competitività del Sistema regionale Via Pisano 6 10152 TORINO competitivita@cert.regione.piemonte.it 

Spett. Regione Piemonte Settore Polizia Mineraria, Cave e Miniere Via Pisano, 6 – 10152 Torino attivitaestrattive@cert.regione.piemonte.it

e p.c.

Spett. Regione Piemonte
Direzione Ambiente Governo e Tutela del Territorio
Settore Territorio e paesaggio
C.so Bolzano 44
10121 T O R I N O

Spett. Ministero dei Beni e delle
attività culturali e del turismo
Soprintendenza Archeologica, belle arti e
paesaggio per le Province di Biella,
Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli
P.zo Chiablese P. za S.Giovanni 2
10122 TORINO

Ogg: Piano Paesaggistico Regionale. Dichiarazione di notevole interesse pubblico di cui al D.M. 01/08/1985. Prescrizioni specifiche. Divieto di apertura di nuovi siti di cave. Proroga di rinnovo di ricerca mineraria di cui alla D.D. 11/10/2016 n. 609 - Bur n. 52 del 29/12/2016.

Con la determinazione in oggetto, il Responsabile di Settore ha rilasciato alla Società Graniti e Marmi di Baveno s.r.l., corrente in Baveno via Alle Cave, la proroga di permesso di ricerca mineraria già accordato in località Monte Zuchero del Comune di Stresa e scaduto alla data del 09/10/2016.
Premesso che il provvedimento di proroga risulta emesso in data successiva la scadenza dell'originario titolo e quindi non di proroga si tratterebbe , ma di sostanziale rinnovo, risulta alla scrivente Associazione che l'ambito entro il quale detto provvedimento potrà svolgere la sua operatività è quello compreso entro i confini del Decreto Ministeriale di dichiarazione di notevole interesse pubblico approvato in data 01/08/1985.
Tale ambito è stato fatto oggetto di puntuale individuazione da parte dell'adottato Piano Paesaggistico Regionale che alla pagina 609 dell'elenco dei beni tutelati, parte prima, ne detta le prescrizioni, ossia le norme di salvaguardia immediatamente operative e obbligatorie.
In tale normazione viene fissato che: " Per i valori di panoramicità dell'ambito non è consentita l'apertura di nuovi siti di cava."
A tal proposito l'esistenza sull'area di un sito di cava dismessa non rivela ai fini della inefficacia della norma di salvaguardia citata.
In merito ha già dato una corretta e coerente interpretazione la Giunta Regionale che con D.G.R. 30 novembre 2015, n. 31-2530 ha così chiarito:
"Siti di cava. Non è consentita l’apertura di nuovi siti di cava; gli interventi nelle aree di cava esistenti devono prevedere il recupero contestuale delle aree di coltivazione dismesse e di deposito inerti nonché delle infrastrutture di servizio privilegiando l’uso di tecniche di ingegneria naturalistica.
La prescrizione intende impedire l’apertura di nuove aree di coltivazione consentendo comunque il proseguimento delle attività di coltivazione nei siti di cava attivi esistenti, anche in ampliamento, prevedendo il contestuale recupero delle aree di coltivazione dismesse in coerenza con gli obiettivi specifici di qualità paesaggistica individuati per ciascun ambito di paesaggio."
Ad avviso della Associazione scrivente anche la distinzione poi tra attività di cava e attività mineraria, nel caso, non dovrebbe minimamente rilevare.
Considerata la finalità che si propone la norma di tutela e la irrilevanza sostanziale della distinzione tra le due attività, proprio sotto il profilo della
compromissione dei beni tutelati, l'introduzione di una loro distinzione, svuoterebbe di portata la norma di salvaguardia, a questo punto, facilmente aggirabile.
Rimane la questione semmai della distinzione tra permesso di ricerca mineraria e eventuale successiva concessione di estrazione mineraria.
La domanda tuttavia è ovvia; quale senso logico avrebbe consentire una ricerca preordinata a una attività successiva, ma vietata ? Noi non lo cogliamo e poiché l'attività della Pubblica Amministrazione dovrebbe conformarsi a criteri di logica e coerenza dubitiamo fortemente, anche sotto questo profilo, della legittimità dell'atto assunto.
In conclusione, fermo restando il rilievo sulla inammissibilità della proroga, intervenuta oltre i termini, riteniamo che il rinnovo del permesso di ricerca mineraria avrebbe dovuto avvenire attraverso una nuova valutazione della sussistenza delle condizioni circa la sua ammissibilità ed è un fatto che tale valutazione, a prescindere dalle sue possibili conclusioni, non è stata compiuta o, quanto meno, non se ne da conto.
Alla luce di tutte le considerazioni svolte, fatta salve eventuali altre nostre azioni, si chiede con la presente un riesame, necessariamente urgente e in sede di autotutela, del provvedimento emesso e comunque di far conoscere a questa Associazione le valutazioni che la Direzione e il Servizio in indirizzo ritengono esprimere riguardo le considerazioni e le contestazioni qui mosse.

Confidando nella massima attenzione e sollecitazione, distintamente si saluta.

Il Presidente
Piero Vallenzasca

1006
italianostra_vco@pec.it

venerdì 30 dicembre 2016

STRESA : TEMPI LUNGHI E SOSPETTI


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Avevamo dato conto dell'attività svolta nei confronti di Regione Piemonte per conoscere le reali motivazioni che avevano indotto la Struttura deputata ai beni del paesaggio a sospendere il procedimento riferito alla richiesta di autorizzazione per la costruzione di un nuovo grande albergo in Stresa. Avevamo pubblicato sul questo blog la lettera indirizzata alla stessa Regione ed il successivo nostro sollecito. Non avendo ottenuto ancora alcun riscontro abbiamo compiuto un ulteriore passo, rivolgendoci all'Ufficio del Difensore Civico Regionale affinché con il proprio intervento possa indurre la Regione comunque a risponderci. Per ragioni di riservatezza non abbiamo pubblicato il provvedimento, per noi irrituale e anomalo, del quale avevamo chiesto ragione, possiamo soltanto dire che le motivazioni che lo sorreggevano erano assolutamente inconsistenti; la prima si riferiva all'esistenza del parere della Soprintendenza contrario al progetto dell'albergo, ma tale parere era semmai il presupposto indispensabile per concludere il procedimento nel senso di negare l'assenso, non certo quello per sospendere una decisione, la seconda si riferiva all'esistenza del ricorso Straordinario al Capo Stato presentato avverso quel parere. Ma il ricorso è stato presentato ben quattro mesi dopo la data del parere negativo e la sospensione è intervenuta una ventina di giorni dopo la data del ricorso. Orbene, poiché i tempi dettati dalla legge per chiudere il procedimento erano molto più brevi di quei 4 mesi e venti giorni trascorsi invano, la domanda è ovvia: hanno aspettato il ricorso per non decidere ? Ci sembra che intorno a questa vicenda le nubi da sgomberare sia molte e che occorra farlo anche con una certa sollecitudine, da qui la richiesta di intervento rivolta al Difensore Civico.

sabato 24 dicembre 2016

La Sezione del Verbano Cusio Ossola di Italia Nostra augura un buon Natale 2016 e un felice nuovo anno .
 Il Presidente e i Componenti del Direttivo 


giovedì 22 dicembre 2016

IL SITO DIMENTICATO




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Oggi pubblichiamo la risposta che ci è pervenuta da parte del Responsabile della struttura Provinciale in relazione al quesito che avevamo posto circa il fine che mai avesse fatto la candidatura del golfo delle Isole a sito Unesco. La risposta è ancora interlocutoria, ma ci ha svelato l'interesse che la politica locale, dopo l'iniziale battage pubblicitario, ha riservato alla questione, cioè assolutamente nulla. Tra dichiarazioni e azioni concrete c'è un spazio infinito fatto appunto di nulla che nessuno colma o quanto meno cerca di colmare. Un ' occasione mancata e probabilmente persa, d'altra parte il timore che il "rischio" di fregiarsi di sito Unesco sia un prezzo troppo alto che non può essere pagato ad una certa economia turistica o all'economia delle cave e delle miniere con vista lago, deve aver fatto la sua parte inducendo prudenza, cautela, dimenticanza, reticenza, insomma tutte quelle qualità di cui la politica locale o no che sia abbonda. Comunque nella risposta sta scritto che sono state chieste le ragioni di tanto silenzio. Comune vedremo....





mercoledì 21 dicembre 2016

La Sezione del Verbano Cusio Ossola di Italia Nostra augura un buon Natale 2016 e un felice nuovo anno 2017.
 Il Presidente e i Componenti del Direttivo 


martedì 20 dicembre 2016

 
 

SOLLECITI




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Domodossola, 19/12/2016


Prot. 12016


Spett. Amministrazione Provinciale  
del Verbano Cusio Ossola
Settore IV Pianificazione territoriale
Via dell'industria, 25
28924 Verbania VB

OGG: Lago Maggiore- Golfo Borromeo- Candidatura sito UNESCO- Aggiornamenti.
I Sollecito.


Con nota del 26/10 c.a. ns. prot. 1016, questa Associazione rivolgeva richiesta a Codesto Ente affinché venissero forniti aggiornamenti circa la candidatura oggetto della presente.
Ad oggi non è pervenuto alcun riscontro e, stante il tempo decorso, ci consentiamo sollecitarne l'esito affinché questa Associazione possa svolgere in maniera adeguata i propri compiti statutari.

Confidiamo nel buon esito. 

Si ringrazia 

Il Presidente
Piero Vallenzasca



Domodossola 19/12/2016


Prot.10016 


Spett. Ministero dei Beni e delle 
attività culturali e del turismo
Soprintendenza Archeologica, belle arti e
paesaggio per le Province di Biella, 
Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli
P.zo Chiablese P. za S.Giovanni 2
10122 TORINO


OGG: Comune di Stresa: Edifici tutelati in modo diretto: Villa Marina e Villa Basile di San Rizzo. Stato di conservazione-artt. 21-22 D. Lgs. 42/2004 e s.m.i., progetto di messa in sicurezza e conservazione degli edifici. 
I Sollecito.

Con riferimento alla nota pari oggetto inoltrata in data 04/11 c.a. prot. 2016, ma ad oggi rimasta senza riscontro, ci si consente sollecitare Codesta Spettabile Soprintendenza a che voglia fornirci elementi circa l'intervenuto buon esito della procedura intrapresa atta a garantire la conservazione dei beni tutelati.
Rimanendo in fiduciosa attesa si ringrazia già da ora.


Il Presidente
Piero Vallenzasca


Domodossola 19/12/2016

Prot.9016 

Al Sig. Sindaco della città di 
S T R E S A 

Ogg: Area di rispetto ai sensi dell'art. 45 del D. Lgs. n. 42/2004 e s.m.i.- Villa Marina e Villa Basile di S. Rizzo. Recepimento delle prescrizioni obbligatorie all'interno di variante strutturale stralcio-chiarimenti. 
I Sollecito.


Con riferimento all'oggetto, questa Sezione Territoriale inviava in data 04/11 c.a. una richiesta di chiarimenti in ordine alle intenzioni che Codesto Comune avrebbe dovuto manifestare al fine di ricondurre la scriteriata variante entro l'ordine naturale delle disposizioni obbligatorie e prescrittive dei provvedimenti di vincolo insistenti sull'area interessata e che hanno costituito la fonte di legittimazione del parere negativo espresso dalla Soprintendenza riguardo l'istanza per la realizzazione dell'Hotel Le Ville.
Poiché a distanza di congruo tempo dalla data della nostra richiesta non ci è pervenuto alcun riscontro, con la presente ci consentiamo muovere il presente sollecito affinché il richiesto riscontro ci venga dato, anche al fine di consentire a questa associazione l'esercizio della propria attività statutaria

Si ringrazia 

Il Presidente 
Vallenzasca Piero 


Domodossola 19/12/2016

Prot. 8016

Spett. Regione Piemonte 
Direzione Ambiente Governo e Tutela del Territorio
Settore Territorio e paesaggio
C.so Bolzano 44

10121 T O R I N O

e p.c. Spett. Ministero dei Beni e delle 
attività culturali e del turismo
Soprintendenza Archeologica, belle arti e
paesaggio per le Province di Biella, 
Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli
P.zo Chiablese P. za S.Giovanni 2

10122 TORINO

OGG: Codice dei beni culturali e del paesaggio. 
Comune di Stresa VB Fg. 13 mapp. 46-66-67-68-71-72-73-74-99-100-166-625
Realizzazione di nuovo impianto a destinazione turistico ricettiva alberghiera " Hotel Le Ville" Istanza SIAV srl.
Mancata chiusura del procedimento.
I Sollecito.

Con la presente si fa riferimento alla nota di pari oggetto già trasmessa, da questa Sezione territoriale in data 08/11 c.a., agli indirizzi indicati e ad oggi rimasta senza esito.
Si rinnova pertanto l'invito a che un riscontro possa esserci dato entro ragionevoli termini al fine, se possibile, di dissipare la preoccupazione che è sorta a seguito della conoscenza del procedimento seguito per la definizione o meglio sospensione dell'istanza relativa all'autorizzazione per la realizzazione di Hotel Le Ville.
Confidiamo pertanto nel buon esito del presente sollecito.

Si ringrazia 

Il Presidente 
Vallenzasca Piero



sabato 17 dicembre 2016


Natale 2016 




Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga 60 anni di iniziative, progetti e battaglie per proteggere la bellezza, la storia e la cultura dell’Italia. 

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mercoledì 14 dicembre 2016

CONSUMO ZERO ?


Risultati immagini per consumo suolo zero


Si inverte, almeno così nelle intenzioni, la logica che per anni ed anni abbiamo visto prevalere con risultati così infausti che ha portato nei decenni successivi il secondo dopo guerra, alla distruzione di una parte considerevole del patrimonio paesaggistico Italiano. Insomma quello che non aveva fatto la guerra lo aveva fatto poi la pace, disseminando il territorio di una quantità edilizia imponente, sia essa residenziale che industriale e ultima, commerciale. Uno sviluppo da economia emergente si direbbe oggi che non ha fatto prigionieri, ma solo morti. A distanza di decenni da quei nefasti tempi, si misurano gli errori; la fine della crescita demografica, il surplus edilizio esistente poco o nulla utilizzato, la stessa sua svalutazione economica, la rottamazione industriale provocata dalla crisi economica più lunga di tutta la storia contemporanea, i costi diventati insostenibili per il mantenimento di tutto il surplus realizzato che ora pochi apprezzano e il mercato neppure più vuole. Ebbene tutto ciò, prima ancora che una nuova coscienza eco sostenibile che avrebbe illuminato la classe politica dirigente italiana, ha portato o almeno sembra stia portando ad una svolta nella politica della pianificazione dei territori. Una legge all'esame del Parlamento nazionale sta infatti affrontando il tema del consumo del suolo e prevede meccanismi di azzeramento del nuovo consumo. Anche un disegno di legge regionale piemontese, per quanto ci riguarda, sta affrontando il problema con l'intento dichiarato di pervenire alla prospettiva di consumo zero. Sono solo i primi passi di una rivoluzione? Andiamo cauti, vedremo intanto se e come questi disegni di legge andranno in porto; certo siamo ancora lontani da una vera rivoluzione che dovrebbe sposare il principio della decostruzione e non solo quello del consumo di suolo " tendenzialmente " zero. Ne riparleremo diffusamente ancora.

lunedì 12 dicembre 2016


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Le migliaia e migliaia di soci sono l’unica vera nostra forza. Per essere sempre più protagonista del presente e del futuro del nostro Paese unisciti a noi! 
VANTAGGI PER I SOCI 
ricevere gratuitamente la rivista dell’Associazione per tutto l’anno 
partecipare alle attività e alle iniziative su tutto il territorio nazionale 
beneficiare di convenzioni e di sconti a mostre e musei 



Le quote annuali sono: 
socio ordinario 35 euro 
socio familiare 20 euro 
socio giovane 10 euro (meno di 18 anni) – 15 euro (18/26 anni) 
E'possibile effettuare il pagamento tramite: 
bonifico bancario intestato a Italia Nostra onlus 
Iban: IT 16D 02008 05283 000400039817 
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venerdì 9 dicembre 2016

PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE-UN ALTRO PASSO


Risultati immagini per piano paesaggistico regionale piemonte


Il primo di dicembre scorso è andata in pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Piemonte, la delibera della Giunta che ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni che erano state prodotte da Enti, Associazioni, privati e imprese in relazione alla delibera di adozione, o meglio, riadozione, del Piano Paesaggistico Regionale. E' un passo importante. E' la prima volta che, dopo alterne vicende, la Regione riesce a portare l'importante strumento di governo del territorio a questa fase procedurale che prelude, dopo la condivisione con il Ministero dei Beni culturali, alla definitiva sua approvazione. Nel merito la discussione sarebbe molto complessa e probabilmente anche molto articolata. Luci e ombre potrebbe essere la sintesi con la quale definire i risultati di cui con questo nuovo strumento il territorio si dota. Certamente arrivati a questo punto é meglio vi sia piuttosto che no; anche se sicuramente non soddisfa in più parti, se certamente vi sono carenze, dimenticanze, omissioni, debolezze, cedimenti... meglio che niente, con la consapevolezza che buttarlo via si rischia di buttare il bambino con l'acqua sporca e un altro Piano chissà quando se e come ancora lo si vedrebbe. Intanto portiamocelo a casa, magari in questo tempo che ci separa dalla sua definitiva approvazione, impegniamoci a leggerlo bene e, se vi sono, come vi sono, scoprire le magagne maggiori, magari sié ancora in tempo per tamponare qualche cosa. Il processo di condivisione presso il Ministero, ricordiamolo, non é ancora iniziato, tanto meno chiuso. Anche questa Associazione sezionale aveva fatto la sua piccola parte. Potrete leggere il tutto consultando il bollettino Ufficiale della Regionale pubblicato sul sito istituzionale, supplemento al n. 48 del 01/12/2016, alle pagine 172/180. Comunque avremo ancora modo e tempo per tornare in argomento.











mercoledì 7 dicembre 2016

SEGNARE UN PUNTO


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Stresa futura 2: verità e illusioni: SEGNARE UN PUNTO: Lo stato del degrado cittadino segna un punto, ossia si compie un passo, pur piccolo che sia, perché su questo degrado che viene  al...

martedì 6 dicembre 2016

PROGRAMMA


Risultati immagini per italia nostra


Anche questa Associazione ha le sue regole generali a cui ogni sezione deve conformarsi. Una di queste è redigere ogni anno un programma delle attività che intende sviluppare nel corso dell'anno che si apre, nel caso il 2017. Così abbiamo fatto con il documento che pubblichiamo e che il Direttivo Sezionale ha recentemente approvato. 



Sezione Verbano Cusio Ossola 

PROGRAMMA DI ATTIVITÀ PER L’ANNO 2017 

1. RAPPORTI CON IL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE 

Considerata la marginalità territoriale di una sezione come quella del VCO, si ritiene che da parte del Direttivo Regionale debba essere valutata l'esigenza di sviluppare un rapporto più diretto con le sezioni, in particolare con quelle, come questa, più territorialmente marginali. 
A tal proposito si ritiene che possa richiedersi che, con cadenza annuale, venga dedicata un' intera singola sessione delle riunioni del Direttivo all'audizione di tutte le sezioni . 
In questo modo il rapporto tra la sede regionale e quelle sezionali potrà meglio concretarsi, con una conoscenza approfondita delle più rilevanti tematiche che le singole sezioni hanno in corso, sviluppando una relazione sinergica che, considerate le modalità aperte di audizioni potrà coinvolgere l'insieme delle organizzazioni territoriali regionali. 

2. CAMPAGNA DI TESSERAMENTO 

Il Consiglio Direttivo considera importante procedere ad una campagna straordinaria di tesseramento che non solo possa mettere in sicurezza la sezione dal " rischio" di accorpamento ad altra realtà territoriale, ma possa costituire momento di promozione dell'attività sin qui svolta dalla Associazione, allargando la cerchia di consenso intorno al proprio operato e rafforzando così la possibilità di incidere sulle singole tematiche cui è chiamata in conformità alla propria missione statutaria. 
Un raddoppio del tesseramento deve porsi come obiettivo assolutamente credibile e possibile, impegnando in tal senso i componenti del Direttivo a compiere ogni singolo sforzo per l' allargamento della base associativa. 

3. ASSOCIAZIONE IN RETE 

L'avviata sperimentazione di diffusione della propria attività sulla rete web, dovrà essere oggetto di perfezionamento e di consolidamento. Accanto all'avviata pagina di blog, dovrà attivarsi e utilizzarsi quella consentita dal sito istituzionale e nazionale dell'Associazione. In ogni caso, la diffusione con ogni utile mezzo del proprio operato è da considerarsi elemento di forza per la riuscita della proprie campagne a difesa dei beni comuni. 

4. LE AZIONI 



L'anno 2017 vedrà importanti questioni che interessano il territorio andare a " soluzione". In questa prospettiva l'Associazione dovrà ulteriormente impegnarsi sui fronti che già negli scorsi anni sono stati aperti, ma sui quali non è stata ancora detta la parola fine. 



INTERCONNECTOR ITALIA-SVIZZERA: 

Dopo una moratoria della durata di 10 mesi e che scadrà a fine anno, Terna presenterà al tavolo della conferenza insediata presso il Ministero Ambiente i risultati delle sue proposte modificative al progetto dell'elettrodotto P.so S. Giacomo - Boggio. Sarà quello il tempo in cui l'Associazione dovrà massimamente vigilare affinché si possa riaprire il momento partecipativo del processo decisionale di un'opera dal forte impatto non solo locale, ma interregionale. 

STRESA - VARIANTE STRALCIO: 

Non deve ancora considerarsi acquisto in toto il positivo risultato che ha visto il progetto edilizio del grande albergo in ambito vincolato, essere stato oggetto del parere contrario, fortemente motivato, espresso dalla Soprintendenza. Tutt'ora pende ricorso straordinario al Capo Stato della proprietà avverso tale parere. 
L'Associazione ha titolo per insinuarsi nel ricorso e, non appena riuscirà ad ottenere l'accesso al ricorso, proporrà al Presidente Nazionale di rilasciare il relativo consenso. 


TUTELA COSTIERA LAGO MAGGIORE: 

L'Associazione si era adoperata negli scorsi anni, presentando un motivato progetto di estensione con un vincolo di tutela indiretta di tratta della costa nord Lago Maggiore in comune di Stresa. Ad oggi non è stato possibile cogliere ancora il risultato positivo di questa azione. Si tratta, nel corso del 2017, di dare nuovo slancio all'iniziativa cercando sinergie con altre associazioni locali, al proposito è stata approvata l'adesione all'Associazione Stresa 20 20, nonché sviluppare un posuitvo rapporto con la sede nazionale affinché supporti il progetto che giace presso Direzione generale del Ministero e la locale Soprintendenza. 

Massima attenzione dovrà prestarsi alla soluzione urbanistica che in Comune di Verbania vorrà essere data in merito al recupero dell'ex Albergo Eden, in ambito di assoluto rilievo sotto il profilo paesaggistico, scongiurando i progetti presentati tesi a sovvertirne completamento l'assetto e che, al momento, contrastano le stesse prescrizioni del PPR, del quale, sotto tale profilo si auspica l'approvazione . 


MONITORAGGIO ASSETTI TERRITORIALI: 

Si cercherà, pur nella limitatezza delle risorse, di monitorare quelle modifiche degli strumenti urbanistici in corso di cui si abbia notizia e che possano avere un impatto significativo con i beni comuni. L'obiettivo è quello di intervenire nel momento decisorio degli strumenti di panificazione al fine di evitare che l'intervento su singole situazioni poi si abbia a rivelare tardivo e improduttivo. 

MONITORAGGI AMBIENTALI 

Considerata la pratica ancora diffusa in più ambiti del territorio,i manterrà anche per l'anno 2017 il costante impegno circa il monitoraggio e la segnalazione alle autorità cui spetta provvedere, della cartellonistica stradale posta in spregio a normativa vigente. 

Il particolare impatto sul territorio dell'economia delle cave, suggerisce che con l'approvazione della nuova legge regionale si abbia da parte dell'Associazione a sviluppare un'attenzione su singole situazioni che segnalano una particolare criticità al fine di ottenere una adeguata azione di effettivo controllo da parte dei soggetti pubblici responsabili. 

5. RELAZIONI CON LE ALTRE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE 

Saranno mantenute, avviate e consolidate il più possibile le forme di collaborazione con le altre associazioni ambientaliste, nella condivisione di iniziative e di interventi e nella compartecipazione alla redazione di documenti. 

Il Presidente di Sezione

lunedì 5 dicembre 2016

SITO UNESCO,UN MISTERO

Risultati immagini per sito unesco golfo borromeo




L'esistenza di una candidatura del golfo delle isole Borromee quale sito Unesco non era un'immaginazione di qualcuno, ma un fatto reale, tanto che se si cerca sulla rete tale candidatura sembrerebbe ancora attiva. Meno attiva o in apparenza del tutto inattiva è invece l'operato pubblico di chi avrebbe dovuto gestire il relativo dossier, così come quello di tutti i soggetti che avrebbero dovuto attivarsi per conseguire il prestigioso risultato. Segno forse che di questo prestigioso risultato non è che molti abbiano interesse. Evidentemente si sono accorti che conseguire il riconoscimento di sito Unesco e poi mantenerlo, costa anche alcuni "sacrifici". Comunque quel misterioso dossier avrebbe dovuto essere nelle mani della Provincia, ente non soppresso come da oggi apprendiamo. A quell'En te dunque occorre rivolgersi per avere notizie in merito. E' quello che abbiamo fatto con la nota che pubblichiamo. Sino ad oggi nessuna risposta, ma insisteremo. 










Domodossola, 26/10/2016



Prot. 1016



Spett. Amministrazione Provinciale OGG: 

del Verbano Cusio Ossola

Settore IV Pianificazione territoriale

Via dell'industria, 25

28924 Verbania VB



OGG: Lago Maggiore- Golfo Borromeo- Candidatura sito UNESCO- Aggiornamenti.







Codesto Ente era il titolare, già alcuni anni fa, del dossier di candidatura oggetto della presente.

La notizia di tale candidatura nel tempo è però venuta meno, sino a scomparire definitivamente dalla cronaca, tuttavia non sembra scomparsa dalla rete dove, in siti dedicati, compare ancora insieme a molte altre.

Scopo della presente é quindi quello di avere notizie certe sull'esito o sulla procedura, eventualmente ancora in corso, che la proposta di inserimento dell'ambito del Lago Maggiore ha avuto o ha ancora in itinere, aggiornandoci anche sulle motivazioni, se vi sono, che ostano la conclusione positiva del riconoscimento richiesto o che ne hanno impedito il riconoscimento stesso. 



Si ringrazia 



Cordialità 

Il Presidente



Piero Vallenzasca